Esteri
Chi voleva far uccidere le due Simone?
di Enrico Fierro
Ascolta l'intervento
di Simona Torretta al Campidoglio
I nomi di Simona Pari e Simona Torretta erano inseriti in una lista di «spie» occidentali finita nelle mani dei terroristi iracheni.
È quanto sostiene Maurizio Scelli, commissario straordinario della Croce rossa italiana.
«Spie», e come tali da colpire.
Il sospetto sull’esistenza di una lista era già circolato il 7 settembre.
Quel giorno, i rapitori che fecero il blitz nella sede a Baghdad di «Un Ponte per...» sapevano chi prelevare.
Volevano le due volontatarie italiane: i loro nomi erano scritti su un foglietto nelle mani del capo della banda.
Simona Torretta si è affacciata dal balcone della scalinata michelangiolesca del Campidoglio: «Grazie alla città di Roma, al popolo italiano, al mondo arabo, ai pacifisti, alle comunità cristiane, a Un ponte per…».
Un pensiero per le mamme irachene «che vivono in un Paese martoriato dalla guerra».
Simona si augura che ora prevalgano il dialogo e la pace.
Dello stesso avviso l'altra Simona: «Ora bisogna fare tutto il possibile per l'Iraq.
Anche ritirare le truppe». «I rapitori non erano un gruppo politico», raccontano le due ragazze.
OGNI COMMENTO E' INUTILE...LA VERGOGNA CONTINUA...NOI LE LIBERIAMO E LORO LE USANO...E LA "COLPA" E' DI SCELLI,OVVIAMENTE,E DEGLI AMERIKANI CHE FANNO "LISTE" DI SPIE...e che c'entra sto titolo?
CHE VERGOGNA!
PERDONIAMOLI E SOPPORTIAMOLI CON UN SORRISO : E' LA LORO NATURA,NON POSSONO FARCI NIENTE...




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