....i cattolici rapiscano le 2 Amine
Abbiamo appreso dalla viva voce delle due Simone di quale pasta sia fatto l'Islam non fondamentalista, non Al Qaeda, quello buono.
Hanno detto: «Il gruppo che ci ha rapito è formato di religiosi. Passavano tanto tempo a pregare. Ci hanno donati dieci volumi del Corano con le spiegazioni in inglese da studiare».
L'altra rapita, Manhaz, irachena ha raccontato di che cosa era imputata lei e le italiane: «Mi hanno chiesto se facevo proselitismo cristiano, se lavoravo per gli americani».
Insomma l'Islam buono non sopporta due cose:
1) i cristiani che evangelizzano;
2) le spie.
Accertato che non appartenevano a nessuna delle citate categorie, sono state rimesse in libertà con molte scuse e caramelle. Non senza essersi fatti dare in cambio un milione e rotti di dollari (in questo avvertiamo una certa contaminazione tra le civiltà, sul punto del soldo le culture si incontrano).
È questo l'Islam moderato?
Siccome non decapita, sul resto si può glissare, dargli una pacca sulle spalle e ringraziare?
Se uno evangelizza per l'Islam passabile è degno di rapimento e morte? Nessuno ha obiettato.
Vorremmo che ci si spiegasse, da parte di leader islamici, questa faccenda.
La possibilità di aderire ad un credo religioso è un diritto umano universale sì o no?
Poter annunciare in pubblico il Vangelo o qualsiasi altra fede è un curioso optional delle democrazie occidentali o è una facoltà decisiva senza cui non c'è libertà e neanche civiltà?
In questo momento ci sono 38 ostaggi in Iraq, forse 40 (si sono aggiunte due indonesiane). Noi qui chiediamo la mobilitazione di tutti - cristiani e musulmani - per un altro ostaggio.
Il quarantunesimo ostaggio nel nome dell'Islam.
Sta nelle galere dell'Arabia Saudita, il Paese che finanzia le moschee italiane.
Ce ne sono altri, lo sappiamo, ma cominciamo da questo ragazzo. Liberiamo Brian Savio O'Connor.
Chiediamo che il governo italiano metta a disposizione denari e diplomazia, e le comunità musulmane firmino appelli per liberarlo. È un indiano, è un cristiano protestante, ma è pur sempre un uomo.
La polizia religiosa saudita (la Muttawa) lo ha arrestato il 25 marzo.
Per un giorno lo hanno torturato.
Poi sono state formulate le accuse: ha venduto liquori e ha cercato di evangelizzare.
Lui nega la prima e sulla seconda dice di aver praticato la fede solo in case private. Non basta, dicono i pm locali: pregare Gesù si può, ma al chiuso e da soli.
Il cristianesimo può essere accettato: come vizio solitario.
Gli hanno trovato nel computer 100 video digitali di carattere biblico. Guai. Ha ammesso di possedere alcune Bibbie: vietato.
Il processo è cominciato tre giorni fa e si mette male.
Hanno pescato all'ultima ora nel computer film occidentali e sostengono sia pornografia.
O'Connor è ostaggio di uno Stato.
Il quale sarà nemico di Al Qaeda, sarà (forse) filo-occidentale e dunque ostile al gruppo molto religioso che ha rapito le nostre due.
Ma le varie entità islamiche ragionano alla stessa maniera con i cristiani. Al Qaeda decapita, i "resistenti sunniti pii" sequestrano e tirano colpi in testa, l'Arabia sbatte in galera.
Sono queste le sole gamme dell'Islam?
Chi è diverso tra gli islamici ed è pronto con noi a marciare in Arabia o davanti all'ambasciata saudita a Roma ci scriva. Gradiamo molto.
Però più che gli islamici, fanno impressione gli italiani.
Che Paese.
Immaginiamoci la vicenda delle Simone rovesciata.
Italia. Vicinanze delVaticano. Due irachene di nome Amina gestiscono un doposcuola e fanno girotondi con bambini musulmani e cristiani. Capiscono e si integrano nella nostra cultura: non mettono il velo, si bistrano gli occhi e usano il rossetto. Non nominano mai il Vangelo. Se ne stanno nella sede della loro ong "Un Ponte per San Pietro".
Ed ecco sgommano tre gipponi, ne scendono quindici uomini armati fino ai denti, tramortiscono un'italiana dipendente di "Un Ponte per..." con un bastone elettrico, poi c'è un ingegnere del Sud che pare un arabo: preso anche lui.
Tengono bendati tutti e quattro. Le irachene sono interrogate: fate propaganda dell'Islam? Siete spie arabe?
Dopo di che i guerrieri si rivelano: sono cavalieri del Santo Sepolcro, frati e preti, molto religiosi.
Cercano di inculcare i principi del Vangelo agli ostaggi.
Danno loro Bibbie in arabo.
Finalmente capiscono: le Amine e i loro due dipendenti saranno anche musulmani ma non coranizzano, non sono agenti della Muttawa, anzi sono sensibili al verbo cattolico.
Dopo tre settimane i monsignori combattenti si fanno dare un milione di euro per le spese e per finanziare la resistenza all'invasione islamica, chiedono scusa e danno loro un pacco coi biscottini delle suore, le vestono da canossiane con il cappellone, e raccomandano di fare appelli contro l'invasione maomettana. Quelle tornano in Iraq, vanno dagli Ulema.
Grande festa popolare, loro agghindate da monache trappiste e intorno bambini vestiti da chierichetti.
Grandi striscioni intorno: Viva Gesù, Viva il Papa.
Le Fatime parlano:
«Ci hanno rapiti dei preti molto religiosi, volevano ucciderci, ma pregavano sempre, dicevano un sacco di messe con tanta devozione. Poi gli abbiamo spiegato che noi non vogliamo convertire nessuno all'Islam. Ecco qui le Bibbie che ci hanno donato. Prendetele, studiatele. Vorremmo ringraziare il cristianesimo e il mondo cristiano. Per favore i musulmani si ritirino tutti dall'Italia».
Se ci pensate, a parti invertite, è quanto sta accadendo in questi giorni da noi.
Una follia o un'ipocrisia?
Tutt'e due. Però intanto liberate il cristiano O'Connor.
Renato Farina su Libero
saluti




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