Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Ospite

    Predefinito Però non possiamo dire di non avere uno stato efficiente!

    Innocente in cella, casa ipotecata
    Milano, Inail chiede contributi dovuti
    Oltre al danno la beffa. Non solo è stato chiuso in cella per sette anni e mezzo per un clamoroso errore giudiziario. Ora che lo Stato si appresta a pagargli i danni, si ritrova con la casa pignorata. Questa volta è il fisco ad accanirsi contro Daniele Barillà, colpevole di non aver versato i contributi Inail nel 1998 quando la sua ditta stava affondando e lui era chiuso in prigione. "Andrò all'estero, almeno lì mi lasceranno in pace" commenta.

    Ha dell’incredibile la vicenda del piccolo imprenditore di Nova Milanese finito in carcere per uno scambio di persona e di auto durante un inseguimento delle forze dell’ordine intente a fermare una banda di colombiani dediti allo spaccio di droga. Barillà si trovava nel posto sbagliato nel momento sbagliato e ha pagato con sette anni e mezzo di cella. Nell’estate del 1999 lo Stato ha riconosciuto l’errore giudiziario, e l’imprenditore con casa a Bergamo si è visto giustamente riconosciuto un risarcimento danni. La prima tranche di due milioni di euro è già arrivata nelle tasche di Barillà, ma il suo legale non ci sta e punta a raddoppiare la cifra.

    Nel frattempo, però, si è fatto vivo il fisco, che spulciando tra le carte dell’anno 1998 ha scoperto che Barillà non ha versato i contributi dovuti. La sua azienda allora contava su 12 operai, ma quando le cose si misero male per il proprietario la ditta affondò miseramente e nessuno si preoccupò di gestire la vicenda. La partita Iva rimase aperta e anche l’azienda non venne chiusa secondo le procedure. Oggi il fisco ha scritto una lettera a Barillà esigendo 5.568,46 euro, raddoppiati fino a 11.136,92. L’imprenditore, allora in cella, non ha pagato e l’Esatri ha provveduto al pignoramento della casa.

    L’imprenditore non ha pace. Sette anni di carcere gli sono costati molto in quanto a sofferenza, la sua vita è cambiata per sempre: la fidanzata l’ha lasciato, il padre è morto e lui ha dovuto partecipare al funerale scortato dagli agenti. Ora anche la casa pignorata. “Meglio andare all’estero” ha confidato al Giornale.

  2. #2
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    Difficile commentare quest'articolo. Davvero difficile. Certo da la misura di ciò che può essere lo Stato italiano.

  3. #3
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    In origine postato da ZENA
    Difficile commentare quest'articolo. Davvero difficile. Certo da la misura di ciò che può essere lo Stato italiano.
    Caro zena , lascia stare il "può ".
    Di' solo quello CHE E' lo stato italiano

  4. #4
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    Hai ragione. E il ruolo dello Stato non si esaurisce solo qui. Non agisce solo clamorosamente ma, se ci pensiamo bene, distrugge quotidianamente la nostra vita. Ci priva infatti del diritto ad esercitare attivamente la cittadinanza, inducendo a causa della sua natura, una democrazia puramente formale; ci priva della possibilità di coltivare una vera coscienza civica e sociale sostituendo un'inesistente e astratta "nazione" alle comunità che, se solo lasciate libere di vivere autonomamente, richiamerebbero i cittadini al "senso" dei loro legami reciproci; ci dice che lingua dobbiam parlare, cosa dobbiamo sapere, in cosa è bene credere, come dobbiamo curarci; impone il rispetto delle leggi attraverso un sistema di repressione centralizzato che non fa sorgere la "forza" dalle comunità, ma su di loro la abbatte. Ragiona, infine, e questa è cosa gravissima, secondo principi puramente astratti (si veda il caso della legge sull'immigrazione)che non hanno attinenza con la nostra vita reale e con i nostri interessi, trasformandosi in una repubblica procedurale dove non sono contemplalti spazi sociali concreti e vitali, ma solo individui.

    SIAMO SOTTOPOSTI A UN MOSTRO DALLE DIMENSIONI DISUMANE, LA CUI UNICA FORZA RISIEDE NEL NOSTRO EBETIMENTO CIVICO. ( CHE PUR IN DIVERSE MANIFESTAZIONI SI RIVOLGE, MALIZIOSAMENTE E DISOBBEDIENTEMENTE, ANCHE CONTRO LO STATO STESSO).
    PURTROPPO LA REAZIONE DELLA GENTE NON E' CHE QUALUNQUISTA E ANCORA CONDIZIONATA DALL'INQUINAMENTO MENTALE CHE LA RETORICA PATRIOTTARDA HA IN LEI PRODOTTO.
    COLORO CHE, DI DESTRA O DI SINISTRA, APPARTENENDO ALL'INTELLIGHENZIA, POTREBBERO FARE QUALCOSA, SE NE GUARDANO BENE DALL'INTACCARE QUESTA SAGA DI POTERE DA CUI DERIVANO ANCHE LE LORO PREBENDE. SANNO CHE QUESTA SITUAZIONE E' PERVERSA E INNATURALE, MA TACCIONO APPELLANDOSI AI "TEMPI MODERNI". CHE VADANO A FARE IN...

  5. #5
    Estremista della libertà
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    culo.

  6. #6
    TEUTOBURGO
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