Io non sarei d'accordo, se Lei mi permette, con l'affermare : "Prima facciamo tutto per noi, poi dopo pensiamo agli altri". Perché fare qualcosa per gli altri vuol dire anche fare qualcosa per noi. Mi spiego meglio: qui non ci sono ragazzi di altri paesi; se nel Vostro liceo ci fossero ragazzi di altri paesi, Vi assicuro che Voi sareste più colti, perché avreste qualche elemento di conoscenza di altre lingue, elementi di un'altra cultura, conoscereste altre abitudini, avreste maggiori elementi di conoscenza. Io sono torinese. Ci sono molte scuole elementari di Torino in cui più della metà dei ragazzi sono di origine extracomunitaria. Sono ragazzi asiatici, africani. Le assicuro che i bambini italiani di quelle scuole sanno un numero di cose enormemente superiore ai bambini delle scuole, diciamo monoculturali, del resto del paese, perché il fatto stesso di stare con un compagno di classe cinese o angolano o che viene dalla Tunisia - situazioni nelle quali si può anche litigare naturalmente - porta ad essere molto più ricchi culturalmente