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  1. #331
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 14 aprile 2004



    E-55: Rifondazione polemizza col Pri

    «Un’autostrada non è nei patti»

    RAVENNA - Il tema del collegamento fra Ravenna e Venezia è più che mai all’ordine del giorno di Rifondazione comunista: la segreteria provinciale ha infatti fissato da tempo una riunione specifica; e si svolgerà stasera. E, proprio per questo, la “lezione di fedeltà” alla maggioranza impartita dall’assessore provinciale repubblicano Eugenio Fusignani non è piaciuta nemmeno un po’. “Mi ha sorpreso sia nei toni che nelle modalità. Per altro – commenta il segretario provinciale di Rifondazione, Martino Albonetti – non c’è scritto in alcuna parte del programma di mandato della Provincia che ci debba essere un’autostrada. Mentre ci siamo detti assolutamente d’accordo sulla necessità di quel collegamento, dopo che si siano verificate le migliori condizioni per i cittadini, non infliggendo ferite insanabili al territorio.”. Albonetti ricorda come proprio il tema del tracciato debba essere discusso dal consiglio provinciale, in modo “serio e approfondito”. Insomma, conclude il segretario bertinottiano, “un tema di questa importanza non può essere materia di dichiarazioni gratuite; poi sono altri che si candidano con liste più o meno della bellezza”. Nel merito dell’E55, comunque, Martino Albonetti rimanda a dopo la discussione interna di stasera.
    Il portavoce provinciale del PRI, Giannantonio Mingozzi, per parte propria rafforza le dichiarazioni del collega di partito: “L’E55 è assolutamente una priorità – spiega – e la sua realizzazione è fondamentale per lo sviluppo economico del porto e di Ravenna nel suo complesso. Fusignani ha espresso perfettamente l’animus repubblicano rispetto a questo tema. D’altra parte abbiamo dimostrato più volte il nostro impegno in questo senso, parlandone con il sottosegretario Francesco Nucara. Ho il sentore che, a forza di strategie e dibattiti, si svilisce un po’ la priorità di governo che quest’opera riveste”. Poi insiste: “Quella infrastruttura è in cima alle priorità della giunta comunale, non vedo come si possano avere ripensamenti proprio adesso che le cose sembrano sbloccarsi”.
    Qualcosa si muove, sempre con toni polemici, anche in Regione. Il consigliere di Forza Italia, Rodolfo Ridolfi, ha infatti invitato la giunta a “interrompere ogni atteggiamento ostruzionistico nei confronti del Governo” sul progetto Orte-Venezia.

  2. #332
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 15 aprile 2004

    Guidazzi si converte a internet

    CESENA - Per la classica campagna elettorale (porta a porta o comizi) non c’è proprio più spazio. Anche l’ultimo baluardo è caduto. Mario Guidazzi si è convertito prima alla televisione, poi all’informatica. Il leader del Pri negli ultimi tempi è sempre più presente sugli schermi delle tivu locali (forse è anche per quello che la moglie lo ha messo a dieta) e ieri ha presentato anche il suo sito internet (www.guidazzisindaco.it) che è stato curato da Paolo Montesi.“La scelta di essere ‘on line’ - ha detto il candidato a sindaco dei Repubblicani - è frutto della volontà di avvicinare i giovani alla politica, passando attraverso il mezzo di comunicazione che più li coinvolge. Inoltre, soddisfa la necessità di ottenere la massima visibilità politica in vista delle prossime elezioni”.Il sito è incentrato principalmente sugli “Interventi di Mario Guidazzi”. L’intenzione è chiara: sfruttare la sua facilità di scrittura e di critica pungente. Saranno presenti anche i contributi degli altri candidati nella lista del Pri. Il tecnico che ha realizzato il sito ha cercato di dare risalto al lato interattivo della comunicazione web. Si inizia con un numero di telefono e un indirizzo e-mail con cui contattare direttamente Guidazzi, ma nell’immediato futuro sarà disponibile pure un numero dove poter inviare Sms con domande e proposte al candidato sindaco.Il comitato elettorale garantisce che sarà pronto a rispondere ad ogni domanda che i cesenati “internauti” vorranno porre attraverso le varie e-mail, ma sarà anche disponibile a confrontarsi, grazie ad una pagina (anche quella in arrivo) di “Sondaggi”.Nel sito c’è inoltre la possibilità di leggere on line gli articoli de “Il popolano” (giornale della Consociazione Pri) o di consultare il “Programma degli incontri” con i cittadini o delle trasmissioni politiche sulle televisioni locali nelle quali interverrà Mario Guidazzi. Le curiosità riguardano la biografia e le foto inedite del candidato sindaco. L’obiettivo del comitato è di arrivare a quella quota del cinque per cento di cittadini che, si stima, visiti siti politici per orientarsi nella scelta di voto.La presentazione del sito è stata anche l’occasione per fare il punto con Guidazzi su come sta andando la campagna elettorale. Non è apparso entusiasta. Innanzitutto ha avuto l’impressione che sia partita troppo presto. Poi però ha aggiunto che il suo rammarico principale è che in questa campagna elettorale il confronto sia molto povero di contenuti.“Ci sono molte dichiarazioni di intenti - ha detto - ma nessuno affronta i problemi nel dettaglio come dovrebbe fare chi si candida a governare una città”.

    visita il sito ...
    http://www.guidazzisindaco.it/

  3. #333
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    Ravenna dimostri il suo amore per il partito

    L'amico Paolo Gambi, ex vice-segretario nazionale, ex segretario regionale dell'Emilia Romagna, ex segretario provinciale di Ravenna, dopo le sue dimissioni da quest'ultimo incarico dichiara: "Il PRI a Ravenna e in Romagna deve essere collocato stabilmente nelle coalizioni di centro-sinistra, non solo per contribuire a migliorare i governi locali, nell'interesse dei cittadini e nel solco della lunga tradizione di buon governo e di serietà programmatica del PRI; non solo perché le nostre città sarebbero di gran lunga peggio governate dal centro-destra, assolutamente privo di una classe dirigente degna di questo nome; ma anche perché, quando l'inevitabile fallimento del Governo nazionale di centro-destra farà finalmente comprendere a tutti i Repubblicani quanto sia stata sciagurata la scelta di La Malfa e Nucara, di collocare la gloriosa tradizione repubblicana in un'alleanza politica per noi innaturale, in quel momento occorrerà una classe dirigente repubblicana che sappia riprendere il cammino che è stato interrotto al Congresso di Bari" (La Voce di Romagna - marzo 2004).

    Dalla premessa si dovrebbe evincere facilmente che l'amico Gambi, avendo esercitato e per lungo periodo ruoli dirigenziali importanti nel PRI, sia stato incapace di prendere qualsivoglia iniziativa che incidesse nella politica nazionale repubblicana. Eppure godeva della considerazione e dell'amicizia politica e personale dell'allora segretario nazionale del PRI Giorgio La Malfa.

    Ci rendiamo conto che per una persona di altissime ambizioni politiche con una notevole dose di autonconsiderazione sia difficile, molto difficile, dirigere un partito a livello provinciale, regionale e nazionale.

    Se così non fosse ci dovrebbe spiegare perché, lui dirigente provinciale, ha tenuto nel gruppo consiliare repubblicano del Comune di Ravenna un signore che era uscito dal PRI sbattendo la porta e aderito ad altra formazione politica; ci dovrebbe spiegare altresì perché intere sezioni repubblicane cambiavano simbolo e bandiera aderendo anch'esse ad altre formazioni politiche; ci dovrebbe spiegare perché al Consiglio Nazionale del PRI di luglio 2003, quando è stato chiesto ai dirigenti repubblicani (italiani non europei) di dare la disponibilità a candidarsi con una lista rappresentata dal solo simbolo dell'Edera egli, pur essendo presente, non ha risposto all'appello e infine ci dovrebbe spiegare perché nell'ultimo Consiglio Nazionale non ha votato sull'alleanza con Vittorio Sgarbi.

    L'amico Gambi, che gode della nostra stima, dovrebbe sapere che per guidare un partito bisogna valutare situazioni complesse e complicate.

    La guida di qualsiasi organismo non si può basare solo sulla forza delle proprie idee, che hanno ovviamente una valenza primaria, ma non possono essere totalizzanti, specie quando non sono condivise.

    Gli amici ravennati hanno un'occasione per dimostrare il loro amore al PRI. E' probabile che una personalità repubblicana di Ravenna sia candidata per le consultazioni europee. Possono impegnarsi a votarla, a farla votare e a portarla al Parlamento Europeo. Dubitiamo molto che ciò avverrà.

    L'amore per il PRI non si compra al mercato delle interpartitiche.

    Come scriveva Mazzini:

    "Ma questa bandiera, che non s'impone, né chicchessia può tentare d'imporla senza mentire a sé stesso, io la sollevo scrivendo per profondo convincimento, e perché non mi è fatto di trovare finora un'altra che più di questa assicuri la libertà e il Progresso dei Popoli: ma chi oserebbe tentare di farla bandiera della Nazione in nome di una minoranza e senza il consenso della Nazione medesima?"

  4. #334
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    Predefinito Re: tratto da www.pri.it

    Originally posted by nuvolarossa
    Ravenna dimostri il suo amore per il partito

    L'amico Paolo Gambi, .........................ex vice-segretario nazionale, ex L'amore per il PRI non si compra al mercato delle interpartitiche.

    Come scriveva Mazzini:

    "Ma questa bandiera, che non s'impone, né chicchessia può tentare d'imporla senza mentire a sé stesso, io la sollevo scrivendo per profondo convincimento, e perché non mi è fatto di trovare finora un'altra che più di questa assicuri la libertà e il Progresso dei Popoli: ma chi oserebbe tentare di farla bandiera della Nazione in nome di una minoranza e senza il consenso della Nazione medesima?"

    E' singolare che proprio ora, alla vigilia di una consultazione elettorale delicata per i nostri equilibri interni, si debba assistere ad un simile attacco personale nei confronti di un amico che, pur opponendosi alla volontà dell'Impero, sta contribuendo in maniera encomiabile alla tenuta di un partito in cui la maggioranza degli iscritti, senza il suo impegno (e quello di pochi altri!) avrebbe già preso strade diverse. Ed è singolare il modo cialtronesco e diffamatorio con cui si attacca una persona che nella sua vita, tanto di uomo che di politico, ha sempre fatto del ragionamento e della correttezza il proprio fine ed ha sempre avuto come meta il PRI e le sue sorti. Oggi, di fronte ad un simile attacco personale, provo soltanto pietà per quel che resta di un partito le cui radici sono state forse definitivamente tagliate, e profonda pena per i "piccoli uomini" che si prestano a simili bassezze. Certamente da questi io non prendo lezioni. Anche perchè, se tra una leccata di culo a Berlusconi ed un attacco gratuito ad un membro della minoranza, potessero contare sul residuo di un barlume di intelligenza, capirebbero che l'amore per il partito lo si dimostra soprattutto sopportando l'umiliazione di vedere il PRI in mano a simili sciagure. Quell'amore per il PRI che "non si compra al mercato delle interpartitiche" ma che non lo si acquisisce nemmeno rovistando, come topi da fogna, nelle dispense delle cucine di Arcore.
    Per i miseri implora perdono, per i deboli implora pietà!

  5. #335
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    Predefinito Attacco a Gambi

    Proprio attacchi meschini come questo all'amico Gambi ci debbono indurre a tenere duro e a non lasciare ciò che resta di questo glorioso partito, almeno in Romagna, nelle mani di simili cialtroni! Temo proprio che il disegno sia quello di tentare di buttare fuori dal Partito l'unica parvenza di opposizione seria al regime; visto che ormai Riscossa si è sciolta come neve al sole in mille rigagnoli, ognuno indirizzato verso qualche tornaconto personale ... Proprio per l'assoluta indifferenza a qualsiasi remunerazione personale dell'amico Gambi dobbiamo avere la forza di fare quadrato attorno a lui e se necessario, contarci a Ravenna e nel resto della Romagna!

  6. #336
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    Predefinito assedio alla Romagna

    Se è duro resistere per voi in Romagna, pensate per noi in Emilia con consensi da prefisso telefonico di Roma (dove c'è ancora il PRI).
    Intanto è cominciata l'emorragia verso i RE o a sostegno di liste cosiddette civiche sotto la spinta di compassi vari.
    Tex Willer

  7. #337
    F***ing stubborn
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    Splendido attacco ad un amico al quale va tutta la mia solidarietà.
    Mi viene da ridere quando leggo " che ha fatto quando intere sezioni etc etc", ahahahahaha, mò la colpa è di Gambi e non della scelta di Bari, ma è tutta da ridere. Inoltre l'appello perchè non ha votato per la lista Sgarbi o sulle idee che non posson essere totalizzanti: se ne rendono conto oggi, e ripeto, vedere Carrara,con le elezioni amministrative comunali.Via gente, il gioco si è capito...
    saluti
    echiesa

  8. #338
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    Predefinito Soprattutto però

    Grande fiducia nel consenso verso Mingozzi o chi per lui da parte dei repubblicani ravennati.
    Tex Willer

  9. #339
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    Predefinito

    L’ATTACCO PERSONALE A GAMBI E’ UNA COSA IGNOBILE.
    ED E’ UNA STUPIDITA’ POLITICA

    Ritengo ignobile l’attacco personale a Paolo Gambi. Capisco che è molto garbato come commento, ma se dico di più questa volta passo veramente di là.

    Paolo è una delle persone più serie e più degne che calcano la scena politica ravennate. Quello che a detta di amici e avversari di ogni colore e posizione, centro, destra, sinistra, si definisce un galantuomo. E vi assicuro che in Romagna siamo molto parchi a distribuire l’appellativo. Se non volete credere a me, che sono partigiano, chiedete ad amici della maggioranza nazionale; chiedete a De Modena, a Biondi, a Pasini, a Rivizzigno. A chi vi pare.

    Paolo, ha dato una motivazione politica delle proprie dimissioni, ed in questa un giudizio politico molto duro della scelta di Bari. Non so se avrei usato la stessa parola, ma condivido certamente il senso politico e tutto sommato letterale che essa contiene e cioè che la adesione al centro-destra sia stata una scelta sbagliata e foriera di gravissime conseguenze. Che del resto si sono viste.

    Paolo disponendo di una maggioranza larga in direzione provinciale e comunale non ha inteso forzare conscio della difficile situazione del partito e ha preferito rassegnare le dimissioni e gettare acqua sul fuoco.

    Siccome gli si chiede ragione delle sue scelte interne più recenti in una sorta di interrogatorio dal sapore veterocomunista, io che ho condiviso quelle sceltee mi sento di poter anticipare alcune risposte.

    1) lista Sgarbi: la delegazione di Ravenna viene in CN dopo una precisa valutazione dell’esecutivo ravennate, da esporre prima in sede di minoranza,che dice in sostanza: contrari nel metodo, il merito per noi possibile è solo che la lista rappresenti l’inizio della terza forza e l’uscita dalla Cdl. Quindi voto contrario e l’impegno di sempre nella campagna elettorale.

    La posizione finale della minoranza sapete quella che è, e la delegazione ravennate nella maggior parte abbandona la sala (Paolo fra questi) per non votare contro. Un atto di responsabilità che racchiude anche l’astensione dei due segretari. Per chi vuole capirla.

    2) A Ravenna la candidatura di un amico ravennate viene proposta e sostenuta in direzione provinciale da Mazzotti, presidente pro-tempore, e viene votata a larghissima maggioranza (compreso Paolo). L’interpretazione politica della lista Edera /Sgarbi, ripresa nella relazione introduttiva, che la direzione e chi si candida approva è quella, e solo quella, dell’avvio operazione terza forza e progressivo sganciamento dalla Cdl. Su questo c’è l’impegno degli amici alla camapagna elettorale.
    E già ieri sera abbiamo svolto (presente Paolo )una riunione di esecutivo su come impostarla avendo preciso sentore da alcune assemblee già svolte, io ne ho diretta esperienza che la diffidenza degli iscritti è forte e diffusa.

    3) Non vorrei andare più indietro nel tempo, perché le difficoltà sono tante e non abbiamo bisogno di importare momenti di ulteriore tensione, ma l’accenno fatto alle presunte altissime ambizioni e autoconsiderazione di Paolo mi impone di proseguire.

    Paolo non ricopre più incarichi istituzionali dal 1992, (no sbagliavo c'è anche stata una parentesi d'assessore alla fine degli anni 90 ma non cambia la sostanza ), cioè da quando tutti i “capi storici” ravennati decidemmo di non ripresentarci in consiglio comunale per dar spazio al rinnovamento. La scelta non c’era imposta e la decidemmo in pochi, Paolo fra questi, trascinando altri più riottosi.

    Capisco che queste non sono ambizioni altissime; e allora metto i piedi nel piatto. Nel 96, Paolo non si candidò al parlamento, nonostante il fatto che Ravenna avrebbe potuto rivendicare legittimamente un collegio al Pri,e quasi sicuramente averlo e il ravennate sicuramente designabile fosse lui, perché da parte del centro-sinistra c’erano forti resistenze sul segretario nazionale.

    E’ noto l’esito della vicenda che si concluse sul filo di lana, quando cioè i giochi in Romagna erano ormai fatti: il segretario nazionale in un collegio sicuro del veneto (e il senatore De Carolis in un collegio un po’ meno sicuro, sulla carta che si rivelò per lui una opzione giusta. De Carolis poi, qualche tempo dopo usci dal partito) . Se qualcuno pensa che la soluzione veneta non fosse secondata dalla posizione romagnola, anzi ravennate, pensa una cosa sbagliata. Ma chi fu della partita, qui e fuori, sa bene che quanto affermo è vero.

    Nel 2001 ormai indirizzati verso la casa delle libertà uno degli argomenti adoperati (ovviamente non il solo, so bene che c’erano alla base valutazioni politiche divergenti) era anche che mentre la Cdl ci prometteva 6 o 7 seggi il centro-sinistra faceva pesce in barile. Sollecitati anzi sfidati a dimostrare il contrario, e quindi autorizzati a svolgere la verifica, ottenemmo la garanzia di tre seggi consegnabili al segretario nazionale, scegliesse lui. Anche qui non avanzammo , nell’eventualità dell’accordo politico con il c.s., pretese ravennati, che sicuramente avrebbero visto Paolo in posizione privilegiata.


    Allora cosa significa questo attacco personale? Da cosa è motivato? Disturba che a Ravenna ci sia un nucleo dirigente che pensa con la propria testa? Che discute? Anche al proprio interno, riuscendo tuttavia a produrre una sintesi, cioè a creare dei fatti? A mantenere una presenza di alto livello programmatico nelle amministrazioni locali non disgiunta da equilibrate valutazioni politiche che piacciono alla ampia maggioranza dei repubblicani ravennati e consentono di mantenere, pur nelle difficoltà del contesto una significativa presenza del partito?

    Una posizione che non ci impedisce di sostenere polemiche molto dure e vincenti anche con gli alleati di giunta, quando c’è motivo: leggetevi alcuni post sopra le polemiche sulla realizzazione della E55, una infrastruttura fortemente voluta dai repubblicani. E sono posizioni discusse, dibattute negli organi, portate fuori con il sostegno di tutto il partito. Insomma come si faceva una volta in tutto il Pri.

    Allora veramente attaccare personalmente un leader stimato dei repubblicani ravennati, con cui tutto il partito ed il gruppo dirigente si identifica e continua a mantenere rapporti di stima e di amicizia, anche quando si discute; un dirigente che volendo ha la maggioranza del partito ma non spinge per non creare più difficoltà di quante ce ne siano appare veramente un atto di stupidità politica molto rozza perché se si crede di creare discordia fra il gruppo che tira la carretta a Ravenna , non si è veramente capito niente del Pri ravennate che discute compie delle valutazioni anche differenziate ma si ritrova unito a lavorare per una affermazione dei repubblicani, perché capisce bene che è nell’interesse di tutti ed è ancora capace, anche nella discussione di coltivare solidi rapporti personali. Non siamo cioè dei bambini viziati, astratti dalla realtà, che litigano con tutti e ormai a ogni elezione devono inventarsi nuovi interlocutori.


    Se invece si vuole perseguire una stupidità politica più raffinata si potrebbe invece puntare attaccando Gambi a reazioni di disimpegno del Pri ravennate, o a gesti più estremi per ridurre il peso della componente romagnola autonomistica. Parlar di Gambi perché intenda…

    Non sfugge infatti, perfino a me, che la lettura più autonomistica dell’esperimento Pri-Sgarbi, come avvio della terza forza e sganciamento dalla Cdl sostenuta in primis dalla segreteria regionale comincia a suscitare suggestioni anche all’interno di ampi settori della maggioranza.

    Mi auguro, anzi mi attendo , che Paolo Gambi riceva la solidarietà dei forumisti. Anche e soprattutto di quelli più distanti da lui sulle valutazioni contingenti. Perché è una persona che se la merita e un dirigente politico serio e capace. Sarebbe bello se riuscissimo ancora a mantenere un modo repubblicano di rapportarci.

    Grazie Barney.

  10. #340
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    Originally posted by barney
    Mi auguro, anzi mi attendo , che Paolo Gambi riceva la solidarietà dei forumisti. Anche e soprattutto di quelli più distanti da lui sulle valutazioni contingenti. Perché è una persona che se la merita e un dirigente politico serio e capace. Sarebbe bello se riuscissimo ancora a mantenere un modo repubblicano di rapportarci.
    caro barney, ho letto or ora lo squallido e soprattutto inopportuno attacco all'amico gambi, che ho imparato ad apprezzare personalmente per la sua serietà e coerenza; e non posso che ribadire come la maggioranza del nostro partito sia giunta oramai allo sbando, divisa internamente e soprattutto lacerata da chi cerca di tirare per la giacchetta altri e per far ciò li mette contro la parte migliore della nostra minoranza...

    amici miei l'ora della nostra riscossa è vicina... bisogna solo allargare le crepe ed un nostro risultato, ma solamente nel modo che vi ho in altri luoghi indicato, può favorire il crollo della baracca.

 

 
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