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  1. #41
    Vedo la mano invisibile
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    Predefinito Dove l'inflazione ha distrutto il sistema monetario per comprare il pane si usa l'oro

    In zimbabwe l'espansione creditizia si è manifestata arrivando a stampare dollari dello zimbabwe a più non posso.. fino a banconote da 1000 miliardi di dollari, provocando la distruzione dell'economia.
    il sistema monetario pubblico è imploso, ed è stato sostituito dalla moneta di mercato, dall'oro.



    Ultima modifica di -Duca-; 29-11-09 alle 19:42
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

    SILENDO LIBERTATEM SERVO

  2. #42
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    Predefinito Rif: Dove l'inflazione ha distrutto il sistema monetario per comprare il pane si usa

    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    In zimbabwe l'espansione creditizia si è manifestata arrivando a stampare dollari dello zimbabwe a più non posso.. fino a banconote da 1000 miliardi di dollari, provocando la distruzione dell'economia.
    il sistema monetario pubblico è imploso, ed è stato sostituito dalla moneta di mercato, dall'oro.



    Poveracci. Un decimo di grammo d'oro per un pezzo di pane...
    I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.

  3. #43
    Vedo la mano invisibile
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    Predefinito Rif: Dove l'inflazione ha distrutto il sistema monetario per comprare il pane si usa

    sfondati anche i 1200 dollari/oncia
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

    SILENDO LIBERTATEM SERVO

  4. #44
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    Predefinito Rif: Di nuovo un record per l'oro

    Assalto a Fort Knox? :mmm:
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  5. #45
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    Predefinito Rif: Dove l'inflazione ha distrutto il sistema monetario per comprare il pane si usa

    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    sfondati anche i 1200 dollari/oncia
    eh da qui a 3129...

  6. #46
    Libertarian
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    Predefinito Rif: Dove l'inflazione ha distrutto il sistema monetario per comprare il pane si usa

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    eh da qui a 3129...
    Aspetta...
    I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.

  7. #47
    Vedo la mano invisibile
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    Predefinito Rif: Dove l'inflazione ha distrutto il sistema monetario per comprare il pane si usa

    Quelli veramente ossessionati dall'oro

    Di Francesco Carbone
    5 dicembre 2009

    Il mondo moderno è ridotto a qualcosa di grottesco. Sembra essere diventato una grande fattoria degli animali come quella di Orwell. Nella favola del grande scrittore mancava però un animale fondamentale. Se il mondo viene guidato dai maiali che comandano, esso ci viene descritto dagli struzzi con la testa nella sabbia e il sedere per aria. E' un mondo che ci appare pertanto a testa in giù. Dove dovresti trovare il cervello trovi i piedi, e a volte qualcos'altro che sta all'incirca a metà strada. Gli struzzi lo giustificano, lo difendono, lo spacciano per un mondo normale che normale non è.

    Chi fallisce viene salvato. Chi prospera viene attaccato. Chi sbaglia viene premiato. Chi vede giusto viene ignorato. C'è qualcosa che non va. Con i giusti strumenti scientifici è semplice capire cosa non va: il libero mercato sta morendo. La società una volta basata su vincoli contrattuali continua a cambiare faccia, sta diventando una società sempre più basata su vincoli egemonici. I maiali pertanto comandano, sempre indisturbati, mentre gli struzzi scrivono le fesserie per giustificare i loro ordini.

    Quasi tutto è controllato, ingessato, monopolizzato dai privilegi statali garantiti di volta in volta da leggi, regolamenti, ordinanze. Entrare nel mercato per correggere i disallineamenti e gli squilibri creati dai privilegi, di modo che la società possa continuare a trovare spazio per una cooperazione pacifica e volontaria è difficile, bisognerebbe abbattere le barriere imposte dall'alto. Può farlo solo chi è già dentro. Ma chi sta dentro non ha convenienza a farlo. Gode di un privilegio che per ora gli garantisce una ottima sopravvivenza con il minimo sforzo.

    In un mondo dominato dai vincoli egemonici la funzione imprenditoriale che crea, trasmette e coordina è bloccata. Si è costretti a rimanere chiusi nel sistema così come è stato definito dall'alto, mentre il tessuto sociale che lo compone trova impossibile realizzare qualunque opera di rinnovamento. Giorno dopo giorno marcisce. La decomposizione andrà avanti fino in fondo, finchè l'edificio sociale costruito dagli ingegneri crollerà per mancanza di basi di sostegno.

    In questo mondo capovolto la ricchezza non si produce più tramite i mezzi economici, tramite cioè l'esercizio della funzione imprenditoriale, soffocata e calpestata dall'alto. La ricchezza si consuma, quel che rimane di essa si trasferisce e si consegue grazie ai mezzi politici. Riprendendo le parole di Huerta De Soto dalla XIII lezione di Economia: oggi si dedica sempre più tempo, ingegno e sforzi non a capire e soddisfare le necessità degli altri attraverso un processo volontario, ma a influire sul processo di decisione politica, a conseguire aiuti e sovvenzioni, a fare manifestazioni, scioperi. Ognuno cerca di risolvere i propri problemi utilizzando i mezzi politici (eufemismo per dire utilizzando la violenza).

    Il rapporto Censis n. 43 dice che tre famiglie italiane stentano ad arrivare a fine mese. Ancora va bene, i problemi cominceranno quando le famiglie in difficoltà arriveranno a sei. Finalmente rappresenteranno la maggioranza legale del paese, e godranno del diritto democratico di andare dalle quattro rimanenti a prendersi quanto gli spetta, proclamando il loro diritto positivista alla libertà. Libertà che non è più considerata in senso negativo come assenza di coercizione, ma come libertà di poter fare quello che si vuole.

    Le quattro famiglie che ancora ce la fanno diventeranno presto tre, poi due, poi l'ultima magari farà bagagli per scappare all'estero, e quindi in questo paese rimarranno 9 famiglie su 9, ovvero 10 su 10, che stenteranno ad arrivare a fine mese. W la deademocrazia che ha hopperianamente fallito.

    Chi gode dei privilegi difende il sistema così com'è. Impegna ogni sua risorsa intellettuale per difendere lo status quo. Non è difficile scovarli. Tra le letture economiche dei giornali e della rete da qualche settimana si riempiono la bocca di tre semplici parole: "bolla dell'oro". In ogni loro report, analisi, commento economico ci infilano dentro la bolla dell'oro. Come il prezzemolo, oramai sta bene ovunque.

    Sembrano presi da una ossessione rapace, violenta, virulenta. Pare che stiano impazzendo. Tra gli economisti che hanno preso granchi su granchi da almeno dieci anni è una ossessione che li accomuna tutti quanti. Greenspan nel 1966 la chiamava avversione isterica e la definiva un atteggiamento comune a tutti gli uomini di governo. Essi, scriveva Greenspan, sembrano percepire che l'oro e le libertà economiche sono imprescindibili.

    Gli struzzi ossessionati dall'oro forse non arrivano neanche a tanto. Ciò che è accaduto, contro ogni loro aspettativa, è semplicemente che da qualche settimana si ritrovano il prezzo dell'oro ben sopra i 1000 dollari l'oncia, e la loro faccia stupita davanti ai monitor ha assunto la forma a punto interrogativo. Peccato non potere essere dietro i loro schermi, la faccia a punto interrogativo suscita sempre delle gran belle risate. Ridere fa sempre bene alla salute, dicono.

    Solo il bambino gode di quella meraviglia chiamata stupore, che lo porta a chiedersi il perché delle cose. Loro non sono bambini, sono adulti con la testa sotto la sabbia e i piedi al posto del cervello. Tutto quel che possono fare è scalciare in maniera frenetica. Lo stupore inziale si trasmuta subito in ossessione, rabbia, livore. Come è possibile che all'indomani dello scoppio della bolla internet non si siano resi conto di una cosa così stupida, semplice, banale, che era destinata a salire di prezzo, mentre la cartaccia finanziaria che sponsorizzano avrebbe continuato a oscillare su e giù senza andare da nessuna parte per ben una decade?

    Devono sentirsi dei minchioni totali. A 300 dollari avevano tolto il prezzo dell'oro dai monitor. A 500 forse ce l'hanno rimesso, ma già blateravano di prezzo troppo alto. A 800 parlavano occasionalmente di bolla. A 1200 eccola senza più dubbi! LA BOLLA! la boooollllla, finalmente la bolla dell'oro, signori la bolla dell'oro, che assurdità la bolla dell'oro, che paradosso, la bolla, la bolla dell'oro, si si è bolla, la bolla dell'oro!! Bolla, bolla, ullallà che bolla!!! booolllaaa, blloolloolllooolllollllaaa, blallla, blablallala, bolla, la bolla gialla e non blu, bla bla, bla bla.

    Meriterebbero un tapiro d'oro, qualcuno dovrebbe consegnargliene veramente uno, ma al tungsteno che tanto pesa uguale e neanche si accorgerebbero della differenza. Il tapiro della finanza per i poveri tapini della bolla dell'oro.

    Le banalità che scrivono per poter definire e giustificare bolla ciò che bolla non è sono terribilmente imbarazzanti. Luoghi comuni alla portata della casalinga non certo degne degli esperti economici quali credono di essere. Esperti che credono all'oro solo come mezzo per farci le collanine. Esperti che non hanno mai capito e compreso la scienza economica. Vivono imbastiti nelle teorie della pseudoscienza degli economisti di stato che hanno distrutto la funzione imprenditoriale consegnando le chiavi del benessere al potere politico, che pretende di organizzare la società dall'alto, sconvolgendo le istituzioni sociali a partire proprio dal denaro, la più importante di tutte.

    La loro rabbia, il loro livore si sfoga quindi contro i cultori dell'oro. Sono invidiosi della loro euforia, del loro averci visto giusto anni fa mentre essi erano impegnati a sponsorizzare le politiche monetarie totalmente folli e insane di allora. Oggi continuano diabolicamente a perseverare nell'errore: sono ossessionati dalla bolla dell'oro, e da chi ha comprato oro, e mentre blaterano di bolla dell'oro continuano a sponsorizzare le politiche monetarie e fiscali altrettanto folli e insane di oggi.

    Anche in questo loro parlare dei culturi dell'oro non hanno capito niente. Fanno di tutta l'erba un fascio. Aggregano gli speculatori di breve termine insieme agli speculatori con un lungo orizzonte temporale, e ci mettono dentro anche i sostenitori di una etica ben differente da quello attuale, radicata nei pieni diritti di proprietà, anche quelli sul frutto del proprio lavoro, e quindi quelli sul proprio denaro, frutto di un sudato risparmio. Non sanno guardare il particolare, distinguere il dettaglio. E' senza dubbio una deformazione professionale. Sono abituati a guardare con ossessione solo agli aggregati, a quelle inutili statistiche economiche della contabilità nazionale che servirebbero a capire se l'economia cresce ma soprattutto a capire come farla crescere tramite l'ennesimo intervento istituzionale dall'alto.

    Non capiscono che il vero cultore dell'oro, il vero sostenitore dell'istituzione denaro evolutasi spontaneamente nel corso dei millenni, è solo colui che, come il Greenspan del 1966, ha capito la tragedia della moneta di stato e tutte le sue conseguenze. Ha capito cioè che l'oro è in grado di ostacolare l'insidioso processo di confisca della ricchezza, che l'oro si pone a protezione dei diritti di proprietà.

    Di fronte a questa caduta del valore del denaro di stato, il cultore dell'oro non può essere euforico, non può essere per niente contento. Può essere solo preoccupato. Molti che hanno consigliato di comprare oro diverse centinaia di dollari fa, hanno detto ai loro clienti: compratelo e sperate che non salga oltre le nostre ragionevoli aspettative. Oggi sta cominciando a salire oltre quelle ragionevoli aspettative di allora, ed è arrivato il momento di preoccuparsi seriamente non tanto della presunta bolla dell'oro, quanto piuttosto di ciò che sta accadendo alla società nella quale viviamo.

    Il vero cultore dell'oro è infatti allo stesso tempo un cultore delle libertà economiche. Sa che solo un'istituzione denaro sana e onesta è in grado di difenderle. Non può quindi che essere terribilmente preoccupato di fronte a questa salita dell'oro. Non si scherza più, siamo di fronte a un dramma sociale che rischia l'escalation. Siamo di fronte al dramma delle relazioni sociali gestite ingegneristicamente dall'alto. Esse stanno definitivamente perdendo l'istituzione più importante di tutte. Come era prevedibile il denaro corrotto inizialmente dall'alto, ha finito per corrompersi del tutto e con se stesso ha finito con il corrompere la società intera. Che si trova sull'orlo di conflitti sempre più ampi ed estesi.

    Il cultore dell'oro in questo senso, non ragiona in dollari e tantomeno in euro. Per lui un'oncia è sempre un'oncia. Non viene misurata dai dollari, né dagli euro ma al contrario è essa stessa la migliore misura delle carta di stato. Non sta salendo di prezzo. Al contrario, è l'istituzione imposta per obbligo, tramite un privilegio, che continua a perdere valore. Un'oncia d'oro non vale 1200 dollari. E' un dollaro che vale 1/1200esimo di oncia, mentre ne valeva 1/25 ai tempi di Roosevelt. Vale sempre di meno e a ritmo più veloce, checché ne dica l'indice dei prezzi al consumo.

    L'indice dei prezzi al consumo come il PIL è un dato stupido e inutile. Mises spiegava perchè. I lor signori struzzi dimostrano di non aver mai letto Mises tanto meno di aver capito le sintesi o gli approfondimenti che da anni si impegnano a fare i cosiddetti economisti di Scuola Austriaca. Persone molto spesso umili come noi, persone che ad un certo punto hanno avuto il coraggio di buttare i libri di macro e di micro nella spazzatura, riscoprendo l'attualità di testi vecchi e dimenticati, nei quali era stata formulata con rigore la scienza economica.

    Le basi della scienza sono sempre quelle elaborate da Menger, Bohm Bawerk, Mises, Rothbard. Sono valide oggi come lo erano allora. La vera scienza economica è infatti fondata su leggi valide aprioristicamente, universalmente, apoditticamente. Il problema della scienza economica è che è stata dimenticata e al suo posto come droga ne è stata spacciata un'altra, all'apparenza in grado di risolvere tutti i problemi economici dell'essere umano. Una scienza che tale non è, ma ingegneria sociale che porta alla schiavitù, e non alla libertà, che genera crisi, non benessere, che realizza l'ideale socialista, non quello democratico.

    Il cultore dell'oro come istituzione sociale denaro per eccellenza è preoccupatissimo, perchè in questo quadro istituzionale i vincoli egemonici continueranno a espandersi, a sostituire quelli contrattuali. Il cultore dell'oro al limite può essere contento che il suo impiego di risorse economiche in oro gli permette oggi di acquistare un numero maggiore di beni capitali rispetto a 10 anni fa. Ma è preoccupato perchè comunque la funzione imprenditoriale continua ad essere perseguita e soffocata. Può forse contare sul fatto che oramai l'oro è stato confiscato alle masse in maniera spontanea e volontaria. Che nessuno perderà tempo per andare a stanare quei quattro gatti che l'hanno comprato onde confiscarglielo, imponendo un ennesimo vincolo egemonico.

    Tuttavia resta preoccupato, perché per poter impiegare il risparmio che ha saputo sottrarre alla confisca istituzionale, dovrà andare a cercarsi un posto dove l'esercizio della funzione imprenditoriale è ancora libero. Lì potrà convertire l'oro in beni capitali e potrà farli fruttare grazie al suo intuito imprenditoriale. Posti che tuttavia sono in via di estinzione. Gli inferni fiscali li stanno stanando. Vogliono distruggerli, eliminarli, annientarli. Gli inferni fiscali non ammettono concorrenza. Il mondo deve essere uguale per tutti, un unico inferno socialista, dove i maiali comandano e gli struzzi scrivono stronzate.

    Il mercato azionario rappresenta il capitale di un paese. Mises diceva che un paese capitalista lo si riconosce se in quel paese esiste una borsa valori. Le borse valori da diversi anni sono minacciate e distrutte solo ed esclusivamente dall'interventismo economico, dall'azione dell'ingegnere sociale e da coloro che godono dei privilegi statali più importanti e fondamentali. Le borse oggi potrebbero continuare a salire o potrebbero tornare indietro. Movimenti che interessano relativamente. Ciò che conta e che sembra ancora quasi certo è che davanti hanno ancora moltissima strada da percorrere lungo la quale continueranno a perdere valore nei confronti del metallo giallo.

    Forse un giorno vedremo l'oro raggiungere il Dow Jones come era successo nel 1980. A quel punto come detto già 8 anni fa, anche il cultore dell'oro venderà le proprie eccedenze di metallo per acquistare beni capitali in una ottica di lungo termine, sperando che siano ancora disponibili in borsa, o su quello che sarà rimasto del libero mercato, e che le libertà economiche non siano state soffocate del tutto.

    Quel giorno, se non saranno spariti a causa dell'incompetenza dimostrata, i minchioni totali ossessionati oggi dalla bolla dell'oro saranno con tutta probabilità ancora lì a prendere i vostri soldi seduti su qualche poltrona del ministero dell'informazione. Un riconoscimento per l'assidua, costante e appassionata propaganda politica che hanno svolto contro le libertà economiche. Un premio anche per aver sopportato l'umiliazione di aver preso granchi anno dopo anno, decennio dopo decennio. Di essersi stati, agli occhi della comunità finanziaria che ci tiene al valore del proprio capitale, dei minchioni totali.

    Quelli veramente ossessionati dall'oro
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

    SILENDO LIBERTATEM SERVO

  8. #48
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    Predefinito Rif: Di nuovo un record per l'oro

    Gold Can’t Beat Checking Accounts 30 Years After Peak (Update1)
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    By Nicholas Larkin and Millie Munshi


    Dec. 7 (Bloomberg) -- Gold’s best year in three decades has yet to match the returns of an interest-bearing checking account for anyone who bought the most malleable of metals coveted for at least 5,000 years during the last peak in January, 1980.

    Investors who paid $850 an ounce back then earned 44 percent as gold reached a record $1,226.56 on Dec. 3 in London. The Standard & Poor’s 500 stock index produced a 22-fold return with dividends reinvested, Treasuries rose 11-fold and cash in the average U.S. checking account rose at least 92 percent. On an inflation-adjusted basis, gold investors are still 79 percent away from getting their money back.

    “You give up a lot of return for the privilege of sleeping well at night,” said James Paulsen, who oversees about $375 billion as chief investment strategist at Wells Capital Management in Minneapolis. “If the world falls into an abyss, gold could be a store of value. There is some merit in that, but you can end up holding too much gold waiting for the world to end. From my experience, the world has not ended yet.”

    While gold’s nine-year bull market is attracting hedge-fund managers John Paulson, Paul Tudor Jones and David Einhorn, strategists and fund managers at Barclays Plc, HSBC Holdings Plc, SCM Advisors LLC and Brinker Capital Inc. say buy-and-hold investors shouldn’t always own bullion. The accumulation of gold is part of a record $60 billion Barclays estimates will flow into commodities this year.

    Hoarding Bullion

    The SPDR Gold Trust, the biggest exchange-traded fund backed by bullion, has amassed more metal than Switzerland’s central bank, spurred by a plunging dollar and concern that the at least $12 trillion of government spending to lift economies out of the worst global recession since World War II will spur inflation. The collapse of U.S. real estate in 2007 froze credit markets and left the world’s biggest financial companies with $1.72 trillion of losses and writedowns, data compiled by Bloomberg show.

    The U.S. Mint suspended production last month of some American Eagle coins made from precious metals because of depleted inventories. The U.K.’s Royal Mint more than quadrupled production of gold coins in the third quarter. Harrods Ltd., the London department store, began selling gold bars and coins for the first time in October.

    Those sales contributed to a 30 percent rally in gold this year, beating the 25 percent gain in the S&P 500, with dividends reinvested, and a 2.4 percent drop in Treasuries. Investors bought gold as the U.S. economy, the world’s biggest, shrank 3.8 percent in the 12 months ended in June, the worst performance in seven decades. Gross domestic product expanded at a 2.8 percent annual rate in the third quarter.

    Longest Winning Streak

    A weakening dollar also contributed to bullion’s longest winning streak since at least 1948. The U.S. Dollar Index, a measure against six counterparts, dropped in six of the last eight years, including a 6.6 percent decline in 2009, bolstering demand for a hedge. Gold fell 1.6 percent to $1,143 an ounce by 11:08 a.m. in London. Before today, the metal had risen 32 percent this year, the most since 1979.

    Buy-and-hold investors may not have done so well. One dollar put into a U.S. checking account in 1983 would be worth at least $1.92 today, based on annual average interest rates from Bankrate.com. The Federal Reserve target rate from 1980 to 1982 was 8.5 percent to 20 percent. Banks were paying 5 percent on the accounts in January 1981, according to a report in the New York Times.

    Dividends Reinvested

    The S&P 500 returned 2,182 percent from the beginning of 1980 through the end of the third quarter this year, according to data compiled by Bloomberg. The calculation assumes dividends reinvested on a gross basis. Treasuries returned 1,089 percent through the beginning of this month, according to Merrill Lynch’s Treasury Master Index.

    “Gold is a useless asset to hold long term,” said Charles Morris, who manages more than $2 billion at HSBC Global Asset Management’s Absolute Return fund in London. “I’m not a gold bug who believes that you want to own this thing in your portfolio at all times. We should own it when the going is good, and the going right now is great.”

    Those who bought gold when it reached a two-decade low of $251.95 in August 1999 have seen a 387 percent return, more than four times the 82 percent gain in Treasuries. An investment in the S&P 500 lost 0.4 percent through the end of last month. Interest on checking accounts shrank to 0.14 percent this year from 0.89 percent in 1999.

    Since the S&P 500 peaked in October 2007, investors in the index lost 25 percent, holders of Treasuries made 16 percent and gold buyers are up 64 percent.

    ‘Very Conservative Investments’

    “There are people that just stayed in very conservative investments in cash and government bonds,” said Larry Hatheway, global head of asset allocation at UBS AG in London, who recommends investors hold about 1 percent of their assets in bullion. “Surely they would have been a lot better off being in gold.”

    Buying bullion at $35 when U.S. President Richard Nixon abandoned the gold standard in 1971 would have given a 35-fold return, about the same performance as the S&P 500.

    Gold will average $1,070 next year, according to the median in a Bloomberg survey of 19 analysts. The metal may jump to $2,000 in the next five years, said HSBC’s Morris. Ian Henderson, manager of $5 billion at JPMorgan Chase & Co., said he’s adding to his gold-related holdings because of “the momentum behind it.” Jim Rogers, the investor who predicted the start of the commodities rally in 1999, has said bullion will surge to at least $2,000 over the next decade.

    Touradji Capital

    “Our sense is that this bubble is more at the beginning stages than on the brink of collapse,” said Thomas Wilson, head of the institutional and private client group at Brinker Capital in Berwyn, Pennsylvania, which manages about $8.5 billion.

    Touradji Capital Management LP, the New York hedge fund founded by Paul Touradji, bought 2.23 million shares of Barrick Gold Corp., the world’s biggest producer, during the third quarter, according to a Nov. 13 filing with regulators. The stake, Touradji’s biggest equity holding, is worth $95 million.

    Paulson & Co., the hedge-fund firm run by billionaire Paulson, will start a gold fund on Jan. 1 investing in mining companies and bullion-related derivatives, according to a person familiar with the plan. Einhorn, who runs New York-based Greenlight Capital Inc., told a presentation in New York in October that he’s buying gold to bet against the dollar.

    Paul Tudor Jones, in an Oct. 15 letter to clients of his Tudor Investment Corp., said gold is “just an asset that, like everything else in life, has its time and place. And now is that time.”

    Net Gold Buyers

    Central banks will become net buyers of gold this year for the first time since 1988, according to New York-based researcher CPM Group. India, China, Russia, Sri Lanka and Mauritius have all added to their reserves.

    Gold should be held when governments cease to function and currencies are worthless, or when inflation is surging, said Brian Nick, a New York-based investment strategist at Barclays Wealth, which manages $221 billion. He doesn’t recommend increasing gold holdings, which are a “very small” part of commodity allocations.

    Inflation has yet to accelerate. U.S. consumer prices will rise 2 percent next year, the smallest expansion since 2002, according to the median estimate of 63 economists surveyed by Bloomberg. Prices will shrink 0.4 percent this year.

    ‘Knee-Jerk Reaction’

    “People have this knee-jerk reaction and say that you want gold as a hedge against inflation,” said Maxwell Bublitz, who helps oversee $3.5 billion as the chief strategist at San Francisco-based SCM Advisors LLC and recommends investors hold no more than 5 percent of their assets in the metal. “But the history of gold in regard to inflation shows that it’s not a great hedge.”

    Investors seeking to protect themselves against inflation should buy commodities, which are cheaper than gold, said Wells Capital’s Paulsen. Copper, after more than doubling this year, is still 28 percent away from the record $8,940 a metric ton reached in July 2008.

    “Theoretically, it does have a spot in portfolios, a small one,” Bublitz said. “You’re probably going to get entry points that are a lot better than where gold is now.”

    To contact the reporters on this story: Nicholas Larkin at nlarkin1@bloomberg.net; Millie Munshi in New York at mmunshi@bloomberg.net.

    Last Updated: December 7, 2009 06:48 EST

    Gold Can?t Beat Checking Accounts 30 Years After Peak (Update1) - Bloomberg.com

  9. #49
    Vedo la mano invisibile
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    Predefinito Rif: Di nuovo un record per l'oro

    vabbè.. capita anche con le azioni con chi compra ai massimi, l'oro del 1980 è un'eccezione, con le azioni invece accade frequentemente
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

    SILENDO LIBERTATEM SERVO

  10. #50
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Rif: Di nuovo un record per l'oro

    Insomma, sia per l'oro sia per le azioni ci sono alti e bassi, le azioni hanno movimenti piu; frequenti, ma si riprendono anche prima e di piu'.

    Se devo comprare oro per lasciarlo ai miei nipoti ci puo' anche stare, se mi serve a me... un po' meno.

    Come dice l'articolo e come ho detto anche io, l'oro ha un posto in un portafolio bilanciato, ma non certamente predominante, a meno che finsica il mondo, cosa che mi pare un poco azzardata.

 

 
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