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  1. #151
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 22 gennaio 2004



    Severe critiche al “Carroccio”

    FORLI’ - Il consigliere comunale repubblicano forlivese Rino Casadei prende posizione sul tema della Regione Romagna. “La Lega Nord - ricorda Casadei - sta pressando Parlamento e Governo per il varo della legge di riforma costituzionale proposta dal ministro Umberto Bossi. Dopo il voto di venerdì scorso, secondo i desideri del Mar, si apre la strada per il referendum della Regione Romagna, ma anche in via teorica per il distacco dell’Alto Adige dal Trentino o del Friuli dalla Venezia Giulia, o del Cilento, o del Salento o della Lunigiana...come prima dell’unità d’Italia”. E ancora Rino Casadei ricorda: “Se sarà modificata la composizione della Corte costituzionale, che passerà da 15 a 19 componenti, dei quali ben 9 nominati dal Parlamento (3 dalla Camera e 6 dal nuovo Senato delle Regioni). Verrà così alterato l’equilibrio pari fra membri nominati da Parlamento, Magistratura e Presidente della Repubblica”. “La Costituzione della Repubblica - conclude Rino Casadei - non può continuamente essere modificata a colpi di maggioranza: occorrono maggioranze veramente qualificate o la nomina di una nuova Assemblea costituente. Il precedente governo di Centrosinistra ha commesso l’errore di variare il titolo V della Costituzione con una risicata maggioranza parlamentare. L’attuale governo di Centrodestra rincara la dose, ma con una proposta che è, a dir poco, pericolosa. Mi auguro che la Regione Romagna non rappresenti l’alibi per approvare un provvedimento così irrazionale”.

  2. #152
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    Predefinito tratto dals ito web: http://www.pri.it

    Forlì 30 gennaio h. 17,00
    Sala del Consiglio provinciale
    Piazza Morgagni, 9

    Convegno:
    "Ricerca scientifica e distretti tecnologici"

    Forlì: convegno su "Ricerca scientifica e distretti tecnologici"

    "Ricerca scientifica e distretti tecnologici": è il titolo del convegno organizzato dal Gruppo consiliare del Partito Repubblicano in Provincia in collaborazione con la Provincia di Forlì-Cesena, ospitato nella sala del consiglio provinciale di Forlì (piazza Morgagni 9) venerdì 30 gennaio a partire dalle ore 17.

    Obiettivo del convegno, presieduto dal segretario regionale e capogruppo Pri in Provincia Widmer Valbonesi, è individuare gli strumenti per fornire supporti alle imprese a favore della loro continua innovazione.

    A discutere di questo tema è un gruppo di relatori di elevato livello: dopo il saluto del presidente della Provincia Piero Gallina, seguirà l'intervento del senatore Pri Antonio Del Pennino, presentatore del Disegno di Legge sui Distretti di Alta Tecnologia. Dopo la presentazione del Disegno di Legge, gli approfondimenti saranno affidati alle relazioni di Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna, e di Lilia Alberghina, docente dell'Università di Milano Bicocca e responsabile nazionale del Pri per la ricerca scientifica, seguiti dall'intervento di Alessandro Campana, amministratore delegato Lay Line Genomics e docente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. La chiusura del convegno sarà invece affidata a Iperide Ippoliti, segretario nazionale Uil Università e Ricerca.

  3. #153
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 24 gennaio 2004

    Pri, è scoccata l’ora x

    CESENA - E’ arrivata l’investitura formale di quello che tutti sapevano ormai da diverse settimane: Mario Guidazzi sarà il candidato sindaco del Pri alle prossime elezioni, diventando il terzo incomodo tra Giordano Conti e Denis Ugolini, i due favoriti nella battaglia alle urne. La direzione dell’Edera ha preso la decisione ufficiale durante la riunione dell’altra sera. dopo domani il vicesindaco preannuncerà le sue dimissioni, che dovrebbero diventare operative dal 1° febbraio. Per i Repubblicani parte ora la fase dell’elaborazione dei programmi e della composizione delle liste dei candidati per il Consiglio comunale. Non si è mosso invece ancora nulla per quel che riguarda partnership con altre forze politiche. Si guardava con interesse a qualche pezzo del mondo cattolico e al mondo di impronta socialista per rinforzare le truppe. Gli abboccamenti, però, non sono andati in porto e al momento appare probabile una corsa solitaria. Non è detta comunque l’ultima parola: per esempio, i Laburisti continuano a prendere tempo e hanno avuto parole d’elogio per la scelta dell’Edera, giudicandola “un atto di coraggio”, anche se certe differenze programmatiche tra le due formazioni politiche sono forse troppo marcate (per esempio, sul progetto di rilancio del Foro annonario).Intanto, il Pri esce allo scoperto sul tema caldo del momento: l’accordo Comune-Trevisani-Atr sui parcheggi a pagamento. lo fa con un comunicato del gruppo consiliare, che parte da tre presupposti: sarebbe negativa l’ipotesi di una controversia giudiziaria che congelerebbe il Piano Urbano parcheggi, dilazionandone a tempi biblici il completamento; è necessario affidare ad un unico gestore la sosta e poterla così coniugare anche col trasporto pubblico; bisogna impedire che costi eccessivi gravino sul bilancio comunale che costringerebbero la pubblica amministrazione ad aumentare le tariffe della sosta. Secondo l’Edera il patto Atr-Parcheggi Spa è quindi positivo per vari motivi: “L’accordo si basa su elementi oggettivi incontrovertibili, sia per il canone del fitto del ramo d’azienda, sia per la valutazione del riscatto. Per il canone d’affitto, perché i dati contabili presi in esame dai periti sono rispondenti ai costi di gestione dei silos. Per la valutazione del riscatto sono molto inferiori a ciò che sarebbe potuto essere il valore definito, ai sensi dell’articolo 17 della convenzione o della legge Merloni.Conclusione: “Attendiamo con ansia che le proposte (ammesso e non concesso che ci siano) delle opposizioni di destra e di sinistra vengano formulate al più presto in modo chiaro e inequivocabile. Fino adesso abbiamo solo assistito a pantomime e a boutade propagandistiche, che lasciano il tempo che trovano”.

    gpc

  4. #154
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 25 gennaio 2004

    Centrosinistra in stallo I partiti in ordine sparso

    FORLI’ - Ancora disuniti, ma ormai è solo questione di giorni sulla definizione del nome del candidato a sindaco da parte delle forze del Centrosinistra. Ieri mattina, al tavolo d’intesa, il Pri ha presentato un “documento cerniera” del presidente uscente Piero Gallina di livello provinciale. Contiene indicazioni per questo assetto di governo, ma fa anche capire che l’Edera sta pensando seriamente... mentre qualcuno aspetta ancora di candidare un proprio rappresentante nella continuità, poco realistica, di un presidente repubblicano dopo un repubblicano presidente.Oggi alle 10 i Verdi, intanto, riuniscono i propri iscritti e Roberto Riguzzi, presidente provinciale nella saletta di via Bruni raccoglierà gli umori di una base che, in modi diversi tra Forlì e Cesena, affronterà le prossime prove di governo elettorale con una proposta di ingresso nella coalizione organica di Centrosinistra in città e di lista autonoma nel Comune di Cesena.L’Italia dei Valori, stasera alla Vecchia Stazione, presenta la seconda “straordinaria serata” in diretta collegamento con il Pala Partenope di Napoli facendo intervenire alle 20.45 i grandi nomi dello spettacolo che sono ostili politicamente a Berlusconi. Questo è anche un modo per presentare l’alleanza fra i “girotondini” e la lista di Pietro. Dal canto suo La Margherita ha convocato per lunedì sera il coordinamento provinciale, con una riflessione sul tipo di atteggiamento da proporre e da rivendicare in direzione della massima carica della Provincia, dove non viene finora esclusa neppure una richiesta della Margherita.E infine i Ds che a livello comunale iniziano un percorso da domani sera che vedrà al circolo Arci di Branzolino, alle 20.30, Ubaldo Marra (segretario dell’Unione Comunale dei Ds di Forlì), mentre a Collina (al circolo Arci) interverrà Franco Sami, mentre a Ospedaletto è previsto Marco Errani.

    Pi.Car.

  5. #155
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    Predefinito tratto da SESTOPOTERE.com 27 gnnaio 2004

    Ricerca scientifica e distretti tecnologici, convegno del gruppo Pri della Provincia di Forlì Cesena

    (Sesto Potere) - Forlì - 27 gennaio 2004 - Il gruppo consiliare del Partito Repubblicano e la Provincia di Forlì Cesena promuovono un convegno dedicato al tema "Ricerca scientifica e distretti tecnologici", che si terrà venerdì 30 gennaio nella sala del consiglio provinciale di Forlì. A questa iniziativa partecipano tra gli altri, in veste di relatori, il senatore repubblicano Antonio Del Pennino, presentatore del Disegno di Legge sui Distretti ad Alta Tecnologia e il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani.

  6. #156
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    Predefinito tratto da SESTOPOTERE.com 27 gennaio 2004

    Aero Club di Lugo, Ds e Pri censurano l'operato del Commissario straordinario Giuseppe Leoni
    (Sesto Potere) - Lugo - 27 gennaio 2004 - Il consigliere regionale Gian Carlo Muzzarelli (primo firmatario), insieme al collega diessino Fabrizio Matteucci e alla repubblicana Luisa Babini, hanno presentato al Consiglio una risoluzione contro le “inaccettabili decisioni” del Commissario straordinario dell’Aero Club d’Italia, Giuseppe Leoni, riguardanti l’Aeroclub di Lugo di Romagna (Ra). Il “pervicace accanimento” di Leoni, scrivono i consiglieri, ha portato, nella giornata del 22 gennaio scorso, al trasferimento all’Aquila dei 5 mezzi della flotta per la formazione degli elicotteristi della scuola di Lugo (nonostante il giudizio fortemente positivo sulla struttura da parte dell’Enac), provocando serie ripercussioni sulla sua immagine e operatività. I consiglieri, sottolineando la mancata risposta del Ministro delle infrastrutture, Lunardi, a una richiesta di incontro (inviata nel settembre 2003 dallo stesso Muzzarelli, dall’assessore Peri e dal sindaco di Lugo, Roi), invitano l’Assemblea regionale ad esprimere “sconcerto” per la decisione del Commissario, con cui si trasferisce, di fatto, la prosecuzione del corso di pilotaggio in una nuova sede, peraltro non adeguatamente attrezzata. La decisione, prosegue il documento, è immotivata e “frutto di una gestione troppo personalistica dell’Aero Club d’Italia, tesa unicamente a colpire Lugo e la sua tradizione di ottima scuola di volo (Francesco Baracca) e di elicotteri (Guido Baracca)”. La risoluzione si conclude impegnando la Giunta ad attivarsi nuovamente presso il Ministero, affinchè intervenga presso il Commissario Leoni, e a sostenere, anche in base alle norme regionali, tutte le iniziative dell’Aeroclub di Lugo volte alla riapertura della Scuola nazionale elicotteristi.(Sesto Potere)

  7. #157
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    Predefinito su bologna il pri ha dato un'indicazione chiara

    Vi anticipo questo articolo della voce di domani. Sorbole!

    Se c'è qualcuno che si preoccupa, giustamente, del rischio che il Partito repubblicano possa avere i piedi in due staffe - a Bologna con Errani e a Roma con Berlusconi - vogliamo dire con molta chiarezza che il problema si risolve con estrema facilità, e cioè lasciando Errani al suo destino emiliano, anche perché dal suo partito, i Ds, non per responsabilità nostra, ci separa un solco profondo.
    Lo diciamo a proposito di certe dichiarazioni apparse sulla stampa emiliano - romagnola, che non vorremmo provocassero equivoci ulteriori. Noi abbiamo compreso lo sforzo di tutti i repubblicani che, impegnati negli anni passati a portare il loro contributo nel centrosinistra, hanno dovuto assumersi il peso della responsabilità di una svolta politica come quella compiuta a Bari. Non abbiamo pertanto preteso che tutti seguissero la nuova strada imboccata con giubilo ed entusiasmo. Non siamo stalinisti. Ma quello che deve essere chiaro è che la scelta di Bari non è una scelta di comodo.
    E' una scelta storica per questo partito, che tramite essa definisce le sue aspirazioni più profonde, oltre che la sua collocazione politica. Il fatto che vi siano stati all'interno del partito dubbi e resistenze nel compierla, non significa che essa può essere ripensata ma, al contrario, che è stata maturata con una convinzione profonda e una determinazione fermissima. Deve cambiare il quadro politico nei suoi connotati essenziali perché questa svolta venga messa nuovamente in discussione. Oppure deve cambiare il gruppo dirigente del partito. Ma fino a quando il gruppo dirigente del partito è quello che si è riconosciuto nella maggioranza di Bari, questo gruppo dirigente deve essere rispettato nelle sue prerogative politiche, le si condividano o meno. La minoranza ha le sue idee in proposito, ma ha dimostrato di avere a cuore l'unità del partito, la maturità di comprendere i rischi che si sono corsi in passato corrodendo questa unità, ed è sembrata, nel suo complesso, responsabile. Chi non è in grado di dimostrare questo stesso senso di responsabilità, è bene che faccia un passo indietro, perché non può servire alla causa repubblicana, né al suo travaglio. Che esiste ed è bene che esista.
    Non c'è un metodo certo per stabilire questa soglia di responsabilità, ma c'è un modo di sentire, che impone innanzitutto la speranza dell'affermazione del Partito repubblicano nelle scelte compiute a livello nazionale come a livello locale. Perché l'unica bussola che noi abbiamo avuto in questi lunghi anni - nei quali si è consumato l'abbandono di una formula politica ed il difficile tentativo di costruirne un'altra più stabile e trasparente - è stata la difesa del partito. Ed il riconoscimento che pretendiamo da tutti coloro che aderiscono al partito, è proprio di questa difesa, se ne condividano o meno le modalità. Un organismo politico che svolge democraticamente la sua vita interna, discute, vota e sul voto rispetta la decisione presa; non si augura che poi prevalga, fuori dal partito, una scelta contraria. Per cui, se il partito repubblicano bolognese sceglie di sostenere Guazzaloca e trova su questa scelta una convergenza immediata e piena con la segreteria nazionale, nessuno nel Partito repubblicano può permettersi di sperare che vinca il centrosinistra a Bologna. Non lo si può dire alla pubblica opinione e non lo si può manifestare in riunioni private, perché si viene meno a quel senso di responsabilità nei confronti del Paese che i repubblicani hanno sempre manifestato fino a questo momento ed intendono continuare a manifestare.

  8. #158
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    Predefinito tratto da SESTO POTERE 28 gennaio 2004

    L'8 febbraio: Ravenna celebra Ugo La Malfa

    (Sesto Potere) - Ravenna - 28 gennaio 2004 - Ugo La Malfa, per 20 anni parlamentare repubblicano della Romagna e leader storico dei repubblicani, verrà celebrato a Ravenna in occasione del Centenario della nascita il prossimo 8 febbraio. Il PRI di Ravenna, in collaborazione con la Fondazione Ugo La Malfa e con l'apposito Comitato nazionale dedica quest'anno l'anniversario della Repubblica Romana proprio all'indimenticabile protagonista di tante battaglie laiche e mazziniane, addirittura dedicandogli uno spettacolo teatrale ed un convegno. Infatti domenica 8 febbraio sarà tutto dedicato alle celebrazioni ravennati. In mattinata al ridotto del Teatro Alighieri, dopo un'introduzione musicale con gli inni repubblicani , aprirà i lavori il segretario provinciale Paolo Gambi, poi interverranno lo storico Domenico Berardi, il consigliere regionale Luisa Babini e le istituzioni; si svolgerà poi una tavola rotonda dal titolo "Nel ricordo di Ugo La Malfa i nuovi traguardi dell'economia ravennate", aperta dal Vice Sindaco Giannantonio Mingozzi e con gli interventi di Antonio Patuelli (Presidente del gruppo Cassa di Risparmio) Emilio Ottolenghi (Amministratore Delegato PIR) l'economista Paolo Savona, Vasco Errani Presidente della Regione e infine Giorgio La Malfa, Presidente PRI e Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati. Seguirà alle 13,00 il pranzo repubblicano alla Casa del Popolo. Nel pomeriggio, alle 16,00 al Teatro Rasi lo spettacolo teatrale "Ugo La Malfa, il sogno della Repubblica" oratorio laico con la regia di Paolo Castagna, con musiche lettere e testimonianze su Ugo La Malfa. Alle 17,30 la giornata si concluderà con il ringraziamento a tutti gli ospiti del Segretario Comunale Giancarlo Cimatti. (Sesto Potere)

  9. #159
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    Predefinito tratto ad SESTO POTERE 28 gennaio 2004

    Allarme terrorismo ( 2 ) Widmer Valbonesi (Pri) "solidarietà ai lavoratori dell'azienda Kws di Forlì"

    (Sesto Potere) - Forlì - 28 gennaio 2004 - Questa mattina, incontrando i giornalisti, il segretario regionale del Pri Emilia-Romagna, Widmer Valbonesi, ha espresso solidarietà ai lavoratori ed ai vertici dell'azienda Kws di Forlì colpita la notte scorsa da un attentato terroristico. "non è casuale che un'azienda locale, sede nazionale di una multinazionale, specializzata in altissima tecnologia sia presa di mira dai terroristi. E' necessario tenere alta la guardia".(Sesto Potere)

  10. #160
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    Predefinito tratto da SESTO POTERE 28 gennaio 2004

    Devolution, Luisa Babini, Consigliere regionale Pri Emilia Romagna: "No all'istituzione della Provincia di Imola"

    (Sesto Potere) - Ravenna - 28 gennaio 2004 - Luisa Babini, Consigliere regionale Pri Emilia Romagna, ricorda che "Da sempre il PRI ha espresso chiaramente la propria posizione nei confronti delle Province in un ottica di sempre maggiore efficienza degli enti pubblici e di razionalizzazione delle risorse impiegate per il loro funzionamento. Una esigenza di razionalizzazione che ho rilanciato qualche tempo fa avanzando la proposta di premere maggiormente su una fusione fra i Comuni con meno di 1000 abitanti. Il decurtamento di spese amministrative e gestionali dei piccoli Comuni, infatti, aiuterebbe in gran parte a risolvere il problema della loro sempre maggiore inadeguatezza rispetto alle esigenze della cittadinanza mettendo finalmente a disposizione somme maggiori da destinare ai servizi. Con la fusione dei piccoli Comuni verrebbero cioè in pratica eliminati degli Enti intermedi e il loro costoso apparato burocratico".
    "Il Governo Berlusconi - aggiunge Luisa Babini - sembra però per il momento andare nella direzione opposta, dal momento che sono state recentemente approvate una serie di misure a sostegno dei piccoli Comuni. Queste misure serviranno solo a tamponare le carenze che i piccoli enti presentano sul fronte dei servizi pubblici essenziali quali istruzione, sanità, trasporti, poste, protezione ambientale e civile, ma non risolveranno le reali difficoltà strutturali dei Comuni che hanno risorse limitate e apparati amministrativi sempre più costosi da sostenere. Anche i costi dei servizi aumentano progressivamente, basta solo ricordare che la popolazione sta invecchiando sempre più e necessita di assistenza sempre maggiore. Per una analogo spirito di snellimento e razionalizzazione economica dell’amministrazione pubblica, ho appreso con insoddisfazione la notizia risalente a qualche mese fa del via libera delle Camere all’istituzione tre nuove province".
    "Un via libera - continua Luisa Babini - accordato trasversalmente sia dalla Destra che dalla Sinistra, segno evidentemente che anche quest’ultima non è estranea a tentativi di accaparrarsi le simpatie degli elettori di alcune zone assecondandone le spinte localistiche e autonomistiche: ma quanto ci costerà? Con l’istituzione di nuove Province si va inesorabilmente verso un inutile raddoppiamento dei costi fissi con il rischio di una vera e propria paralisi finanziaria dei neonati organismi di amministrazione pubblica; una paralisi a cui le neo Province non possono fare fronte con la semplice acquisizione dalla Provincia a cui erano in precedenza aggregate della quota di risorse corrispondente al proprio peso. Oltre al raddoppio delle assemblee elettive e della macchina amministrativa, infatti, la creazione di una nuova Provincia comporta la predisposizione di una nuova Prefettura, di una nuova Questura, un comando dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco con tutti gli uffici di competenza connessi. Così, immagino sarà lo Stato a dover sborsare i fondi per il sostentamento delle nuove Province e in un momento di crisi economica generalizzata e di difficoltà finanziaria del Governo ciò appare del tutto sconveniente ed inopportuno. Inopportuno anche che questo processo venga appoggiato da parte di una sinistra che voglia proporsi come una credibile alternativa alla destra".
    "Intanto però - dice il Consigliere regionale Pri Emilia Romagna, - sono già 29 le città che hanno fatto richiesta di diventare Provincia e che aspettano il via libera dal Parlamento. Inoltre, anche se la Legge prevede che la popolazione a cui le istituzioni provinciali debbano fare capo sia non inferiore ai 200.000 abitanti, oramai 14 hanno una popolazione inferiore a questo numero, creando un precedente che contrasta con le funzioni stesse della Provincia, le funzioni cioè di coordinamento su un’area vasta. Anziché istituire nuove province sarebbe invece a mio parere il caso di premere sulla fusione dei piccoli Comuni, in modo da realizzare un raggruppamento territoriale consistente a cui corrisponda una disponibilità di risorse sufficiente a far fronte alle esigenze dei cittadini".
    In Emilia-Romagna esiste un PdL che punta ad istituire ex-novo un Comprensorio imolese con grande autonomia da Bologna.
    "Imola - spiega Luisa Babini - è già dotata di una AUSL del tutto indipendente da quella di Bologna, e quel PdL non vorrei fosse l’inizio di un percorso verso l’istituzione di una futura Provincia di Imola. Fin da ora vorrei esprimere la mia contrarietà nei confronti di questo prospettiva che contrasta con gli obbiettivi di razionalizzazione della spesa amministrativa e di snellimento gestionale di cui i Repubblicani si fanno da sempre portavoci". (Sesto Potere)

 

 
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