ENEL davanti...
« E’ la più grande operazione di privatizzazione in tutto il mondo da quattro anni».
Parola di Siniscalco, quel tesoro di ministro che con l’operazione mettera’ in fienile 7,5 miliardi di euro con cui puntellare le prossime iniziative del Bandana che aveva promesso agli italiani: MENO TASSE PER TUTTI ma i mega cartelloni pubblicitari non erano lunghi abbastanza per farci entrare tutta la frase: MENO TASSE PER TUTTI I RICCHI.
(Ma adesso, con l’aliquota del 39% finalmente tutto si e’ chiarito.)
Ed i meno abbienti? In Borsa, naturalmente!
Per chi non avesse dimestichezza col vocabolario, tengo a precisare che per borsa si intende quel contenitore di stoffa, pelle o altro materiale, dove siamo abitualmente mettiamo i nostri risparmi, e al contempo contraddistingue l’edificio dove ce li rubano.
Pero’, anche gli italiani ci mettono del loro!
Parco buoi, chiamano questi 650.000 allegri pistola che hanno sborsato 4.000 Euro e gli altri 15.000 raggianti pistoloni privilegiati che di Euro ne hanno sborsati 40.000 a cranio.
Se consideri che solo qualche mese fa furono parzialmente scremati e Tanzi saluti ( nel senso che Tanzi nemmeno si presento’ in tribunale, tutto contento di poter espiare la sua condanna nella sua villa-refurtiva), vedere che adesso sgomitano per andare ad intrupparsi in questa nuova tosatura, vien quasi voglia di chiedere: “ma ve li siete andati a leggere i prospetti?” perche’ secondo me non basta una bella musichetta tamburata un centinaio di volte al giorno negli spot, per mostrare come stanno realmente le cose.
Occorre avere memoria, altrimenti la storia non insegna nulla.
Vediamo:
Premetto che si trova tutto in “Licenziare i padroni?” di Massimo Mucchetti - Feltrinelli Editore, ma cominciamo dall’inizio della fine:
Nel 1993 Antonio Fazio vince la sua battaglia di potere e approfitta del crack Ferruzzi per smantellare Montedison e lasciare sul mercato la Edison, societa’ elettrica di ben piu’ limitate ambizioni, con lo scopo dichiarato di fronteggiare l’invasione dello straniero (Edf, il monopolio di stato francese) nel business dell’energia in Italia.
Francesco Cossiga intervistato in quei giorni da “L’Espresso”, defini’ la Fiat il cavallo di Troia dell’Edf e il suo presidente d’onore Giovanni Agnelli “il testimonial dei francesi e come tale generosamente retribuito”.
Un’informazione più tecnica la forni’ il banchiere torinese Alfonso Iozzo nel corso dell’ indagine parlamentare sulla crisi della Fiat. L’amministratore delegato del Sanpaolo Imi ha spiegato che, in seguito a nuovi accordi, la Fiat cedette alle banche il 14 per cento di Italenergia in cambio di finanziamenti necessari a superare il suo difficile momento. Queste banche, a loro volta, hanno la facoltà di vendere a Edf il loro 23 per cento di Italenergia a partire dal 2005.
Morale: fra tre anni, il monopolio di stato francese avrà la maggioranza assoluta della Edison. L’unica speranza e’ che, nel 2005, la Fiat sia tornata a profitti tali da poter effettuare un grande investimento ( e chi ci crede? A NY gli Agnelli stanno svendendo il mobilio di casa...)
Per riepilogare: al termine delle due offerte pubbliche d’acquisto il debito consolidato del raggruppamento Italenergia-Montedison-Edison sfiorava i 14 miliardi di euro, così alto da precludere ai nuovi padroni qualsiasi possibilità di guadagno. Di qui la decisione di smontare la conglomerata e venderla a pezzi ( Fiat permettendo).
Ma qui interviene il governo Amato e il famigerato provvedimento numero 6 adottato il 29 aprile 1992 dal Comitato interministeriale prezzi, che ormai sembra dimenticato da tutti.
“In quel tempo l’Italia avverte il bisogno di nuove centrali per soddisfare una crescente domanda di energia elettrica. Le potrebbe costruire l’Enel, monopolio di stato. Ma alcuni industriali privati, ai quali era stato concesso fin dai tempi della nazionalizzazione di produrre energia elettrica a uso e consumo delle proprie fabbriche, chiedono di poter essere loro a provvedere. Tra i primi a muoversi sono la Edison (gruppo Montedison) e la Sondel (gruppo Falck), l’Eni, i petrolieri privati, i Moratti e i Garrone in testa, ansiosi di trasformare un costo – lo smaltimento degli scarti di raffineria – in un ricavo, anzi in una rendita. Più tardi, entrano in partita anche gli ex presidenti della Confindustria, Vittorio Merloni e Luigi Lucchini. Insomma, molti dei più grandi e dei più potenti fiutano l’affare.”
Il trucco e’ semplice: bastera’ chiedere per le centrali a gas naturale di nuova costruzione, e per le altre che verranno innalzate a lato delle raffinerie, tariffe simili a quelle che saranno riconosciute agli impianti idroelettrici, eolici o alimentati da biomasse.
“Proprio così: la legge parla di fonti rinnovabili e assimilate. Non simili, perché non lo sono, ma rese tali: assimilate per decisione del Principe....”
Viene stabilito anche per legge, che l’ENEL comprera’ energia a prezzi da stabilire, dopo di che formera’ le tariffe che scarichera’ sugli italiani.
Siccome gli incassi sono sicuri, la costruzione delle nuove centrali si paga con capitali presi a prestito dalle banche italiane e internazionali. È l’epopea del project financing a rischio zero: una pacchia da non credere.
Con la liberalizzazione del mercato elettrico le cose peggiorano.
All’Enel si è sostituito il Gestore della rete di trasmissione nazionale, che compra 47 mila gigawattora dai produttori Cip 6 pagandoli 8370 miliardi di lire e li rivende a poco più della metà ai grandi consumatori, che hanno accesso al mercato libero. I 3190 miliardi di differenza ce li rimettono le famiglie e le piccole imprese. Poiché le agevolazioni durano quindici anni, il trasferimento di ricchezza dalle tasche dei cittadini a quelle di pochi privilegiati ammonta, secondo stime provvisorie, alla bellezza di 60 mila miliardi di lire. Una torta che il Gotha divide con le banche che l’hanno finanziato in questa bella avventura.
Dai bilanci risulta che il Gestore della Rete ha acquistato 21 mila gigawattora e li ha rivenduti sul mercato libero perdendo 1600 miliardi di lire che ha scaricato sulle bollette degli italiani. Questo costo per la collettività rappresenta, visto dalla parte di Montedison (Sondel e Fiat), il 72 per cento del suo risultato operativo.
E stiamo parlando solamente di soldi al sole, perche’ nei momenti di grande fabbisogno energetico e’ capitato all’Enel di comprare elettricita’ all’estero dagli Svizzeri e dai Francesi, sottoscrivendo pero’ contratti con intermediari con sede nei paradisi fiscali, che rappresentano una vera e propria tangente sull’affare.
Mi accorgo che queste noterelle sono diventate insopportabilmente lunghe per il Web ma vi garantisco che qui sono state esposte ragioni che rappresentano meno del 10 per cento della reale situazione economico-finanziaria dell’Enel, che un giorno, presto o tardi, vedrete che ci sara’ pure un giudice a Berlino, una toga rossonerazzurra si decidera’ a scoperchiare e le azioni in mano ai risparmiatori andranno ad occupare gli stessi cassonetti di Ciriobond, Parmacrac, Centoventuno et consimilia, con i soliti pianti ed i soliti lai ma senza mettere mano a questa truffa organizzata che e’ il sistema finanziario italiano.
Ed i risparmiatori che sgomitavano per avere Enel davanti, si ritroveranno con azioni
ENEL didietro...
Segnalazione:
ABBIAMO TANTO RISO
www.aldo396.supereva.it
per tutti coloro che si sono lamentati perche' il Sito non si apriva.
Adesso si apre. Diviso per capitoli si puo' leggere tutto il MANUALE PRATICO
PER COMICI ESORDIENTI
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