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  1. #21
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    Il documento della Consociazione Repubblicana di Cesena sul conflitto in corso

    La guerra è scoppiata. Tutti, nessuno escluso, dobbiamo esprimere preoccupazione per un frangente così drammatico, ma una forza politica seria ha il dovere civile e politico di valutare le cause che l'hanno promosso e nel contempo le conseguenze che si dovranno determinare.

    L'impressione che al contrario abbiamo è che molti, troppi, strumentalizzino le vicende attuali nascondendo un quadro internazionale che non può non essere valutato con attenzione. Non è accettabile, è anzi esecrabile che da parte della SINISTRA e non solo, si fomenti un odio antiamericano che pensavamo retaggio di una cultura comunista ormai superata. Così non è purtroppo e dobbiamo constatare che anche il mondo cattolico sta assumendo una posizione che mai avremmo immaginato.

    Non si conoscono nella storia recente prese di posizione del Vaticano così avverse agli USA, che mai abbiamo registrato contro l'URSS nel 1956 o nel 1968 o nei confronti degli stati totalitari (Italia Fascista e Germania Nazista) nella prima metà del sec. XX°.

    Dobbiamo rilevare che questo veleno è pericolo per tutto l'Occidente e per il nostro paese in particolare. Noi non possiamo dimenticare che gli USA ci hanno liberato, a costo di un numero incredibile di vite UMANE, dal Nazifascismo prima e dal Comunismo poi e con il Piano Marshall hanno posto le basi per il nostro miracolo economico.

    Oggi il nemico da battere è il TERRORISMO INTERNAZIONALE e l'indecisione, i gretti interessi di parte, il neogollismo Francese, il neoneutralismo tedesco hanno costituito il ventre molle di un Occidente che doveva rispondere alla dichiarazione di guerra dell'11 settembre 2001.

    Ora la battaglia politica che deve vedere schierati i democratici è la stabilizzazione e la democratizzazione del MEDIO .ORIENTE.

    Gridare "né con Bush né con Saddam" significa di fatto battersi per il permanere delle barbarie.

    Cesena, 27 marzo 2003

    ----------------------------------------------------
    tratto dal sito web del

  2. #22
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 30 marzo 2003


    Guidazzi: «E' a rischio questo centrosinistra»

    CESENA - «E' a rischio l'alleanza di centrosinistra che prosegua l'opera dell'amministrazione Conti nella prossima legislatura».
    A suonare il campanello d'allarme è il vicesindaco repubblicano Mario Guidazzi , che paventa come sempre più probabile un accordo tra Ds e Rifondazione Comunista anche a Cesena, in virtù del quale i repubblicani si chiamerebbero fuori dall'alleanza di centrosinistra. Dalla sede di corso Mazzini il Pri di Cesena ha inviato una nota che lascia trasparire lo stato d'animo inquieto dell'edera cesenate. «Qualche giorno fa Monica Donini, segretaria regionale di Rifondazione Comunista — si legge — ha dichiarato che la posizione sulla guerra in Iraq ha prefigurato anche per Cesena il nuovo centrosinistra, composto da Rifondazione comunista, Democratici di Sinistra, Laburisti, Verdi, Comunisti italiani e Margherita. Non abbiamo dubbi che l' ipotesi possa avere una sostanziosa concretezza e che possa garantire politiche assolutamente antitetiche rispetto a quelle sostenute dal Partito repubblicano. Non ci stupisce che Rifondazione Comunista ponga il problema. Notiamo un certo imbarazzo nei Democratici di Sinistra, specificamente nella risposta dei segretari Maurizio Mancini e Graziano Gozzi. Ci stupisce altresì il silenzio continuo della Margherita che non perde occasione per tacere».
    Eppure Mancini e Gozzi hanno bacchettato Rifondazione, dicendo che non deve strumentalizzare la guerra in Iraq, per discettare sulle alleanze locali.
    «Macché bacchettato — afferma Guidazzi —. La Donini, segretaria regionale di Rifondazione, stringerà a Bologna un'alleanza con i Ds. Pensabile che rimanga fuori Cesena, da questa alleanza? Temiamo di no.
    Il Pri prende atto di un processo in corso.
    Quello che ci sconcerta è il silenzio tombale della Margherita che continua a stare zitta, anche se è arrivata la sua stagione, la primavera. Il Pri, invece, parla chiar0: dobbiamo prendere atto che la riproposizione della attuale alleanza di centrosinistra per la prossima legislatura, è in pericolo». La Margherita 'ammutolita' non si fa pregare per replicare a Guidazzi: «Terremo il congresso entro giugno e da lì uscirà la nostra linea politica — dice Maurizio Brunelli del Coordinamento territoriale — ; ma già ci siamo espressi per il proseguimento di questa alleanza. Prima vengono i programmi. Rifondazione? E' fuori dall'Ulivo. Il Pri che ci accusa? Non vorrei che riversasse su altri le proprie difficoltà di scelta».

    di Andrea Alessandrini

  3. #23
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 30 marzo 2003


    a la tipografia «museo»?

    MELDOLA (Forli') - La tipografia Gugnoni-Milandri va salvata ad ogni costo.
    Meldola non può permettersi di perdere un altro pezzo di storia, fra l'indifferenza di tutti. E l'amministrazione comunale dovrebbe favorire almeno la nascita di un museo dell'arte tipografica, dopo che avrà acquistato, direttamente o per donazione, i pregevoli pezzi della tipografia, la cui importanza dal punto di vista documentario e tecnologico non sfugge a nessuno».
    L'appello arriva da Mariaconcetta Schitinelli, segretaria del Partito Repubblicano Italiano di Meldola, che avanza anche una proposta: «Raccogliere i fondi necessari fra i cittadini per salvare la tipografia sarebbe un modo per non far morire lentamente Meldola, come purtroppo sta avvenendo. Per il Comune non sarebbe un grande sforzo».
    La segretaria dei repubblicani tira in ballo anche gli istituti economici e le associazioni culturali e turistiche di Meldola. Tirato per la giacchetta, a proposito della ventilata chiusura della storica tipografia Milandri, il sindaco di Meldola, Corrado Ghetti, risponde: «Il Comune aveva raggiunto con Milandri un accordo, che prevedeva la concessione di locali comunali, per dieci anni e a titolo gratuito, e la cessione del materiale della tipografia al Comune, in parte subito e in parte al termine dell'attività. L'accordo, sollecitato da Milandri, è già stato perfezionato con delibera e sottoscritto, ma è stato revocato su precisa richiesta di Milandri. La cosa ha addolorato la giunta comunale, che però ha rispettato la volontà dell'interessato». Conclude polemicamente il sindaco: «Se la signora Schitinelli, segretaria locale del Pri, si fosse informata, avrebbe parlato con cognizione di causa».
    Spiega il titolare della tipografia, Ruggero Milandri: «Il sindaco dice la verità, ma in parte, perché il Comune mi dava i locali in via Roma 19, che però erano gravati da un'assicurazione 'per rischi civili' di circa 500 euro. Poi avrei dovuto cedere la tipografia al Comune appena terminata l'attività. Ma, dato che nei nuovi ambienti non esistevano le condizioni per continuare a lavorare, sia perché il lavoro aveva preso altre vie, sia perché c'era troppa burocrazia, sarei stato costretto a cedere tutto subito. Così alla fine sono stato costretto a chiedere la revoca dell'accordo».

    di Quinto Cappelli

  4. #24
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    RIMINI
    venerdì 4 aprile
    Nuovo Quartiere Fieristico

    Terza Edizione EuroP.A. Salone delle Autonomie locali

    Convegno dell'UPI: "La pianificazione per la sicurezza dei territori"

    Conclusioni on. Francesco Nucara Sottosegretario all'Ambiente e Tutela del Territorio e Segretario Naz.le del P.R.I.

    -----------------
    tratto dal sito web del

  5. #25
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 3 aprile 2003


    Seicento crocieristi ogni domenica al terminal portuale

    RAVENNA - Predisposizione dello studio di fattibilità per abbassare i fondali fino a 14,50 metri; nuove banchine nell'ex porto carni; definizione dell'assetto della Sapir. Attorno a questi temi si svilupperà il convegno promosso dal Pri per sabato alle 9 all'Albego Cappello. «Con questa iniziativa — spiega il segretario repubblicano, Giancarlo Cimatti — chiudiamo un dibattito aperto alcuni mesi fa. Il porto è la principale attività economica di Ravenna ed è necessario predisporre tutti gli strumenti per renderlo competitivo». «Il nuovo Prg — aggiunge il vice sindaco, Giannantonio Mingozzi — tiene conto delle esigenze di sviluppo del territorio, della logistica e delle infrastrutture portuali. Per la destinazione futura delle aree credo sia necessaria una concertazione tra Comune, Autorità portuale e mondo imprenditoriale». Per quanto riguarda la Sapir, il Pri ritiene che debba rimanere sotto il controllo pubblico, mentre il passaggio alla società dei beni di proprietà della Regione dovrà avvenire con un concambio azionario.

  6. #26
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 5 aprile 2003


    Pri: 'Aspettando la Margherita diciamo no a Rifondazione'

    Tra repubblicani e Margherita continua
    un botta e risposta non privo di sfumature polemiche. Dopo che il vicesindaco Mario Guidazzi aveva criticato il silenzio della Margherita sul flirt tra Ds e Rifondazione, chiedendo un intervento deciso in cui fosse posta la pregiudiziale all'apertura a Rifondazione, l'on. Roberto Pinza, coordinatore della Margherita provinciale, aveva risposto che la posizione della Margherita cesenate verrà resa esplicita nella sua sede naturale, il congresso che sarà tenuto a giugno.
    «Il tema che il Pri ha posto all'attenzione degli alleati — dice Guidazzi — è il seguente: la attuale giunta opera sulla scorta di un programma sottoscritto di cui il sindaco è il garante. L'eventuale ingresso di una forza politica quale Rifondazione consolida o annulla il lavoro fatto o da farsi? A nostro avviso l'ingresso di Rifondazione cambierebbe radicalmente la logica politico-amministrativa e ciò è per noi inaccettabile. Se al contrario altri la pensano diversamente lo dicano in modo chiaro ed esplicito, non tanto al Pri quanto ai cesenati. Se è necessario un congresso della Margherita perché questo si sappia, ben venga: valuteremo con grande attenzione e rispetto le proposte politiche che scaturiranno dall' assise della Margherita. In quanto al rilievo fatto da Gianfranco Rossi secondo cui tra Margherita e Pri è in atto un percorso comune, proprio perché considero il percorso e il traguardo importanti, non vorrei che si innalzassero troppi ostacoli per ostacolarlo e vanificarlo. In quanto infine al riferimento che l'on. Pinza fa all'Ulivo non ho alcuna ritrosia a rispondere: il Pri e il sottoscritto non hanno alcuna parentela con l'Ulivo (ammesso e non concesso che l'Ulivo ancora esista). Noi sottoscriviamo alleanze se condividiamo il quadro politico e programmatico. Né più né meno».

  7. #27
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 5 aprile 2003


    Convegno Pri sul porto

    RAVENNA - Promosso dal Pri si tiene alle ore 9 all'Albergo Cappello il convegno sul tema 'Ravenna: un porto moderno'. Tra gli altri interviene Cirillo Orlandi, presidente del Gruppo Psa di Singapore e membro della direzionale nazionale del Pri.

  8. #28
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 6 aprile 2003


    'Il porto sfrutti l'economia del suo entroterra'

    Al convegno sul futuro del porto è intervenuto anche Cirillo Orlandi, membro della direzione nazionale dell'Edera, e presidente del gruppo Psa di Singapore, secondo movimentatore mondiale di container.

    Dottor Orlandi, gli esperti ritengono che in Adriatico possa crescere molto la movimentazione delle merci. E' d'accordo?

    «Ci sono due circostanze che hanno giovato a tutto il Mediterraneo: la globalizzazione dei mercati e l'aumento dei traffici tra Far East e Europa. Questo mare è tornato ad essere importante sulle rotte transcontinentali e ha ancora ampi spazi di crescita».

    Attraverso quali progetti?

    «Meglio non puntare sul 'gigantismo' delle navi perché non ci sono le condizioni morfologiche. Credo sia più interessante una integrazione tra i porti e l'economia che sta alle loro spalle».
    In che modo?
    «L'Adriatico ha un vantaggio rispetto al Tirreno ed è quello di godere di una forte economia terrestre. Penso al Triveneto e all'Emilia Romagna».

    Vale anche per il porto di Ravenna?

    «Alcuni anni fa feci uno studio su Ravenna e indicai la necessità di sviluppare una piattaforma logistica in chiave regionale che mettesse in rete i poli intermodali di Parma, il nodo di Bologna e lo scalo ravennate. Credo che quell'indicazione sia tuttora valida. Il porto oggi non è più solo una banchina dove attracca la nave. E' una piattaforma complessa con servizi per vettori, per le merci, per gli operatori. Un mix di attività commerciali e industriali. E in questo Ravenna ha grandi potenzialità».

    Il gruppo Psa è interessato a crescere in Adriatico?

    «La realtà portuale italiana è fatta di due grandi aree. In Tirreno quella che va da Livorno a Savona e in Adriatico quella che si sviluppa tra Ravenna e Capodistria. Al di là della logica di gruppo bisogna ragionare su questi bacini e quando capita sviluppare i propri progetti».

  9. #29
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    Predefinito ... riceviamo da Roberta Brunazzi ...

    risposta di M.Concetta Schitinelli all'articolo uscito su Il Resto del Carlino di domenica 30 marzo in merito alla tipografia di Meldola:

    MELDOLA (Forli') - "In merito alla risposta che il sindaco di Meldola ha dato alla mia lettera del 28 febbraio ...click ..., sono costretta a fare alcune osservazioni. Innanzitutto mi permetto di correggere la frase: "la Schitinelli aveva deplorato la decisione di concedere il permesso all'abbattimento dell'antica tipografia Gugnoni", perché non ho affatto scritto questo. Ho detto che la tipografia è già chiusa e il palazzo che la ospita sta per essere ristrutturato, e che prima di arrivare alla "morte" della tipografia si sarebbe potuti intervenire.

    Quanto al fatto che il sindaco, piuttosto risentito, mi ha invitato ad informarmi prima di parlare, è evidente che non mi conosce bene, perché altrimenti saprebbe che cerco di non parlare mai senza documentarmi. E stia certo che conosco tutti i passaggi della trattativa col sig. Milandri, e anche la proposta finale che gli è stata fatta e che ha determinato il suo recesso da un accordo da lui sollecitato fin dal 1998 e a cui era stata data risposta positiva solo nel 2001, quando però erano venuti meno i presupposti dell'accordo stesso, perché le cose per la tipografia erano precipitate, vista anche la scelta che l'amministrazione ha fatto di rivolgersi altrove per le sue necessità di stampa.

    Mi permetto poi di disapprovare il tono con cui il sig. Ghetti risponde:un sindaco è espressione di una parte politica, ma deve rispondere a tutti i cittadini. E come cittadina, prima che come segretario di un partito, ho posto all'attenzione dei lettori un problema che richiede, secondo me, la sensibilizzazione di più persone possibile se si vuole attivare il "salvataggio" di quello che ritengo un monumento della città.

    Se avesse letto bene, avrebbe colto che il senso dell'articolo sta tutto nel chiedere se esiste una soluzione per ciò che resta di un pezzo importante della memoria cittadina. E per questo ho ipotizzato che vari possono essere gli autori di tale operazione, sapendo anche che l'Accademia degli Imperfetti si è attivata, senza peraltro essere ancora approdata, suo malgrado, al risultato da tutti noi atteso.

    Il sindaco dovrebbe essere felice di vedere che la città di Meldola non è ancora del tutto morta, e dovrebbe, a mio parere, dare il suo contributo, se ritiene che l'operazione sia meritevole di essere portata a termine. Sarebbe un titolo di merito per lui, e non capisco perché non colga la palla al balzo. Parimenti mi dispiace vedere che la parte di più ampio respiro della mia proposta, quella del distretto culturale, sia stata ignorata. Dà fastidio anche che qualcuno faccia proposte, tanto che le si ignora?

    Mi dispiace, ma io ho un altro concetto della politica.
    Rispettosi saluti, comunque.

    M.Concetta Schitinelli

  10. #30
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 8 aprile 203


    Il Pri raccoglie firme contro le 'carrette del mare'

    CERVIA (Ravenna) - I repubblicani cervesi annunciano azioni politiche contro le 'carrette del mare'. «Siamo preoccupati — dice il segretario Moraldo Fantini — per le ripercussioni che potrebbero avere sul mare eventuali incidenti alle petroliere dirette alla centrale termoelettrica di Porto Tolle. Se solo una carretta perdesse petrolio nell'Adriatico, tutta l'economia della costa sarebbe seriamente compromessa». Il Pri prepara una raccolta di firme contro l'intesa tra Veneto e Enel.

 

 
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