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  1. #691
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    Il gruppo del Pri è indignato: “Chiesa dei Caduti in malora”

    BERTINORO - “La ‘Chiesa dei Caduti’ sta andando a pezzi, con tutto ciò che la circonda”. In un’interpellanza presentata al sindaco Nevio Zaccarelli, i consiglieri del gruppo consiliare del Partito Repubblicano Italianochiedono un urgente intervento di ristrutturazione e messa in sicurezza sia dell’edificio religioso, sia della strada che lo raggiunge. Il documento è firmato dai consiglieri dell’Edera: Enrico Imolesi, Giuseppe Ballani e Angelo Rustignoli. “La via Rio Rose, come anche la Chiesa dei caduti che sorge su un suo lato - spiega Rustignoli - sono in uno stato di completo abbandono. Vorremmo che l’amministrazione comunale intervenisse con la massima urgenza, considerando l’alto valore morale e spirituale della Chiesa e della via che collega il paese al Cimitero comunale”.



    La situazione, secondo i tre consiglieri, sembra aver destato molte proteste fra i cittadini. Via Rio Rose è infatti una arteria che, partendo dal centrale viale Carducci, arriva al cimitero comunale. Attualmente il manto stradale è completamente sconnesso e pieno di buche, le rive ai lati della carreggiata sono prive di qualsiasi opera di pulitura, con i rami degli arbusti che arrivano sulla strada. Una situazione che risulterebbe poco consona per un’arteria che porta al Cimitero comunale. “Abbiamo ricevuto diverse proteste dai cittadini che si recano in visita alle tombe dei propri cari - rincara la dose Imolesi - la strada è dissestata in maniera notevole e deve essere sistemata in fretta. Inoltre, a peggiorare l’aspetto dell’area, c’è il cantiere, bloccato da tempo dalle autorità, che stava lavorando per la costruzione di nuove abitazioni proprio in via Rio Rose. Davanti all’edificio si trova ancora il piccolo capannone dei muratori. Così l’aspetto della Chiesa dei Caduti risulta ancora più degradato”. Una “aggiunta” di cui non si sentiva certo il bisogno. “Ormai la chiesa - prosegue Imolesi - è chiusa da parecchi anni. Nel bilancio comunale sono stati destinati, in passato, dei soldi, non ancora utilizzati, proprio per ristrutturare questo monumento storico. Vorremmo capire perchè il Municipio bertinorese non ha ancora avviato alcun intervento”. Toccherà ora alla Giunta, guidata da Zaccarelli, cercare di capire come e quando intervenire.

    Matteo Miserocchi

    tratto da http://www.corriereromagna.it/

  2. #692
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    Mingozzi: “Piano con i ripensamenti”

    RAVENNA - Il ridimensionamento dell’asse infrastrutturale tra il nord e il sud del Paese e l’Europa dettata da motivazioni di carattere economico non convince il vice sindaco repubblicano Giannantonio Mingozzi. Pur “apprezzando l’impegno dei parlamentari ravennati rivolto ad accrescere le principali condizioni di sviluppo della nostra economia”, l’esponente del Partito Repubblicano ritiene il tema delle opere, E-55 in primis, “delicatissimo e irrinunciabile”.



    Il riferimento è alle parole del deputato diessino in Commissione Trasporti alla Camera, Gabriele Albonetti, che nel recente dibattito tenutosi al Festival dell’Unità di Ravenna ha fatto capire come la Mestre-Civitavecchia, l’E-55 voluta dal precedente Governo, sia economicamente fuori dalla portata delle casse dello Stato.La “Tirreno-Adriatica dei Trasporti” insomma, rappresenterebbe un esborso inaffrontabile. “Non è ipotizzabile una prosecuzione sulla linea dello scorso Esecutivo che aveva fatto proprio il ‘progetto Bonsignore’. Non ha senso pensare ad un’opera con costi esagerati. Meglio riportarla al progetto originario, quello della Nuova Romea che univa Mestre a Ravenna”.Albonetti alla platea ha evidenziato la necessità di adottare una politica delle priorità. Inutile, infatti, mettere in cantiere tante opere per non portarle a compimento. Mingozzi ha dichiarato di “condividere quella strategia”, ma a non convincerlo è il ridimensionamento dell’opera. “Ho sempre considerato il tratto dell’E55 Ravenna-Mestre come parte prioritaria del collegamento autostradale nord-sud che pone Ravenna e il suo porto come snodo fondamentale per il traffico merci che da Civitavecchia e il Meridione muove verso l’Europa e viceversa, convergendo anche sul nostro scalo. La Nuova Romea è un’altra cosa - sostiene -, con altre finalità, certamente meno interessanti dal punto di vista portuale, commerciale ed industriale”.Per Mingozzi, la questione si sviluppa su piani diversi. “L’E55 è nata dal presupposto di impegnare risorse pubbliche e private in chiave europea, sapendo che è determinante anche per le stesse motivazioni che reggono il by-pass del Candiano e la grande viabilità di attraversamento della città. Per questo - aggiunge Mingozzi - mi sembra prematuro e inconsueto che proprio da Ravenna vengano avanzate ipotesi alternative all’E55 contrapponendola alle risorse per i fondali del porto o al sottopasso tra la Ravegnana e la Classicana, opere pure essenziali che dovremo garantire anche con l’impegno della Regione e dello Stato. Non spetta a noi fare una classifica di priorità unendo temi su piani diversi. Sull’E55 - conclude Mingozzi - mi pare più opportuno attendere una risposta da parte del Governo”.

    gi.ro.

    tratto da http://www.corriereromagna.it/

  3. #693
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    Noi Repubblicani italiani non abbiamo bisogno di polemiche, divisioni più o meno pretestuose e personali, di avvocatoni e grandi parlatori che dividono........siamo già talmente pochi e divisi! Abbiamo bisogno di fatti concreti che ci uniscano. Per esempio :
    A Cremona , sabato 23 settembre prossimo , verrà inaugurato un monumento a Mazzini (nel centro dei giardini pubblici) sotto il qule le anime repubblicane ( tutte) potranno ritrovarsi.Arrivederci
    Garibaldino resistente

  4. #694
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    anselmogusperti, il 21 di luglio avevamo gia' dato notizia dell'avvenimento ... vedi al link sotto ...
    http://www.politicaonline.net/forum/...02#post4273502

  5. #695
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    Centro Hera a Pievesestina Chiesto incontro per fare chiarezza

    CESENA - Nuovo centro Hera a Pievesestina: i consiglieri repubblicani del Quartiere Dismano vogliono vederci chiaro. Hanno inviato una lettera al presidente circoscrizionale per chiedere formalmente che venga indetta una pubblica assemblea per illustrare il progetto di massima del futuro insediamento. A farsi promotori dell’iniziativa sono stati Gabriella Guidazzi, Alieto Brandolini ed Ettore Buvardia. Sottolineano che la loro sollecitazione è “motivata dal fatto che l’opinione pubblica del quartiere interessato ha il diritto di vedere risolti i dubbi e le perplessità che hanno caratterizzato la progettazione della struttura”.

    tratto da http://www.corriereromagna.it/

  6. #696
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    Nucara a Ospedaletto (FC). Gli interventi degli amici/Lasciata piena autonomia alle organizzazioni territoriali. L'Edera e i Radicali
    I repubblicani e i rapporti con altre forze

    Nell'ambito delle "Settimane repubblicane" della sezione Ospedaletto di Forlì, il segretario nazionale Nucara ha partecipato ad un incontro con gli amici del Pri organizzato dall'instancabile Virginio Pasini.

    Dopo una breve introduzione di Pasini, è intervenuto l'amico segretario regionale Widmer Valbonesi. Nel suo discorso sono state tracciate le linee del futuro impegno repubblicano, centrando i problemi sui contenuti, a prescindere dagli schieramenti. Continuando, ha criticato l'attuale governo per quanto riguarda, soprattutto, la politica estera, proseguendo poi sulla finanziaria, e senza risparmiare opinioni negative sul precedente governo.

    Concludendo, Valbonesi ha posto un problema quasi pre-politico. "Bisogna redigere una carta dei valori repubblicani chiamando a raccolta quanti si sentono repubblicani, a prescindere dalla tessera che hanno in tasca".

    Numerosi gli interventi: quasi tutti incentrati sui problemi del Comune e della Provincia di Forlì.

    Rivizzigno: "Non si può stare nella giunta del comune di Forlì. Gli assessori ex-repubblicani avrebbero dovuto avere la dignità di dimettersi".

    Malucelli: "Le leggi approvate dal Parlamento, buone o cattive che siano, vanno applicate e non può essere il corpo giudiziario a deciderne la loro applicazione".

    Rosati: "Pensiamo all'Europa nel solco della tradizione che ci ha tramandato Ugo La Malfa. Se l'Europa si divide, l'Italia sprofonderà nel Mediterraneo".

    Bagnoli: "Valbonesi critica i vertici del Pri, ma non si capisce su quali basi. Sarebbe utile invece sapere le determinazioni che vuole assumere il Pri forlivese sui transfughi repubblicani".

    Ballani: "Gli ex repubblicani devono andare via dalle giunte. Non rappresentano più il Pri".

    Zanzi: "La migliore collocazione sarebbe quella dell'autonomia. Condivido l'intervento di Valbonesi anche se nel Pri appartengo ad una maggioranza congressuale diversa. No a problemi artificiosi e a diatribe dannose. Bisogna ricercare l'interesse del Pri attraverso i suoi valori".

    Francesco Nucara ha chiuso il dibattito ringraziando per l'invito rivoltogli e sottolineando che, oltre al piacere di incontrarli e dibattere con loro, aveva anche il dovere della partecipazione, essendo egli deputato di quella circoscrizione elettorale.

    Nucara ha proseguito entrando nel merito della di-scussione. L'intervento di Valbonesi è stato giudicato positivo, pur sottolineandone le contraddizioni. Tuttavia le contraddizioni stesse - secondo Nucara - avevano un valore positivo perché erano la dimostrazione del travaglio in atto nel Pri, apertosi con la discussione svoltasi nell'ultimo Consiglio Nazionale. La speranza è che dopo un travaglio ci possa essere un parto felice.

    Nelle sue argomentazioni il segretario nazionale ha svolto un'analisi sulla politica estera mettendo a confronto il ruolo, per lo meno confuso, che svolge l'attuale governo sullo scenario internazionale rispetto al prestigio di cui godeva il precedente governo. E, proseguendo sui temi dello sviluppo, Nucara ha colto l'occasione per ribadire il caos attuale tra le forze politiche di maggioranza e opposizione.

    "Abbiamo moltissimi punti in comune con Capezzone e la Bonino, e quasi nessuno con Alemanno e Calderoli. Io non capisco perché Capezzone è collocato nell'attuale maggioranza, come egli non capisce perché il Pri stia nella CdL. L'auspicio è quello di fare insieme battaglie sui punti condivisi. E sono tanti".

    Per quanto riguarda i temi locali il segretario nazionale lascerà "piena autonomia alle organizzazioni territoriali". Tuttavia il Pri deve riaffermare la propria dignità politica ponendo un problema di rapporti tra le forze che hanno avuto successo elettorale, prima ancora di una verifica programmatica.

    Finito l'incontro Nucara ha svolto un breve giro tra i tavoli dove si svolgeva la cena repubblicana ed è partito alla volta di S. Pietro in Campiano, dove l'attendevano, a casa De Modena, numerosi amici e rappresentanti istituzionali di Ravenna.



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  7. #697
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    Nucara a Ravenna ad un tradizionale appuntamento/Per il segretario dell'Edera è questa l'isola felice dei repubblicani
    "Discutiamo, ma ci siamo riavvicinati"

    Ufficialmente è soltanto il compleanno di Bruno De Modena. Ma la festa di fine estate organizzata come ogni anno dal "fedelissimo" di Giorgio La Malfa in Romagna, si trasforma di fatto anche in un atteso appuntamento per i repubblicani.

    Accanto ai rappresentanti delle istituzioni ravennati (il sindaco Fabrizio Matteucci, il presidente della Provincia Francesco Giangrandi, il senatore Vidmer Mercatali), nella tenuta "Ca' De Modena" di San Pietro in Campiano l'altra sera c'erano ance il segretario nazionale del Pri Francesco Nucara, il vicesindaco Giannantonio Mingozzi, l'assessore provinciale Eugenio Fusignani, l'ex parlamentare cesenate Denis Ugolini, il segretario dell'Edera cesenate Mario Guidazzi. Assente giustificato Giorgio La Malfa: era a Bruxelles.



    Un anno fa, sempre al compleanno di Bruno De Modena, Francesco Nucara annunciò ai repubblicani ravennati che avrebbe concesso il simbolo per le elezioni amministrative. Adesso si fanno i bilanci di quell'operazione.

    "Ravenna – commenta il segretario dell'Edera – ha dimostrato di essere un'isola felice per il Pri. Il risultato delle amministrative è stato molto buono perché si è riusciti a trovare un'unità del partito. Purtroppo le liti tra di noi incidono molto. Qui, invece, le diverse linee politiche del partito (alleanze con il centrosinistra, con il centrodestra e autonomia) hanno saputo creare un fronte comune, pur nella diversità delle posizioni, gettando le basi per il successo del partito".

    Alle politiche, però, eravate alleati con il centrodestra e il risultato non è stato altrettanto soddisfacente. Non crede che a portare voti sia stata l'intesa con il centrosinistra?

    "Da sempre il Pri è un partito che ottiene risultati migliori alle amministrative rispetto alle politiche. E non credo che la chiave del successo sia stata l'alleanza col centrosinistra: l'abbiamo proposta anche per la Provincia di Forlì, dove i repubblicani avevano guidato l'ente per dieci anni consecutivi, eppure i risultati sono stati deludenti".

    Cosa ha fatto la differenza, allora?

    "In Romagna i cittadini danno per scontata la buona amministrazione, che noi abbiamo garantito ovunque. Ma a Ravenna, evidentemente, c'è stata più attenzione per i progetti, per i programmi e per i valori repubblicani. Quando c'era qualcosa che non andava, la nostra voce si è sempre fatta sentire. Sono queste le cose che ci chiedono gli elettori".

    Però avete sottoscritto il programma di coalizione….

    "E' vero, ma quel programma è il frutto di una mediazione politica. E all'interno delle alleanze, di destra o di sinistra, dobbiamo essere più decisi. Non dobbiamo aver paura di difendere, nell'interesse dei cittadini, anche posizioni scomode o controcorrente".

    Esempi di battaglie scomode?

    "L'ESS, tanto per restare in zona".

    Come vanno i rapporti nel partito?

    "A primavera faremo un congresso sulla linea politica. Ma finalmente si respira un clima nuovo. Ricordo il primo congresso provinciale che feci a Ravenna da segretario nel 2002: in tutta la mia vita politica non ho mai ricevuto tanti insulti come quella sera. Ora il rapporto è di discussione e non più di litigio. C'è stato un avvicinamento importante".

    Da "Il Resto del Carlino", 12 settembre 2006



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
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  8. #698
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    NUCARA (PRI) ALLA FESTA DELL'EDERA DI OSPEDALETTO (FORLì) LA CRONACA

    (Sesto Potere) - Forlì - 18 settembre 2006 - Nell'ambito delle "Giornate repubblicane" della sezione Ospedaletto di Forlì, conclusesi il 15 settembre, il segretario nazionale del Pri Francesco Nucara ha partecipato ad un incontro con gli amici del Pri organizzato dall'instancabile Virginio Pasini.

    Dopo una breve introduzione di Pasini, è intervenuto l'amico segretario regionale Widmer Valbonesi. Nel suo discorso sono state tracciate le linee del futuro impegno repubblicano, centrando i problemi sui contenuti, a prescindere dagli schieramenti. Continuando, ha criticato l'attuale governo per quanto riguarda, soprattutto, la politica estera, proseguendo poi sulla finanziaria, e senza risparmiare opinioni negative sul precedente governo.

    Concludendo, Valbonesi ha posto un problema quasi pre-politico. "Bisogna redigere una carta dei valori repubblicani chiamando a raccolta quanti si sentono repubblicani, a prescindere dalla tessera che hanno in tasca".

    Numerosi gli interventi: quasi tutti incentrati sui problemi del Comune e della Provincia di Forlì.

    Rivizzigno: "Non si può stare nella giunta del comune di Forlì. Gli assessori ex-repubblicani avrebbero dovuto avere la dignità di dimettersi".

    Malucelli: "Le leggi approvate dal Parlamento, buone o cattive che siano, vanno applicate e non può essere il corpo giudiziario a deciderne la loro applicazione".

    Rosati: "Pensiamo all'Europa nel solco della tradizione che ci ha tramandato Ugo La Malfa. Se l'Europa si divide, l'Italia sprofonderà nel Mediterraneo".

    Bagnoli: "Valbonesi critica i vertici del Pri, ma non si capisce su quali basi. Sarebbe utile invece sapere le determinazioni che vuole assumere il Pri forlivese sui transfughi repubblicani".

    Ballani: "Gli ex repubblicani devono andare via dalle giunte. Non rappresentano più il Pri".

    Zanzi: "La migliore collocazione sarebbe quella dell'autonomia. Condivido l'intervento di Valbonesi anche se nel Pri appartengo ad una maggioranza congressuale diversa. No a problemi artificiosi e a diatribe dannose. Bisogna ricercare l'interesse del Pri attraverso i suoi valori".

    Francesco Nucara ha chiuso il dibattito ringraziando per l'invito rivoltogli e sottolineando che, oltre al piacere di incontrarli e dibattere con loro, aveva anche il dovere della partecipazione, essendo egli deputato di quella circoscrizione elettorale.

    Nucara ha proseguito entrando nel merito della di-scussione. L'intervento di Valbonesi è stato giudicato positivo, pur sottolineandone le contraddizioni. Tuttavia le contraddizioni stesse - secondo Nucara - avevano un valore positivo perché erano la dimostrazione del travaglio in atto nel Pri, apertosi con la discussione svoltasi nell'ultimo Consiglio Nazionale. La speranza è che dopo un travaglio ci possa essere un parto felice.

    Nelle sue argomentazioni il segretario nazionale ha svolto un'analisi sulla politica estera mettendo a confronto il ruolo, per lo meno confuso, che svolge l'attuale governo sullo scenario internazionale rispetto al prestigio di cui godeva il precedente governo. E, proseguendo sui temi dello sviluppo, Nucara ha colto l'occasione per ribadire il caos attuale tra le forze politiche di maggioranza e opposizione.

    "Abbiamo moltissimi punti in comune con Capezzone e la Bonino, e quasi nessuno con Alemanno e Calderoli. Io non capisco perché Capezzone è collocato nell'attuale maggioranza, come egli non capisce perché il Pri stia nella CdL. L'auspicio è quello di fare insieme battaglie sui punti condivisi. E sono tanti".

    Per quanto riguarda i temi locali il segretario nazionale lascerà "piena autonomia alle organizzazioni territoriali". Tuttavia il Pri deve riaffermare la propria dignità politica ponendo un problema di rapporti tra le forze che hanno avuto successo elettorale, prima ancora di una verifica programmatica.

    Finito l'incontro Nucara ha svolto un breve giro tra i tavoli dove si svolgeva la cena repubblicana ed è partito alla volta di S. Pietro in Campiano, dove l'attendevano, a casa De Modena, numerosi amici e rappresentanti istituzionali di Ravenna.(Sesto Potere)

    tratto da http://www.sestopotere.com/index.htm

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    Il Pri esce dalla maggioranza

    FORLI’ - Il Partito Repubblicano, con il suo capogruppo Lauro Biondi e il suo simbolo storico, escono ufficialmente dalla maggioranza politica che in Consiglio comunale sostiene la Giunta guidata dal sindaco Nadia Masini. L’annuncio è giunto ieri monopolizzando il dibattito sulla verifica degli equilibri di bilancio e sullo stato di attuazione dei programmi elettorali (partita politica di non secondaria importanza visto che l’esecutivo ammette il rischio di non riuscire a rispettare a fine anno il Patto di stabilità) e si è portato dietro inevitabilmente due decisioni che d’ora in poi caratterizzeranno la vita dell’Amministrazione cittadina. La prima è quella di Luigi Sansavini, eletto con Biondi in Consiglio ma espulso dal Partito Repubblicano Italiano forlivese, di costituire un gruppo autonomo denominato Rpd, ovvero Repubblicani per il Partito Democratico.La seconda è stata quella, motivata con vigore dal sindaco Masini dopo quasi tre ore di dibattito aperto dal minuto di silenzio in memoria di Oriana Fallaci (chiesto da Paolo Farneti di Fi), di confermare nel ruolo i due assessori indicati nel 2004 dall’Edera e anch’essi ora espulsi: Lodovico Buffadini e Giovanni Bucci. Questo perché “quanto accaduto all’interno di un partito dopo un processo politico vero e che posso solo rispettare ma non giudicare, non è una condizione sufficiente a che io ora ritenga rotto il patto saldatosi attorno al programma elettorale e alla composizione della Giunta”. Il primo cittadino di Forlì - che nel sondaggio “Ekma” di ieri sulla fiducia nei sindaci italiani è sesta - chiude dunque il lungo confronto sulla ricomposizione dell’esecutivo. “Non penso che siano venute meno le ragioni d’appartenenza a una scelta di governo - ha dichiarato -. Le vicende interne al Pri non attengono all’ambito istituzionale e dunque non c’è motivo per modificare la Giunta. Una cosa però va chiarita: noi non siamo qui per occupare il potere, ma per realizzare degli obiettivi”. Una replica diretta a Lauro Biondi, che aveva precedentemente motivato la sua uscita dalla maggioranza con il venir meno delle condizioni per la condivisione della responsabilità di governo della città. “Qualsiasi nostra critica è stata fatta passare per strumentale, messa in secondo piano e non sono mancati episodi di intolleranza - ha attaccato il capogruppo dell’Edera - Il sindaco, poi, ha declinato il problema politico della nostra rappresentanza e ciò è stato inaccettabile perché ora Nadia Masini si dovrà assumersi la responsabilità di governare perdendo tutta la percentuale di voti repubblicani (4,7% nel 2004 ndr). Noi, almeno, ora avremo le mani libere”. Dichiarazioni in sè non sorprendenti, cui ha replicato punto su punto l’ormai ex repubblicano Luigi Sansavini. “Ciò che è accaduto nel Pri va addebitato a chi ha mandato al massacro un partito al prezzo di un senatore eletto con Forza Italia. Chi ha ‘tradito’ non è chi ha mantenuto fede alle posizioni in base alle quali è stato eletto e ora continua a rappresentare i propri votanti. Io sono un repubblicano di centrosinistra. Ci vogliono distruggere, ma siamo ancora vivi”.

    Enrico Pasini

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