Avanti il prossimo

Mentre l'anonima sequestri irachena scopre ogni giorno nuovi scenari d'intervento, s'iniziano ad intravedere le manovre americane per il dopo elezioni. Oggi ci troviamo in una situazione di stallo: Bush non può permettersi troppi morti per non prestare il fianco a Kerry, che a sua volta non può attaccare troppo Bush sull'Iraq per non finire nella parte di chi vuol scappare con la coda fra le gambe. Il dopo elezioni vedrà lo sviluppo di nuove strategie, ed entrambi i candidati stanno già riflettendo su come uscire dal pantano iracheno: il bello della cosa (si fa per dire) è che entrambi gli scenari sembrano coinvolgere l'Iran. Kerry ha annunciato per il futuro l'intenzione di ritirare le truppe già dal 2005, ma per farlo dovrà trovare il modo di lasciare un Iraq non troppo disastrato, e valuta di tornare ad una gestione multipolare che coinvolga in pieno l'Europa (Francia e Germania comprese) e la Russia. Ciò implica, ovviamente, la re-distribuzione della "torta" petrolifera, oggi saldamente in mani USA, ma potrebbe non bastare.
La seconda "carta" di Kerry potrebbe essere il coinvolgimento dell'Iran nella gestione della crisi, e ciò comporta il silenzio assenso nell'accettare Teheran nel "club" nucleare. Va detto che gli iraniani sono già molto avanti nei programmi nucleari: la centrale nucleare di Panisher è attiva da molti anni e, recentemente, è stato eseguito il lancio di prova di un missile Sharab con gittata di circa 2.500 Km.
L'unico dubbio che rimane è se gli iraniani sono già oggi in grado di produrre armi atomiche, ma la lunga collaborazione con Russia ed India nel campo sembrerebbe indicare notevoli progressi: se ci sono riusciti i pakistani...Fra l'altro, alcune settimane or sono è stata registrata dai satelliti americani una forte esplosione sotterranea in una zona desertica del nord del paese: esplosione che, naturalmente, gli ayatollah hanno negato. Gli ayatollah potrebbero aver detto la verità, e questo apre il secondo scenario, ovvero una possibile vittoria di Bush. Come si regolerebbe il presidente-soldato con un nuovo mandato? Non può cedere, a differenza di Kerry, nemmeno un barile di petrolio, giacché è il gran circo petrolifero a fornirgli i fondi per la rielezione, e dunque non ha scelta.
Per "normalizzare" l'Iraq per prima cosa bisogna rendere impermeabili le frontiere, e se questo non è possibile con accordi il giovane Bush (sempre ben consigliato dal Pentagono) potrebbe iniziare a far rullare tamburi di guerra per Siria ed Iran, soprattutto per quest'ultimo. Lo strano rilevamento del satellite potrebbe essere connesso con le prime avvisaglie di una strategia mediatica tesa a riproporre l'ennesima zuppa delle armi di distruzione di massa, questa volta iraniane. Non c'è molta fantasia in tutto ciò, è evidente, ma la politica del "rullo compressore" attuata da Bush, con altri quattro anni di mandato, potrebbe tranquillamente fare a meno di qualsiasi guizzo creativo: per sommergere di bombe e missili l'Iran (senza intervenire a terra) non serve l'ingegno creativo, ma solo la forza militare ed economica. Proprio qui, però, il giovane Bush potrebbe incontrare ostacoli, giacché sul fronte interno la qualità di vita della classe media sta scemando, ed il salvadanaio USA non consente spese illimitate.

Carlo Bertani