stefanopelloni, come l'alfiere della Romagna! Vi leggo da molti anni e, quando avrò qualcosa da dire, mi farò sentire. Un saluto a tutti ed in particolare ai romagnoli Celtic Pride e Gallo Senone, un saluto anche al mio vicino Parmigiano.


stefanopelloni, come l'alfiere della Romagna! Vi leggo da molti anni e, quando avrò qualcosa da dire, mi farò sentire. Un saluto a tutti ed in particolare ai romagnoli Celtic Pride e Gallo Senone, un saluto anche al mio vicino Parmigiano.


grande!! benvenuto, finalmente un altro Romagnolo!!In origine postato da stefanopelloni
stefanopelloni, come l'alfiere della Romagna! Vi leggo da molti anni e, quando avrò qualcosa da dire, mi farò sentire. Un saluto a tutti ed in particolare ai romagnoli Celtic Pride e Gallo Senone, un saluto anche al mio vicino Parmigiano.
w stefano pelloni il robin hood di Romagna
Sempre un villaggio, sempre una campagna,
mi ride al cuore (o piange), Severino:
il paese ove, andando, ci accompagna
l'azzurra vision di San Marino.
(...)
Romagna solatìa, dolce paese
cui regnarono Guidi e Malatesta;
cui tenne pure il Passator cortese,
re della strada e re della foresta.
..............la figura del Passatore non poteva che colpire potentemente la fantasia: audace ben oltre la temerarietà, capace di sfuggire alla caccia spietata dei gendarmi e dell'esercito austriaco come un'imprendibile primula rossa, quest'uomo che il pallore segnava di una mai placata febbre interna e che a viso aperto sfidava le città e le strade non poteva non apparire alle masse, rese taciturne da una secolare soggezione e da un'immobile miseria, come la vivente possibilità della ribellione e del riscatto, come rottura di un immodificato e immodificabile stato di subordinazione.
Chi sulla strada di Sant'Arcangelo, in pieno giorno, bloccava la diligenza per Roma e ne faceva rapina, o chi in notti avventurose penetrava nelle città e le occupava "militarmente", svuotando le case della borghesia professionale e agraria, diceva al cenciaiolo ed al ciabattino, al villico e al mendicante che era dunque possibile rompere il cerchio ferrigno dello status quo, introdurre nella fatale sequenza dei giorni e delle stagioni un'anomalia ed una rottura.
Nel tempo chiuso della Romagna di metà Ottocento, alla fantasia e alla mente delle classi soggette, forse oscuramente, il Passatore poteva apparire per questo in una luce "politica": egli era colui che sfidava in aperta e temeraria improntitudine il potere, che toglieva ai ricchi per donare ai poveri e che come un eroe imprendibile, per le pianure e per le montagne della Romagna aerea, quella dell'Appennino tosco-romagnolo, signoreggiava le foreste e le strade, irridendo le milizie austriache e pontificie, simbolo quanti altri mai concreto dell'autorità.


Molto bene! Finalmente un concittadino, perchè le mie radici sono faentine. Anche il nick è grande: il figlio del passatore del Boncellino, simbolo del ns Popolo e della nostra Terra. Sono convinto che, anche attraverso Pol, combatteremo insieme in termini di proposte e di denunce, in difesa della Gente di Romagna e degli altri Popoli del Nord.
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