IL commISSARIO DELla Cri, i loro nomi erano su una lista
che proveniva da uffici dei servizi segreti americani
La verità di Scelli sulle ragazze
"Rapite perché considerate spie"
Mussi annuncia un'interrogazione parlamentare urgente
"Il governo risponda: chi ha dato a chi la lista, e perché"


Maurizio Scelli

ROMA - Simona Pari e Simona Torretta sono state rapite perché erano ritenute delle spie. E i loro nomi, così come anche quelli di Enzo Baldoni e del suo autista Ghareeb, comparivano in una lista dei servizi segreti statunitensi. E' quel che dice il commissario straordinario della Croce Rossa, Maurizio Scelli, ospite di Porta a porta. Affermazioni "enormi", commenta subito il vicepresidente della Camera, Fabio Mussi, che chiede chiarimenti al governo su questa storia ed annuncia un'interrogazione parlamentare.

"Venivano considerate spie - ha detto - in quanto i loro nomi comparivano in una lista che pare provenisse da uffici dei servizi segreti americani, e che le individuavano, secondo gli iracheni, come elementi di spionaggio. In qualche modo le due ragazze si collegavano a Baldoni e Ghareeb".

Scelli si sofferma anche sulla "figura misteriosa", così la definisce, dell'autista-interprete di Enzo Baldoni, sulla quale, afferma, "restano molti dubbi": il freelance, della cui morte si è avuta notizia il 27 agosto, "si fidava tanto di Garheeb, che invece veniva indicato come una spia palestinese che in qualche modo lavorava anche per gli israeliani. La sua morte - dice Scelli - sembra una esecuzione, quasi fosse un testimone scomodo".

A Baldoni e Ghareeb, in qualche modo, si collegavano le due ragazze italiane. Almeno, continua Scelli, nelle convinzioni dei sequestratori. I nomi di Simona Pari e Simona Torretta "comparivano in una lista che pare provenisse da uffici dei servizi segreti Usa - spiega il commissario straordinario della Cri - e che le individuavano, secondo gli iracheni, come elementi di spionaggio".


Proprio questo argomento sarebbe stato, continua Scelli, oggetto di alcuni interrogatori ai quali i rapitori hanno sottoposto le ragazze. Ma sarebbe stata la mobilitazione attivata in loro favore a rafforzare, nei sequestratori, la certezza che davvero lavorassero esclusivamente come volontarie. Fra l'altro, poco prima dell'incontro con le ragazze liberate, il collaboratore di Scelli, Navar, sarebbe stato invitato dagli intermediari a giurare sul Corano che le due italiane non erano spie.

Dichiarazioni che non potevano sortire una reazione immediata. Come quella di Fabio Mussi: "Il dottor Scelli ha detto in tv una cosa enorme", afferma il vicepresidente della Camera. "E' vero? - si domanda Mussi - e chi ha dato a chi quella lista? Chi è il responsabile di omicidi e rapimenti di persone note per il loro impegno umanitario e pacifista? Il governo deve rispondere subito. Domani - conclude - sarà depositata un'interrogazione parlamentare a risposta urgente".


(29 settembre 2004)