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  1. #541
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    Per rimettere un po' di serieta' nella politica bisognerebbe, come prima cosa urgente ed irrinunciabile, dimezzare tutti gli emolumenti derivanti da incarichi sia elettivi che di nomina pubblica, in modo che chi si avvicina alla politica lo faccia per disinteresse e per volonta' di contribuire al bene di tutti.
    Invece, con una falsa vocazione al volontariato, la politica e' diventata l'area di parcheggio di tantissimi intrallazzatori pro domo propria.
    E' dilagante questo fenomeno, credo che anche noi in buona misura ne siamo stati ammorbati.
    Rimanere per 20, trenta anni (e piu') al potere, come e' successo in emilia-romagna, ha finito con il tagliare le gambe anche ai migliori di noi.
    E' dura abbandonare un tessuto dove trama e ordito si tengono insieme da troppo tempo.
    Grazie.

  2. #542
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 28 aprile 2005

    “La Malfa? Ha sbagliato governo”

    Ravenna - In un documento congiunto delle due direzioni comunale e provinciale che aveva trovato d’accordo tutte le componenti interne, l’Edera ravennate aveva bollato come “estremamente negativa la scelta di rendere la partecipazione del Pri alla maggioranza di centrodestra ancora più organica e strutturale”.Quindi dopo l’ingresso nel nuovo governo Berlusconi di Giorgio La Malfa come ministro alle Politiche comunitarie e di Francesco Nucara come vice-ministro all’Ambiente, i commenti non possono che ricalcare in fotocopia quel giudizio. Pertanto le critiche non vengono solo dalla maggioranza del Pri ravennate che da tempo ha scelto le giunte di centrosinistra. Ma dalla stessa area autonomista per la quale appunto l’Edera non deve stare con nessuno dei due poli.“L’unico commento che posso fare - dice il segretario comunale Paolo Gambi - è di sconcerto per il fatto che ci si aspettava che la crisi del governo di centrodestra potesse rappresentare un momento di riflessione più approfondita nel Pri. Al contrario il partito nazionale ha deciso di avere un rapporto ancora più organico con la Casa delle Libertà. Riconfermiamo - prosegue - il giudizio fortemente negativo e nello stesso tempo valuto positivamente che tutte le componenti del partito esprimano questa posizione”.“Giorgio La Malfa? Il ministro giusto nel governo sbagliato”. Il capogruppo del Pri in consiglio provinciale Mauro Mazzotti esordisce con una battuta. “Quello alle Politiche comunitarie è un bell’incarico e l’uomo ha del valore specifico, ma io - tiene a precisare - sono del centrosinistra”.“Fermo restando che con l’ingresso di La Malfa la qualità del governo migliora, riconfermiamo il nostro giudizio negativo”, ribadisce l’assessore provinciale Eugenio Fusignani. “Fra l’altro - aggiunge - non vedo come si possano sposare gli ideali repubblicani con il rinvigorito secessionismo della Lega. E la scelta è ancora più incomprensibile rispetto a quanto è accaduto alle ultime regionali”. Una mossa, secondo l’assessore repubblicano, quella di concedere il simbolo dell’Edera alla mozione autonomista di Ravaglia-Guidazzi, che avrebbe avuto una sua logica se poi come scelta conseguente ci fosse stata la decisione del Pri di uscire dal centrodestra.“Faccio le mie migliori congratulazioni a La Malfa e Nucara, ma noi abbiamo sempre sostenuto una collocazione dell’Edera autonoma dai due poli”: non dà grandi segni di entusiasmo neppure Gianni Ravaglia. “Questa nostra posizione - annuncia - la sosterremo anche in un convegno che si svolgerà sabato prossimo a Cesena dove discuteremo di questo e di perché l’Edera deve scegliere la strada dell’autonomia”.“Come la penso si sa - dice il vicesindaco Giannantonio Mingozzi, commentando l’ingresso di La Malfa nel governo - anche se ovviamente non mi auguro che un repubblicano né a Roma, né da un’altra parte abbia delle difficoltà. Auspico - aggiunge - che questo aiuti a chiarire il rapporto fra centro e periferia. Io sono tra quelli che sperano che non si ripeta la brutta esperienza della regionali. Se guardiamo alla prospettiva, penso che debba essere concesso agli organismi locali di scegliere in autonomia le alleanze”.Al di là dei commenti sul fatto in sé, ci si torna quindi ad interrogare su quali saranno le possibili ricadute a livello locale. A Ravenna infatti nel 2006 si vota sia per rinnovare il governo del Comune capoluogo, sia per quello della Provincia. Finora, vedi appunto quello che è accaduto alle regionali, la decisione del partito nazionale di stare nel centrodestra è stata la causa di rapporti sempre più tesi con la maggioranza dell’Edera romagnola. Memori appunto delle passate esperienze e in previsione dell’importante scadenza elettorale, i dirigenti del Pri ravennate sembrano intenzionati a fare di tutto per evitare, come è accaduto appunto poco più di due mesi fa, di trovarsi all’improvviso e all’ultimo minuto, senza simbolo dell’Edera. La riunione delle direzioni comunale e provinciale del partito è stata aggiornata a venerdì prossimo proprio fare il punto su come affrontare, in tempi brevi, il problema. “Dobbiamo sapere come muoverci e lo dobbiamo sapere in tempi ristretti”, dice a questo proposito il segretario provinciale Fabio Bocchini. “Abbiamo già deciso - prosegue - di stare con il centrosinistra, ma dobbiamo avere un minimo di certezza”.L’obiettivo che si spera di raggiungere nel prosieguo di riunione indetta per il 29 aprile, è quello di riuscire ad ottenere “un mandato unitario” per poi andare a discutere la questione a Roma. “Poi vedremo cosa deciderà il partito nazionale” è il commento di Bocchini che non vuole avventurarsi in previsioni né in un senso, né nell’altro. “Ritenevamo che dopo l’insoddisfazione dimostrata dagli elettori in queste ultime regionali he fosse più opportuno per il Pri restare fuori dal governo. Comunque prendiamo atto. I vertici del partito nazionale devono però capire che è interesse anche loro se abbiamo certi risultati e raggiungiamo certi obbiettivi”.

    ro. em.
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/ZEROSPIAGGE.mid[/mid]

  3. #543
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    Emilia Romagna: De Modena, Pasini e Rivizzigno sul Pri nel governo/Un esame delle posizioni delle minoranze. Respinte le critiche dei componenti di Riscossa repubblicana

    Un reale successo politico della segreteria nazionale

    In questi ultimi tempi e più precisamente da quando le Minoranze del Partito sono venute a conoscenza della possibilità, poi verificatasi, che quest'ultimo potesse avere una maggiore visibilità in un Governo di Centro Destra accedendo ad un importante Dicastero, ci sono state le più svariate dichiarazioni da parte di esponenti, in particolare della minoranza di Riscossa, dichiarazioni più o meno composte, ma sempre ispirate dalla somma preoccupazione che, per qualche tempo per gli accordi a sinistra non ci fossero più possibilità concrete, ma che, al contrario, il Partito si stava indirizzando sulla strada di un maggiore, stretto e duraturo accordo con il Centro Destra.

    La preoccupazione è stata sicuramente la "musa ispiratrice" dell'Assessore del Comune di Forlì Buffadini nel rilasciare la scomposta intervista pubblicata dalla Voce di Romagna il 24/04/05.

    L'Assessore ha dichiarato che la svolta a sinistra del PRI a Bari è stata ispirata alla Dirigenza Nazionale del Partito, non da opportunità politica, ma al solo scopo di accedere, da parte di questi ultimi, alle poltrone e quindi a incarichi di maggior potere.

    Ci corre l'obbligo ricordare all'Assessore Buffadini i seguenti punti:

    1) che il predetto Assessore si è presentato alle elezioni comunali con l'incarico di Assessore uscente e non è riuscito a raggiungere il quorum necessario per essere rieletto. Certo è che con la sua "buona amministrazione" non ha aumentato neanche un consenso personale.

    2) che nonostante ciò ha assunto l'incarico di "Assessore predestinato" per il suo leale e convinto comportamento nell'appoggiare la presenza repubblicana nelle liste di sinistra nelle ultime elezioni amministrative.

    3) che nella attuale difficile situazione nella quale si trova il predetto Assessore e per la quale né il Partito Locale né il Partito Nazionale ha preso posizione dandoGli la giusta opportunità di discolparsi, senza chiederGli quello che l'Assessore avrebbe dovuto fare per scelta personale, rimettere, anche se solo temporaneamente, il mandato nelle mani del Sindaco. Con ciò sarebbe stato piu' opportuno, in particolare per Lui, una presa di posizione piu' equilibrata.

    Può essere questo valutato come attaccamento alla coalizione o come attaccamento alla poltrona od entrambi?

    Lo stesso giorno nella cronaca locale del Resto del Carlino, l'amico Segretario di Consociazione Sansavini risponde in merito a una nostra dichiarazione precedentemente pubblicata.

    L'amico Segretario deve decidersi perché è vera o l'una o l'altra cosa. O Noi che ci identifichiamo nella Maggioranza Nazionale del P.R.I. non contiamo come apporto di voti e allora la Nostra presenza all'interno delle liste non avrebbe apportato quel contributo che lui dice venuto a mancare al Partito, o abbiamo avuto paura di presentarci perché preoccupati di non aver seguito, ma per questo dobbiamo ricordare all'amico Sansavini che la nostra componente ha appoggiato, anche se molto va riconosciuto al candidato, l'amico Lauro Biondi che, con i Suoi e i Nostri voti, arriva tutte le volte prima di Lui che, pur essendo il Segretario di Consociazione da 8 anni nonché vice Presidente della Provincia di Forlì-Cesena ed in precedenza Assessore, non riesce mai a spuntarla sul candidato dell'opposizione sostenuto da Noi che contiamo così poco. Ma al di là di queste considerazioni, vogliamo ricordarGli che, come Segretario della Consociazione forlivese ci deve almeno, prima o poi, una risposta su cosa vuole fare di quelle iscrizioni della sezione Mazzini che ha vocato a sé e delle quali a tutt'oggi, a distanza di molti mesi,non abbiamo ancora ricevuto una precisa risposta.

    In questo turbine di dichiarazioni si è poi inserito l'amico Valbonesi, dopo che "l'imprevedibile" amico Biondi gli ha servito su un piatto d'argento un argomento che così come sviluppato e proposto da Valbonesi sarebbe, in buona parte, condivisibile e auspicabile se lo stesso e la componente di Riscossa alla quale fa riferimento, sia nella Direzione Nazionale che negli articoli di recente comparsi come quello dell'amico Gambi, non avessero dichiarato, votando contro in Direzione, la loro avversità all'entrata nel Governo ed all'accesso al Ministero dell'amico Presidente Giorgio La Malfa ed alla riconferma a vice Ministro dell' Segretario Francesco Nucara.

    Sia Riscossa che Autonomia si sono accorti che il Polo di Centro Destra concedendo ai Repubblicani, rappresentati in Parlamento da un Senatore e da un Deputato, un Ministro ed un Vice-Ministro ha dato al Partito una visibilità insperata ed uno spazio di grande importanza in particolare ad un anno dalle elezioni politiche.

    Gli amici prima citati avrebbero dovuto ammettere che una tale regia è degna non solo di grande plauso, ma dovrebbe essere osannata da tutti i Repubblicani per i risconti e i risultati che di conseguenza verranno.

    Forse gli amici di Autonomia abdicando (vedi articolo di Ravaglia di oggi nella pagina locale del Carlino di Ravenna) hanno abdicato a favore della sinistra Ravennate?

    Non sarebbe più giusto che gli amici di autonomia si avvalessero di una posizione concessagli dagli amici Repubblicani Romagnoli, regione nella quale non è possibile oggi proporre una situazione politica che rispecchi quella del nazionale, ma che, con questa eredità concessagli, avrebbero potuto, nel futuro, portare il Partito in una posizione di maggiore coerenza fra il centro e la periferia?

    Bastava che gli amici di Riscossa e di Autonomia, avessero fatto una semplice considerazione e cioè che nonostante il Partito abbia di recente votato, con coerenza, contro le modifiche della Legge Costituzionale, la Coalizione alla quale partecipiamo, invece di farci pagare questa Nostra posizione, ci ha premiato con un nuovo Dicastero.

    Cosa sarebbe successo, chiedo agli stessi amici, se fossimo stati presenti in un Governo di Centro Sinistra ed avessimo preso le giuste posizioni che competono al nostro Partito sulla politica estera?

    Non basta essere filo occidentali e americani a parole, se questo non viene concesso nei fatti.

    Alla luce di tutto ciò dire che con questo si è dimostrato che esiste più democrazia in una coalizione di Centro Destra che di una di Centro Sinistra è fare pura retorica?

    E' pur vero che l'osservatorio di chi è in maggioranza oggi concede dei privilegi indiscussi, ma essere ciechi rispetto agli avvenimenti è come voler dire di non accettare la chiara realtà.

    Basterebbe condividere alcune giuste considerazioni e la cecità potrebbe diventare solo miopia, il che ci permetterebbe di essere più vicini e sempre all'interno della Casa Repubblicana.

    Per la componente della Maggioranza Nazionale
    De Modena Bruno
    Pasini Virginio
    Rivizzigno Marcello Luciano

  4. #544
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    La componente romagnola della maggioranza nazionale del Pri, su sollecitazioni pervenute da iscritti ed elettori dell'Edera in totale sintonia con la segreteria nazionale del partito, farà affiggere sui muri della città della Romagna un manifesto per sottolineare l'importanza della presenza repubblicana nel governo italiano.

    Il P.R.I. per il Paese

    Il ritorno del Pri nel Consiglio dei Ministri dopo 15 anni, rappresenta un evento di grande importanza per le sorti del Paese. Giorgio La Malfa, Ministro per le Politiche Comunitarie e Francesco Nucara, vice Ministro dell'Ambiente, per unanime riconoscimento, sapranno imporre i tradizionali convincimenti in politica estera, per superare la difficile congiuntura economica e per una corretta riforma istituzionale. I Repubblicani della Romagna che concordano con le scelte del recente Congresso Nazionale, auspicano che le contrapposizioni e le astiose polemiche lascino il passo ad un fecondo dibattito che consenta una ripresa del partito a tutti i livelli.

    In un siffatto contesto l'Italia e la Romagna, come sempre avvenuto nei momenti di difficoltà, potranno beneficiare dell'apporto, a tutti i livelli, dei Repubblicani.

    La componente romagnola della maggioranza nazionale del Pri

  5. #545
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 8 maggio 2005

    Approvata la mozione del Pri
    CIVITELLA - “Provincia di Forlì Cesena, non andare in vacanza in estate”. Questa, semplificando, la richiesta comunali di Civitella, che, venerdì sera, hanno approvato all’unanimità una mozione presentata dal gruppo del Partito Repubblicano Italiano. Il documento invita la Provincia, infatti, a rendere più veloci i lavori di allargamento e messa in sicurezza del tratto Gualdo-Cusercoli della Strada provinciale numero 4 Bidentina. Ormai è un anno infatti che questo cantiere provoca gravissimi disagi al traffico automobilistico e penalizza tutti gli abitanti della vallata del Bidente. Solo una corsia della carreggiata è percorribile per una lunghezza di un chilometro e 400 metri. Il flusso del traffico è quindi regolato da un impianto semaforico provvisorio e le code di automezzi in attesa del verde sono notevoli. Il timore dei rappresentanti della popolazione locale è che, con l’arrivo dell’estate, i lavori subiscano rallentamenti. L’Alto Bidente non vuol convivere con queste difficoltà anche al ritorno dalle ferie, a settembre. L’invito alla Provincia è di risolvere in fretta questo problema.

  6. #546
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 10 maggio 2005

    Tunnel della E45 bocciati Danno anche per la Riviera

    CESENATICO - Tunnel della E45 nel libro nero dei turisti tedeschi. L’Adac (l’Automobil Club tedesca) ne individua due nella provincia Forlì-Cesena e li piazza nella poco invidiabile classifica dei più pericolosi. Un neo per la sicurezza stradale ma anche per l’immagine del territorio agli occhi degli automobilisti d’oltralpe che hanno programmato le vacanze da queste parti. E’ quanto afferma il consigliere provinciale dell’Edera, Giovanni Lucchi, che invita la Provincia a farsi carico del problema quanto meno nelle sedi competenti. Tutto nasce dal fatto che l’Adac (Allgemeiner Deutscher Automobil-Club), che ha oltre 14 milioni e mezzo di iscritti in tutta la Germania, ha stilato una classifica sulla sicurezza dei tunnel europei. Tra i meno sicuri ne comparirebbero due sulla Orte-Ravenna, nel tratto che interessa appunto la provincia di Forlì-Cesena: la galleria di Quarto a Sarsina e la Roccaccia di Bagno di Romagna. Giovanni Lucchi chiama in causa il Consiglio provinciale. “Anche se la Provincia non ha la gestione della grande arteria stradale è sicuramente interessata alla sicurezza stradale e del perché questi due gallerie sono finite nel libro nero”. Inoltre, il repubblicano aggiunge: “Oltre all’inevitabile calo d’immagine nei confronti dei turisti tedeschi che frequentano le nostre località, bisogna capire cosa occorre per migliorare la sicurezza”.L’Adac tedesca dà alle stampe un giornale seguitissimo in Germania, “Motor Welt”, che concorre non poco a orientare i lettori, in fatto di scelta su dove trascorrere le vacanze. Lo stesso vice presidente Max Stich (con delega la turismo), un paio di anni fa, in visita a Cesenatico, aveva evidenziato, lamentandosene, come in Italia si sia giocato un po’ troppo sull’incremento di prezzi e tariffe, prendendo a pretesto l’introduzione dell’euro.

  7. #547
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 15 maggio 2005

    Il Pri sostiene l’incarico del Comune ”Un investimento razionalizzato”

    CERVIA - Replica immediata del Pri a Forza Italia sul direttore generale del Comune, che l’Edera giustifica anche dal punto di vista finanziario. “Occorre un’opera di razionalizzazione dei costi - sostiene il segretario Alessandro Carli - con la valorizzazione delle professionalità all’interno dell’attuale organico comunale. Se per fare questo serve un investimento esterno di spessore, ben venga. Noi del resto valuteremo le ipotesi d’intervento proposte ed al termine del mandato i relativi risultati. Se questi saranno come crediamo positivi, potremo dire di aver fatto un giusto investimento”. Produttività e conti in ordine insomma, possono ben “giustificare” lo stipendio di un manager. Nessuno “si sogna di protestare” oltretutto, su quanto percepiscono all'Enel, alla Pirelli, o a Mediaset. “Gli azionisti in quel caso valutano annualmente - aggiunge Carli - se l’azienda distribuisce dividendi, e se il valore aumenta. Pertanto tramite il Dg siamo in linea con la trasformazione aziendalista della macchina comunale”.

  8. #548
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    Scegliamo quattro "sì" in favore di libertà e laicità

    di Widmer Valbonesi*

    I repubblicani il 12 giugno voteranno compatti per quattro sì, e questo è importante ai fini della conquista di un diritto di civiltà, oggi impedito dalla legge 40 che vogliamo abrogare perché è l'unica legge sulla fecondazione assistita totalmente proibizionistica tra le legislazioni occidentali.

    Quello che oggi è in gioco col referendum non è tanto un pronunciamento sul momento di nascita della vita umana, sull'equivalenza tra persona ed embrione, o sul perenne interrogativo tra scienza e morale: temi sui quali non ci può essere sintesi unitaria.Il problema è, invece, cosa deve fare uno Stato laico in materia di procreazione assistita e di ricerca scientifica nell'interesse di tutta la comunità nazionale, e non sotto l'influenza o l'ingerenza di una visione religiosa o dogmatica.

    E siccome la scelta della procreazione è un fatto di responsabilità individuale, lo Stato dovrebbe legiferare poco e astenersi dallo stabilire quello che è bene e quello che è male, o addirittura stabilire se la procreazione eterologa sia o no consentita o se gli embrioni da impiantare in una donna debbano essere uno o più. Lo Stato dovrebbe solo essere attrezzato per garantire la salute di chi si sottopone alla fecondazione e di chi può nascere sano.

    Quanto poi alla ricerca scientifica sulle cellule staminali, il divieto posto dalla legge rischia di collocare il nostro Paese fuori dal giro internazionale della ricerca in un settore decisivo e strategico per affrontare e curare malattie gravissime.

    Il potere pubblico può porre dei limiti in una materia così delicata. Essi non possono essere tracciati sotto l'influenza del fondamentalismo religioso, ma devono essere guidati da responsabili indirizzi e orientamenti scientifici fissati dalla comunità scientifica internazionale, senza pregiudizialmente impedire percorsi di ricerca.

    Lasciare intendere che la ricerca sulle cellule staminali porterebbe ad emulare l'eugenetica, il nazismo o la clonazione dell'uomo è non solo disgustoso, ma significa precludersi la soluzione di malattie congenite di milioni di persone.

    Per questo i repubblicani credono che vada difeso lo Stato laico contro la proposizione dello Stato etico. Quindi abrogare i quattro punti significa: consentire la ricerca sulle cellule staminali, abrogare le restrizioni sull'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita proteggendo la salute delle donne, abrogare la norma che equipara i diritti del concepito a quelli della madre, consentire la fecondazione eterologa senza il bisogno di ricorrervi in maniera clandestina all'estero, consentendo così solo a chi è ricco di poter essere genitore.

    Vogliamo anche invitare i cittadini ad andare a votare: il referendum è uno strumento di democrazia diretta che consente il controllo sui governanti attraverso il meccanismo dell'abrogazione di leggi ritenute ingiuste.

    Soprattutto sulle questioni di coscienza andrebbe difeso il principio della libertà e della laicità, ma se su questioni di libertà e di coscienza il massimo della responsabilità del cittadino è astenersi ed accettare una legge uscita a maggioranza e che tanto divide il Paese, non si esercita il potere che la Costituzione ha assegnato ai cittadini.

    Non si contesta il diritto di esprimere un appoggio alla legge andando a votare "no", ma la viltà di coprire un meccanismo opportunistico consentito dalla legge, peraltro pensato dai costituenti con significato diverso, e volerlo far passare come una scelta di coscienza dei cattolici.

    Come se i cattolici fossero tutti intransigenti, fondamentalisti e non avessero già dimostrato nei comportamenti quotidiani e nei pronunciamenti sul divorzio e sull'aborto di essere più libertari dei comitati civici.

    La libertà di coscienza consiste nell'essere coerenti con le proprie credenze nei comportamenti individuali, non nel pretendere che chi la pensa diversamente da noi debba comportarsi secondo la nostra coscienza, o peggio ancora vietare a chi è impedito da infertilità o da malattie genetiche di poter essere genitori o a chi è affetto da malattie gravi di curarsi attraverso la ricerca sulle cellule staminali e la loro utilizzazione.

    Quando sentiamo personaggi pubblici, parlamentari o presidenti della Provincia, invitare all'astensione e presentare come un fatto di coscienza atti ostili all'affermazione della libertà, ci ricrediamo, e di molto, nell'aver affidato loro fiducia per governare comunità che, invece, della laicità dello Stato e della libertà fanno i loro capisaldi. La prossima volta chiederemo garanzie chiare a costoro, di esprimere liberamente il loro parere anche diverso dal nostro, il che è legittimo; ma, se il loro pronunciamento assume le caratteristiche di identificazione con le posizioni fondamentaliste o di una scelta tra valori cattolici e non, allora valuteremo diversamente la qualità dei candidati. Che dire, poi, di quei laici consiglieri regionali di Fi che invitano a costruire il partito unico di destra e poi si ritrovano sulle posizioni dei comitati civici e della più retriva gerarchia cattolica? Il referendum farà chiarezza anche con costoro, essendo i repubblicani attenti alla coerenza sui valori e sui comportamenti conseguenti.

    *Segretario regionale Pri Emilia Romagna

  9. #549
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 28 maggio 2005

    Nasce l’alleanza tra i laici

    CESENA - Un patto di azione comune tra il Pri ed il movimento di “Cesena Cambia”, per dare forza ulteriore alle posizioni convergenti di politica amministrativa. E soprattutto per dare una risposta concreta ai problemi che “inquinano” attualmente la serenità dei cesenati.In una riunione svoltasi ieri, nella sede del l’Edera, presenti Mario Guidazzi, Denis Ugolini, Nazario Sintini e Luigi Di Placido, è emersa un’intesa forte tra i due gruppi. L’idea è quella di unirsi per dare corso a “contenuti di rinnovamento molto forti, perché questi ultimi vengono prima di qualsiasi altra cosa, al di là del colore politico”.Guidazzi spiega le ragioni della collaborazione: “Siamo convinti che la posizione politica più corretta per i repubblicani sia quella di non essere schierati in modo aprioristico nè con il centrodestra nè con il centrosinistra, perchè è chiara l’incapacità di queste due alleanze di definire programmi compiuti per risolvere i problemi del Paese. Allora la domanda politica che ci siamo posti è se esista la possibilità in Italia di avviare un processo politico che riaggreghi le forze laiche. Questo rapporto di collaborazione con Cesena Cambia è il primo gradino per portare i laici all’unità politica, superando le divisioni del passato”. L’obiettivo è chiaro: pungolare l’amministrazione, su cui i repubblicani e Ugolini e il suo team danno un giudizio negativo: “Ci sono dati allarmanti a livello economico e l’amministrazione non può limitarsi a denunciare soltanto. Noi chiediamo che la giunta si adoperi per attenuare la situazione di crisi. Il nostro patto di consultazione serve per avere una voce più consistente e più forte da poter poi confrontare con quella della maggioranza, che va stimolata”.Ugolini sottolinea che l’accordo raggiunto “non è un fatto episodico. C’è un’intesa politica e oltre a questa una fortissima convergenza sulle prospettive che riteniamo che questa città debba avere. Un’intesa decisamente ancorata ai problemi programmatici e contenutistici. Vogliamo, insieme, fare in modo che nella città riprenda una vivacità dialettica sui problemi programmatici del nostro territorio. Ci sono le condizioni perché questa cultura innovativa possa davvero diventare la cultura di casa a Cesena”.

    Francesco Rizzo

  10. #550
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 29 maggio 2005

    Pri, parte il confronto per l’Edera

    RAVENNA - Il Pri ravennate potrà fregiarsi dell’Edera per le amministrative del 2006? Il quesito avrà presto una risposta. Anche il segretario nazionale Francesco Nucara ha convenuto infatti sulla necessità di sciogliere il nodo al più presto. Morale: entro l’estate si deciderà.Primo round del confronto sulla questione del simbolo venerdì sera nella Casa del Popolo del Pri di via Paolo Costa. Qui una delegazione di repubblicani ravennati composta dai due segretari provinciale e dell’Unione comunale di Ravenna, Fabio Bocchini e Paolo Gambi, dal segretario regionale Widmer Valbonesi, dal segretario dalla consociazione cervese, Alessandro Carli, da Luisa Babini in rappresentanza della consociazione di Lugo, dal vicesindaco Giannantonio Mingozzi, in qualità di membro del consiglio nazionale e da Giancarlo Cimatti per la mozione autonomista ha incontrato il dirigente nazionale dell’Edera. Un incontro, richiesto ufficialmente qualche settimana fa, per ovvi motivi interlocutori, in cui si è individuato un metodo un percorso in attesa di entrare, in un secondo incontro ancora da fissare, nel merito della questione che sta molto a cuore ai repubblicani ravennati.“Abbiamo esposto al segretario Nucara - spiega il segretario dell’Unione comunale di Ravenna, Paolo Gambi - tutti i motivi per cui riteniamo necessario che il Pri di Ravenna non solo possa correre con il simbolo alle prossime amministrative, ma che la decisione venga assunta in tempi rapidi. Ovviamente - prosegue Gambi - noi abbiamo fatto questa richiesta sulla base della nostra posizione politica che, come è stato deciso dai congressi, è quella di confermare sia per le comunali che per le provinciali del prossimo anno la nostra alleanza con il centrosinistra. Nello stesso tempo abbiamo esposto a Nucara la nostra opposizione alla politica del governo nazionale”.Alla fine dell’incontro il segretario nazionale, riconfermato sottosegretario nel governo Berlusconi-bis, ha deciso di chiedere un po’ di tempo per valutare la richiesta. Nucara non si è sbilanciato più di tanto se non per convenire che comunque la questione dovrà essere risolta nel giro di pochi mesi. Dopo il congresso delle contestazioni e lo “sgarbo” dell’Edera negata al Pri romagnolo per l’ultima competizione regionale, sembra quindi prevalere la volontà di riannodare le fila del dialogo interno. Dopo questo primo confronto i commenti sono inevitabilmente cauti.“Non siamo nè ottimisti, ma neppure pessimisti - afferma il vicesindaco di Ravenna, Giannantonio Mingozzi - . È stato senz’altro un incontro utile, abbiamo cominciato un percorso e, comunque il fatto stesso che Nucara abbia accettato di venire a Ravenna per discutere la questione mi sembra un fatto importante”. “Per il momento c’è poco da commentare - dice dal canto suo Fabio Bocchini - il confronto c’è stato ed è stato un incontro civile e corretto come doveva essere”.

    ro. em.

 

 
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