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  1. #21
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    In origine postato da ZENA
    In effetti bisogna distinguere il piano descrittivo da quello valutativo.
    Bisogna chiedersi innanzitutto se il diritto d'attinenza costituisca discriminazione. Non si parla infatti di sesso, razza, religione, condizione sociale. Non si parla nemmeno di regione di nascita. Si parla di regione di RESIDENZA, partendo dal presupposto che la circolazione in territorio europeo è libera. E' giusto che le opportunità occupazionali, di carattere amministrativo e sociale,che una regione mette a disposizione con soldi propri, non vadano a diretto vantaggio di quei soggetti, i residenti, che sono COSTITUZIONALMENTE i cittadini di quella regione, vale a dire il suo "corpo politico"? Stesso discorso potrebbe essere anche fatto per comuni e province. Del resto se il lavoro è un diritto, nel momento in cui quest'ultimo viene garantito attraverso la sfera pubblica decentrata, non dovrebbe essere esercitato nel rispetto dell'esclusività degli enti decentrati? In soldoni: avranno un insegnante, un medico, aspiranti agenti di polizia locale o impiegati di varia natura, il diritto a cogliere l'opportunità di lavorare dove risiedono?Questo vale per chiunque, sia chiaro: nord e sud. Non appare predatorio l'atteggiamento del "forestiero" che, nonostante sia residente in un luogo che offre le stesse opportunità e gli stessi diritti, toglie il pane di bocca a chi avrebbe nel caso l'occasione di lavorare dove risiede, senza dover rescindere il legame "vitale" con la propria terra, coi propri affetti, con la propria realtà? E' giusto che la vita sociale ed amministrativa non sia organizzata in alcun modo secondo spazi a misura del soggetto e della sua identità? tutto deve dissolversi in un egalitarismo dove tutto è identico e indifferenziato, seppur in un mondo dove tutto appare diverso e articolato?
    P.S: Come è stato detto, diverso è il caso dell'impresa privata, in quanto il rischio di capitali è personale: come tale, deve essere gestito nella piena libertà di scelta in merito a collaboratori e dipendenti.
    P.P.S: Io ho svolto un ragionamento puramente teorico. E' ovvio che, applicato al caso "Italia", assume significati noti. Basta consultare i dati ufficiali riportati sulla rubrica silenziosa della LCP.


    Io sono d'accordo con la Lega quando si oppone ad alcuni eccessi di centralizzazione romana. Ad esempio, mi sembra giusto che una rete Rai stia a Milano. O che a Milano abbia sede la Consob. La Lega però si disinteressa di questi temi.

    Faccio invece fatica a condividere l'idea secondo cui i concorsi ai
    pubblici impieghi dovrebbero essere riservati ai residenti. Ciò significa che l'ente che bandisce il concorso non attinge in un ambito vasto, non può prendere i migliori.

    In tempi di globalizzazione, ciò significa trasformare la propria regione (o la propria città) in un ghetto. Mi sembra un ritorno al
    passato.

    Le comunità chiuse non hanno futuro. Sono destinate al declino.

    E' questo che la Lega vuole per le regioni del Nord Italia ?
    Diderot

  2. #22
    Ospite

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    In origine postato da Diderot


    Le comunità chiuse non hanno futuro. Sono destinate al declino.

    Le solite cazzate.

  3. #23
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    Diderot

  4. #24
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    Io credo nel Federalismo , cioè in una struttura dello Stato non solo meno centralizzata , ma che tenga conto delle tante diverse Storie che caratterizzano il nostro paese.
    Nonchè nella possibilità di usare le risorse che il territorio produce.
    Devo dire però che l'attuale riforma federalista ("Devolution") in discussione al Parlamento , mi lascia molto perplesso.
    Vale a dire , il precedente governo Ulivista aveva approvato la riforma del capitolo quinto della Costituzione.
    Ed erano passate alle Regioni molte competenze.
    Sempre con quella legge , era stato abolito l'"interesse nazionale" in Costituzione.
    Ora , nei giorni scorsi , la Camera ha approvato la restituzione allo Stato di molte delle competenze che erano state attribuite alle Regioni dalla Riforma Ulivista.
    La Polizia Regionale si riduce alla gestione dei vigili urbani..
    Ma in modo particolare è stato reintrodotto in Costituzione l'interesse nazionale.
    Questo significa che tramite i commissari di governo , il centro potrà segare qualsiasi legge regionale che non gli faccia comodo.
    Gentilmente , sapreste dirmi cosa è rimasto della Devoluzione ?
    E sul Federalismo Fiscale...
    Sul Sole 24 Ore di oggi , c'è un articolo , dove si dice che praticamente tutto il Centro dx è contrario...
    Figurarsi il Centro sx...
    Qualcuno , ripeto , è in grado di spiegarmi quali elementi positivi di novità introduce l'attuale disegno di legge in discussione al Parlamento ?
    A questo punto , visto come stanno andando le cose , non era meglio tenersi la riforma voluta dal Centro sx ?
    Saluti.

  5. #25
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    In origine postato da Max50

    A questo punto , visto come stanno andando le cose , non era meglio tenersi la riforma voluta dal Centro sx ?
    Saluti.

    si

  6. #26
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    In origine postato da Diderot
    .....
    Faccio invece fatica a condividere l'idea secondo cui i concorsi ai
    pubblici impieghi dovrebbero essere riservati ai residenti. Ciò significa che l'ente che bandisce il concorso non attinge in un ambito vasto, non può prendere i migliori.


    Le comunità chiuse non hanno futuro. Sono destinate al declino. ....

    Chi mi garantisce in un paese come l'italia, che pur avendo un vasto parco "buoi di tutte le razze" scelgano solo per il meglio della regione?

  7. #27
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    In origine postato da Max50
    Io credo nel Federalismo , cioè in una struttura dello Stato non solo meno centralizzata , ma che tenga conto delle tante diverse Storie che caratterizzano il nostro paese.
    Nonchè nella possibilità di usare le risorse che il territorio produce.
    Devo dire però che l'attuale riforma federalista ("Devolution") in discussione al Parlamento , mi lascia molto perplesso.
    Vale a dire , il precedente governo Ulivista aveva approvato la riforma del capitolo quinto della Costituzione.
    Ed erano passate alle Regioni molte competenze.
    Sempre con quella legge , era stato abolito l'"interesse nazionale" in Costituzione.
    Ora , nei giorni scorsi , la Camera ha approvato la restituzione allo Stato di molte delle competenze che erano state attribuite alle Regioni dalla Riforma Ulivista.
    La Polizia Regionale si riduce alla gestione dei vigili urbani..
    Ma in modo particolare è stato reintrodotto in Costituzione l'interesse nazionale.
    Questo significa che tramite i commissari di governo , il centro potrà segare qualsiasi legge regionale che non gli faccia comodo.
    Gentilmente , sapreste dirmi cosa è rimasto della Devoluzione ?
    E sul Federalismo Fiscale...
    Sul Sole 24 Ore di oggi , c'è un articolo , dove si dice che praticamente tutto il Centro dx è contrario...
    Figurarsi il Centro sx...
    Qualcuno , ripeto , è in grado di spiegarmi quali elementi positivi di novità introduce l'attuale disegno di legge in discussione al Parlamento ?
    A questo punto , visto come stanno andando le cose , non era meglio tenersi la riforma voluta dal Centro sx ?
    Saluti.
    Io a questo punto (tanto per quello che servono oramai) mi gioco le palle con il referendum.
    Mi sa che se passa il "no", non mi dispiaccia più di tanto,si può sempre riprovarci ,quando le cose in italia andranno "male"

  8. #28
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    Diderot

  9. #29
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    In origine postato da Diderot
    Io sono d'accordo con la Lega quando si oppone ad alcuni eccessi di centralizzazione romana. Ad esempio, mi sembra giusto che una rete Rai stia a Milano. O che a Milano abbia sede la Consob. La Lega però si disinteressa di questi temi.

    Faccio invece fatica a condividere l'idea secondo cui i concorsi ai
    pubblici impieghi dovrebbero essere riservati ai residenti. Ciò significa che l'ente che bandisce il concorso non attinge in un ambito vasto, non può prendere i migliori.

    In tempi di globalizzazione, ciò significa trasformare la propria regione (o la propria città) in un ghetto. Mi sembra un ritorno al
    passato.

    Le comunità chiuse non hanno futuro. Sono destinate al declino.

    E' questo che la Lega vuole per le regioni del Nord Italia ?
    Non c'è ragione di pensare che le qualità e le capacità umane necessarie a svolgere compiti di rilievo locale non si distribuiscano con sufficiente uniformità. C'è invece ragione di pensare che siano in molti quelli interessati a coglier l'occasione di vivere grazie alle risorse altrui,ovvero di circolare "parassitariamente" per la Padania e oggi, a norma di legge, anche per l'Europa. La sfera pubblica, dal mio punto di vista, è strettamente connessa alla sfera politica la quale, in democrazia, è patrimonio delle comunità che esercitano la sovranità su un DATO territorio. Ergo, la sfera amministrativa dovrebbe essere attinente esclusivamente a chi esercita i diritti politici entro i confini in cui la suddetta amministrazione viene esercita. I diritti politici, a livello regionale, provinciale, comunale, si acquiscono con la residenza. Da ciò consegue che, quantomeno, prima di riuscire a conquistarsi l'ambito posto statale o un qualsivoglia "sussidio" sociale, bisognerebbe avere la decenza di risiedere, disinteressatamente e con le proprie forze, presso la regione a cui si chiedono tali "benefit". Ma dico di più: se vi fosse un pò di giustizia, criterio fra gli altri, in casi legati soprattutto all'assistenza sociale, alle case popolari etc. dovrebbe essere il tempo di residenza. Chi vive da sempre in un dato luogo non può essere equiparato "sic et simpliciter" a chi se ne viene bello bello da fuori. Del resto in ogni forma di comunità o associazione, l'ultimo arrivato non è mai equiparato a chi da più tempo "attiene" al gruppo. Si tratta di principi sociali quasi naturali, da cui derivano il "senso" della comunità, la sua stessa condizione d'esistenza, la necessità di un'articolazione verticale che le conferisca un ordine fondato sulla diversa "dignità" dei membri. Anche all'interno di un orizzonte democratico e quindi aperto ad ampie forme di mobilità sociale. Sono principi diffusi in ogni tempo e luogo,che l'attuale "democrazia" ha misconosciuto con grave pregiudizio della così detta giustizia proporzionale e della stessa sfera pubblica. Noi viviamo all'interno di uno Stato che ha perso completamente il contatto con l'essenza stessa della persona umana, che equipara tutto e tutti (fatta eccezione per gli statuti speciali, che in realtà sono i più normali): liguri con umbri, lombardi con siciliani, veneti con campani; cittadini europei con extra-comunitari. Del resto, mi dirai: ormai non si vorrebbe distinguere più, da un punto di vista civile e sociale, eterosessuali e omosessuali. Anche uomini e animali hanno diritti sempre più simili, al punto che, secondo me, solo grandi interessi economici sconsigliano di imporre per legge il vegetarianesimo. Ebbene, questo modo di ragionare non corrisponde secondo me alla realtà. E' pura costruzione astratta che tradisce la concretezza della sfera sociale in cui si esercita, a misura d'uomo, la moralità.

    P.S: non è vero che la Lega non vorrebbe una rete RAI a Milano o che non abbia provato a ottenerla.

  10. #30
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    In origine postato da ZENA
    Non c'è ragione di pensare che le qualità e le capacità umane necessarie a svolgere compiti di rilievo locale non si distribuiscano con sufficiente uniformità. C'è invece ragione di pensare che siano in molti quelli interessati a coglier l'occasione di vivere grazie alle risorse altrui,ovvero di circolare "parassitariamente" per la Padania e oggi, a norma di legge, anche per l'Europa. La sfera pubblica, dal mio punto di vista, è strettamente connessa alla sfera politica la quale, in democrazia, è patrimonio delle comunità che esercitano la sovranità su un DATO territorio. Ergo, la sfera amministrativa dovrebbe essere attinente esclusivamente a chi esercita i diritti politici entro i confini in cui la suddetta amministrazione viene esercita. I diritti politici, a livello regionale, provinciale, comunale, si acquiscono con la residenza. Da ciò consegue che, quantomeno, prima di riuscire a conquistarsi l'ambito posto statale o un qualsivoglia "sussidio" sociale, bisognerebbe avere la decenza di risiedere, disinteressatamente e con le proprie forze, presso la regione a cui si chiedono tali "benefit". Ma dico di più: se vi fosse un pò di giustizia, criterio fra gli altri, in casi legati soprattutto all'assistenza sociale, alle case popolari etc. dovrebbe essere il tempo di residenza. Chi vive da sempre in un dato luogo non può essere equiparato "sic et simpliciter" a chi se ne viene bello bello da fuori. Del resto in ogni forma di comunità o associazione, l'ultimo arrivato non è mai equiparato a chi da più tempo "attiene" al gruppo. Si tratta di principi sociali quasi naturali, da cui derivano il "senso" della comunità, la sua stessa condizione d'esistenza, la necessità di un'articolazione verticale che le conferisca un ordine fondato sulla diversa "dignità" dei membri. Anche all'interno di un orizzonte democratico e quindi aperto ad ampie forme di mobilità sociale. Sono principi diffusi in ogni tempo e luogo,che l'attuale "democrazia" ha misconosciuto con grave pregiudizio della così detta giustizia proporzionale e della stessa sfera pubblica. Noi viviamo all'interno di uno Stato che ha perso completamente il contatto con l'essenza stessa della persona umana, che equipara tutto e tutti (fatta eccezione per gli statuti speciali, che in realtà sono i più normali): liguri con umbri, lombardi con siciliani, veneti con campani; cittadini europei con extra-comunitari. Del resto, mi dirai: ormai non si vorrebbe distinguere più, da un punto di vista civile e sociale, eterosessuali e omosessuali. Anche uomini e animali hanno diritti sempre più simili, al punto che, secondo me, solo grandi interessi economici sconsigliano di imporre per legge il vegetarianesimo. Ebbene, questo modo di ragionare non corrisponde secondo me alla realtà. E' pura costruzione astratta che tradisce la concretezza della sfera sociale in cui si esercita, a misura d'uomo, la moralità.

    P.S: non è vero che la Lega non vorrebbe una rete RAI a Milano o che non abbia provato a ottenerla.
    Intervento molto lungo, in cui si parla di tante cose molto diverse tra loro (assistenza sociale, concorsi pubblici, diritti politici ecc.).

    Molte cose del tuo discorso non mi sono chiare.

    Non bisogna fare confusione. Un conto è il diritto degli enti locali di selezionare e assumere i migliori (senza le limitazioni che vorrebbe la Lega), un conto è il vivere "parassitariamente", che non è un diritto di nessuno, ma un abuso.

    Se la Lega non ha ottenuto neppure il trasferimento di una
    rete Rai a Milano, che cosa ha ottenuto di concreto ?

    Solo la reintroduzione in costituzione della norma sull'interesse nazionale ?

    Ha avuto dei finanziamenti - per esempio - per la metropolitana di milano ?

    A me pare che i politici della la Lega non vogliano nulla in concreto, altrimenti cessa la loro funzione politica.
    Diderot

 

 
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