«L'alternativa? Il Pri prenda l'iniziativa»
CESENA - «C'è bisogno di un cambiamento rispetto alla gestione amministrativa del centrosinistra, più concentrata sugli interessi di bottega di Ds e Margherita e sugli organigrammi che sui bisogni della città, ma purtroppo con questo centrodestra non si va da nessuna parte...». Parola di Lauro Biondi, consigliere comunale del Pri ed esponente della corrente maggioritaria a livello nazionale, quindi potenzialmente interessata ad un'alleanza locale con gli altri partiti della Casa delle libertà.
Biondi giudica non all'altezza della sfida col centrosinistra le mosse finora effettuate dal centrodestra locale. «La candidatura di Marino Bartoletti — afferma — doveva rappresentare una novità, svincolata dai partiti e capace di attrarre altre forze nel segno del cambiamento. Invece è finita per essere etichettata troppo evidentemente dai partiti della CdL».
In questa fase, in previsione della sfida amministrativa della prossima primavera, Biondi intende quindi suonare la sveglia al suo stesso partito affinchè aggreghi forze e consensi a un progetto di rinnovamento al di là della contrapposizione bipolare: «Il Pri deve essere il fulcro di questa azione con l'impegno delle sue figure più rappresentative. E io sono disposto a fare la mia parte».
I temi concreti su cui Biondi auspica il confronto e il coinvolgimento di forze alternative all'attuale gestione del centrosinistra sono: lo sviluppo economico, con un rapporto forte col governo centrale per muovere investimenti e concentrare gli sforzi sulle infrastrutture e la viabilità; la sicurezza, con la richiesta di aperture di caserme dei carabinieri nei piccoli centri; la riforma della macchina amministrativa per dare risposte ai cittadini in tempo reale; stop all'incremento delle tasse comunali, anzi sgravi per ridare competitività al sistema.
Riuscirà Biondi a convincere prima di tutti il suo stesso partito? «Nel Pri esiste questa sensibilità e invito i repubblicani a esprimersi dice Biondi In ogni caso entro metà ottobre intendo avere un confronto su questi temi coi quadri del partito».
di Emanuele Chesi




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