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  1. #701
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    pieno, completo, illimitato, agli amici forlivesi ed in particolare al segretario regionale Valbonesi. Telta asta e schiena dritta, perdio.

  2. #702
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    “Traditi dal sindaco”

    FORLI' - Attacco frontale al sindaco Nadia Masini del segretario regionale e commissario di consociazione del Pri Vidmer Valbonesi, all’indomani dell’uscita dell’Edera dalla maggioranza che governa il Comune, ufficializzata nel Consiglio comunale di lunedì scorso. Al primo cittadino, “la più anonima - commenta Valbonesi - di sinistra con cui il Pri ha collaborato negli ultimi 26 anni”, il referente dei Repubblicani “ortodossi” rinfaccia di aver lasciato in Giunta gli assessori Lodovico Buffadini e Giovanni Bucci, già espulsi a livello nazionale dal partito e aderenti al gruppo dei Repubblicani per il partito democratico, fondato da Luigi Sansavini, anch’egli espulso dall’Edera.“Dice le bugie il sindaco - sottolinea Valbonesi - quando afferma che ‘il programma votato dai cittadini e sul quale la Giunta è stato composta, non è venuto meno’. Il Pri non voleva modificare gli impegni della campagna elettorale. In una missiva del 4 luglio il sindaco mi scriveva: ‘Rispondo alla lettera con la quale mi si informa dell’espulsione degli assessori Bucci e Buffadini e della disponibilità del Pri a mantenere gli impegni politico-amministrativi assunti nella campagna elettorale del 2004, nonché l’esigenza di adeguata rappresentanza nella Giunta. Ritengo che per il suo rilievo politico la questione vada sottoposta ai rappresentanti dei partiti della maggioranza più che a livello istituzionale”.“Quindi, sindaco - prosegue Valbonesi - lei sapeva benissimo che non era intenzione del Pri, che le ha portato il 4,7 per cento dei voti, uscire dalla maggioranza né rimangiarsi gli impegni. Il Pri rivendica due suoi rappresentanti nell’amministrazione. Tenendo in Giunta quelli passati ad un altro partito lei ha legittimato il malcostume e il trasformismo politico”. Il segretario regionale del Pri paventa che “Ds e Margherita utilizzino questo episodio per sistemare alcuni equilibri interni e carenze di collocazione di loro dirigenti”. “Voglio fare una previsione - conclude - in Provincia ci sarà un vice presidente diessino, penso a Giancarlo Zeccherini, e questo con l’assenso di Sansavini. Un rimpianto solo, non aver appoggiato la candidatura a sindaco di Piergiuseppe Dolcini, presidente della Fondazione Carisp, in questa palude di trasformismo e d’immobilismo mi sembra l’unico che si salva per concretezza e apertura di visione per la città”.

    tratto da http://www.corriereromagna.it/

  3. #703
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    Valbonesi: l'innata dignità della politica
    Non comprerete l'anima dei repubblicani

    di Francesco Nucara

    Il fondo della "Voce" del 12 settembre scorso era titolato: "Una condotta giusta non può prescindere dalla giustezza dei valori". E sullo stesso numero, in un servizio da Ospedaletto (FC), veniva riportata una mia dichiarazione: "Tuttavia il Pri deve riaffermare la propria dignità politica ponendo un problema di rapporti tra le forze che hanno avuto successo elettorale prima ancora di una verifica programmatica".

    Le cronache di queste ultime ore sono più che altro dei reportage fotografici della storia del Pci, che è tuttora viva e attiva nella storia di alcuni dirigenti, con in tasca una scolorita tessera del Partito comunista, ora chiamato Ds. Il comportamento del sindaco di Forlì e quello del presidente della Provincia sono semplicemente vergognosi. Se su questi metodi si dovesse basare il viatico per la costruzione del partito democratico, allora sì, povera Italia.

    I due amministratori che guidano i massimi organismi locali hanno lunga militanza politica e ben sanno che la storia di questo Paese non si è mai costruita sulle persone, nemmeno quando si trattava di personalità forti dello scacchiere nazionale ed internazionale, bensì sulle organizzazioni politiche. Né la politica repubblicana si è mai costruita attorno al desco familiare.

    Essa si è sempre costruita nei congressi, nei dibattiti: dalle sezioni fino ai vertici nazionali.

    Winston Churchill affermava che si può lasciare il proprio partito per seguire le proprie idee ma aborriva, come noi, coloro che lasciano il proprio partito per inseguire ed occupare poltrone che appartengono ad altri.

    E' esattamente questo l'operato di chi prende una cosa frutto del lavoro altrui. Prima che i repubblicani, questo problema se lo dovrebbero porre il sindaco Masini e il presidente della Provincia, Massimo Bulbi.

    Non sappiamo quale risposta si potranno dare. I repubblicani se la sono già data e giudicano le giunte forlivesi già moralmente morte.

    Non si tratta di incunearsi nelle diversità di opinioni tra la segreteria nazionale repubblicana e la segreteria provinciale di Forlì-Cesena. All'allora segretario provinciale, coltivato nell'incubatrice comunista, familiare e politica, fu data la delega per costruire alleanze tra il Pri e il centrosinistra. Quella trattativa, egregio signor sindaco ed egregio signor presidente della Provincia, fu fatta in nome e per conto del Pri, ed è al Pri che dovete moralmente e politicamente rispondere dei vostri atteggiamenti, in altri tempi censurabili anche dai vostri partiti di appartenenza.

    Potete aver preso una o più persone con la "mazzarinata" dell'adesione al partito democratico, ma con queste premesse non avete speranza di "contatto" con l'anima del Partito repubblicano italiano. Il partito democratico, se dovesse nascere con queste premesse ideali ("Vieni con noi e puoi rimanere in giunta"), sarebbe già un mostriciattolo senza vita che vi tenete nel vostro caldo grembo.

    Ai repubblicani forlivesi, cesenati, romagnoli, italiani, solo l'onere di tenere la testa alta, seguendo ed aggiornando gli insegnamenti di Aurelio Saffi. Il responsabile provinciale Valbonesi ha dimostrato come si assimila e si esplica l'innata dignità della politica, che per un repubblicano dovrebbe essere pane quotidiano. Dov'è andato a finire il moralismo del Pci * Pds * Ds degli ultimi vent'anni?

    A farsi friggere. Tutto falso, allora, come tutta falsa è oggi la disponibilità politica verso i transfughi, soprattutto del Pri.

    Che ruolo hanno avuto gli pseudo - repubblicani passati nei Ds non è dato sapere. Quanti sono andati nei Ds negli anni Novanta vengono dati per dispersi e una task-force li cerca per riportarli a casa. Ma non li trova. Hanno perso la memoria, se mai ce l'hanno avuta.

    Sosteneva Gramsci che "non può esistere quantità senza qualità…ogni contrapposizione dei due termini è un non senso razionalmente" E, più avanti, "…che solo un sistema di ideologia totalitaria riflette razionalmente la contraddizione della struttura e rappresenta l'esistenza delle condizioni oggettive per il rovesciamento della prassi. Se si forma un gruppo sociale omogeneo al 100% per l'ideologia, ciò significa che esistono al 100% le premesse per questo rovesciamento".

    Sansavini e gli altri fuoriusciti si sono integrati al 100%.

    Gramsci però non si chiama Pedulli.

    Si scrive Gramsci e si legge Gramsci.

    Roma, 29 settembre 2006



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  4. #704
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    articolo di Alberto Fuzzi del Partito Repubblicano Italiano di Modena, apparso sul Resto del Carlino in cronaca di Modena il 2 novembre 2006
    Citazione Originariamente Scritto da Texwiller Visualizza Messaggio
    Inserisco l'articolo che è apparso oggi sul Resto del Carlino cronaca di Modena.

    UN GURU POCO INFORMATO?

    Dall’intervento del Professor Battaglia in risposta alla proposta dell’utilizzo dell’idrogeno per uno sviluppo sostenibile come sostenuto dal Prof. Rifkin con il suo intervento presso Promo e presso l’auditorium Hera, credo valga la pena chiedersi se i soldi dei contribuenti modenesi vengano spesi correttamente.

    Dando per assodato che le cifre fornite dal professor Battaglia sui costi e sull’impatto che avrebbe questa tecnologia siano corrette, personalmente mi formulo alcune altre domande avendo assistito alla conferenza presso Hera (ex Meta).

    Quale bisogno aveva l’oratore a far rilevare a più riprese la fortuna che abbiamo ad avere al governo Prodi invece di altri?

    Dove credeva di essere a parlare Rifkin citando più volte il corridoio cinque europeo come occasione da sfruttare per l’innovazione nel nostro territorio regionale……. attraversato…… da questa nuova linea ferroviaria che unirà il Portogallo all’Est europeo, ignorando che il percorso attraverserà il Piemonte, la Lombardia, il Veneto ed il Friuli e non l’Emilia Romagna (che si sia confuso con la Tav?).

    Ma se invece di pagare qualcuno perché venga a dire, con costi a carico dei cittadini modenesi, che Modena è la prima nel mondo, che da Modena parte la terza rivoluzione industriale, ignorando dove si trova Modena, i nostri amministratori stessero un po’ più con i piedi per terra e facessero meno convegni, non sarebbe meglio?

    Alberto Fuzzi – Partito Repubblicano Italiano

  5. #705
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    Predefinito La Voce di Romagna - mese di Ottobre 2006


  6. #706
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    RAVENNA - 20 Novembre ore 15.00
    Hotel Romea


    Finanziaria: più tasse che tagli alla spesa
    "Ma non era il governo che doveva pensare allo sviluppo?"

    Presenta Diego Moscheni
    Introduce Francesco Nucara
    Relazione Gianfranco Polillo
    tratto da http://www.pri.it

  7. #707
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    La Voce di Romagna - mese di Novembre 2006

    La Voce di Romagna - mese di Novembre 2006 ... clicca


  8. #708
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    Parla il segretario nazionale Nucara
    «Dopo lo strappo di Cervìa reazioni a catena nel Prì»

    RAVENNA - «Sono d'accordo con Giorgio La Malfa: lo `strappo' di Cervia è un bel segnale per il Pri . E sono sicuro che, per spirito di emulazione, scatenerà una reazione a catena» .
    Il segretario nazionale del Pri , Francesco Nucara, ieri era a Ravenna per un convegno sulla Finanziaria organizzato all'Hotel Rome a da Unionlavoro . Con lui c'erano anche il presidente di Unionlavoro, Diego Moscheni, e l'economista Gianfranco Polillo . Nucara ne ha approfittato per fare il punto sulla situazione locale e nazionale del partito .
    «I repubblicani — spiega Nucara — devono farsi rispettare, sia quando sono alleati con il centrodestra , sia quando sono alleati con il centrosinistra.
    A Forlì il sindaco Nadia Masini non ha tenuto conto del Pri nella scelta degli assessori, a Cervia l'Edera non è stata ascoltata su un tema delicato e di grande importanza come quello della casa di riposo . I repubblicani cervesi hanno fatto bene a dimostrare di avere gli attributi . E questo scatenerà reazioni a catena».

    Per quale motivo ?

    «Perchè anche altri dovranno comportarsi di conseguenza. Esiste infatti un problema politico ben preciso: i Ds non ci ascoltano a sufficienza » .

    Lei ritiene che a Ravenna il Pri non abbia mostrato a sufficienza gli `attributi' ?

    «Ha gestito bene l'accordo con i l centrosinistra ed anche per quest o motivo non ho avuto problemi a concedere il simbolo . I ' Edera ravennate è stata brava ad inserire nel programma del centrosinistra temi cruciali come il rilancio del porto e l'E55 . Però . . .» .

    Però?

    «Non basta candidarsi al ruolo d i garanti di questi punti del programma. Bisogna anche realizzarli . Controllando, ad esempio, se nella Finanziaria
    ci sono i fondi necessari per quegli investimenti che per noi sono indispensabili» .

    A livello nazionale sabato scorso avete confermato la vostra fedeltà a Silvio Berlusconi, regalandogli addirittura un'edera d'oro .

    «Credo che Berlusconi sia un repubblicano, anche se lui non lo sa .
    Su molti temi, specie in politica estera, è in sintonia con il pensiero di tJgo La Malfa. Gli riconosciamo il grande sforzo che sta facendo per la salvezza del Paese . Attenzione però : siamo fedeli a lui, ma non a Forza Italia e alla Casa delle libertà . Ed è anche questo il motivo per cui non scenderemo in piazza per la manifestazione in programm il 2 dicembre contro la finanziaria » .

    A molti repubblicani, però, Berlusconi non piace.

    «E' vero, forse perché i repubblicani non amano le persone troppo ricche o, meglio, quelle che fanno un'eccessiva ostentazione di ricchezza.
    Però Berlusconi non è di certo il tipo che ostenta la propra ricchezza» .

    tratto da Il Resto del Carlino 21 novembre 2006

  9. #709
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    Ravenna, la linea della segreteria è limpida, l'ambiguità sta altrove

    A Ravenna, il dibattito sulla legge Finanziaria è stato un buon successo di partecipazione non solo per gli argomenti trattati, ma anche o soprattutto per aver soddisfatto il bisogno del ceto medio a interloquire sui problemi che riguardano direttamente le categorie produttive.

    Dopo il dibattito c'è stato un breve incontro con gli amici ravennati Bocchino, Gambi e Mingozzi, con la presenza del segretario regionale del Pri, Valbonesi. In questo incontro non si è parlato di Finanziaria, bensì di problemi del Pri emiliano-romagnolo, con particolare riferimento a Ravenna. Si è parlato dell'eventuale Congresso Nazionale e di aggiustamenti statutari. Il segretario nazionale ha ribadito il suo apprezzamento per la dignità con cui il Pri si è mosso a Forlì, a Cervia e a Ravenna. In una intervista telefonica rilasciata al "Resto del Carlino" che è veritiera nella sostanza, anche se non è così per alcune sfumature, si è ribadito che il percorso politico del Pri di Ravenna è stato corretto e concordato con il segretario nazionale. Nessun problema, come si evince dall'intervista pubblicata a pagina 4 del nostro giornale, è stato sollevato. Non per ragioni bottegaie, ma perché così è come confermato agli amici ravennati, ribadendo il principio che i repubblicani sono tali se hanno la capacità di apprezzare le virtù di una storia e di una tradizione che da più di un secolo li porta a non sentirsi contaminati da chiunque: a destra come a sinistra. La reazione di Mingozzi, sempre a pagina 4, a noi sembra fuori misura e fuori tema.

    Di tutto questo e di altro la segreteria vorrebbe parlare alla Direzione provinciale del Pri a fine mese, quando il segretario sarà a Forlì per un convegno sul liberalismo.

    Siamo certi che un incontro servirà a ribadire e chiarire posizioni che, per la verità, non avrebbero bisogno di chiarimento alcuno.

    La linea della segreteria è limpida, può essere contestata o approvata ma certamente non soffre di ambiguità. Tale limpidezza avrebbe bisogno di essere apprezzata pur quando non è condivisa. Nel Partito repubblicano non siamo adusi a chiedere contropartite per scelte politiche che hanno alla loro base l'interesse generale e quello repubblicano.

    Dovrebbe essere una regola da far valere sempre e comunque. A questa regola ci si è sempre attenuti, anche quando posizioni interne potevano indurre a ragionamenti miseri.

    tratto da http://www.pri.it

  10. #710
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    Ravenna, documento della Direzione provinciale/Gli obiettivi di una forza autonoma, storicamente laica e riformatrice
    L'esperienza repubblicana nel Paese

    Documento approvato dalla direzione provinciale del Pri di Ravenna (20 - 11 - 06).

    La Direzione Provinciale del PRI di Ravenna, riunitasi il 20.11.2006, udita la relazione del Segretario, l'approva. La Direzione, anche in presenza di scelte diverse in alcune realtà territoriali effettuate in relazione a particolari contesti di natura programmatica, riconferma la linea politica uscita dall'ultimo Congresso Provinciale, di collocazione nell'ambito delle coalizioni di centro-sinistra.

    Questa linea, oltretutto, ha ottenuto il riconoscimento degli elettori alle elezioni amministrative del maggio scorso che ha costituito un chiaro indice della fiducia della cittadinanza nei confronti del PRI di Ravenna.

    L'obiettivo generale che si deve prefiggere il movimento repubblicano è quello, attraverso lo stimolo programmatico e politico, partendo dalla propria caratteristica di forza politica autonoma, laica e riformatrice, di porsi come naturale interlocutore di quei settori politici e sociali che vogliono costruire una moderna sinistra di governo.

    La Direzione Provinciale del PRI di Ravenna ritiene che, a livello nazionale, vada aperta una profonda riflessione sul ruolo, la natura e la funzione della presenza repubblicana in Italia, con l'obiettivo di fare uscire il PRI dalla coalizione di centro-destra, il cui Governo passato ha determinato un pesante arretramento del Paese sia in termini di sviluppo che in termini di conti pubblici.

    La Direzione Provinciale del PRI di Ravenna da mandato, su questa linea, al Comitato Esecutivo di definire una serie di iniziative sui temi politici e programmatici nazionali, regionali e locali.

    La Direzione Provinciale del PRI di Ravenna, infine, ha espresso la propria ferma condanna ed il proprio sdegno per quanto è avvenuto nella manifestazione di sabato dei cosiddetti pacifisti a sostegno della Palestina, dove sono state espresse posizioni e tenuti comportamenti offensivi sia nei confronti degli Usa e di Israele e soprattutto nei confronti dei caduti di Nassiriya e delle nostre truppe impegnate in Iraq.

    tratto da http://www.pri.it

 

 
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