No, attenzione, il mio principio cardine non è il consenso, bensì l'utilità.Originally posted by ARI6
Dalla tua disconoscenza di qualsiasi principio morale prestatuale e dall'indicazione del consenso come unico criterio di giustizia.
Non che io neghi il bisogno del consenso, intendiamoci, è solo che io un criminale lo chiamo col suo nome anche se lo stato dice diversamente.
Il consenso non è assoplutamente garanzia di utilità né tantomeno di libertà.
Sono per la necessità dello Stato, del diritto, delle regole.
Tutte istituzioni volte a garantire la massima potenzialità della libertà, che, per me, non è libertà di fare tutto quello che mi piace (come quel milanese che va in città con la macchina inquinante e pretende di passare perché anarchico). Da buon liberale penso che lo Stato debba garantire che la mia libertà non danneggi quella altrui.
Se poi non sono d'accordo con le leggi dello Stato posso:
1) accettarle
2) cercare di modificarle
3) disubbbidire, accettandone le conseguenze
4) fare la rivoluzione.
Sono tutte alternative che non escluido a priopri.
Basta accettare le conseguenze delle proprie azioni.
Ti faccio un esempio: i partigiani di via Rasella. Loro sapevano i termini della rappresaglia dei tedeschi. Non denunciarsi come autori del fatto significava non accettare la responsabilità delle proprie azioni. Perciò io li considero i veri responsabili della strage delle forze ardeatine.




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