quote:
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In Origine Postato da Pieffebi
Sì, di Epifani.
Saluti liberali
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Il disastro della Salerno-Reggio. Epifani:
«Sarà pronta fra 36 anni»
ROMA I lavori sulla Salerno-Reggio Calabria avanzano di 7 chilometri all'anno. In 7 anni sono stati realizzati solo 49 chilometri di autostrada. Procedendo così, bisognerà aspettare almeno 36 anni per viaggiare sulla nuova arteria completata e ammodernata. Ma a pesare non sono solo i ritardi «epocali e insostenibili». Con l'allungarsi dei tempi, lievitano anche i costi.
Con l'introduzione della legge Obiettivo, si registra un aumento complessivo dei costi di realizzazione del 38%. E così se nel 1999 l'Anas stimava 3,5 mld di euro, questa cifra è ora salita a 5 mld e 689 mln di euro. È questa la fotografia sullo stato dell'arte dei lavori sulla Sa-Rc che scatta la Cgil in un dossier presentato ieri dal leader Guglielmo Epifani e dai segretari generali delle categorie dei trasporti, Filt e degli edili Fillea, rispettivamente Fabrizio Solari e Franco Martini.
E con i numeri messi nero su bianco la Cgil vuole soprattutto lanciare un atto di accusa su quello che è l'operato del governo sul fronte delle grandi opere. «Con una Finanziaria che taglia ulteriormente le risorse destinate alle infrastrutture, si sbilancia -ha detto Epifani- il rapporto tra le promesse e i fatti. Il governo presenta le proprie scelte in maniera totalmente scollegata dalla realtà ed è tempo che torni con i piedi per terra per dare al Sud quelle infrastrutture fondamentali di cui ha assolutamente bisogno». Per Epifani, il caso della Salerno-Reggio Calabria è «emblematico». «È la risposta a chi si chiede perché -ha osservato- l'Italia è scesa oltre il 40esimo posto nella classifica mondiale della competitività». Illustrando il dossier, il numero uno della Cgil ha sottolineato come «tutto sembra procedere con molta, troppa lentezza».
L'Anas prevedeva che l'avvio degli ultimi cantieri avvenisse nel corso del 2001 e l'intera opera fosse completata entro quest'anno. Al 31 maggio 2004, su 433 chilometri di tratta complessiva, solo 265 chilometri sono stati appaltati. Restano da appaltare 168 chilometri e da completare 380 chilometri». «La legge obiettivo rispetto alla legge Merloni -ha spiegato - prometteva costi minori e minori tempi di realizzazione, ma non è stato così. L'introduzione della legge Obiettivo rispetto alla Merloni causerà un aumento complessivo dei costi di realizzazione del 38%. Oggi il costo previsto finale dell'opera è di 5 mld e 689 mln di euro contro i 3,5 mld di euro stimati dall'Anas nel '99. Se con la legge Merloni il costo medio al chilometro era di 5.807.667 euro, con gli affidamenti al contraente generale che riguardano 205 chilometri, questo costo sale a 23.328.476 euro con una spesa media in più per chilometro di circa 17.520.808 euro pari ad un aumento del 400%». Secondo il dossier della Cgil, inoltre, il nuovo sistema del general contractor produrrà anche un processo di deresponsabilizzazione e aprirà la strada al ricorso esasperato agli appalti e subappalti. Oggi c'è una richiesta di autorizzazione a subappaltare i lavori mediamente ogni 472 metri di lavoro appaltati, con il general contractor questo fenomeno si accentuerà, poiché una percentuale del 70-80% del lavoro appaltato sarà a sua volta dato in affidamento e a loro volta le imprese affidatarie daranno i lavori in subaffidamento.
Per il segretario generale della Fillea, Franco Martini, quella del ricorso al subappalto «è una spirale perversa dove va anche a innestarsi il fenomeno di infiltrazioni malavitose». «Il rischio di infiltrazione mafiosa -ha detto Martini- resta molto alto dal momento che non sono state adottate le necessarie misure per il controllo antimafia». A tutto questo si aggiunge il fatto che «nella catena del ricorso al subappalto prevale la logica del massimo ribasso. E questo significa trasferire parte dei cantieri a imprese totalmente destrutturate che non offrono adeguate garanzie per la sicurezza».
Il segretario generale della Filt Cgil Fabrizio Solari ha a sua volta denunciato il fatto che l'Anas sia stata per il governo oggetto di «artifizi contabili» per tenere sotto controllo i conti dello Stato. «Tremonti ebbe la folgorante intuizione, con la trasformazione in Spa dell'Anas, di dar vita a un ennesimo artifizio contabile per tenere il debito sotto controllo».
L’Anas, dal canto suo ha fatto sapere: l’autostrada sarà pronta entro il 2008 come previsto, sempre che il governo mantenga, come non c'è ragione di dubitare, i suoi impegni in termini di finanziamento dell'opera, come stabilito dal Cipe.




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