http://www.promiseland.it/view.php?id=1053
E' la trascrizione dei punti più interessanti dell'inchiesta di Report, tanto per capire quale spazzatura umana circola nei laboratori. In neretto i punti più interessanti:
soprattutto quelli di tal ceffo, Rodolfo Lorenzini, che è direttore gestione sìerimentazione animale dell'ISS, ovvero il "controllore" delle procedure di sperimentazione. Che, poi guarda caso, firma da se le autorizzazioni per le proprie ricerche.
Ovvero, il controllato è il controllore...
Quello che emerge è che a 'sti criminali:
-frega nulla della sofferenza degli animali
-frega nulla della salute degli uomini
-frega solo della loro carriera
-aggirano sistematicamente le leggi previste per la sperimentazione, a tutela sia dell'uomo che dell'animale
RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS
Le scimmie le potete vedere, scafandrati, dovete tornare,anche con le telecamere, non c’è problema. Come no? Molto volentieri, per me non c’è problema…è una questione di trasparenza. Io mi rivolgo al telespettatore e non abbiamo niente da nascondere.
AUTRICE
Ma poi alla fine l’autorizzazione non arriva e le scimmie non riusciamo a vederle. Come gli esperimenti sui maiali al policlinico. Ma perché?
AURELIO PICCIOCCHI - primario di medicina sperimentale Policlinico Gemelli
Se io voglio fare una ripresa sull’umano, noi facciamo anche film scientifici, io devo chiedere l’autorizzazione, e al maiale poi proprio non glielo posso chiedere.
(al vivisettore sta a cuore la privacy del maiale...forse un caso di empatia tra simili....)
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VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Al Cnr di Parigi da tempo sostengono che l’animale è troppo diverso dall’uomo per essere preso a modello.
CLAUDE REISS - biologo Centre National Recherches Paris
È dimostrato in modo assolutamente rigoroso che i cromosomi sono caratteristici di ogni specie tanto che non si possono sposare con quelli di un’altra. Allora se testiamo un prodotto su due specie differenti il risultato può essere lo stesso, ma anche opposto. Perciò è inutile fare un esperimento su una specie presa a modello, come un topo o un ratto, perché non è detto che il risultato si possa trasferire sull’uomo. Farlo è un po’ come giocare alla roulette russa con la salute. Il che non è accettabile.
VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Cioè uomo e animale sono così differenti che è sbagliato sperimentare sugli animali?
STEFANO CAGNO - psichiatra Comitato antivivisezionista
Il problema è che proprio per le differenze che esistono ci possono essere sostanze tossiche negli animali ma che invece sono terapeutiche per gli esseri umani e sostanze terapeutiche negli animali e che poi si dimostrano tossiche negli esseri umani.
VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
40 anni fa tutto il mondo inorridiva nell’apprendere che l’effetto di un sedativo, il talidomide, somministrato a donne nei primi mesi di gravidanza, aveva fatto nascere qualcosa come 10 mila bambini malformati
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MARCO MAMONE – Dipartimento scienze Università Perugia
Il talidomide non dimostrò di avere effetti in dieci ceppi di ratti, quindici ceppi di topi, undici ceppi di conigli, due razze di cani, tre ceppi di criceti, otto specie di primati, gatti, furetti. In una sola razza di conigli, il coniglio bianco della Nuova Zelanda, si ebbe un riscontro classificato come adeguato.
VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Il talidomide è un caso drammatico che risale agli anni ‘60, ma la lista di incompatibilità è lunga.
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VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Per curare la paralisi progressiva al Mario Negri di Milano ricercano sui topi mentre a Roma, per la sclerosi multipla, dicono che il topo è inutile.
LUCA BATTISTINI - Fondazione S. Lucia, Roma
Il problema è molto semplice: il sistema immunitario del topo è molto diverso da quello dell’uomo, Per questa malattia, e forse anche per altre malattie autoimmuni, verosimilmente il modello animale non è molto affidabile.
ANGELO VESCOVI - Fondazione San Raffaele, Milano
Eh, ma le affermazioni devono essere provate. Ora fondare un’affermazione così ampia, cioè la sperimentazione animale in questo contesto non ha più significato, su una frase banale come il sistema immunitario è diverso, anche da un punto di vista scientifico e logico razionale è difficile da sostenere. Quello noi che siamo riusciti a fare è curare nel topo quello che l’analogo della sclerosi multipla nell’uomo.
VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
È difficile per noi sapere chi ha torto o ragione. Andiamo per gradi. In base a quale criterio si sceglie un topo al posto di un gatto?
[b]CLAUDE REISS - biologo, Centre National Recherches Paris
Si può scegliere la specie da testare e all’interno di questa anche il ceppo animale che conviene. C’è un esempio classico: c’è un tipo di ratto che è molto più ricettivo al tumore di un altro che invece è molto più stabile e risponde meno al tumore. Allora, a seconda di chi mi commissiona la ricerca, e quindi di quello che conviene alla mia carriera, io seleziono la specie e il ceppo animale da testare per ottenere qualsiasi cosa o il suo contrario. [b]
ANGELO VESCOVI - Fondazione San Raffaele Milano
Quello che adesso stiamo facendo è una sperimentazione con cellule umane, questa volta, nelle scimmie. La scimmia è molto più simile all’uomo e soprattutto sviluppa la malattia in modo più simile all’uomo.
AUTRICE
Perché non avete usato subito la scimmia visto che è più simile all’uomo?
ANGELO VESCOVI - Fondazione San Raffaele, Milano
Inizialmente? Beh, a parte che i costi sono assolutamente improponibili, il costo su una singola scimmia è enorme.
MARCO MAMONE - Università Perugia
Io mi sono procurato manuale “ Modelli sperimentali nella ricerca biomedica” la scelta animale è ovviamente una scelta di praticità. Sarà quasi necessariamente un roditore anche se non è detto che sia l’animale più adatto.
VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Ma se sperimentando su un topo, un cane, una scimmia si hanno risultati diversi alla fine come si fa?
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AUTRICE
Che esperimento è stato fatto su questo gattino?
ROBERTA CATTANI - veterinaria
È un esperimento di neurofisiologia, gli venivano messi elettrodi negli occhi, gli venivano messi delle scosse nel cervello per simulare l’epilessia, ma tutti sappiamo che l’epilessia non viene con gli elettrodi messi nel cervello.
STEFANO CAGNO - psichiatra Comitato antivivisezionista
Nella ricerca sulle patologie io induco artificialmente le patologie. Quindi induco una condizione che ha ben poco a che fare con la condizione spontanea con cui si è manifestata una patologia. Se io attraverso una pinza chiudo un arteria per indurgli un ictus io induco qualcosa che grossolanamente è simile a quello che succede negli esseri umani ma nella realtà è differente.
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VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Questi invece sono i cani beagles filmati di nascosto in un laboratorio americano. Li usavano per la ricerca sul cancro e infatti hanno la schiena piena di tumori. Molti animali furono rinvenuti congelati in sacchi di plastica con le zampe legate. Nel 1960 il direttore di una commissione australiana sul cancro, Kenneth Starr dice: “È Impossibile applicare alla specie umana informazioni ottenute provocando il cancro negli animali” Nel 1981, Dulbecco:”l’alterazione della funzione dei geni è diversa nell’animale e nell’uomo”. Il professore Burr della California:” Possiamo fidarci solo delle sperimentazioni compiute sull’uomo”.
C’è qualcuno che recentemente ha denunciato gli abusi nella sperimentazione animale. È il premio Nobel Rita Levi Montalcini, destando stupore sulle pagine di alcuni giornali.
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RODOLFO LORENZINI – direttore gestione sperimentazione animale ISS
Noi esprimiamo un parere consultivo per il Ministro.
GIANLUCA FELICETTI - responsabile rapporti istituzionali Lav
Va notato che l’Istituto, che è uno dei più grandi utilizzatori di animali, in questo caso nello stesso tempo è controllore e controllato.
VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Il dottor Lorenzini per esempio ha presentato una ricerca serviva il parere ed essendo lui la persona preposta se lo è dato.
RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS
Io credo che questo attacco, cioè non un attacco ma proposta di revisione, debba essere fatto al Parlamento.
AUTRICE
Ma lo chiediamo a lei perché qui per esempio è lei che firma il parere addirittura per una sua ricerca?
RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS
Certo, però non posso mica nascondermi, io sono anche ricercatore, e allora non ho il diritto come qualsiasi cittadino che ha i requisiti per fare una ricerca.
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VETERINARIA ISS
Ho visto scimmie con gravi turbe psichiche, girano nella gabbia, si mordono a sangue, e le ho viste automutilarsi, cioè staccarsi brandelli di carne! Ho visto veterinari entrare a ricucirle un giorno si e uno no.
RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS
L’automutilazione è un fenomeno segnalato come elemento di stress che noi fortunatamente non abbiamo mai avuto. Noi non abbiamo mai avuto casi di automutilazione.
AUTRICE
Ma questo foglio dove c’è scritto “automutilazione” l’ha firmato lei!
RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS
Si, io vede, in questa lettera rispondo ad una lettera. Se lei mi fa vedere la lettera a cui rispondo siamo più precisi. Comunque qui non c’è scritto né che ci sono mutilazioni né che ci sono pesi corporei che inducono all’uccisione degli animali.
AUTRICE
No, qui c’è scritto! Lo vede anche il dottor Lorenzini e non si capisce perché neghi. Per quel che riguarda la lettera precedente l’abbiamo chiesta all’istituto ma nessuno ce l’ha data.
RODOLFO LORENZINI - direttore Gestione sperimentazione ISS
Sentite noi domattina se rispettiamo le procedure entriamo nello stabulario con la telecamera e voi registrate tutte le anomalie che volete. Mi impegno qui davanti ai telespettatori a farvi entrare dentro lo stabulario.
VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Il dottor Lorenzini promette sempre di farci entrare ma poi le autorizzazioni non arrivano mai. Però ieri ci è arrivata una lettera da uno studio legale, con la quale si diffida a trasmettere i documenti mostrati al dottor Lorenzini perché sono risultati falsi. Questi documenti ci sono stati forniti dal veterinario che lavorava all’Istituto.
AUTRICE
Senta qua il professor Lorenzini dice che è un falso?
VETERINARIO ISS
Non è vero, questa lettera è vera, io ho visto gli originali e mi è stata consegnata per fotocopia e si parla di sacrificare gli animali per la comparsa di problemi comportamentali, in particolare la spiccata tendenza alla mutilazione e per il raggiungimento di pesi corporei superiori a quelli consentiti. Ed è firmata dal dottor Rodolfo Lorenzini, il direttore del servizio qualità e sicurezza della sperimentazione animale.
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VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Quando invece l’uso di animali non riguarda quelli domestici o sperimentazioni particolari senza anestesia basta compilare un protocollo e la valutazione è solo del ministero della salute.
ANONIMO
Quello che noi abbiamo fatto è creare un finto protocollo. Nella prima pagina che è stata mandata si diceva che non si utilizzavano cani, gatti e scimmie, ma poi bastava girare pagina e subito dopo venivano descritti gli esperimenti sui cani. Quello che ci aspettavamo noi era una lettera del Ministero che diceva assolutamente no, questo esperimento non potete iniziare a farlo perché dovete aspettare l’autorizzazione in quanto utilizzate cani. Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione dal Ministero di chiarimenti. Questo vuol dIre che nessuno legge tutti quei protocolli di sperimentazione che fanno uso di animali che non sono cani, gatti, scimmie.
VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Ma di solito sui protocolli cosa ci deve essere scritto?
ROBERTA BARTOCCI - biologa Lav
Il decreto 116 del 92 che regola la materia prevede che si possa ricorrere all’animale solo in assenza di metodo alternativo e che questo debba essere argomentato, giustificato.
VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Controlliamo: su questo protocollo c’è una crocetta sul no senza spiegare perchè, qui invece la giustificazione è la seguente: la scelta del topo quale animale da utilizzare per il prelievo di organi e tessuti per la successiva sperimentazione è determinata dal fatto che il topo insieme al ratto è la specie più utilizzata ed accettata dalla comunità scientifica internazionale vista la relativa semplicità di allevamento.
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IAN ROBERTS - epidemiologo Università di Londra
Quando noi abbiamo fatto una revisione sistematica degli esperimenti sugli uomini e di quelli sugli animali abbiamo visto che, mettendo insieme tutti i dati, non c’era alcuna prova che i test sugli animali fossero efficaci ma si è comunque passati alla fase clinica, cioè all’uomo.
STEFANO CAGNO - psichiatra Comitato antivivisezionista
Diciamolo chiaramente. Il problema è che molto spesso chi usa gli animali dice che lo fa per non sperimentare sull’uomo. In realtà pochi sanno che si sperimenta sempre sull’uomo.




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