Risultati da 1 a 3 di 3

Discussione: Riflessioni?

  1. #1
    El Criticon
    Ospite

    Predefinito Riflessioni?

    Cupe, forse, ma rigorosamente casuali. Eccone alcune.

    Ne dò subito l’elenco per facilitarne la lettura (o la cestinatura):

    a) Regioni del sud che bloccano 12mila miliardi che spettano al Nord
    b) Aziende brianzole in crescente … crisi
    c) Confindustria chiede più ingressi e poi porta all’estero le aziende
    d) Se l’UE è un’unione di popoli
    e) Vogliamo un’Europa dei Popoli
    f) Mobility Venice (da RPL, con Andrea Rognoni)
    g) 1945/1947 Guerra civile – La rivoluzione rossa – di Marco Perina (da RPL)
    h) Londra, negli UK, terra coraggiosa
    i) TG2: chi sono i nuovi padroni di RAI2?
    j) U$A, terra ultra coraggiosa – di Pat Buchanan

    Senza nessuna pretesa, sia chiaro. Si tratta di letture e riferimenti del tutto casuali sui quali bisognerebbe potere soffermarsi almeno 24 ore il giorno. Forse di più. Forse per un nonnulla, questione di gusti, casuali ma cupi.

    a) Da la Padania, sabato 23 ottobre, pagina 7: “… La risposta è anche semplice:a mettersi contro è stato un fronte bipartisan con il vice-premier Gianfranco Fini (AN) e i presidenti della Puglia e della Campania, Raffaele Fitto (FI) e Antonio Bassolino (DS)” … i quali si sono rivolti al famoso TAR del Lazio per far sospendere l’attuazione del noto (?) decreto 56/2000, secondo cui al Nord spetterebbe il trasferimento di 9 miliardi di euro, di cui 6 miliardi per la sola Lombardia.
    Quesito: ma questi personaggi sono veramente così potenti da farsi sempre e in ogni circostanza grandi beffe del Nord, oppure c’è qualche altra spiegazione?

    b) Dal il Cittadino, sabato 23 ottobre: una sessantina di aziende locali in grave crisi, fra queste anche alcune importanti multinazionali straniere, con sospensioni e licenziamenti in corso, per un totale di 5000 dipendenti. Quesito: non potremmo noi creare una banca dati in cui raccogliere informazioni come queste, in modo da potere trasmettere opportuni sonori messaggi di natura anatomica a tutte le massime istituzioni, iniziando magari dalla Sconfindustria con tutti i suoi emeriti co…mmissari?

    c) Da la Padania, sabato 23 ottobre, pagina 2: “Confindustria ci speghi perché da una parte chiede al governo più lavoratori extracomunitari e dall’altra trasferisce le proprie aziende dove il costo del lavoro è molto più basso”.
    Senatore STIFFONI! Ma che razza di domande fa? Non ci dica che non conosce la risposta! Ha provato a rivolgere il quesito al vescovado trevigiano, oppure alle locali associazioni degli industriali o magari all’Associazione Affittacamere del Nord Italia? Nooo? Oppporcccappp …

    d) Da la Padania, sabato 23 ottobre, pagina 1 e 5: CÈ “Se l’UE è un’unione di popoli allora la parola spetta al popolo”. Parole sacrosante. Meglio se spettasse ai Popoli Europei, come ben ci spiega Federico Prati (chi è?) nel prossimo capitolo:

    e) Idem la Padania, pagina 8: “Vogliamo un’Europa dei Popoli, non quella dei mercanti, delle multinazionali e del mondialismo finanziario”. Ottima sintesi. Copre metà della questione. L’altra metà riguarderà la conseguente attuazione. Mi piacerebbe riparlarne, se non su la Padania, almeno su RP (Rifondazione Popolare)

    f) da RPL, con un’eccellente partecipazione di Andrea Rognoni che ha fra l’altro parlato di “Mobility Venice” e le preoccupanti analisi sociologiche del prof. Martinotti eccetera. Mi chiedo: come mai Andrea Rognoni non ci lascia una copia dei suoi saggi? Questione di diritti d’autore? Ma chissene infischia dei suoi diritti.

    g) Ancora da RPL, ottimo intervento dello storico professore Marco Perina, nativo del Friuli ma con sicuro accento romano, autore di un libro che bisognerà assolutamente leggere: “1945/1947 Guerra civile – La rivoluzione rossa”, 530 pagine, 26 euro

    h) Angosciante immagine della signora Margaret Hassan la quale si rivolge nuovamente, ahinoi invano, al premier Doggy Blair, implorando “Londra richiami le truppe dall’Irak”. Sicuramente anche negli United Kingdom ci sarà una parte della popolazione che è realmente coraggiosa. Dopo avere fatto liberare la signora Margaret, perché gli inglesi non si liberano soprattutto di Blair, scaraventandolo a calci in culo in Atlantico?

    i) TG2: chi sono i nuovi padroni di RAI2? Incredibile ma vero. Ieri sera, mentre zappavo del tutto casualmente fra un telegiornale e l’altro, sono capitato sul TG2 (della RAI2 suppongo) mentre una strana giornalista stava intervistando tale Michael Leeden che reclamizzava un suo libro ispirato al “Principe” di Machiavelli.
    Il nome non mi giungeva nuovo … e infatti l’ho rapidamente rintracciato nel libro di Maurizio Blondet “Chi comanda in America”, in vari capitoli di cui ricopio qui sotto le parti salienti.
    Incredibile ma vero! Una pubblicità gratuita di parecchi minuti a questo inquietante personaggio da campi di sterminio (quelli che lui stesso ha contribuito a organizzare a danno di certi paesi del mezzo-oriente).
    Un quesito sorge spontaneo, anzi parecchi. Come mai la RAI presenta questo tizio e ne propaganda il libro? Qualcuno deve rendergli un qualche oscuro favore? Il nostro governo? Alleanza Nazionale? Oppure la Rai ne condivide i futuri profitti editoriali? O è il Ledeen stesso a concedersi una miliardaria pubblicità a proprie spese a favore di Rai2? Oppure è Rai2 che è stata nascostamente privatizzata ad altri facoltosi finanzieri del JINSA e company?
    In ogni caso, come mai non è stato riservato lo stesso privilegio al libro di Blondet, o a “1945/1947 Guerra civile – La rivoluzione rossa” di Marco Perina?

    j) U$A, terra ultra coraggiosa? Sicuramente facoltosa, a spese di tutte le altre nazioni. Petrolio o no, resta in ogni caso accertato che fra tutti i popoli del pianeta globalizzato, quello che più d’ogni altro ha urgente bisogno d’essere liberato, è proprio il popolo statunitense.
    Non è l’unica testimonianza, ma certamente da ricordare è quella di Patrick J. Buchanan, noto e importante personaggio politico statunitense, con il suo libro

    ”Where the Right Went Wrong: How Neoconservatives Subverted the Reagan Revolution and Hijacked the Bush Presidency”.

    Question: Is there one standout issue, and why does it make a difference? What are the most crucial issues?
    Buchanan: I would certainly include these five great issues. Is military intervention in the Islamic world the answer to terror--or a cause of terror? Will America get control of her borders, or cease to be a nation and become, as Teddy Roosevelt warned, a "polyglot boarding house" for the world? Will we continue to export whole industries and manufacturing jobs and outsource high-paying white-collar jobs until the standard of living of Middle America falls precipitously, and we truly become two nations? Or will economic patriotism make a comeback in America? Will we master the trade and budget deficits that are consuming 10 percent of our GDP before the dollar goes the way of the Mexican peso? Will we have a Supreme Court that is a judicial dictatorship that continues to impose a social revolution upon this country, or a Supreme Court where the lawmaking authority is returned to where it belongs--with elected legislators? All these questions are at issue, while our campaigns seem mired in sound bites and 60-second attack ads.

    ---
    Per vostra fortuna, qui termina la mia prima e ultima rassegna stampa.

    Cheers
    -------------------------------------------
    Allegati alcuni capitoli del libro “Chi comanda in America” di Maurizio Blondet

    Pagina 45

    Il capo della polizia allerta Scotland Yard. Conclusione: l’ambasciata Usa a Londra riceve una richiesta di chiarimento: il dottor Woolsey sta svolgendo le sue indagini in veste ufficiale, o da privato?
    In tal modo, è dagli inglesi the la Cia e il Dipartimento di Stato vengono a sapere della misteriosa missione di Woolsey. Powell e Tenet (il nuovo capo della Cia) fanno filtrare la storia al Village Voice, nostra preziosa fonte di tutta la vicenda.
    L’ottimo articolo di Jason Vest, pieno di sarcasmo e di intelligente conoscenza dei retroscena, conclude tuttavia con un'ingenuità. Wolfowitz, dice, è stato "imbavagliato" e forse non nuocerà più.
    Grave errore: nonostante le gaffes, il goffo intrigo le falsità rivelate e le vere idiozie del gruppo ebraico, il presidente Bush sta attuando precisamente il piano della camarilla Wolfowitz. Mentre è Colin Powell, il moderato, ad essere imbavagliato ai margini del governo. "Ci stiamo avviando alla prossima Guerra dei cent'anni", annunciò (14 ottobre 2001) un anonimo membro della camarilla (probabilmente Perle) all' Observer di Londra; e difatti Bush parla di guerra "infinita", "di durata lunghissima". I termini sono praticamente gli stessi. Arafat, "da liquidare" secondo Wofowitz, ha "deluso profondamente" Bush the non lo crede più un interlocutore valido. Eccetera.
    Ma chi e l'origine di quella terminologia di guerra-apocalisse? Il 29 otamere 2001 il già citato American Enterprise Institute (uno dei centri-studi di Perle e della lobby ebraica) ha tenuto una giornata di discussione moderata da Perle, la riunione ha visto la presenza di Michael Leeden.
    Una presenza illuminante per sé: ebreo, Leeden è stato coinvolto in non chiari affari di intelligence; in anni non troppo lontani ha abitato in Italia, dov'era diventato un esperto del "terrorismo rosso"; più tardi, ha collaborato alla Biblical Review, una rivista molto interessata alle ricerche “archeologiche" sull'esatta ubicazione del "Tempio" ebraico di Gerusalemme, allo scopo di tentare di ricostruirlo (scopo di parecchi gruppi fondamentalisti ebraici).
    Che cosa dice Leeden all' American Enterprise? Ecco le sue frasi esatte. “Basta coi compromessi. Questa è guerra totale. Combattiamo una quatità di nemici diversi, e ce ne sono a quintali. E tutto questo dire: be', prima andiamo in Afghanistan, poi finiremo l'Irak, poi ci guardiamo attorno a vedere com'è la situazione, questo è il modo più sbagliato di affrontare la cosa. Perche questi [i terroristi e gli stati islamici] si parlano l'un l'altro e lavorano tutti insieme. Dobbiamo semplicemente applicare la nostra visione del mondo, adottarla integralmente, e non tentare di essere intelligenti e rappezzare intelligenti soluzioni diplomatiche, ma sferrare una guerra totale contro questi tiranni: tutto andra molto bene, e i nostri figli canteranno canzoni sulla nostra azione fra anni ed anni ancora" .
    E, quasi parola per parola, lo stesso discorso the abbiamo trovato nei testi dei Lubavitch. La guerra totale, la guerra finale. La guerra messianica. Inutile fare alleanze, perche nell'era del messia Israele non ha da fare concessioni. Il successo e assicurato dall'alto. Agli eroi di quest'epoca si canteranno inni.
    E la politica degli Stati Uniti - all'insaputa dei cittadini, i goym che moriranno nella guerra dei cent' anni - è guidata completamente da questo spirito, da questo millenarismo paranoide.

    Pagina 98
    < omissis >
    Data la premessa, si scopre senza alcuna meraviglia the il JINSA ha avuto come presidente Douglas Feith, e che Richard Perle figura nel suo comitato direttivo (board) insieme a John Bolton (oggi sottosegretario di Stato per il controllo degli armamenti), a Dick Cheney vicepresidente al fianco di Bush jr., a personalità dell'era Reagan come Jane Kirkpatrick e Phyl Kaminsky, giu giù fino all' ex direttore della Cia James Woolsey e a Michael Ledeen, sopravvissuto allo scandalo Iran-Contra the travolse il colonnello Oliver North (Ledeen era l'agente di collegamento di North con gli israeliani).

    Pagina 104
    < omissis >

    Il processo s'identifica con l'altra parallela metamorfosi subita dalla comunity giudaica: da ceto secolarizzato (e non di rado filo-marxista), a grumo di zeloti hassidici e messianici. Il neoconservatismo liberista, armato e patriottico è la facciata esterna , si è tentati di dire, per use dei goym soggetti alle leggi di Noé.
    E nello JINSA come nel CSP, è impossibile dire quanto le ciniche visioni "strategiche", la fredda aggressiva "strategia di potenza per il Medio Oriente", si nutrano di segrete speranze millenariste sul "Regno" vittorioso d'Israele, sulla convinzione the il popolo eletto stia per riscuotere il frutto dell' "antica alleanza", o meglio del "vecchio contratto" con JHVH. Ma quando Michael Ledeen, uno dei membri influenti del JINSA, predica non solo la guerra, ma "la guerra totale", è difficile sottrarsi alla sensazione che riecheggi le lezioni dei Lubavitcher.
    Ad uso dei goym, la dottrina strategica cui Ledeen dà voce (confezionata però dalla JINSA) si chiama "cambio di regime" nei paesi petroliferi. Il che significa guerra all'Irak, ma non solo. Poi toccherà alla Siria, all'Iran, e ovviamente all' OLP (i palestinesi vanno espulsi da Israele). Secondo questa dottrina, l' interesse nazionale di Israele coincide con quello degli Usa; e il solo modo di rendere sicuri entrambi i paesi è l'uso illimitato della forza, e l' incessante perseguimento dell' assoluta superiorità militare su ogni possibile avversario.
    Nell' agosto 2002, gli uomini dei due club hanno fatto notizia per aver tenuto nelle stanze del Pentagono una giornata di studio, in cui un avventizio del gruppo, tale Laurent Murawiecz 2, ha proclamato la necessità di lanciare un ultimatum all'Arabia Saudita: un avversario in più. L'Arabia cessi di sostenere il terrorismo, o sary privata con la forza dei suoi giacimenti petroliferi. "I sauditi sono attivi ad ogni livello della catena del terrore: ne sono i pianificatori e i finanziatori, i quadri e i fantaccini, gli ideologi e i sostenitori", ha detto Murawiecz. "L'Arabia Saudita sostiene i nostri nemici e attacca i nostri alleati”.
    2 Murawicz, ebreo francese, e un trasfuga dal movimento di Lyndon Larouche. Oggi ha un contratto come ricercatore con la Rand Corporation, un think-tank dell'apparato militare-industriale, di cui Rumsfeld 6 stato presidente.

    Ma dietro queste grida fanatiche c'è la fredda paranoide "strategia di grande potenza" di Perle e Ledeen: come è stato detto a conclusione della clamorosa "giornata di studio", l'invasione dell' Irak è solo "il perno tattico", mentre "L'Arabia Saudita è il perno strategico, e l'Egitto il premio".

    L'Egitto il premio? L'avidità dei figli di Abramo è sconfinata, e così il loro avventurismo 4. È una guerra messianica di conquista contro l'intero mondo islamico quella che viene qui progettata e perseguita. Purtroppo, anche questo delirio è diventato il programma politico di Bush jr.

    Pagina 117

    Ma ormai e Rumsfeld l’autorità in materia. Sostenitore delle "cause della destra militare", egli ha stretti rapporti con l’apparato interessato a queste cause. Fra cui, nota Klare, "è specialmente significativa la stretta associazione [di Rumsfeld] con il Center for Security Policy, il think-tank creato da Frank Gaffney",
    E così il cerchio si chiude. Le idee strategiche di Rumsfeld sono quelle dell' israelita Gaffney, e del suo Center for Security Policy (CSP), la creatura gemella del Jewish Institute for National Security Affairs (JINSA). I due centri privati d' interesse dove "il business e l'ideologia si mescolano completamente", e dove la lobby ebraica celebra le sue nozze con l' apparato militare-industriale americano.
    Qui, il concetto di "complesso militare industriale" perde ogni genericità e vaghezza, così come quello di "lobby ebraica". Qui, al CPS o alla JINSA, i consulenti e dirigenti della Northrop e della Boeing siedono accanto ai Wolfowitz e ai Perle e ai Ledeen, che ora sono dentro e vicini al governo; qui i grassi contratti di fornitura al Pentagono si coniugano con le ricche forniture militari ad Israele; qui i due gruppi, le due lobbies, si scambiano informazioni d' intelligence e concertano azioni comuni.
    Qui - saremmo tentati di dire - c'è la concentrazione di potere, di mezzi e di volontà più che sufciente per trasformare le profezie in realtà. Anche quelle di Rumsfeld sulla necessità di essere pronti alla guerra senza fine al "terrorismo globale".
    Naturalmente non crediamo a quello che diciamo. Crediamo, come tutti, the l’11 settembre sia stato l'opera malvagia di Bin Laden. Crediamo che la sua rete Al-Qaeda abbia avuto la capacity tecnico-militare suprema di dirottare quattro aerei di linea contemporaneamente: un'operazione di commando senza precedenti nella storia per audacia e precisione, compiuta da specialisti molto addestrati, e pronti al suicidio. Che l'abbia messa in atto in quattro dirottamenti sincroni in aeroporti civili affollati come il Logan di Washington, superando per lo più la vigilanza, che in quell' aeroporto è affidata alla israeliana ICTS, che impiega ex agenti dello Shin Beth. Che l’abbia fatto con armi semplici come dei taglierini per cartone. Che l’impresa abbia avuto il suo tragico successo in tre casi su quattro – un tasso di riuscita che qualunque forza speciale invidierebbe – portando distruzione e morte nel cuore dell’America.
    Ci crediamo. Anche se Al-Qaeda non ha mai dato prova, né prima né dopo, di poter ripetere un’impresa di tale precisione militare, e anzi l’organizzazione stessa sembri oggi assai al di sotto della fama che s’è guadagnata l’11 settembre.
    Ci crediamo. Se non ci credessimo, dovremmo dare ragione a certe teorie complottiste che circolano su internet, secondo cui non ci sono stati terroristi suicidi arabi, ma forse, tutt' al più, qualche arabo a cui s'è fatto credere di partecipare a un dirottamento; dovremmo credere che i quattro aerei siano stati teleguidati, in una orribile "false flag operation", da potenze interessate a costruire un casus belli abbastanza orribile da giustificare una guerra infinita contro un "asse del male" che ogni giorno si arricchisce di nuovi membri.
    Non ci crediamo. Ma se dovessimo credere una cosa del genere, e proprio contro organi come JINSA e CSP the punteremmo il dito. Lì ci sono le competenze per faccende del genere. Lì ci sono gli interessi, le motivazioni, l'ideologia fanatica necessaria a un delitto di tali proporzioni. Sono quegli ambienti che hanno tratto impensabili giovamenti dalla tragedia: oggi il Pentagono è in mano loro, e sono loro a dettarne le strategie e le dottrine; in qualche modo, dal crollo delle Torri, abbiamo assistito ad una inedita "privatizzazione" della Difesa americana: i fomitori hanno preso possesso del committente. Lì, soprattutto, si hanno a disposizione i mezzi tecnico-militari - inediti, unici, segreti - per attuare la bisogna.

  2. #2
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    azz...Criticon. Ti promuovo all'Ufficio Analisi del SD. Con il grado di Oberst

  3. #3
    El Criticon
    Ospite

    Predefinito Danke,

    Originally posted by Totila
    azz...Criticon. Ti promuovo all'Ufficio Analisi del SD. Con il grado di Oberst
    Sehr gut.
    Hat jemand etwas für mich hinterlassen?
    Nein? Oppporcccappp ...

 

 

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