Se lo comprendi davvero ti do il benvenuto nel club di Eliopolis:DCitazione:
Originariamente Scritto da Donerdarko
Sat- cit-ananda
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Se lo comprendi davvero ti do il benvenuto nel club di Eliopolis:DCitazione:
Originariamente Scritto da Donerdarko
Sat- cit-ananda
due amici erano talmente legati e affascinati dal mistero della morte che si promisero che chi tra loro sarebbe passato per primo avrebbe cercato di contattare l'altro e rivelargli la reale condizione dello stato in cui si trovava
inevitabilmente quel giorno arrivò ed uno di loro morì
l'altro rimase in attesa, fiducioso che l'amico sarebbe tornato a rivelargli l'ultimo mistero della vita
ed infatti una notte l'amico deceduto comparve e semplicemente disse:
"Amico mio, è tutta un'altra cosa!"
si parla, anzi straparla, si indaga, si legge e con ciò si pretende di sviscerare un'esperienza che non si è ancora vissuta
la mente, come la scimmia, danza al ritmo del tamburello dell'ammaestratore, il tuo ego, creando il velo che ottenebra la visione
non dovette Naropa lasciare il sapere esteriore, di cui era sommo esponente, e percorrere la via sconosciuta?
tutta la conoscenza dei testi e della dottrina non gli avevano ancora permesso di cogliere il frutto tanto desiderato
quando il Guru, il Divino, accorre al sincero richiamo pronto a riversare il nettare dell'immortalità nel nostro bicchiere, se non ci si preoccupa di svuotarlo dell'acqua ormai vecchia che esso contiene, si perde la possibilità di assaporare quel nettare
non si potrà comprendere e realizzare quel detto della Tradizione del Guru che recita: "Il vero Guru non crea discepoli ma altri Guru"
ma su questo non ci piove.
il sapere e l'esperienza sono due cose diverse. puoi credere di sapere una cosa e poi l'esperienza ti dimostra il suo contrario. spesso le persone negano il valore delle esperienze che fanno sulla base di qualcosa che hanno letto, perché non coincide con quello che "sanno".
sono daccordo con chi ha detto che l'attaccamento ai segni esteriori della ricchezza non è del tutto compatibile con una persona realizzata. ma a questo punto mi arrendo, più che altro perché mi rendo conto che le mie sono preoccupazioni estetiche, dalle quali forse mi libererò fra nove dieci vite. il decoro, la dignitas, la sobrietà... per me rimangono, erroneamente mi rendo conto, importanti.
non sono daccordo. sulla differenza della struttura psicologica fra uomo occidentale e orientale scrissi già qui
a parte le considerazioni estetitiche, già dette, lo trovo un modo un pò arzigigolato di ragionare e un pò contorto da parte del Maestro. La Verità dovrebbe essere semplice e non dar adito a tutti questi fraintendimenti.
ma la realizzazione della non esistenza del Maestro, o meglio, della necessità di superare a un certo punto anche questo attaccamento, questa gruccia, avviene molto molto più in là lungo il percorso. insomma tutto DEVE avvenire per gradi. Magari è utile tenere a mente queste cose lungo tutto il percorso, ma è ancora più utile immergersi nelle diverse fasi senza eccessive aspettative, con umiltà e pazienza. Se sono in prima elementare studierò le tabelline. Sò , perché me lo hanno detto, che prima o poi mi daranno la calcolatrice, ma studierò le tabelline lo stesso.
Melusine, questo tuo pensiero che esponi evidentemente viene da una parte di te stessa che sente vero, ma che è anche consapevole di non avere ancora gli strumenti per realizzarlo.Citazione:
Originariamente Scritto da Melusine
Scrivere nel proprio Diario questa cosa che hai scritto è come dirsi che dopodomani ti innamorerai.
Prima di innamorarsi ci vuole qualcuno da poter amare e quindi prima di essere liberi dal Maestro ci vuole un Maestro.
Ci sono persone che in questo momento sono hai piedi di un Maestro e se tu gli vai a dire che devono realizzare questo tuo pensiero ti direbbero:- Vade retro Satana-
Ma quello che hai scritto è Vero !!!!
Come, allo stesso modo, è Vero il godimento che stanno avendo quelle persone che sono hai piedi del Maestro.
Non so se in questa tua realizzazione ci sia un qualche godimento io spero che un giorno tu scopra, come questi discepoli, l'origine di questo godimento: che non è il Maestro!
Ma senza di lui non possiamo scoprirlo.
Scusa, ma ha senso sostenere che qualche cosa (nello specifico, la "verità") "deve essere" così o colà?
Secondo la filosofia Madhyamaka, come ben saprai, l'esistenza delle entità, le "essenze" (Svabhava) dipendono sempre da diverse circostanze (cause e condizioni). Ma l'entità di qualcosa è semplicemente un nome o un concetto attribuito alla aggregazione delle condizioni; un costrutto mentale privo di esistenza inerente. Un affermazione problematica, in quanto si afferma che tutto è vuoto, che tutto è vacuità; di conseguenza, quale realtà possiedono ancora le categorie di Maestro e Discepolo?
non so che dire, il Maestro esiste per insegnare al Discepolo. Se no se ne starebbe nella foresta.
Se quello che esprime è contorto per me c'è qualcosa che non va nel meccanismo della comunicazione..
se ora si afferma che per arrivare alle menti occidentali il Maestro deve essere diverso da come è sempre stato (e cioè semplice e lineare nel suo essere e apparire), forse avete ragione voi.
io prefersico, per me e solo per me, qualcuno che non indossi buffi cappelli e pigiamoni fantascientifici col glitter.
Cosa c'è di non lineare o contorto nell'indossare pigiamoni col glitter? O meglio, secondo quali criteri e gusti vestire tute spaziali col rolex è una cosa negativa? Sono queste secondo me le domande veramente interessanti, perchè la domanda "può un maestro vestirsi come Osho" è vuota, senza senso.
a parte il crimine contro l'eleganza (che per me basta e avanza)?
esibizionismo?
voglia di fare lo speciale?
riferimenti simbolici e culturali alla cultura pop occidentale?
mancanza di gusto?
la perdita di tempo nel scegliere il look? (me lo immagino con la sarta che sceglie tessuti e abbinamenti di cappelli)
ma ripeto, se a te non disturba, prego.