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  1. #1
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    Predefinito Quattrocchi Ucciso Una Seconda Volta

    dal quotidiano LIBERO di oggi

    " QUATTROCCHI UCCISO UNA SECONDA VOLTA

    di VITTORIO FELTRI


    Visto quello che accade, visti i commenti che girano, per non parlare delle sentenze, molto meglio essere Vispe Terese pacifiste, volontarie retribuite e occuparsi di libri o di immondizia, che guadagnarsi la pagnotta con un lavoro ingrato e rischioso. Le Vispe Terese infatti sono diventate dive a ogni effetto; corteggiate, fotografate e vezzeggiate alloggiano gratis in alberghi di rinomate località turistiche; insomma si sono fatte un nome e costruite un futuro da vippone. Mentre gli ex ostaggi italiani sequestrati in Iraq (Umberto Cupertino, Salvatore Stefio, Maurizio Agliana; Fabr izio Quattrocchi è stato ucciso) continuano a campare da poveracci e si sono rovinati la reputazione. Trattati come feccia, guardati con disprezzo, considerati mercenari. Quasi che il mestiere duro di guardia del corpo fosse un’infamia per chi lo svolge, tipo protettore di prostitute, buttafuori, spacciatore di droga. Si dà il caso che la procura di Bari abbia aperto un’inchiesta sui reclutatori del personale inviato in Iraq e adibito alla sicurezza di imprenditori americani. Tra gli indagati un tale Spinelli del quale sappiamo poco o nulla. Ma non è questo il problema. Se qualcosa non quadrava nella organizzazione aziendale di Spinelli e nei suoi metodi professionali, non solo è giusto procedere a livello giudiziario, ma bisogna farlo in fretta e con rigore. Nulla da eccepire quindi sulla citata inchiesta. Tuttavia è ingeneroso porre in cattiva luce chi ha accettato di emigrare allo scopo di raccattare due soldi per sposarsi e garantirsi un minimo di tranquillità economica. Lo ha fatto malignamente la pubblicistica di sinistra nei drammatici giorni del sequestro, lo hanno fatto parlamentari progressisti e vari pacifisti con l’intento, forse, di trovare ai terroristi un movente di qualche spessore. E oggi, non senza stupore, leggiamo sulle agenzie di stampa il pensiero del Gip (tribunale barese) Giuseppe De Benedictis sulla vicenda: «... erano veri e propri fiancheggiatori delle forze della coalizione e questo spiega, se non giustifica, l’atteggiamento dei sequestratori nei loro confronti». (...)I giudici sono indipendenti per definizione e fanno benissimo, è un loro dovere, a esprimere opinioni con franchezza. Non è questo in discussione. Semplicemente farei notare a De Benedictis che le parole sono pietre non soltanto se usate dai giornalisti ma anche dai magistrati. E dire: «... questo spiega se non giustifica l’atteggiamento dei sequestratori» è abbastanza offensivo per chi, come Quattrocchi, ci ha rimesso la pelle e, oltretutto, ce l’ha rimessa senza perdere la dignità. Anzi, crepando ha onorato il suo Paese con la famosa frase: adesso vi faccio vedere io come muore un italiano. Al suo posto, illustre De Benedictis, avrei scritto: «spiega ma non giustifica». Sarebbe stato più chiaro. Non avrebbe ingenerato il sospetto che si possa giustificare un’azione terroristica. Poi. Lei un sequestro lo chiama atteggiamento? L’assassinio di un lavoratore, per quanto gorilla, è un atteggiamento? Perché non ha aggiunto almeno l’attributo “criminale”? Non voglio darle una lezione di prosa. La scrittura serve solo a comunicare un concetto. Se lei sostiene, nero su bianco, «spiega se non giustifica l’atteggiamento», be’, capirà che non è carino nei confronti di una vittima (più tre), ed è carinissimo, invece, nei confronti degli omicidi; rivela (mi adeguo al suo stile)comprensione se non stima per loro. Personalmente non andrei mai in Iraq, né per sistemare libri né per studiare il fenomeno immondizie (non sono mica la Torretta o la Pari) e neppure per fare il badante di un coglione americano in cerca di business, però sono più portato a capire le ragioni di chi tiene famiglia e si dà da fare piuttosto che quelle di chi, in attesa di laurearsi, emigra in veste di volontario a Bagdad, studia nell’orario di lavoro, viene rapito e, alla fine, tolto dai guai dal governo (che, si dice, abbia sborsato miliardi). Inoltre, mi piace rispettare la memoria di una persona capace di affrontare il passaggio all’altro mondo con ciglio asciutto; capace di sfidare i sicari mostrando loro come muore un vero uomo. E guardi che la morte non è retorica. Un colpo in testa non è retorica. Quattrocchi era un gorilla? Viva i gorilla. Ringraziamo il gorilla che ci ha insegnato a comportarci nell’ora in cui i pentimenti sono tardivi.
    "

    Saluti senescentemente indignati contro l'impiegatuccio dello Stato di Bari

  2. #2
    SENATORE di POL
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    http://www.repubblica.it/news/ired/u..._n_852258.html[/url]

    Bari, 136
    Il gip si dice frainteso: ho ammirato Quatrocchi

    Il gip di Bari Giuseppe De Benedictis, che in un provvedimento aveva definito "mercenari" i bodyguard italiani rapiti in Iraq, ha dichiarato di essere stato frainteso. "Io ho ammirato, come nessuno mai Quattrocchi nel momento della sua morte per ciò che ha detto - ha affermato il gip - sono uno che condivide pienamente gli ideali di quella persona che non esito a definire eroe". Visibilmente contrariato per le polemiche scaturite dalla diffusione della sua ordinanza (con la quale motivava la decisione del ritiro del passaporto a Giampiero Spinelli, il compaesano e amico di Cupertino, indagato per arruolamento non autorizzato al servizio di uno Stato estero), De Benedictis è passato all'attacco.
    "Non mi dite che sono un filoterrorista, è una questione di grammatica: semanticamente mercenario è colui che combatte e che rischia la propria vita in favore di un'altra persona o anche di un esercito, per denaro". "Mercenari al soldo degli americani - ha precisato con forza - non c'è scritto nel provvedimento, è una pura invenzione, un collage, questo lo posso dire perché sicuramente non l'ho mai scritto". "Tutto potrei giustificare - ha aggiunto De Benedictis - tranne un sequestro, tanto più conclusosi con un omicidio. Io onoro Quattrocchi". "Sta di fatto - ha concluso il gip - che gli italiani, essendo stati visti vicino agli americani, sono stati indentificati come bersaglio dei terroristi. La mia frase se non giustifica, ed è logico, il comportamento barbaro dei terroristi, spiega perché siano stati assaliti e quindi sequestrati dai terroristi".


    Marcia Indietro. Rettifica. Precisazione che sia. L'incidente per me è chiuso.

    Shalom

  3. #3
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    ...semanticamente? Scemanticamente!!!
    Anche i magistrati talvolta pisciano fuori dall'orinale.
    Speriamo in buona fede,...scemanticamente parlando!

  4. #4
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    dal quotidiano LIBERO di oggi

    " Il giudice precisa: Quattrocchi eroe

    di GIANLUCA ROSELLI

    ROMA - Il giudice corregge il tiro. Giuseppe De Benedictis, il gip di Bari che aveva definito i quattro italiani rapiti in Iraq « mercenari » e « fiancheggiatori delle forze di coalizione » , si è pentito. E ieri, in un’intervista al Tg5, ha spiegato: « Io ho ammirato come nessuno mai Fabrizio Quattrocchi per ciò che ha detto nel momento della sua morte. Condivido pienamente gli ideali di quella persona, che non esito a definire eroe » . Lo scandalo che aveva suscitato la reazione di Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Umberto Cupertino, del fratello di Fabrizio Quattrocchi, ma anche dal mondo politico da destra a sinistra, era nato per le parole usate nell’ordinanza per motivare il divieto di espatrio a Gianpiero Spinelli, il presunto arruolatore, accusato di aver assoldato in Italia uomini al servizio di forze straniere. La richiesta poi è stata respinta dal Tribunale del Riesame. Il gip De Benedictis nell’ordinanza aveva scritto espressamente che « i quattro italiani erano mercenari » , ovvero « veri e propri fiancheggiatori delle forze della coalizione: questo spiega, se non giustifica, l’atteggiamento dei sequestratori nei loro confronti » . E poi ancora: « I quattro italiani lavoravano come gorilla per proteggere uomini d’affari » e per questo « sono stati mandati in Iraq con compiti del tutto identici a quelli militari » . Parole che hanno suscitato un coro di proteste, a partire dai tre ostaggi liberati e dalle loro famiglie, fino alle forze politiche. Così, il giudice ieri ha deciso che era meglio chiarire il senso delle sue parole, spiegando che « non era sua intenzione offendere nessuno » . E di fronte alle accuse mossegli da Francesco Cossiga di « favoreggiamento del terrorismo islamico » , il gip di Bari ha risposto: « Non mi dite che sono un filoterrorista. E’ una questione di grammatica. Semanticamente mercenario è colui che combatte e rischia la vita in favore di altri per denaro. Nel caso specifico - continua De Benedictis - ho usato quel termine per dire che offrivano la loro protezione a privati. Ma nell’ordinanza, come invece è stato riportato dai giornali, non ho mai scritto che sono “ mercenari al soldo Usa” » . E anche sulla frase che pareva giustificare il rapimento dei bodyguards, il guidice De Benedictis ha chiarito il senso delle sue parole. « Io non ho mai pensato di poter offendere queste persone che hanno già pagato duramente » , ha spiegato, « essere fianc heggiator i della coalizione è una frase giuridica che non giustifica, ma spiega quale sia stato da parte dei sequestratori il motivo del rapimento: hanno identificato i quattro italiani come nemici e li hanno catturati. Ovviamente questa decisione non è giustificata: tutto potrei giustificare tranne un sequestro, tanto più con un omicidio » . Con il suo chiarimento, però, il giudice non ha evitato l’interessamento nei del Csm. Giorgio Spangher, membro laico a Palazzo dei Marescialli, ha fatto sapere che lunedì solleciterà l’apertura di un fascicolo sulla vicenda. « Chiederò l’inizio di una pratica per incompatibilità funzionale » , ha annunciato il consigliere. Ciò significa l’avvio di accertamenti per verificare se vi siano gli estremi per il trasferimento d’ufficio del m ag i s t r at o. Ieri, intanto, da registrare altre reazioni nel mondo politico. La più dura è quella di Mirko Tremaglia di An che ha chiesto « la sospensione immediata del giudice dalle sue funzioni e l’avvio di un esame psichico nei suoi confronti » . Ignazio La Russa, invece, ha chiamato la famiglia Quattrocchi « per esprimere incondizionata solidarietà e scusarsi, a nome delle istituzioni, per le gravissime parole del magistrato » . Condanna anche dal centrosinistra. « Se i giudici facessero meno commenti e si attenessero all’applicazione della legge sarebbe meglio » , è stato il commento del leader della Margherita Francesco Rutelli.
    "


    Con senescenza

  5. #5
    Alessandra
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    Arrow L'esigenza di una via di mezzo

    C'era una volta un Paese in cui gli atti giudiziari erano caratterizzati dall'assoluta mancanza di valutazioni soggettive delle persone che in essi comparivano, valutazioni che, tutt'al più, potevano fare capolino in sede di valutazione della capacità a delinquere del reo, o della bontà di una dichiarazione testimoniale. Mi ricordo che nel leggere per la prima volta una sentenza in materia penale, rimasi sorpresa del modo con cui veniva indicato non solo l'imputato ma anche le varie persone della vicenda...mentre l'avvocato fa sempre precedere nei propri atti la parola signora o signore al cognome, il Giudice si riferisce al solo cognome, non Sig. Rossi, ma il Rossi, in un modo che sembra quasi, detto tra virgolette *maleducato*...tutto questo per dare la sensazione già da una prima lettura, della asoggettività di quanto si scrive con riferimento non solo alle vicende del giudizio ma alle persone coinvolte. La cosa assurda in questa vicenda è la mancanza assoluta del rispetto della regola. Si passa da valutazioni estremamente negative e, dopo le critiche, a valutazioni positive se non di sperticate lodi nei confronti dei rapiti e del morto in particolare. Un dovere che avrebbe il C.S.M., sarebbe quello e proprio quello di auspicare un ritorno alla via di mezzo.

  6. #6
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    Sono chiaramente daccordo quando si giudica male quel GIP. Le sue motivazioni sono espresse in modo poco chiaro e danno luogo a facili incomprensioni. Tra l'altro definire un vigilantes privato col nomignolo di "gorilla" è incivile e sbagliato. Farlo in un atto pubblico è passibile di ammenda.
    Infatti sembra che il CSM, che ha preso in mano gli atti, agirà di conseguenza.

    Detto tutto questo, e detto che non considero assolutamente il povero Quattrocchi un eroe, vengo velocemente ad esporre il mio pensiero.

    Non lo reputo un eroe perchè in Iraq lui ci stava, con i suoi colleghi, a lavorare. A fare un lavoro che non è certo il giardiniere e che è addirittura vietato dalle leggi italiane. Il termine mercenario è sbagliato tecnicamente. A quanto pare il gruppo di italiani aspirava a dei posti che in pratica non ha mai ottenuto. Erano, al massimo, degli aspiranti mercenari, ma anche questo termine, valido giornalisticamente, in una sentenza mi farebbe inorridire.
    Sapeva a quali rischi andava incontro e lo faceva per denaro.

    Non mi sembra ci sia nulla di eroico, della famosa frase pronunciata davanti al boia... beh, mi piacerebbe che un italiano si potesse vantare per cose ben diverse...

    Venendo invece al punto, io credo sia giusto che, se esistono organizzazioni che in Italia reclutano persone per incarichi di questo genere (che genericamente potremmo definire paramilitari) all'estero, beh, se ne occupi la giustizia in modo serio.
    L'Italia, tra le sue leggi fondamentali, ne ha anche una che vieta il reclutamento di persone che vanno a combattere in altre parti del mondo. Le pene per chi lo fa sono giustamente molto severe. E dovrebbero essere applicate.

  7. #7
    Alessandra
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    Sul concetto di eroe sono in parte d'accordo con te. Sarebbe assurdo definire così una persona che, se fosse andato tutto bene, avrebbe semplicemente svolto il suo lavoro e poi sarebbe tornato a casa. Non c'è niente di eroico in questo, e sono pienamente d'accordo. Ma si può essere eroi in mille altri modi, ad esempio al momento della morte. O perchè si sta muorendo per un ideale, e in questo caso siamo eroi anche se al momento della morte ce la facciamo sotto, o perchè si sta muorendo come un eroe, come sembra sia morto Quattrocchi nel modo che tutti sappiamo. Oppure, più semplicemente, è la nostra paura della morte che ci fa apparire la morte altrui come eroica. Perchè noi, magari, non saremmo andati in Iraq a fare la guardia del corpo a nessuno neanche per un milione di dollari, e chi muore là come carabiniere, militare, volontario, giornalista, e pure come guardia del corpo, è da ritenersi un eroe, indipendentemente dal perchè è morto, per l'enorme angoscia che abbiamo della morte e soprattutto delle sue cause, al punto che chi queste cause le potrebbe evitare, ma non le evita, viene da considerarlo un eroe.

  8. #8
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    Scusa Alessandra, ma allora per te Schumacher e Barrichello sono eroi?

    Io ho un concetto di eroe molto diverso. E' un eroe quel padre o quella madre che a 50 anni può mollare tutto ed andare a divertirsi a Bali ma non lo fa perchè prova un sentimento verso il coniuge, verso la famiglia, che lo portano, eroicamente a stare a lavorare, magari in un posto di mer**, pur di vedere i suoi cari felici...
    E' un eroe, lo è nel suo piccolo, non rischia la morte e non lo fa per soldi, ma secondo me lo è.
    Ci sono poi eroi diversi. Eroi perchè sono esempi per tutti: se fossimo tutti un po come loro il mondo sarebbe migliore. Molti di questi eroi lo diventano dopo morti. Uno di questi eroi è don Puglisi. E' un eroe Falcone, lo è Borsellino, lo sono gli uomini delle loro scorte e lo sono, purtroppo, tante persone che lavoravano onestamente e sono morte perchè un rapinatore aveva la mano più veloce, oppure perchè in cantiere mancavano i caschetti...

    Ma se riuscissimo a vedere questi eroi anche mentre sono vivi, forse non avremmo più bisogno di Totti o della Canalis come esempi da mostrare ai figli. Forse un giovane napoletano che lavora in nero tutti i giorni 10 ore per 50 euri ma che non per questo diventa un mafioso è un eroe. Io penso che lo sia.

    Molto più di chi cerca soldi facili mettendo a repentaglio la propria vita. Ma è un mio punto di vista.

  9. #9
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    ...ma che dici, Aeroplanino? Schumaker! C'è chi fa sport estremi, che implicano pericoli mortali, questo è vero, è vero anche per chi vola o fa alpinismo. Nessuno però pensa di morire, tutti confidano nella loro abilità o nell'efficacia del mezzo. Altra cosa è saper che sarai ammazzato tra pochi minuti, e magari in modo efferato. Allora la morte ti si presenta davanti, nulla ti può salvare. Allora si vede l'eroe, per il quale la dignità personale conta più del terrore.
    Anche gli eroi hanno paura, ma sfidano la morte a testa alta, con onore. Altri si disperano, piangono, guaiscono, implorano inutilmente la clemenza del boia. Non li disprezzo, anch'io probabilmente sarei così. Ma proprio perché non disprezzo loro sento il dovere di onorare la memoria di Quattrocchi. Eroe italiano, uno dei pochi, che non era andato in Irak per combattere quale mercenario (come anche tu tra le righe sembri insinuare) ma per lavorare quale addetto alla sicurezza di imprese private. Assunto tra l'altro da Intersos, organizzazione vicina ad Un Ponte per...
    Certo, sapeva che era pericoloso. Ma ha saputo affrontare e sfidare la morte. Ciampi dovrebbe farlo Cavaliere, perché, innegabilmente, ha onorato la bandiera.

  10. #10
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    Se quello che si dice sul modo di morire di Quattrocchi è vero, egli è morto da eroe. Ciò può dare fastidio a chi si ritiene de " la parte migliore d'Italia". Noi peggiori però la pensiamo così.
    Che poi siano eroici anche quelli che debbono sopportare i predicozzi dei MIGLIORI, è pur vero . In questo senso lo siamo PERSINO un pochino noi

    Shalom

 

 
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