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Discussione: L'ETA è alla fine

  1. #61
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    Predefinito

    ma guarda che a non rispettare mai le varie tregue è stato proprio il governo spagnolo.
    Qui l'unico dato di fatto che conta è questo: la maggioranza dei baschi vuole l'indipendenza, ma il governo spagnolo ne vieta l'autodeterminazione e vieta a un 1/7 degli elettori di partecipare alle elezioni.
    La violenza è tutta dello stato spagnolo, l'ETA è pienamente giustificata nelle sue azioni militari, che tra l'altro ha praticamente sospeso nei fatti per cercare di facilitare una soluzione politica.

  2. #62
    Morigadori
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    Predefinito Re: Re: Re: Brindo alla Spagna ed all'Ertzaintza!

    In Origine Postato da Fernando
    Eccoli:
    http://www.falangevasca.org/actosv.htm



    Come mai queste foto non mostrano bene i luoghi dove si svolgono le manifestazioni?

    Forse perchè non si vedano le decine di "Ertzaintzas" e "Guardias Civiles" che proteggono i manifestanti da un sicuro linciaggio?

  3. #63
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    Predefinito

    In Origine Postato da PINOCCHIO
    ma guarda che a non rispettare mai le varie tregue è stato proprio il governo spagnolo.
    Qui l'unico dato di fatto che conta è questo: la maggioranza dei baschi vuole l'indipendenza, ma il governo spagnolo ne vieta l'autodeterminazione e vieta a un 1/7 degli elettori di partecipare alle elezioni.
    La violenza è tutta dello stato spagnolo, l'ETA è pienamente giustificata nelle sue azioni militari, che tra l'altro ha praticamente sospeso nei fatti per cercare di facilitare una soluzione politica.
    Ma io non ho mai letto da nessuna parte che lo Stato spagnolo abbia patteggiato delle tregue con un'organizzazione terroristica! Nemmeno Zapatero, nella sua confusione mentale, è riuscito a pensare ad una cosa così abominevole!
    Il 50,1% dei baschi vota partiti indipendentisti, gli altri no! Non mi sembra una ragione sufficiente per dichiarare l'indipendenza dei Paesi Baschi dalla Spagna. Convincano gli altri 49,99% prima! Poi se ne riparlerà! Comunque sia vivono in una larga autonomia, più che bastante! Il governo spagnolo, su mandato del Parlamento, non concede l'indipendenza, e vorrei vedere chi sarà il primo a decretare lo smembramento della Spagna!
    Lo Stato spagnolo usa la violenza per difendere le proprie istituzioni nella piena legittimità democratica, l'ETA è un'organizzazione terroristica condannata persino dal maggiore partito basco indipendentista. Giustificare l'ETA nelle sue azioni militari è proprio un'affermazione grave, terroristica! L'ETA ha sospeso l'attività terroristica perchè è braccata! Spero nell'interesse della Spagna e dell'Europa che gli diano il colpo di grazia finale, al più presto
    Prosit


  4. #64
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Brindo alla Spagna ed all'Ertzaintza!

    In Origine Postato da Antoneddu
    Come mai queste foto non mostrano bene i luoghi dove si svolgono le manifestazioni?

    Forse perchè non si vedano le decine di "Ertzaintzas" e "Guardias Civiles" che proteggono i manifestanti da un sicuro linciaggio?
    Perchè non vai a trovarli ed a manifestare pro ETA tra quei falangisti?
    Prosit


  5. #65
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    In Origine Postato da Fernando
    .....
    Lo Stato spagnolo usa la violenza per difendere le proprie istituzioni nella piena legittimità democratica......

    Uno stato che si definisce democratico non può assolutamente permettersi di creare gruppi di polizia come i GAL (ricordi?) giustificandosi con la ragion di stato o con frasi tipo la tua:"Lo Stato spagnolo usa la violenza per difendere le proprie istituzioni nella piena legittimità democratica" altrimenti si pone sullo stesso piano del male che vuole estripare, e la violenza genera violenza.
    Ti consiglio inoltre a considerare le radici storiche del movimento ETA (che comunque non sostengo) che sono da ricercare a fine anni 50 come reazione al bieco nazionalismo franchista.
    Le ragioni non stanno mai da una parte sola.

  6. #66
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    In Origine Postato da caffeina
    Uno stato che si definisce democratico non può assolutamente permettersi di creare gruppi di polizia come i GAL (ricordi?) giustificandosi con la ragion di stato o con frasi tipo la tua:"Lo Stato spagnolo usa la violenza per difendere le proprie istituzioni nella piena legittimità democratica" altrimenti si pone sullo stesso piano del male che vuole estripare, e la violenza genera violenza.
    Ti consiglio inoltre a considerare le radici storiche del movimento ETA (che comunque non sostengo) che sono da ricercare a fine anni 50 come reazione al bieco nazionalismo franchista.
    Le ragioni non stanno mai da una parte sola.

    http://www.pane-rose.it/pagina_art.p...art=3818&loc=1
    Spagna: scarcerata la mente dei GAL (Gruppi Antiterrorismo di Liberazione)
    Polemiche sulla concessione degli arresti domiciliari all’ex generale della Guardia Civil Rodriguez Galindo
    (5 ottobre 2004)
    La grande (e probabilmente ingiustificata) euforia scatenatasi a Parigi e a Madrid dopo l’arresto di una ventina di presunti militanti dell’ETA nella notte tra sabato e domenica, rischia di far passare in secondo piano un evento altrettanto interessante.
    L’ex generale della Guardia Civil spagnola, Enrique Rodríguez Galindo, condannato a 75 anni di reclusione per il sequestro e l’assassinio di due persone, ha abbandonato venerdì la prigione di Ocaña-II (Toledo) in virtù dei suoi problemi di salute (probabile aritmia cardiaca). All’ex mente dei Gruppi Antiterrorismo di Liberazione scatenati negli anni ’80 contro l’indipendentismo basco dall’allora governo socialista, verranno d’ora in poi applicati gli arresti domiciliari, decisi mercoledì scorso dalla Direzione Generale delle Istituzioni Penitenziarie. Il 65enne ex generale aveva cominciato a scontare la pena il 9 maggio del 2000 nel carcere militare di Alcalá de Henares ed era stato trasferito a Ocaña il 14 luglio 2003.
    I fatti di cui è responsabile Galindo risalgono all’ottobre del 1983, quando due giovani presunti militanti dell’ETA, Josean Lasa e Joxu Zabala, sparirono dalla città basca francese di Baiona. Dopo esser stati rapiti, Lasa e Zabala furono trasferiti a San Sebastian, dove furono sottomessi a feroci torture – i cadaveri poi ritrovati ne mostravano i segni – e infine assassinati a colpi di pistola alla testa. La sentenza di condanna emessa nell’aprile del 2000 dalla Audiencia Nacional di Madrid, considera dimostrato che Rodríguez Galindo, l’ex governatore civile della Gipuzkoa Julen Elgorriaga (anch’egli messo in libertà per motivi di salute), l’ex tenente colonnello Angel Vaquero e gli agenti di polizia Enrique Dorado e Felipe Bayo, decisero di assassinare i due e di farne sparire i corpi, sotterrandoli sotto uno strato di calce viva nella sperduta località di Busot (Valencia). I loro resti furono ritrovati nel gennaio del 1985 ma si riuscì ad identificarli solo nel 1995.
    La scarcerazione di Galindo ha suscitato l’immediata condanna da parte di tutte le forze politiche basche tranne, naturalmente, delle locali sezioni del PP e del PSOE.
    Margarita Uria, portavoce del Partito Nazionalista Basco, e Begoña Lasagabaster, deputata di Eusko Alkartasuna, hanno denunciato la diversità di trattamento rispetto agli altri detenuti. Per EA la decisione "dimostra che per il PSOE ci sono due tipi di terrorismo: uno buono, quello dello Stato, che i socialisti hanno sostenuto, e un terrorismo cattivo, cioè quello praticato dall’ETA".
    Naturalmente le reazioni più dure sono venute dai rappresentanti della sinistra indipendentista basca. Jone Goirizelaia, deputata regionale di Sozialista Abertzaleak, ha affermato che "la vicenda di Galindo dimostra che il PSOE e i GAL sono la stessa cosa", e che "l’attuale capo del governo Zapatero non è che una decalcomanía del vecchio capo dell’esecutivo Felipe González", sotto il cui mandato operarono gli squadroni della morte, responsabili di 28 omicidi e di attentati contro la sinistra basca e formati da un incredibile miscuglio di esponenti del Partito Socialista, degli apparati di sicurezza, di mercenari ed estremisti di destra, anche italiani. La Goirizelaia si è spinta fino a definire il PSOE come il braccio politico dei GAL: "mentre si continua a sostenere la dispersione, la tortura, la violazione dei diritti fondamentali dei baschi, si scarcerano i responsabili del terrorismo di Stato" ha denunciato la dirigente di Batasuna.
    Da parte sua l’associazione che si batte per l’amnistia dei 700 prigionieri politici baschi, Askatasuna, ha ricordato i privilegi accordati già da anni all’ex generale, come quello di permettergli una dorata detenzione in un carcere militare anche dopo la sua espulsione dalle Forze Armate.
    Ferma condanna anche da parte della sinistra autonomista catalana, soprattutto da quella Esquerra Republicana che regge il governo della Catalogna assieme ai socialisti. Assai più timido invece il giudizio di Gaspar Llamazares, coordinatore statale di Izquierda Unida, che si è limitato a chiedere al Governo un approfondimento del caso. Dubitando della reale gravità delle condizioni di Galindo, il Governo di Lakua ha annunciato che chiederà la creazione di una commissione medica indipendente che possa certificare, su una base scientifiche, il reale stato di salute dell’ex generale. Se Madrid non accoglierà questa richiesta, ha detto la portavoce dell’esecutivo Miren Azkarate, allora vorrà dire che il Governo Spagnolo ha concesso al personaggio un "indulto mascherato".
    Intanto il partito di Zapatero rimane in silenzio. Il PSOE spera che i recenti arresti e la sua battaglia a sostegno dei matrimoni tra omosessuali possa in qualche modo distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica della cosiddetta Spagna profonda. Secondo il ministro dell’Interno José Antonio Alonso, la decisione presa dalla direttrice delle istituzioni penitenziarie Mercedes Gallizo "rientra perfettamente all’interno della Costituzione e dei regolamenti carcerari". Josè Maria Aznar invece, pur avendo affermato nei giorni scorsi di concordare con la scelta del governo, ha usato a proprio favore l’argomento del coinvolgimento socialista nella vicenda dei GAL. Ha detto l’ex capo del Governo, parlando alla fine del congresso del Partido Popular: "ho le mani pulite perché, dopo tutto, né io né nessun altro di noi abbiamo mai usato la calce viva per coprire un assassinio. Mai."
    Le uniche prese di posizione a favore del provvedimento di clemenza per Galindo sono pervenute da alcuni ex ministri di Felipe Gonzalez, e sono stati di vero e proprio entusiasmo, anche se l’ex Segretario di Stato Rafael Vera ha lamentato il ritardo della decisione e il fatto che sia sopravvenuta solo a causa dei problemi di salute dell’ex generale al quale, "andrebbe tributata tutta la riconoscenza che si merita in quanto lottatore per la libertà e la democrazia". L’ex vicepresidente del Governo, Alfonso Guerra, ha chiesto che adesso si liberino dal carcere gli altri condannati per la direzione politica dei GAL: se è vero che "c’è stata un’epoca durante la quale alcune persone hanno commesso degli eccessi nella lotta contro il terrorismo" – ha detto Guerra – è altrettanto vero che anche le punizioni inflitte loro sono state eccessive, "vere e proprie persecuzioni".
    Di tutt’altro avviso l’ex presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga. Il senatore a vita, che lunedì ha avuto vari incontri con dirigenti politici baschi di diversi partiti, ha affermato che il Governo di Zapatero, con gli arresti realizzati negli ultimi giorni, ha tentato "di far dimenticare un fatto indecoroso, che neanche Aznar si è spinto a realizzare, come la messa in libertà di un volgare assassino, che è ancora più colpevole in quanto ex generale della Guardia Civil incarcerato per aver torturato, assassinato e aver inventato un metodo di diffusione calcolata della droga nel Paese Basco". Cossiga ha poi manifestato la propria preoccupazione per la decisione del PSOE, in quanto sperava che "qualcosa sarebbe cambiato per Euskal Herria dopo la vittoria socialista". Ha aggiunto che "il terrorismo nazionalista e religioso può essere sì contenuto con gli strumenti della Polizia e della Gustizia, ma non sconfitto", se non ricorrendo al negoziato politico e al dialogo anche con la stessa organizzazione armata. "In politica – ha detto il senatore a vita – gli errori sono anche peggiori dei crimini.".
    Secondo i quotidiani spagnoli El Mundo ed El Pais, il vero artefice della scarcerazione di Galindo sarebbe stato l’ex ministro degli Interni di Gonzalez, cioè José Barrionuevo, condannato anni fa in quanto ritenuto responsabile del sequestro Marey, un altro episodio della guerra sporca. Da tempo a piede libero, Barrionuevo ha visitato personalmente l’attuale Ministro per la sicurezza, Antonio Camacho, giusto martedì mattina, per chiedergli un atto di clemenza per l’ex comandante della caserma di Intxaurrondo. Una visita breve la sua, solo dieci minuti, ma assai risolutiva.
    Sulla grande stampa italiana non si è avuta notizia di questo atto del governo di Madrid, che d’altronde gode di un grande credito soprattutto nell’opinione pubblica progressista. Così come i lettori italiani forse non sapranno mai che il Procuratore Generale dello Stato Spagnolo, Cándido Conde-Pumpido, ha ufficialmente dichiarato che non esiste nessun legame, né diretto né indiretto, tra l’ETA e Al Qaeda. Qualche giornalista potrà quindi continuare a scrivere che decine di uomini dell’ETA "combattevano a Baghdad contro l’invasione statunitense al fianco dei terroristi di Bin Laden".
    Marco Santopadre
    Prosit


  7. #67
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    Se con questo tuo post vuoi dimostrare che i GAL erano "controllati" dal PSOE con me sfondi una porta aperta.
    Qui non è un problema di stabilire di che colore sono i buoni (PSOE?) o i cattivi (PPE?), ma cercare di capire che, come ho detto innumerevoli volte la risposta violenta che tu auspichi contro l'ETA alimenta ed alimenterà continuamente la violenza nei paesi baschi. Molto meglio la trattativa.

    Ho conosciuto ed ospitato diversi amici e amiche baschi, più precisamente di alcuni paesini alle spalle di Donostia (S.Sebastian) a casa mia e ti assicuro che su tutti i temi politici di cui abbiamo parlato avevano ed hanno posizioni che qui da noi sarebbero definite centriste. Ma guai a parlargli di Spagna e paesi baschi come una unica nazione. Si infiammavano (oltre ad arrabbiarsi perchè non parlando bene inglese chiedevo loro di parlare in spagnolo che conosco meglio). E questi ragazzi di 25-27 anni son tutti laureati e lavorano all'estero. Quando descrivono il clima politico dei paesi piccoli di guipzcoa mi parlavano di percentuali molto alte di HB e di un buon numero di simpatizzanti ETA. Questo per dimostrare che, piaccia o meno, l'indipendentismo basco è una realtà molto forte e radicata che assume forme diverse: dalle blande come il PNV alle estreme ETA.
    E quando una parte consistente della popolazione ha di queste pulsioni è imperativo usare più che il pugno di ferro, il guanto di velluto.

  8. #68
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Brindo alla Spagna ed all'Ertzaintza!

    In Origine Postato da Beli Mawyr
    Ben detto SM, chissà che un giorno non lontano anche la nostra gente si svegli e copra di sputi tutti gli stolti che votano berluskaz / fini / prodi e tutti gli altri partiti itagliani.

    Ai giusti.
    Prima che si "sveglino" nel senso che tu auspichi, non avrai più saliva da un pezzo
    Prosit


  9. #69
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    In Origine Postato da caffeina


    Se con questo tuo post vuoi dimostrare che i GAL erano "controllati" dal PSOE con me sfondi una porta aperta.
    Qui non è un problema di stabilire di che colore sono i buoni (PSOE?) o i cattivi (PPE?), ma cercare di capire che, come ho detto innumerevoli volte la risposta violenta che tu auspichi contro l'ETA alimenta ed alimenterà continuamente la violenza nei paesi baschi. Molto meglio la trattativa
    L'ETA è un'organizzazione terroristica, che trattativa vuoi che possa instaurare un qualsiasi governo democratico, dovrebbe mettersi sullo stesso piano dell'ETA, ma scherzi?

    Ho conosciuto ed ospitato diversi amici e amiche baschi, più precisamente di alcuni paesini alle spalle di Donostia (S.Sebastian) a casa mia e ti assicuro che su tutti i temi politici di cui abbiamo parlato avevano ed hanno posizioni che qui da noi sarebbero definite centriste. Ma guai a parlargli di Spagna e paesi baschi come una unica nazione. Si infiammavano (oltre ad arrabbiarsi perchè non parlando bene inglese chiedevo loro di parlare in spagnolo che conosco meglio). E questi ragazzi di 25-27 anni son tutti laureati e lavorano all'estero. Quando descrivono il clima politico dei paesi piccoli di guipzcoa mi parlavano di percentuali molto alte di HB e di un buon numero di simpatizzanti ETA. Questo per dimostrare che, piaccia o meno, l'indipendentismo basco è una realtà molto forte e radicata che assume forme diverse: dalle blande come il PNV alle estreme ETA.
    E quando una parte consistente della popolazione ha di queste pulsioni è imperativo usare più che il pugno di ferro, il guanto di velluto.
    che l'indipendentismo basco sia una realtà molto forte non l'ho mai messo in dubbio, che sia una metà della realtà è altrettanto vero (basta leggersi i risultati delle elezioni), che i baschi, di qualsiasi età, siano stanchi di vivere tra morti ammazzati, attentati, estorsioni per finanziare le imprese dell'ETA è un'altra realtà molto forte (basta leggersi i quotidiani baschi, quelli disponibili on line), pertanto l'unica azione seria è quella di estirpare una volta per tutte il "cancro" terroristico rappresentato dall'ETA. La concessione degli arresti domiciliari all’ex generale della Guardia Civil Rodriguez Galindo, capo e mente dei GAL, la dice lunga su dove si vuol andare a parare, alla faccia del guanto di velluto e di Zapatero.
    ....... .............. ....
    Prosit


  10. #70
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    Il generale della Guardia Civile Enrique Rodríguez Galindo lascia la prigione. Venerdì 1 Ottobre 2004
    Era stato condannato a 75 anni di carcere, ne ha dovuti subire ben 5 prima che riconoscessero il suo valore.
    Tiè
    !a todos los etarras!
    Prosit


 

 
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