Nell’Edera si accende lo scontro
CESENA - I repubblicani romagnoli, si sa, sono sempre stati sanguigni non solo nei confronti degli avversari politici e questa volta, infatti, la lite è esplosa fra Piero Gallina, presidente della Provincia e Vidmer Valbonesi, capogruppo consiliare del Pri in Provincia. E’ lo strascico delle polemiche esplose ieri da parte di Valbonesi nei confronti di alcune scelte della Giunta a cui Gallina oggi aggiunge, con una missiva inviata ai due segretari di consociazione Renato Lelli e Luigi Sansavini, del “pepe nero”.“Valbonesi ha rilasciato una serie di dichiarazioni molto muscolari - chiarisce Gallina - affermando che al 90 per cento il Pri è fuori dalla maggioranza provinciale”. Gallina ironizza osservando: “che l’unico in maggioranza di repubblicani è il sottoscritto, visto che il consigliere Primo Sasselli, sia pure con serietà e pacatezza, da quattro anni non fa parte della maggioranza di Centrosinistra, mentre il consigliere Valbonesi si astiene o vota a favore all’impronta e con il consueto contorno di provocazioni, insulti e quanto di altro... ora credo proprio che le due consociazioni devono riunirsi urgentemente e... se si decide di stare in maggioranza correrà stabilire di scegliere candidati seri e leali”.Non si è fatta attendere, prima ancora che questa sferzata arrivasse ai lettori la risposta di Valbonesi che ricorda che “se il professor Gallina invece di prendersi incarichi politici che non ha, pensasse a fare meglio ciò che crede di poter liquidare con alcune battute, probabilmente, sarebbe in grado di essere più in linea col suo partito piuttosto che in uno stato di perenne gratitudine ai Ds”.Poi Gallina viene chiamato in causa: “Spieghi da amministratore come viene tutelato il patrimonio della provincia azionista di Romagna Acque e spieghi come partecipa ad un convegno del Pri nel quale dice sì alla centrale di Durazzanino e poi va a Borgo Sisa a sostenere che il bilancio energetico della provincia è sostanzialmente a pareggio per cui non è necessario fare la centrale. Tre giorni dopo - continua Valbonesi - si scopre che la Provincia produce il cinque per cento di ciò che produce, altro che bilancio energetico sostanzialmente a pareggio, con proposte di sei centrali a metano, più piccole, con meno resa e con lo stesso tipo di combustibile e con il rischio reale che tutta la nostra economia in caso di black out rimanga senza fornitura energetica”.
Pietro Caruso




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