| Giovedì 20 Luglio 2006 - 16:06 | p.e. |
La guerra di aggressione dell’entità sionista contro il Libano sta assumendo contorni sempre più chiari.
Il pretesto della liberazione dei due soldati catturati da Hizbollah, debolissimo da sempre, è ormai dimenticato: Tel Aviv vuole scatenare una guerra generalizzata nella regione e sta cercando in ogni modo di allargare il conflitto anche alla Siria.
Ieri, per la prima volta, sono stati pesantemente colpiti dai bombardamenti israeliani anche il centro e la zona cristiana di Beirut, dove non c’è traccia di strutture Hizbollah. Decine le vittime fra i civili.
Inoltre le truppe di terra hanno cominciato ad avanzare in territorio libanese, incontrando però una tenace e forse imprevista resistenza di Hizbollah. Gli scontri più violenti si sono consumati nel villaggio di Aitarun, tre chilometri all'interno del territorio libanese, dopo che i militari sionisti hanno conquistato il villaggio di confine di Al-Ghajar. Altri scontri sono avvenuti nel villaggio di Marun Erras.
Immediata la reazione degli sciiti libanesi, che a loro volta hanno raggiunto e colpito il villaggio israeliano di Avivim. Insomma, se Olmert aveva ipotizzato una passeggiata contro il Libano, in attesa di misurarsi con la Siria e forse anche con l’Iran, ha sbagliato i suoi conti.
C’è da rimanere esterrefatti nell’apprendere dai sondaggi che oltre l’80% della popolazione israeliana appoggia l’azione criminale e terroristica del suo governo, ma forse anche loro speravano in una facile vittoria (magari in sei giorni) e forse cambieranno idea quando scopriranno che dovranno anche loro pagare col sangue i crimini dei loro governanti.
Infine scandaloso l’atteggiamento dei media di tutto il mondo, che stanno raccontando questa guerra con troppa faziosità e tante bugie. Tanto per fare un esempio, in Italia è stato dato grande risalto alle manifestazioni pro Israele organizzate dalle varie comunità ebraiche, manifestazioni alle quali sono intervenuti in massa i politicanti nostrani.
Nessuno ha invece riportato la manifestazione organizzata a Milano da giovani libanesi per chiedere la pace e l’intervento dell’Onu per fermare l’aggressione sionista.
La pace è infatti solo a volte politicamente corretta, come hanno ben compreso i pacifinti nostrani, che hanno disertato in massa l’appuntamento milanese.
p.e.




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