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  1. #51
    Neutrino NO-TUNNEL
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    In Origine Postato da yurj
    camicia di forza, direi
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  2. #52
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    In Origine Postato da Ferruccio
    Ricostruzione del Tempio:e' proprio quello che vogliono i cristiani estremisti protestanti americani loro alleati.
    Quello che non sai è che anche molti cattolici vogliono ricostruire il Tempio di Salomone, perchè fa pur sempre parte del patrimonio storico-religioso della Cristianità nelle sue origini giudaiche.
    E' l'abusivismo edilizio islamico che non ha nulla a che spartire con l'Occidente e con la sua storia.

  3. #53
    God, Gold & Guns
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    La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a colazione. La libertà è un agnello ben armato che contesta il voto. (Benjamin Franlink)
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    In Origine Postato da IlikeUSA
    Ringraziare Sharon?
    Io ringrazierò Netanyahu quando avrà riunificato Eretz Israel dal Giordano al Mediterraneo, espulso i 3 milioni e mezzo di immigrati clandestini arabi e ricostruito il Tempio di Salomone, previa demolizione della costruzione abusiva chiamata "Spianata delle Moschee".
    Questa sarebbe una soluzione di compromesso accettabile

    Ma se gli islamici continuano a rifiutare la Pace (ricordiamo ai pacifinti che molti paesi arabi sono tutt'ora in guerra dichiarata contro Israele), allora dobbiamo mettere al sicuro il Sacro Stato di Israele raggiungendo i confini naturali, cioe' dal Nilo all'Eufrate

  4. #54
    SENATORE di POL
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    " Parlamento sovrano

    Alcuni commenti dalla stampa israeliana


    Ha scritto Ha’aretz (26.10): Il voto alla Knesset sul piano di disimpegno dalla striscia di Gaza e sulla smantellamento di alcuni insediamenti nel nord della Cisgiordania rappresenta un passaggio storico nella lunga battaglia degli israeliani per il loro focolare nazionale: la battaglia per quel focolare nazionale sionista, circoscritto, democratico, laico e pacifico a cui aspiravano i fondatori dello Stato d’Israele. Il primo ministro Ariel Sharon merita appoggio e stima per l’iniziativa del disimpegno. Sharon, che purtroppo ha compreso in ritardo il suo errore, sta emergendo come uno statista coraggioso, alfiere della moderazione. Proprio lui, e forse soltanto lui, è il leader che può affrontare la creatura che si è rivoltata contro il suo artefice, e sconfiggerla.

    Ha scritto Nahum Barnea su Yediot Aharonot (25.10): L’errore di tanti commentatori è di aver ritenuto Sharon l’alfiere delle richieste dei coloni, dell’espansione territoriale, della totalità della Terra d’Israele. Si è scambiata la politica a sostegno degli insediamenti con un dogma. La frattura che si è prodotta è la dimostrazione di questo errore. Se infatti molti coloni credono nella sacralità della terra, Sharon pensa alla terra soltanto in termini di garanzie di sicurezza per Israele.

    Ha scritto il Jerusalem Post (26.10): Questo giornale, come gran parte del paese, ha appoggiato con riluttanza il piano di disimpegno del primo ministro Sharon. Un piano che nessuno considera l’optimum, sicuramente non noi. Ma il nostro punto, oggi, non è dire alla Knesset come deve votare, bensì qualcosa di più importante: formulare un appello per il rispetto dei risultati della votazione. Nel nostro sistema di governo, noi cittadini eleggiamo un parlamento perché rappresenti la popolazione. È la Knesset, non i sondaggi d’opinione né il governo, che è depositaria della responsabilità ultima di respingere o confermare fondamentali scelte politiche. In alcuni paesi anche i referendum costituiscono uno strumento legittimo di espressione della sovranità popolare, ma Israele non ha una legge che preveda il ricorso a questo strumento. La mancanza di un referendum non toglie nulla alla legittimità della decisione della Knesset. Dopodiché spetta al primo ministro l’onere di attuare il piano senza portare alla lacerazione del paese. Ma il vero test della nostra democrazia ricade su tutti noi cittadini israeliani, e inizia con l’accettare la piena legittimità di questa e delle altre decisioni del nostro parlamento sovrano.

    Scrive Ha’aretz (27.10): Dopo due sconfitte del piano di disimpegno da parte del suo stesso partito (in un referendum interno e al comitato centrale), Sharon ha avuto martedì sera la sua vittoria decisiva alla Knesset. Quel voto costituisce un significativo passo verso un reale disimpegno d’Israele dalla striscia di Gaza. Israele deve ora concentrarsi sulla fase successiva del piano. Naturalmente bisogna adottare misure difensive contro attacchi da Gaza: lanci di missili Qassam e colpi di mortaio sulle case israeliane o tentativi di infiltrazione di palestinesi armati, senza arrivare tuttavia all’uccisione di molti palestinesi ad ogni incursione di soldati israeliani dentro la striscia. L’Egitto ha un ruolo importante da svolgere nella prossima fase del disimpegno. In quanto paese guida nel mondo arabo, e con la striscia di Gaza ai suoi confini, può esercitare influenza su tutte le parti. Nella prossima fase sarà poi necessario avviare negoziati con i palestinesi e con varie agenzie internazionali su come gestire la grande quantità di immobili che Israele lascerà dietro di sé dopo il ritiro.

    Scrive Yediot Aharonot (27.10): Benché sia troppo presto per scrivere il necrologio del Likud, tutti sanno che questa formazione politica sembra prossima alla fine. Attualmente si trova in sala di rianimazione, con una equipe di medici (da Bibi Netanyahu a Zevulon Orlev) che cerca di rianimarla, ma basterà un altro sbalzo di energia elettrica per avere il cardiogramma piatto. E’ paradossale che proprio uno di coloro che contribuirono a dare vita al Likud nella sua forma attuale, il primo ministro Ariel Sharon, sia anche colui che ne ha abbreviato i giorni. Secondo Yediot Aharonot, il Likud è destinato a dividersi, con il movimento originario che andrà ad unirsi alla destra (estrema?), mentre l’altra ala si posizionerà al centro, accanto a Shinui e laburisti. Buon senso vorrebbe che queste formazioni si unificassero, con buona probabilità di guadagnarsi una grande maggioranza dell’elettorato. Ma l’ego eccessivo dei leader politici renderà verosimilmente impraticabile questa prospettiva.

    (Da: Ha’aretz, Jerusalem Post, Yediot Aharonot, 26-27.10.04)
    "
    www.israele.net


    Shalom!

  5. #55
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    Predefinito Grazie sharon

    Chatila, nell'ambito del progetto 'Sabra e Chatila'

    "Io sono stato nel Libano.
    Ho visto i cimiteri di Sabra e Chatila.
    E’ una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove
    Sono sepolte le vittime di quell’orrendo massacro. Il Responsabile dell’orrendo massacro è ancora al governo In Israele.
    E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto.
    E’ un responsabile cui dovrebbe essere dato il bando della società."

    Sandro Pertini


    Nota: Messaggio presidenziale agli italiani 31/12/1983
    Chatila ieri come Jenin oggi L’invasione israeliana del Libano e l’assedio di Beirut nel 1982 sono stati i presupposti per il massacro di Sabra e Chatila del 16-18 Settembre 1982 e l’inizio di una politica di terrore e morte perpetrata con grande determinazione da Ariel Sharon, responsabile dei massacri di Sabra e Chatila vent’anni fa come del massacro compiuto nell’aprile di quest’anno a Jenin.


    _____________________


    GRAZIE SHARON!
    Le decine di migliaia di morti, massacrati a Qibiya, a Sabra e Chatila, a Jenin, le 4.000 vittime (3.000 palestinesi e 1.000 israeliani) dell'intifada II, i beduini della regione di Rafah e qualche altra decina di migliaia di morti che ti porti sulla coscienza, ti dicono: GRAZIE SHARON!


    LEGGI QUI: CHI È ARIEL SHARON?
    Ci sono persone su questo forum...

  6. #56
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    I massacratori dei campi palestinesi citati furono i falangisti cristiano-maroniti il cui capo, oggi, è al servizio della Siria, finanziatrice del terrorismo palestinese.

    Grazie Sharon!


    Shalom

  7. #57
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    Tutte menzogne Sentinel.
    A Sabra e Chatila è stato un regolamento di conti tra arabi cristiani e arabi musulmani. Cosa c'entra Israele lo sapete solo voi.
    Le vittime dell'Intifada ricadono tutte sotto la responsabilità di chi l'ha scatenata, e che speriamo abbia presto a Parigi la sua tomba.

  8. #58
    SENATORE di POL
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    Chi rimesta questo fango vuole la guerra e l'odio..... e ora è chiaro chi vuole la guerra e l'odio......

    del restoSono passati olre 20 anni da quando nella notte fra il 16 e il 17 settembre del 1982 elementi armati della Falange cristiana, per vendicare l’uccisione del presidente Bashir Ghemayel, irruppero nei campi di Sabra e Chatila, dove si consumò un vero e proprio massacro che coinvolse donne, vecchi e bambini. L’indignazione in tutto il mondo fu grande: Israele avrebbe dovuto evitarlo.

    Benché nessun soldato israeliano si fosse macchiato di quel sangue, iniziò in Israele un doloroso dibattito, un vero e proprio autoprocesso che condusse alla nomina della Commissione Kahan al fine di stabilire le precise responsabilità.

    Dopo ben 58 udienze, dopo l’esame di documenti, registrazioni, rilevamenti fotografici la requisitoria finale indicò quali responsabili di negligenza (e non del massacro!!) il ministro della Difesa Sharon, il Capo di Stato Maggiore Eytan, il capo dei Servizi di Informazione dell’esercito Saguy. I mas media, che in tutto il mondo avevano dato risalto alla vicenda, si accorsero che mentre Israele si autoprocessava per non aver impedito un massacro, nessuna voce da parte araba si levò per condannare chi quel massacro materialmente l’aveva compiuto.

    E oggi gli autori materiali del massacro e molti dei loro eredi sono dalla parte di chi posta fango contro Sharon e sostiene i crimini del terrorismo arabo-palestinese.

    Il resto è spazzatura a servizio della guerra e dell'odio. Ossia dell'estremismo arabo-palestinese e delle sue mire distruttive e antisemite.

    Shalom

  9. #59
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    In Origine Postato da Pieffebi
    I massacratori dei campi palestinesi citati furono i falangisti cristiano-maroniti il cui capo, oggi, è al servizio della Siria, finanziatrice del terrorismo palestinese.

    Grazie Sharon!


    Shalom

    a e sharon stava la a fare il turista e?
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  10. #60
    SENATORE di POL
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    Arafat no di sicuro. Lui il terrrorismo contro i civili lo ha sempre direttamente organizzato e praticato, oltre che predicato.

    Shalom

 

 
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