La soluzione concordata fra governo, azienda e parti sociali per salvare in qualche modo la compagnia di bandiera italiana e i correlati posti di lavoro non piace alle concorrenti.
Infatti " In una lettera inviata alla Commissione europea, le societa' accusano il piano di salvataggio, all'esame di Bruxelles, di ''violare o aggirare la normativa Ue sugli aiuti di Stato'' e avvertono che ulteriori aiuti ad Alitalia ''ostacoleranno drasticamente il piu' che mai necessario consolidamento dell'industria aerea europea e costituiranno una distorsione la concorrenza''. (ANSA). Tra le compagnie insorte vi sono British Airways, Lufthansa e Iberia.
La reazione del segretario del CGIL, il glorioso compagno Epifani, alla notizia della guerra aerea proclamata contro l'ALITALIA è piuttosto pesantuccia. Il capo massimalista definisce infatti le compagnie aeree internazionali niente meno che "AVVOLTOI". Epifani secondo le agenzie avrebbe dichiarato:
" Ho l'impressione che tutte le compagnie aeree, nazionali ed internazionali, giravano come avvoltoi sull'Alitalia ed ora che è stata salvata cercano di guastare l'opera fatta: noi speriamo che l'Alitalia abbia un futuro e ci dispiace per le altre compagnie ".
Anche il ministro MARZANO nega la tesi delle compagnie europee secondo le quali il piano di risanamento camufferebbe aiuti di stato in contrasto con il diritto comunitario sulla libera concorrenza. Il ministro del governo Berlusconi ha infatti dichiarato: '' Mi aspetto che la Commissione europea riconosca la validita' del piano industriale e l'assenza di aiuti di Stato ''. Un punto quest'ultimo su cui, sottolinea il ministro, " siamo stati ''attenti'' proprio per ''evitare interpretazioni in questo senso'' . Per il ministro Marzano, quindi , '' ci sono i presupposti perchè la cosa si possa risolvere velocemente ''.
Per una volta quindi il capo del sindacato della sinistretta più massimalista nostrana e l'esecutivo di Centrodestra si trovano dalla stessa parte della barricata.
La parola ora passerà alla Commissione Europea.
Saluti liberali




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