Concepire un "mondo dietro il mondo", postulare l'esistenza del paradiso, non significa esautorare di valore il mondo reale?
Il richiamarsi a Dio quando si è in difficoltà, il rimettersi a lui quando non riusciamo più ad amare la vita "cosi come è", il relegare a Dio i nostri desideri e la nostra volontà, non significa forse che Dio è segno dell' incapacità dell'uomo di fare da solo?
Cosa dite?
www.michelebellingeri.it




Rispondi Citando
