Libero 13.10.04
AVVERTIMENTO DEL VICEMINISTRO
Rivolta sudista contro la devolution
Il forzista Micciché: questa legge non ci piace, impoverisce il Meridione
i di NINO SUNSERI
MILANO - «Per favore non dite che si tratta di un avvertimento perchè in bocca a, un siciliano suona male: casomai chiamatela guerra preventiva, come quella che ha atto Bush». Gianfranco Miccichè, palermitano, vice ministro dell'Economia con delega al Mezzogiorno sta piazzando le sue armi contro la riforma federale, di cui avverte una deriva che giudica antipatica.
Con chi ce l' ha?
«In questo momento con nessuno. Però ho visto l'altro giorno un titolo sulla Padania che non mi è piaciuto: invitava a trovare i soldi per le riforme tagliando le risorse al Sud. Su questa strada non si va molto lontano».
Ha chiesto spiegazioni ai vertici della Lega?
«Devo dire che finora non è stato necessario. Gli uomini del Carroccio si sono comportati in modo molto corretto e non ci sono stati problemi».
Veramente ieri...
«Ma quello era un altro discorso. Riguardava i poteri del Presidente della Repubblica. Il confronto era centrato sulla grazia ad Adriano Sofri, non certo sul Mezzogiorno».
Insomma sta lanciando un ultimatum preventivo alla Lega.
«Il problema è molto semplice: così come si sta costruendo il federalismo avverto molto forte il pericolo che le aree ricche divengano sempre più ricche e quelle povere sempre più povere. Non credo vada bene».
E invece?
«Invece è assolutamente necessario che ci sia un equilibrio delle risorse. t urgente che non venga interrotto il flusso di capitali dalle aree più avanzate del Paese a quelle più sfortunate».
La Lega non la pensa assolutamente così: vuole il federalismo proprio per non dover più costringere la Lombardia a finanziare la Sicilia.
«Stiamo attenti però: dobbiamo costruire uno Stato federale che conceda ampie autonomie alle comunità locali. Ma non possiamo cedere ai fondamentalismi».
Quali sarebbero?
«Non vorrei che tornassimo indietro nella storia fino all'età precedente al Risorgimento quando l'Italia era divisa in tanti stati e staterelli molto spesso in' guerra fra loro»
Teme la disarticolazione dello Stato unitario?
«Io non dico nulla. Tanto più che la Lega, fino a questo momento, ha condiviso fino in fondo le scelte fatte dal governo Berlusconi a favore del Meridione. Spero che continui così anche quando il progetto federalista si occuperà della parte economica e finanziaria».
La Lombardia non deve bloccare gli aiuti alla Sicilia?
«Mi pare che la devolution debba rispettare certi principi di solidarietà. Altrimenti torniamo indietro di 200 anni e sfasciamo l'Italia. Non credo che sia questo il desiderio dei cittadini»
Ma la Lega è nata proprio per questo.
«Guardi se il problema si riduce alla costituzione di un gruppo parlamentare non c'è questione. Ne possiamo fare uno anche noi»
Una minaccia?
«Niente affatto. Voglio solo ricordare che la Casa delle Libertà in Sicilia, dove si presentava senza la Lega, ha ottenuto un numero sufficiente di voti da toccare la soglia del 5 % su base nazionale. Il Carroccio nel suo complesso non c'è arrivato. Forse varrebbe la pena di riflettere su queste cifre. Però ripeto: non è questo che vogliamo. Noi siano alleati fedeli»
Ma se i lumbard insistessero sulla divisione delle risorse?
«In quel caso potremmo anche votare contro».
E addio maggioranza, governo e, probabilmente legislatura.
«Non è questo che vogliamo. Proprio perche non intendiamo arrivare alle soluzioni estreme abbiamo cominciato la guerra preventiva. Gli amici della Lega devono capire che siamo alleati e non sudditi. Se ognuno gioca la sua partita non c'è problema: noi abbiamo votato la riforma e continueremo a farlo. Ma è necessario che l'attenzione venga data a tutti e non solo a un gruppo. Tutti.»





