CAMERATISMO
E’ quella forza interiore che unisce tutti gli uomini di un’organizzazione in una fratellanza incondizionata. Incondizionata, per prima cosa, da simpatia o antipatie.
Il cameratismo è un principio virile che non coincide con l’idea di comunità. La Comunità intesa come qualcosa di fine a se stessa rappresenta l’esatto contrario del cameratismo.
Spesso, nel mondo della nostra Area, la comunità è stata vista come l’istituzione in grado di garantire una certa purezza dottrinaria, l’istituzione che legasse morbosamente una persona ad un’altra,che pretendesse addirittura di rappresentare un modello di convivenza alternativo, basato su principi di carattere tradizionale. Le formazioni radicali hanno iniziato a concepirsi, in questo modo, più come sette che come organizzazioni politiche: la dimensione politica è regredita a mero esistenzialismo.
Di Comunità fatte e disfatte ne abbiamo viste troppe. Peraltro, qualora questo fenomeno comunitario resistesse anche per qualche anno, esso fornirebbe un contributo, qualificato, al processo di disgregazione e di atomizzazione in atto, da tempo, sia nella nostra società che nel “microcosmo”della nostra Area.
Riaffermiamo, allora, la superiorità del principio del cameratismo inteso come vincolo di lotta che unisce chi,davvero,è disposto a battersi per i valori della Tradizione e della Stirpe, dello Stato e della Nazione.
Ricollochiamo l’Idea di comunità nel posto che realmente le appartiene, quello di comunità di popolo, fondata sul Sangue, sul Suolo e sulla Civiltà.
"O tu santo manganello
tu patrono saggio e austero
più che bomba o coltello
coi nemici sei severo.
Di nodosa quercia figlio
ver miracol compi ognor
se nell'ora del periglio
batti i vili e gl'impostor.
Manganello
che rischiari ogni cervello
sempre tu sarai sol quello
che il Fascismo adorerà".
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"Se non ci conoscete
guardateci all'occhiello.
Noi siamo i fascisti
del santo manganello".




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