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  1. #1
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    Thumbs up Torno Bossi e detta la linea!!!

    alla faccia dei vari capetti..indica 4 punti precisi da portare avanti nei prossimi mesi
    NO ALLA TURCHIA NELLA UE- REFERENDUM POPOLARE
    DAZI DOGANALI PER L'EUROPA
    RIFORMA GIUSTIZIA
    MIGLIORAMENTO RIFORMA REGIONALISTA

    ..e tutti si adeguano..anche il "buon" Provere che fino a ieri era a favore della Turchia nella UE..
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    La tradizione non è il passato. La tradizione ha a che vedere con il passato né più né meno di quanto ha a che vedere col presente o col futuro. Si situa al di là del tempo.
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    Pro aris rege!

  3. #3
    Totila
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    Predefinito Re: Torno Bossi e detta la linea!!!

    Originally posted by Der Wehrwolf
    alla faccia dei vari capetti..indica 4 punti precisi da portare avanti nei prossimi mesi
    NO ALLA TURCHIA NELLA UE- REFERENDUM POPOLARE
    DAZI DOGANALI PER L'EUROPA
    RIFORMA GIUSTIZIA
    MIGLIORAMENTO RIFORMA REGIONALISTA

    ..e tutti si adeguano..anche il "buon" Provere che fino a ieri era a favore della Turchia nella UE..
    L'entrata della Turchia nella UE precede quella di Israele. Niente Turchia, niente Israele...

  4. #4
    Ridendo castigo mores
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    Predefinito Re: Torno Bossi e detta la linea!!!

    Originally posted by Der Wehrwolf
    alla faccia dei vari capetti..indica 4 punti precisi da portare avanti nei prossimi mesi
    NO ALLA TURCHIA NELLA UE- REFERENDUM POPOLARE
    DAZI DOGANALI PER L'EUROPA
    RIFORMA GIUSTIZIA
    MIGLIORAMENTO RIFORMA REGIONALISTA

    ..e tutti si adeguano..anche il "buon" Provere che fino a ieri era a favore della Turchia nella UE..

    La politica e' legata ll' immagine e richiede efficenza e presenzialita' ... I "7 nani " si " adeguano" in attesa che comunque alla fine l' invalido debba lasciare la poltrona a uno di loro ..

  5. #5
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    Predefinito

    Il Carroccio marcia compatto sulla linea politica tracciata dal Segretario
    Vertice a Gemonio con Giorgetti, Mauro e i ministri Calderoli, Castelli e Maroni

    Ecco servito chi vedeva la Lega come mille inutili aghi a punzecchiare Roma. La Lega è una. Una solida spada pronta a colpire chi va contro il Nord.
    La domenica di Gemonio ha, come riportano molti giornali, consacrato il pieno rientro del segretario federale del Carroccio, Umberto Bossi, nell’agone della politica. Non che prima il capo non fosse dietro alle scelte del Movimento, sempre informato nel cammino della riforma federale appena passata alla Camera, pronto a dare le sue direttive al ministro Calderoli, ma questa volta l’incontro tra il leader leghista e i dirigenti del Movimento è stato a tutto campo.
    Domenica nella casa del segretario i ministri del Carroccio, il presidente della commissione Bilancio della Camera, Giancarlo Giorgetti, e il candidato alle elezioni suppletive a Milano, proprio quello lasciato libero da Bossi dopo la sua elezione a Strasburgo, Luciano Bresciani, hanno parlato a tutto campo, dalla Finanziaria fino la proposta, lanciata proprio da Bossi, di indire un referendum popolare sull’entrata della Turchia in Europa.
    Un’incontro tra amici, insomma, che ha visto però i temi della discussione salire fino alle prossime elezioni regionali e al possibile ritorno ai vertici della politica dell’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, da sempre legato da una profonda amicizia con Bossi.
    Il tutto è iniziato già dalla mattina, quando Bossi ha chiesto per quali ragioni il dibattito in corso in altri Paesi europei sulla possibile entrata della Turchia in Europa, in Italia non sia neppure nato. «Coma mai nessuno parla della Turchia e del suo ingresso nell’Unione Europea? Leggo che in Francia ne stanno discutendo e da noi niente» ha detto Bossi agli esponenti leghisti presenti. E sarà a Giorgetti e Castelli che il capo consegnerà il suo messaggio ai giornalisti: «Un referendum popolare sull’ingresso della turchia nell’Ue». Proprio il ministro della giustizia avrà il compito di portare la questione in seno al prossimo consiglio dei ministri.
    La domenica di Gemonio porta anche la prossima battaglia per la Lega: il governo italiano e gli altri partiti della maggioranza non si sono mai opposti all’allargamento al paese arabo. Il premier Berlusconi, inoltre, è amico del primo ministro turco Recep Erdogan «È andato anche a far da testimone di nozze alla figlia, no?», ha anche detto Bossi per inquadrare meglio il problema.
    Da qui si passa al tema delle elezioni regionali del prossimo anno per le quali la Lega si sta già preparando. Qui è il turno di Giancarlo Giorgetti, che da segretario della Lega Lombarda, riceve gli input su come comportarsi per la prossima primavera.
    Nella strategia che vede la Lega compatta dietro al suo capo di sempre, c’è posto anche per la riforma della giustizia, tema del quale il segretario federale ha lungamente discusso con il Guardasigilli Roberto Castelli. «È una buona riforma - ha detto quest’ultimo all’uscita dall’incontro di Gemonio - e dopo tre anni è giunto il momento del suo varo».
    Buon umore dunque palpabile tra gli esponenti leghisti. Castelli trova il capo «molto migliorato», e il collega Calderoli sottolinea che giornate come queste nella casa del leader testimoniano come la Lega non sia solo uno spazio politico, ma anche «uno spazio di amicizia». «Qui non ci sono bande dei quattro sottolinea Calderoli - Leggo un sacco di cose sui giornali, ma poi mi trovo qui, la domenica, intorno al fuoco e devo dire che molto dello spazio non è uno spazio politico ma di amicizia». Lo stesso Bossi, ha reso noto il ministro delle Riforme, ha detto che «la Lega è qualcosa di diverso rispetto alle altre forze politiche. E’ un movimento in cui ciascuno aiuta l’altro in qualsiasi momento». Nel pomeriggio, come ha spiegato il fratello di Bossi, Franco, si era creata l’eventualità che arrivasse a Gemonio il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Poi una telefonata ha fatto sfumare l’ipotesi, che pure sembrava dovesse concretizzarsi, con il ritorno nel pomeriggio in casa Bossi del ministro Castelli e di Giorgetti.
    Con il ministro Maroni, Bossi ha anche parlato di un argomento che dovrà necessariamente tornare tra i principali della politica italiana e non solo, la creazione di dazi doganali a livello europeo per proteggere il “made in Europe” da tutti quei Paesi - e la Cina è solo la prima della lista - che vivono e prosperano ormai da parecchi anni copiando e “taroccando” quello che altri creano dal nulla, con la sola forza dell’inventiva e della fantasia. D’altronde è proprio il “Made in Italy” uno dei settori più colpiti dalla concorrenza sleale dei paesi del lontano Oriente, abili a sfornare prodotti di basso costo - grazie a una manodopera sfruttata in ogni modo - che riproducono le creazioni altrui. Bossi ha annunciato dunque che questa battaglia per i dazi doganali, già lanciata e portata avanti prima della malattia che lo ha colpito, sarà una di quelle che sbarcheranno con lui al Parlamento di Strasburgo.
    Insomma, la strada di tutte le prossime battaglie è stata tracciata e i piani sono chiari, ora sta ai colonnelli eseguirli, come dice il capo.


    [Data pubblicazione: 19/10/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    Predefinito

    Il programma di Bossi: referendum sulla Turchia, dazi, riforma della giustizia
    Tutte le battaglie che verranno


    Referendum sull’ingresso dello Stato turco nell’Unione europea, il via libera alla grande riforma dell’ordinamento giudiziario, l’introduzione dei dazi doganali verso i Paesi che “taroccano” marche e prodotti: sono questi i tre grandi temi sui quali la Lega Nord si appresta a dare battaglia nell’arena politica dei mesi che verranno. Più, ovviamente, la guardia alta sul tema della riforma federalista approvata in via definitiva dalla Camera non più di una manciata di giorni fa.
    È quanto è uscito dal meeting di questa domenica appena trascorsa tra il segretario federale del Carroccio, Umberto Bossi, i tre ministri Roberto Calderoli, Roberto Castelli e Roberto Maroni, più il segretario della Lega Lombarda, Giancarlo Giorgetti, il candidato della CdL alle prossime suppletive del collegio 3 di Milano, Luciano Bresciani, che di Bossi è anche il cardiologo, e il segretario generale del Sin.Pa, Rosi Mauro.
    Un incontro, quello che si è tenuto nella casa bossiana di Gemonio (Varese), salutato da molti come il rientro a tutti gli effetti dell’ex ministro delle Riforme sulla scena politica, da dove mancava ormai dall’11 marzo di quest’anno. Oggetto del vertice, appunto, sia un bilancio dei risultati ottenuti dalla Lega fino ad oggi - in primo piano l’approvazione delle riforme istituzionali alla Camera - sia soprattutto il futuro delle lotte politiche del movimento. E allora, via alla riforma dell’ordinamento giudiziario, che il ministro della Giustizia ha detto essere pronto al varo. Una riforma, tanto per cambiare, contestatissima dall’establishment togato e dalla sinistra, timorose di perdere le loro nicchie di intoccabili privilegi. Una riforma, dunque, dalla parte del popolo, ma che vedrà ancora una volta le barricate in Parlamento e non solo lì.
    E poi i dazi contro la concorrenza sleale di paesi usi a contraffare marchi e prodotti, come la Cina. Battaglia già lanciata da Bossi mesi fa e che il neo deputato europeo intende portare a Strasburgo. E un’altra lezione di democrazia autentica sarà la richiesta del Carroccio perché il popolo sia chiamato a esprimersi sul futuro ingresso della Turchia nella Ue, tema troppo importante perché il governo decida da solo.


    [Data pubblicazione: 19/10/2004]
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    Der Wehrwolf

 

 

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