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Discussione: Ohhh

  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    Talking Ohhh

    Mi hanno proposto di formulare le nostre (RifCom) idee su cultura e ambiente, per la prossima alleanza per le comunali.

    Avete qualche proposta culturale da segnalarmi, qualche spunto interessante che ritenete debba far parte di una proposta culturale per un comune?

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    Mi hanno proposto di formulare le nostre (RifCom) idee su cultura e ambiente, per la prossima alleanza per le comunali.

    Avete qualche proposta culturale da segnalarmi, qualche spunto interessante che ritenete debba far parte di una proposta culturale per un comune?


    credo che Pinocchio o DVD ti potrebbero aiutare, ti riferisci a Caorle?

  3. #3
    Hanno assassinato Calipari
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    Mi hanno proposto di formulare le nostre (RifCom) idee su cultura e ambiente, per la prossima alleanza per le comunali.

    Avete qualche proposta culturale da segnalarmi, qualche spunto interessante che ritenete debba far parte di una proposta culturale per un comune?
    Birra gratis per tutti

  5. #5
    naufrago
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    Più figa per tutti. Ah, anche l'opposto perchè se no luxuria si incazza (toh, che termine pertinente). D'altro canto, dai rifondaroli potrebbero arrivare proposte ed idee concrete ed utili?

  6. #6
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball
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    anni e anni di pensiero autonomista per partorire questo.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj

    Mi hanno proposto di formulare le nostre (RifCom) idee su cultura e ambiente, per la prossima alleanza per le comunali.

    Avete qualche proposta culturale da segnalarmi, qualche spunto interessante che ritenete debba far parte di una proposta culturale per un comune?


    Il mondo di Sgorlon.
    Requiem per lo sviluppo
    Il progresso é ormai un mito defunto, bisogna saper leggere l’avvenire.

    di Carlo Sgorlon

    A giudizio di alcuni politici che hanno parlato sull’argomento, i referendum ambientali del Friuli Venezia Giulia sarebbero stati indetti senza una vera necessità ed una autentica urgenza. L’amministrazione della regione ha giustamente fama di grande efficienza , rettitudine e prudenza.

    L’iniziativa dei Verdi sarebbe stata una sorta di ostinazione, di ricerca di pelo nell’uovo. I Verdi che li hanno voluti sono certamente un po’ dei mastini, ossia cani da guardia che non mollano la presa, caratterizzati dalla stessa ostinazione che alimenta l’azione dei radicali.

    Ma Dio benedica quella ostinazione, perché il bene che custodiscono é la natura, come dire il supporto necessario alla esistenza di tutti, compresa quella dei loro avversari.
    Se si guardano le cose da lontano, rinunciando alla miopia del vantaggio contingente, si vede subito che in fatto di salvaguardia dell’ambiente bisogna essere radicali. Perché? La ragione é molto semplice. Nell’Italia settentrionale, compreso il Friuli Venezia Giulia, la situazione dell’ambiente é già paurosamente compromessa.

    La Padania é già cementizzata e asfaltata per un terzo, ossia molto più di quanto non sia tollerabile in una situazione ecologicamente equilibrata.
    Un terzo del territorio é già occupato da città piccole e grandi, paesi, industrie, magazzini, strade ,superstrade, ponti, rotonde, viadotti, distributori di benzina e via dicendo.

    Se siamo molto al di là del limite di pericolosità e di grave inquinamento, vuol dire che non si devono costruire più né strade, né case, né capannoni, né parcheggi, e che neppure un metro di campagna verde deve essere ancora sottratto alla natura, perché già troppo il nostro dissennato costruire, da castori maniaci e ingordi di benessere, ha rubato alle generazioni che verranno. Detta in questo modo la cosa può sembrare brutale, eccessiva, choccante, irragionevole, me ne rendo ben conto.
    Ma é la verità.

    Tutte le discussioni del mondo non la possono modificare, così come il più frequentato congresso di filosofi non può far sì che due più due faccia quattro. Chi vede le cose ancora nella antiquata prospettiva del consumismo, ritiene che sviluppo debba continuare all’infinito. Invece i limiti dello sviluppo, nell’Italia settentrionale e nel Friuli Venezia Giulia, sono stati ampiamente superati.

    Aumentare la viabilità per decongestionare il traffico automobilistico sembra una soluzione opportuna soltanto a chi continua a coltivare il sogno del progresso senza fine. In realtà é qualcosa di retorico, ossia un progetto che non coglie più la realtà delle cose.

    L’unico vero effetto dell’incremento della viabilità é ormai quello di far lievitare ancora più il numero follemente esorbitante delle automobili circolanti. Più si concedono nuovi spazi all’automobile, più cresce il numero delle macchine.

    Nella concezione ecologica, l’unica che potrà salvare il mondo, progresso é invece compire ogni sforzo per diminuire il numero delle automobili e per aumentare i trasporti per ferrovia, perché il traffico automobilistico é uno dei fatti più inquinanti e più negativi per la qualità della vita.

    Allo stesso modo, e per le stesse ragioni, oggi progresso non é aumentare le costruzioni, case o fabbriche che siano. Poiché la popolazione non aumenta, ma al contrario diminuisce, produrre di più, o moltiplicare la abitazioni, significa soltanto alimentare la grande menzogna del Paese della Cuccagna.

    Essa purtroppo corrisponde alle attese crescenti della maggioranza degli uomini, che vivono nella irrealtà, e sono ingannati dalla disinformazione universale e dal mito defunto del progresso. Si pensi che nel 1970 le targhe automobilistiche in provincia di Udine erano duecentomila. Oggi sono settecentomila.

    Se non si arresta subito il processo perverso, tra cento anni in Friuli come in tutta la Padania non ci saranno più se non strade, case, città, fabbriche, e automobili, e anche l’ultimo bosco sarà stato tagliato.

    Allora risulta chiaro, come due più due fanno quattro, che se vogliamo che la vita e la storia dell’uomo continuino sul pianeta, il fenomeno dell’incremento delle strade e costruzioni deve essere drasticamente bloccato e per sempre. Che faranno allora, milioni di operai?

    Semplificando il problema, che in realtà é paurosamente complesso, si può rispondere che gli operai delle strade manterranno efficienti quelle che già esistono; i muratori, invece di costruire nuove case, rovinando terreni verdi, ristruttureranno quelle esistenti; oppure abbatteranno case vecchie e ne edificheranno di nuove sulle loro fondamenta.

    La stessa cosa accadrà per le fabbriche , ma senza più rubare alla natura, ossia a noi stessi, più nemmeno un metro di verde. Sarebbe un delitto verso noi stessi e verso coloro che verranno dopo di noi. Nel settore della produzione dovranno avvenire dunque grandi cambiamenti, che riguardano tutti i lavoratori.

    Ognuno finirà per lavorare cinque o sei ore al giorno, anziché otto, come accade attualmente, e in tal modo non vi saranno più né disoccupati, né consumisti, perché gli stipendi saranno ovviamente ridotti.

    Questi problemi di ristrutturazione universale saranno così complessi e così ardui da risolvere che l’umanità in avvenire non avrà certo il tempo di annoiarsi, né di versare troppe lacrime sul progresso seppellito.
    Non sarà certo un progresso né semplice né indolore.

    Esso dovrà avvenire entro una cornice di organizzazione totalizzante, di universale solidarietà, con sacrifici e rinunce da parte di tutti. Ma non vi è alternativa a tutto questo, se non quella di continuare, come si é fatto finora, sulla strada dell’autodistruzione, per il miope timore di contraccolpi sociali, o di dover rinunciare a qualche frangia di benessere adiposo e flaccido che abbiamo raggiunto, generatore di vizi di ogni specie.

    Più rapidamente cercheremo di cambiare radicalmente cultura, e meno dolorose saranno tutte le operazioni chirurgiche alle quali ho fatto cenno. Per chi sa leggere nell’avvenire, questo é il significato ultimo di tutti i referendum degli ambientalisti. E mi sembra evidente che d’ora in poi soltanto coloro che sanno leggere l’avvenire saranno abilitati a guidare la cosa pubblica.

    fonte: “Il Gazzettino” domenica 24 novembre 1991.

    ***l'intervento è datato ma proprio per questo assume aspetti ancora più
    pregnanti e profetici sulla devastazione che si sta abbattendo quotidianamente sul territorio.

    nel 1991 il problema immigrazione era inesistente ed era comprensibile il passaggio di Sgorlon, dove portava la diminuzione della popolazione a sostegno della tesi che era assurdo costruire ulteriormente i quelle cricostanze.

    ora che il Veneto è aumentato dell'equivalente di due città come Padova e Verona, come ci si potrà sottrarre dal costruire ogni tipo di struttura?
    in definitiva, credi esista un rapporto tra numero di persone che insistono in un determinato territorio e la qualità dell'ambiente?


  8. #8
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    Anche se sei comunista, ma da quel che ho capito prima sei Veneto, fai in modo di promuovere il più possibile la storia e le tradizioni del tuo popolo.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj

    anni e anni di pensiero autonomista per partorire questo.

    Fronte Indipendentista Padano

    punto 4:

    4) RISPETTO PER l'AMBIENTE

    Connesso alla questione Comunita'-Individuo e' il discorso Ambientale.
    Il nostro AMBIENTE, come del resto altre vaste aree del pianeta, e' stato ed e' vittima di interventi spesso dissennati da parte di singoli e consorterie senza scrupoli che si sono arricchite in maniera oscena lasciando in dote alla comunita' solo distruzione e inquinamento.

    Se fino a qualche anno fa tutto cio' veniva giustificato con la teoria del "progresso inarrestabile e ineluttabile", e veniva indorato con l'esposizione di dati economici premianti, oggi , di fronte ad una situazione economico-produttiva stagnante (anche a causa di una incontrollata globalizzazione mercantile) e' ora di invertire la rotta e cominciare a pensare alla famosa "decrescita sostenibile".

    Cio', nel caso delle grandi opere, non significa dire NO ad ogni nuova infrastruttura, ma vuol dire realizzare solo cose veramente utili al territorio (non certo Ponte di Messina o TAV) e, soprattutto accettate dalla comunita' che se le trova in casa.
    Questo in ottemperanza al principio di AUTODETERMINAZIONE.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da pensiero

    credo che Pinocchio o DVD ti potrebbero aiutare, ti riferisci a Caorle?

    lunedì 31 dicembre 2001 “l’Unità”

    Veneto , l’ultima oasi uccisa dal cemento
    Alberghi e residence tra Caorle e la foce del Tagliamento
    Ecco il piano della Regione
    “Il piano del centrodestra con il si di tutti i comuni di centrosinistra”

    Dall’inviato Michele Sartori

    Venezia. Più di due milioni di metri cubi di alberghi, residence, seconde case e centri commerciali su oltre settecento ettari - le dimensioni di un paio di medie città - di terreno agricolo sospeso tra lagune e fiumi, da Caorle e Bibione.
    La “darsenizzazione” di foci e canali interni - il lungomare è già occupato tutto - con 5.000 nuovi posti barca, che aggiunti ai 1700 esistenti faranno di questo litorale l’angolo a più alta densità di traffico nautico turistico dell’intero Adriatico.

    E’ lo scempio dell’ultima, piccola ed intatta zona ad alto interesse naturalistico della costa veneta, la foce del Tagliamento.
    Non male, per un piano d’area partito con l’idea di tutelare le zone lagunari del Veneto orientale. Si chiama “Palalvo” e presenta un doppio motivo di interesse.

    Da un lato, quello ambientale. Dall’altro quello politico: il “Palalvo” lo ha redatto la regione di centro-destra ma in sostanziale accordo con i comuni interessati, tutti di centro-sinistra: Caorle, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza, Concordia Sagittaria e Portogruaro.

    Oggi. Sulla sessantina di Km di costa da Iesolo a Bibione, seconda e terza spiaggia turistica dopo Rimini, é già una parata di costruzioni interrotta solo da tre minuscoli trattini: le foci del Piave ( qua c’è da tempo un contrastato progetto di darsenizzazione, con 800 mila metri cubi di costruzioni) , Valle Vecchia di Caorle - 5 Km di spiagge e pinete libere, di proprietà regionale - e gli ultimi due Km. di spiaggia prima della foce del Tagliamento, confine col Friuli.

    Il “Palalbo” riguarda comunque solo il territorio da Caorle e Bibione. Caorle ha 11500 residenti ma solo 2000 fissi, punte di 150.000 turisti a Ferragosto, 13.000 seconde case.
    Gli abitanti di Bibione sono poco più di 2000, i turisti in stagione 150.000 al giorno, le seconde case quasi 20.000.
    Assieme, le due città contano già 1.400 posti barca. Il piano prevede 13 nuove darsene:
    quasi tutte dotate di hotel, residence, ville, parcheggi, centri commerciali, strade.
    Calcolo dei progettisti: ogni posto barca porta in dote “150 Mc di nuovi insediamenti”.

    Il Tagliamento. Tra Bibione e la foce del Tagliamento c’è una piccola area intatta di grandissimo valore naturalistico. Cordoni di dune fossili lasciate dal fiume nei suoi serpeggiamenti millenari.
    Relitti floristici di origine alpina, balcanica, mediterranea, steppica ed atlantica, da lasciare a bocca aperta, studiati dalle università di mezzo mondo , che consentono di ricostruire 20.000 anni di mutamenti climatici: 22 specie di orchidee, il pino nero austriaco, la Fillirea, un arbusto imparentato con l’ulivo.

    Nel cuore della zona il “Palalvo” prevede una megadarsena da 750 posti barca, con 110.000 Mc di costruzioni annesse, e una fascia retrostante di altri 300.000 metri cubi di hotel e case fino a Bibione: un romantico progetto che il piano battezza << Polis Nova Via Lattea>>.

    Su questo intervento si registra l’unica contrapposizione politica; i DS dono contrari - da vent'anni conducono qui e in Regione una battaglia storica per salvaguardare la foce - ma il sindaco (popolare) ed il resto della maggioranza di San Michele al Tagliamento, da cui dipende Bibione, sono favorevoli.

    Valle Vecchia. Separata tramite canali tra Caorle e Bibione, è una fascia di 5 Km. di spiaggia alberata intatta; alle spalle 800 ettari della Regione in gran parte coltivati. Un’ideale riserva.

    Invece il Palalvo comincia col prevedere 2 traghetti per accedervi e <<strutture leggere di servizi necessari alla balneazione sulla spiaggia.

    Alle spalle della valle, nella zona agricola della Brussa sono indicati << l’aumento della ricettività e dei servizi accessori, campeggi, parcheggi, mercatini, un eliporto.

    Caorle. A Caorle si concentrano i più estesi interventi: tutti alle spalle della città, su terreni agricoli, fin quasi ai bordi della laguna tanto amata e descritta da Hemingway.
    Riguardano 900 ettari, 3.500 nuovi posti barca, 1.600.000 metri cubi di nuovi alberghi, residence, seconde case.

    E’ previsto un meccanismo per cui i proprietari d’aree ed i costruttori cederanno al comune ampie quote di terreno trasformato in bosco.
    Così, dei 900 ettari, 250 sono destinati alla riforestazione:<< per limitare lo stress ambientale generato dall’intervento>>, riconosce il Palalvo, perché le opere previste << possono generare situazioni di marcato impoverimento naturalistico-ambientale>>.

    Altri 250 ettari saranno <<rinaturalizzati>> in buona parte, destinanti al raddoppio del campo da golf. Dei tanti insediamenti previsti a Caorle, il maggiore riguarda Ca’ Corniani: porto da 1200 posti barca sul Livenza, su 200 ettari di terreno agricolo di proprietà delle Assicurazioni Generali.

    Molto vicino alla laguna sorgerà la << Città della Musica>>: dove concentrare le discoteche, naturalmente con darsena e case annesse.

    La Sinistra. Fino ad una decina di anni fa Pci e Pds si battevano per istituire il Parco di Caorle e Bibione: teme evaporato quando i Ds sono andati al governo locale. Adesso il Palalvo è giudicato generalmente ok, intervento sul Tagliamento escluso: anche perché ogni comune bada al proprio territorio.

    Luigino Moro, sindaco Ds di Caorle, lo difende con convinzione. <<Non demonizziamolo. Nessun progetto tocca direttamente la laguna, e comunque il Palalvo dovrà essere tradotto nel Prg, potremmo anche ridurlo. Abbiamo la contropartita dei boschi, che con le nostre risorse non avremmo mai potuto creare.

    Si interviene solo su territorio agricolo da bonifica, non pregiato, coltivato a latifondo, con scarsa occupazione, senza fossi, senza alberi; l’alternativa è il terreno piatto.
    A Caorle non abbiamo industrie, viviamo di turismo, l’occupazione dura 5-6 mesi all’anno, con le darsene potremmo prolungare la stagione. Una darsena quanti occupati stabili comporta? <<Non lo so>>.

    Cristian Barel, vicesindaco di San Michele al Tagliamento, spiega le opinioni opposte
    - e isolate - dei diessini di Bibione:<< Primo: le zone di pregio ambientale dovrebbero diventare parco. Secondo: Bibione non necessita di ulteriori espansioni residenziali.
    Terzo: le darsene non portano né soldi né occupazione sono solo una questione di immagine per alzare il target dell’ospite, ed il vero buisness sta nelle residenze costruite e vendute attorno>>.

    Quindi? <<Il problema è che invece di gestire il territorio si rischia di ratificare tutte le operazioni speculative private>>. C’è almeno un ente, di centrosinistra, a guida diessina che prova a opporsi.

    La Provincia di Venezia, pur avendo poche competenze dirette, ha deciso un ricorso ai giudici amministrativi contro il Palalvo :<< Un intervento troppo pesante, che distrugge gli ultimi brandelli integri dell’Alto Adriatico>> dice l’assessore verde dell’ambiente Ezio Da Villa. Anche la Soprintendenza ai beni ambientali ha espresso, inutilmente, alcuni pareri negativi.

    Gli Ambientalisti. Da queste parti non ci sono stati gruppi organizzati. Le due storiche figure di riferimento sono Michele Zanetti, un naturalista e Ivo Simonella:<< E’ vero che la laguna di Caorle non viene toccata direttamente, ma le si crea una zona di disturbo tutto attorno.

    Si immagina cosa significano 7.000 barche che la circondano, che potranno percorrerla a motore? E quante case,strade, auto, si portano dietro? Gli insediamenti sono stati sparsi per l’intero retroterra, come versando zucchero a velo da un colino, con bassi indici di costruzione: questo vuol dire espandere l’urbanizzazione, è ancora peggio di pochi interventi con indici alti>>.
    Zanetti: << ci sono pozzi di quattrini in attesa, e nessun amministratore ha la cultura del valore delle biodiversità. E’ l’identità stessa del territorio che viene messa in discussione. Mi sgomenta sentir dire “ costruiamo tanto è terreno agricolo: lo punisci per questo, con scelte irreversibili?

    Chi ne beneficia? Già non c’è più un angolo senza un inquinamento acustico da far rizzare i capelli.
    E non mi parlino di occupazione: se anche fosse dove la troveranno? Fanno arrivare altri extracomunitari?>>
    Michele Zanetti è stato a lungo iscritto al Pci. Adesso dice:<< Il maggior errore della mia vita>>. Il vero dramma del Palalvo è la politica: sono scelte nella logica del centrodestra, sposate da una sinistra che mi sgomenta.

    il progetto

    Boschi canori e Parchi emotivi del gioco
    Così il pool di architetti prepara Palalvo
    Dall’inviato

    Venezia. I motori puzzano? Niente paura: nelle nuove darsene si realizzeranno dei <<Giardini dei profumi>> coltivati a basilico, gelsomino, lavanda, menta, rose rosmarino, osmanto e filadelfo.

    I motori rumoreggiano? Che importa a <<Lido del Sole>> si attrezzerà un <<Bosco Canoro>> per ascoltare i cinguettii degli uccellini, e qua e la, per i campi, delle<<Terre dei suoni>> per percepire i rumori del vento e i canti dei grilli, delle raganelle, dei merli e degli animali in genere.
    Diavoli di architetti, Romeo Toffano e gli altri del pool regionale che ha redatto il <<Palalvo>>.

    Cemento, si, ma con quanta poesia sopra. Tra un nuovo insediamento ed un altro, forse che le campagne alle spalle del mare non andranno riqualificate? Ovvio.
    Bisognerà riorganizzare le strade - Strade? Quando mai. Essendo alberate, vengono definite <<Gallerie verdi>> - in tanti <<Percorsi di immersione rurale>>: con opportuna collocazione di siepi e stagnetti, e il rifacimento dei bordi dei paesi, un po’ troppo poveri e disordinati per la vista dei nuovi turisti: si chiama <<mitigazione visiva degli elementi detrattori>>.

    Qua e la i <<Campi dei frutti perduti>>, cioè dei frutteti, e le <<Praterie da fieno e da fiori>>, dei campi in cui, campi essendo, crescono <<fiori di campo>>.
    Serviranno, naturalmente, degli spazi per le sagre: i <<Campi degli aquiloni>>.
    Altri per il divertimento; ecco i <<Campi per gli sport di campagna>>, con nuove strutture annesse, per sbizzarrirsi in sport bucolici come <<il tiro al piattello>>; oppure i <<Campi della Musica>>, dove concentrare le discoteche da un milione di watt.
    E’ avvicinandosi alle città, i luoghi per i luna-park; nelle carte si chiamano, non lo indovinereste mai, <<Parco emotivo del gioco e delle fiabe>>.

    Ora entriamo direttamente nelle città, a Caorle e Bibione ( e Portogruaro), accolti all’ingresso dai <<Totem del turismo>>: edifici direzionali senza tabù. Ai bordi delle strade ci accolgono i <<Giardini verticali>>.
    Verticali? Certo: si tratta di organizzare <<pareti e tetti verdi>>, per ovviare alla mancanza di verde autentico.
    Però un po’ d’erba potrebbe spuntare davvero: gli hotel esistenti possono ingrandirsi fino a 1000 Mc purché trovino << 1 Mq. di verde per ospite>>, quel che basta per rannicchiarsi all’aperto; allungare le gambe è un altro discorso, ma non si può volere tutto.
    Lungo vie e <<Luoghi della socialità>>, cioé le piazze, ci saranno lunghissime <<Gallerie di vetro>>, <<per facilitare la fruizione e la visitazione dell’ambiente marino>>.

    Pensate a gallerie sotterranee da cui osservare i pesci? Eh, no: sono centri commerciali, negozi e ritrovi coperti.
    E agli artisti di strada sono riservati spazi appositi: le <<Torri degli incanti>>.
    <<Per facilitare la visitazione del mare>> senza contatti con la fastidiosa sabbia, ecco le <<Passerelle pensili sul mare>>; in alternativa, il litorale tra Porto Santa Margherita ed Eraclea, forse l’unico d’Italia integralmente in cemento.

    Tutto sarà bucolico. Pareti dipinte secondo rigorose <<Cartelle cromatiche>>. Spunteranno anche, nelle nuove darsene, le <<Isole della salute>>. Cioé? Delle beauty-farm.

    Altrettanto evocatori ma ingannatori certi nomi: se andate al <<Giardino delle vele a terza>> trovate un porto.
    Peggio se vi indirizzate al <<Giardino di pietà>>: è il cimitero di Caorle.

    Lessico e neologismi: ovvero come spacciare per sviluppo una mega speculazione con annesso massacro ambientale.

    Giardini dei profumi Lido del Sole
    Bosco Canoro Gallerie verdi
    Percorsi di immersione rurale
    Mitigazione visiva degli elementi detrattori

    Campi dei frutti perduti = Praterie da fieno e da fiori
    Campi degli aquiloni = Campi per gli sport di campagna
    Campi della Musica = Totem del turismo
    Giardini verticali = Pareti e tetti verdi
    Luoghi della socialità = Torri degli incanti
    Cartelle cromatiche = Giardino delle vele a terza

    Giardino di pietà = Cimitero!

 

 
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