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  1. #11
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    In Origine Postato da Pablo
    Brava, questo è il punto cruciale della situazione.
    Che da noi si ha sempre paura di agire, di prendere delle situazioni vere. L'idea del reimpatrio mi sembra buona, purtroppo sosteniamo dei costi altissimi per riportarli a casa.

    se ce li teniamo qui con tutte le associazioni che ci lucrano su e le spese che dobbiamo sostenere per mantenerli ci costano molto di più, inoltre prima o dopo finiscono liberi ed essendo gente che non ha nè casa nè lavoro delinquono.....io sono del parere comunque che il governo debba fare un'opera di dissuasione con una forma d'informazione capillare presso tutti gli stati da dove sta gente parte, deve far capire loro che se partono dalla loro terra vanno incontro al peggio....solo così si riuscirà ad evitare ste ondate, anche perchè obiettivamente dove la si mette tutta sta gente? terra da noi non ce n'è più...lavoro meno che meno...dov'è che li mettiamo? cosa ne facciamo?

  2. #12
    con decision la patria vencera
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    ahhhhh, le associazioni.
    Se sti disgraziati che vengono da noi anzichè nei centri di accoglienza li mettiamo negli alberghi a 4 stelle paghiamo sicuramente meno.

    un'informazione come la vedi tu credo sia abbastanza difficile, quando con un semplice televisore, in qualsiasi parte del mondo, si vede che in italia si vincono vagonate di soldi solo rispondendo a delle domandine e la pubblicità ti fa vedere quante belle famiglie allegre ci sono....sempre da noi.

    proviamo ad andare a vedere invece da dove partono ste persone, chi li paga o per lo meno da dove prendono i soldi per poter affrontare il viaggio, viaggio che ci descrivono tormentoso....con dei bambini piccoli?????????

    Il problema non sta tanto nel come gestire le persone una volta arrivati da noi, ma nel non farli arrivare, bloccandoli alla fonte.

    gli ultimi partivano dalla Libia? bene, vediamo se è vero e se il nuovo amico del berluska riuscirà a fermali, altrimenti questa è un'altra buffonata del nano

  3. #13
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: porte aperte agli immigrati

    In Origine Postato da Pablo
    tu quanti ne hai di fuorilegge che quotidianamente ti puliscono il cesso e ti fanno le pulizie in casa?
    Io nessuno. Fà tutto mia moglie. Così come io mi occupo della terra e dell'ordinaria manutenzione.
    La domestica extracomunitaria in nero o il giardiniere in nero è roba da progressisti radical chic. E' uno dei motivi per i quali, da parte di certi "di sinistra" si invocano più extracomunitari: perché fà tanto moderni e per poterli sfruttare meglio.

  4. #14
    con decision la patria vencera
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: porte aperte agli immigrati

    In Origine Postato da frontista
    ......La domestica extracomunitaria in nero o il giardiniere in nero è roba da progressisti radical chic. E' uno dei motivi per i quali, da parte di certi "di sinistra" si invocano più extracomunitari: perché fà tanto moderni e per poterli sfruttare meglio.
    concordo

  5. #15
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    In Origine Postato da pensiero
    se ce li teniamo qui con tutte le associazioni che ci lucrano su e le spese che dobbiamo sostenere per mantenerli ci costano molto di più, inoltre prima o dopo finiscono liberi ed essendo gente che non ha nè casa nè lavoro delinquono.....io sono del parere comunque che il governo debba fare un'opera di dissuasione con una forma d'informazione capillare presso tutti gli stati da dove sta gente parte, deve far capire loro che se partono dalla loro terra vanno incontro al peggio....solo così si riuscirà ad evitare ste ondate, anche perchè obiettivamente dove la si mette tutta sta gente? terra da noi non ce n'è più...lavoro meno che meno...dov'è che li mettiamo? cosa ne facciamo?
    Due cose, Pensiero.
    • Primo: Che le associazioni lucrino e che ci sia qualcosa di poco chiaro in tutta 'sta "solidarietà" a parole mi sembra evidente. Ma non è giusto, umanamente parlando, che per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno di extracom che già lavorano in Italia queste persone debbano aspettare oltre un anno!!! Periodo durante il quale non possono uscire dall'Italia, non possono cambiare rapporto di lavoro e, in pratica, sono dei prigionieri.

      Secondo: Lei che parla di "governo di merda" evidentemente dimentica che il Suo partito ne è una costola importante... In ogni caso le Sue argomentazioni mi sembrano un pò una guerra fra poveri... Si lamenta perché non c'è lavoro? Siamo solo all'inizio, Carissima, ma non bisogna dimenticare di CHI è la responsabilità di questo risultato.


    Ha presente il refren recitato dai fautori della Rupéa? Eravamo in 15 nazioni, 250 Milioni di consumatori... Ora siamo in 25: 400 Milioni di consumatori... Il più grande mercato del mondo!

    Viva Prodi che ci ha portato in paradiso!!!

    Piccolo particolare, però... Non sono mica tutti quanti acquirenti consumatori i nostri "partners" Rupéi... (quando gli fa comodo). Sono anche dei PRODUTTORI concorrenti.

    E che razza di produttori quando in Romania con 100 Euri paghi il salario ad un operaio e questi diventa praticamente un "ricco"...

    --

    Infine ritengo inaccettabile il Suo tono discriminatorio (purtroppo non è tutta colpa Sua...): io sono per il rispetto delle regole, non per il fanatismo razziale.

    ...e stiamo sempre parlando di esseri umani... Capito?

  6. #16
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    In Origine Postato da Pablo
    ahhhhh, le associazioni.
    Se sti disgraziati che vengono da noi anzichè nei centri di accoglienza li mettiamo negli alberghi a 4 stelle paghiamo sicuramente meno.

    un'informazione come la vedi tu credo sia abbastanza difficile, quando con un semplice televisore, in qualsiasi parte del mondo, si vede che in italia si vincono vagonate di soldi solo rispondendo a delle domandine e la pubblicità ti fa vedere quante belle famiglie allegre ci sono....sempre da noi.

    proviamo ad andare a vedere invece da dove partono ste persone, chi li paga o per lo meno da dove prendono i soldi per poter affrontare il viaggio, viaggio che ci descrivono tormentoso....con dei bambini piccoli?????????

    Il problema non sta tanto nel come gestire le persone una volta arrivati da noi, ma nel non farli arrivare, bloccandoli alla fonte.

    gli ultimi partivano dalla Libia? bene, vediamo se è vero e se il nuovo amico del berluska riuscirà a fermali, altrimenti questa è un'altra buffonata del nano
    C’è poco da farsi illusioni!

    Fermarli? Fargli credere che qui staranno peggio?

    Avete idea da dove vengono queste persone? Che vita facevano nel loro paese e che possibilità di sopravvivenza hanno nel loro paese?

    Corrono quasi ogni giorno il rischio di essere mutilati, violentati od uccisi.

    Mettetevi per un attimo nei loro panni. Vivendo in quelle condizioni non sareste disposti ad affrontare qualsiasi rischio pur di sopravvivere?

    Anche se le prendeste a cannonate correrebbero il rischio!

    Da noi si sta peggio? Non vi rendete conto che le nostre discariche sono più ricche di prodotti “buoni” di alcuni spacci del loro paese?

    Come pensate di fermare tutti questi disperati?

    Bloccarli alla fonte? e come credete di fermarli? Sparandogli addosso?

    Con la crescita demografica di quei paesi l’invasione di disperati sarà sempre più una realtà a meno di creare condizioni di vivibilità nei loro paesi allora saranno disincentivati a venire!

    Saluti

  7. #17
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    In Origine Postato da il Pasquino

    ......Con la crescita demografica di quei paesi l’invasione di disperati sarà sempre più una realtà a meno di creare condizioni di vivibilità nei loro paesi allora saranno disincentivati a venire!

    Saluti
    hai perfettamente ragione, ma da quando tempo se ne parla degli aiuti al terzo mondo. E che fine hanno fatto tutti gli aiuti partiti per loro?
    Non ricordi più che si spediva anche il grano contaminato di cernobil?

    Purtroppo non frega niente a nessuno politico di aiutarli alla fonte, di farli vivere bene a casa loro come dovrebbe essere. A nessun politico interessa fermare le guerre africane.

    purtroppo noi stiamo qui a discutere di fantascienza, perchè non ci sarà mai un aiuto internazionale per la trasformazione della qualità della vita nei paesi africani e non solo africani, e quindi saremo sempre più invasi dai ricercatori di uno stile di vita che si possa definire "degno" anche se poi finiscono a mendicare o peggio ancora a delinquere

    però esportiamo la democrazia a suon di bombe

  8. #18
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    In Origine Postato da il Pasquino
    C’è poco da farsi illusioni!

    Fermarli? Fargli credere che qui staranno peggio?

    Avete idea da dove vengono queste persone? Che vita facevano nel loro paese e che possibilità di sopravvivenza hanno nel loro paese?
    Infatti non si possono fermare e il problema di saperli in pericolo di vita anche quando li riportiamo indietro pone dei seri interrogativi alla nostra coscienza.

    Bisogna, però, essere pratici ed operare una scelta.

    Il Paese Italia non può accogliere da solo 100-200 milioni di persone che premono alle nostre frontiere. Non abbiamo la possibilità economica, territoriale, sociale ma soprattutto culturale per governare un fenomeno del genere.

    Lo potremmo fare, in parte, se avessimo l'aiuto degli altri Paesi della Rupéa i quali, però, se ne infischiano, non decidono, lasciano a noi la patata bollente.

    Per cui bisogna scegliere il male minore. Per noi, ovviamente... Dal momento che noi siamo un popolo di poeti, santi e navigatori ma non di missionari.

    Quelli che chiacchierano di solidarietà e altruismo senza rendersi conto che queste si devono praticare nei paesi di origine e non qui, mentono sapendo di mentire.

    E ingannano la gente...

  9. #19
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    In Origine Postato da FreeFlag
    Due cose, Pensiero.
    • Primo: Che le associazioni lucrino e che ci sia qualcosa di poco chiaro in tutta 'sta "solidarietà" a parole mi sembra evidente. Ma non è giusto, umanamente parlando, che per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno di extracom che già lavorano in Italia queste persone debbano aspettare oltre un anno!!! Periodo durante il quale non possono uscire dall'Italia, non possono cambiare rapporto di lavoro e, in pratica, sono dei prigionieri.

      Secondo: Lei che parla di "governo di merda" evidentemente dimentica che il Suo partito ne è una costola importante... In ogni caso le Sue argomentazioni mi sembrano un pò una guerra fra poveri... Si lamenta perché non c'è lavoro? Siamo solo all'inizio, Carissima, ma non bisogna dimenticare di CHI è la responsabilità di questo risultato.


    Ha presente il refren recitato dai fautori della Rupéa? Eravamo in 15 nazioni, 250 Milioni di consumatori... Ora siamo in 25: 400 Milioni di consumatori... Il più grande mercato del mondo!

    Viva Prodi che ci ha portato in paradiso!!!

    Piccolo particolare, però... Non sono mica tutti quanti acquirenti consumatori i nostri "partners" Rupéi... (quando gli fa comodo). Sono anche dei PRODUTTORI concorrenti.

    E che razza di produttori quando in Romania con 100 Euri paghi il salario ad un operaio e questi diventa praticamente un "ricco"...

    --

    Infine ritengo inaccettabile il Suo tono discriminatorio (purtroppo non è tutta colpa Sua...): io sono per il rispetto delle regole, non per il fanatismo razziale.

    ...e stiamo sempre parlando di esseri umani... Capito?
    Interessanti le sue argomentazioni. Sarebbe interessante sapere "di CHI è la responsabilità di questo risultato".

    Considerando quello che ha detto sarebbe interessante sapere anche il COME affrontare e risolvere il problema che ha sollevato.

    Le faccio intanto notare che la Romania è solo una delle prime in lista di attesa di ingresso e non è ancora all’interno della CE. Ma ovviamente un problema simile lo abbiamo con la Polonia, la Slovenia, Lituania, anche la Spagna, ecc.

    La stessa situazione però si ha a parti invertite con la Francia, Germania, GB, ecc. ove il costo del lavoro è sempre stato più alto del nostro.

    Come ha fatto notare, è vero che ci sono (ma ci sono sempre stati) squilibri all’interno della CE ma se anche è vero che alcuni prodotti conviene produrli in altri paesi è anche vero che i paesi più ricchi sono anche quelli che consumano di più ed in ogni caso i loro prodotti si vendono ugualmente.

    I nostri guai derivano dalla collocazione di mercato che i nostri imprenditori in massima parte hanno sempre cercato di occupare: quella di prodotti economici e di basa qualità.
    Con l’entrata nel mercato di paesi più poveri è ovvio che siano indirizzati proprio su quella fascia di prodotti.

    Per un paese povero ed emergente è difficile entrare direttamente sul mercato con prodotti di fascia alta od intermedia.

    Di conseguenza la nostra fascia di mercato si sarebbe dovuta ricollocare proprio nella fascia intermedia.

    Purtroppo molti nostri imprenditori non sono e non sono stati in grado di riqualificarsi ed occupare quella fascia con prodotti di qualità superiore ma a prezzi più contenuti.

    Il risultato è che sono rimasti schiacciati tra i prodotti di fascia alta di imprese ed aziende ormai consolidate ed i prodotti di fascia bassa forniti dai paesi emergenti a prezzi stracciati.

    Con l’avanzare della tecnologia anzi invece di produrre articoli di qualità migliore a prezzi competitivi hanno preferito nel tempo dequalificarsi fornendo articoli di qualità sempre inferiore a prezzi bassi cercando di battere la concorrenza dei mercati asiatici sul prezzo.
    Una politica dimostratasi ovviamente perdente ed ora con la chiusura pagano l’errore.

    D’altra parte mantenere la qualità o migliorarla a costi bassi comporta forti investimenti e capacità di collocamento nel mercato.

    Una operazione che richiede rischi, investimenti, impegno, motivazione, tutti argomenti poco diffusi nella imprenditoria italiana e molto difficili nella frammentazione della nostra produzione.

    In pratica la struttura organizzativa della produzione del paese hanno impedito l’adeguamento alle nuove esigenze.
    Ora si cercano di far ricadere tutte le colpe sui lavoratori e sui sindacati ma è solo uno scarica barile!

    Saluti

  10. #20
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    Interessanti le sue argomentazioni. Sarebbe interessante sapere "di CHI è la responsabilità di questo risultato".

    Sono un deluso della Rupéa. Hanno trasformato una grandiosa idea in una mangiatoia consumistica e affaristica che non ha alcuna capacità decisionale e affinità culturale. Un gigante dai piedi d’argilla.

    E’ ovvio che chiunque abbia lavorato in questi anni per ingabbiarci in questa struttura perversa non gode certo della mia stima.

    Considerando quello che ha detto sarebbe interessante sapere anche il COME affrontare e risolvere il problema che ha sollevato.

    A quale problema si riferisce?
    • - Immigrazione : l’ho già detto. Anzi, l’ha detto un Grande, un certo Luther King: "Se dai un pesce ad un negro, quello mangia per un giorno. Se gli insegni a pescare quello mangerà per tutta la vita..." Siccome però io non sono un Grande penso, dopo 30 anni che sento sempre gli stessi discorsi, che ci sarà un motivo per cui nessuno vuole insegnargli a pescare. A meno che non si abbia paura che quelli, quando avessero imparato a pescare, non costringessero noi a comprare il loro pesce... Chissà?
      - Mercato Rupéo : sono convinto che qualunque tipo di analisi volessimo fare sarebbe azzardata troppi essendo i fattori in gioco. In ogni caso essendo sempre più una struttura burocratica e politica non credo che un approccio "tecnico" come quello da Lei suggerito possa essere la soluzione.


    Ad esempio, se è vero che c’è "stagnazione nei consumi" a livello mondiale non si capisce come possano i paesi più ricchi continuare a vendere i loro costosi prodotti.
    E non è nemmeno vero che la nostra produzione sia di scarsa qualità: bisogna vedere i settori. In alcuni siamo insostituibili, in altri dobbiamo sopportare la concorrenza dei Paesi emergenti.

    E il motivo è uno solo: il costo unitario di produzione. La Cina per i prossimi 10 anni potrà permettersi incrementi del PIL a 2 cifre ma prima o poi dovrà rallentare. Nel frattempo i nostri imprenditori (e con loro gli operai) non possono aspettare che passi la congiuntura. Mio figlio, ad esempio, che ha 22 anni è lì che lo stanno convincendo a lavorare in Romania dove la sua ditta ha preso degli appalti. Per ora è apprendista e in Romania non ci dovrebbe andare, e nemmeno rischia il licenziamento... Ma se la ditta lo passasse operaio o gli desse delle gratifiche particolari sarebbe giusto rinunciarvi?

    Per carità non facciamone una questione di padronato miope e di lavoratore intelligente. Il problema è molto più complesso. E’ fuor di dubbio, però, che chi credeva che l’entrata in Rupéa risolvesse tutti i nostri guai si deve ricredere.

    Io una soluzione ce l’ho ma siccome conto un cazzo nessuno mi ascolta. Ed è un problema di supremazia commerciale, economica, culturale che noi potremmo avere o che avremmo potuto avere se non ci fossimo svenduti ai francesi, inglesi e tedeschi contando più sulla loro assistenza economica che non sulla uguaglianza sociale e politica all’interno dell’Unione.

    La soluzione, caro amico, sta (o stava) al di là del Mediterraneo, dalla Libia in giù. Là c’è un continente da costruire... Altro che ridursi a zerbino dei francesi.

    Ma, naturalmente, un benpensante come Lei prenderà immediatamente le distanze dal termine "supremazia" leggendovi qualcosa di negativo.

    Ma allora sono sterili anche le lagnanze...

 

 
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