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Discussione: ciampi contestato

  1. #11
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    In origine postato da Rotgaudo
    By the way, lo sapete che la famosa battaglia
    di Vittorio Veneto non e' mai avvenuta?
    Il fronte sulla Piave e' stato sfondato a nord dai Francesi
    e a sud dagli Inglesi,
    si sono inventati una battaglia per non dover sfigurare.
    By the way n.2: lo sapete che la linea del Piave era
    stata prefigurata e fortificata gia' dalla fine dell'800?
    Uno che dice "la Piave" e non "il Piave" parla correttamente.
    "Il Piave" è un'invenzione itagliona.

  2. #12
    PADANIA LIBERA!
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    In origine postato da Orso Brrrrr
    Uno che dice "la Piave" e non "il Piave" parla correttamente.
    "Il Piave" è un'invenzione itagliona.
    Ah si?Come mai?

  3. #13
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    In origine postato da PINOCCHIO
    ascolti radio gamma?

    non riesco più a trovare il libro che ne parla nella mia biblioteca
    ormai ho bisogno di un bibliotecario personale
    No, ho studiato storia e quando ho tempo
    libero eseguo ricerche negli archivi di stato
    e nelle biblioteche universitarie e civiche.

  4. #14
    Veneto indipendente
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    In origine postato da Wyatt Earp
    Ah si? Come mai?

    Alcuni grandi fiumi veneti (totalmente nel territorio veneto) sono da sempre chiamati con nomi femminili (es.: La Piave, la Brenta), forse perchè il fiume porta acqua e fertilità, cioè VITA.
    Come una madre, praticamente.

  5. #15
    Bovaro padano
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    In origine postato da Orso Brrrrr
    Alcuni grandi fiumi veneti (totalmente nel territorio veneto) sono da sempre chiamati con nomi femminili (es.: La Piave, la Brenta), forse perchè il fiume porta acqua e fertilità, cioè VITA.
    Come una madre, praticamente.
    Bravi ! Questo significa anche in piccolo fare cultura del territorio!

  6. #16
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    Il fronte sulla Piave
    Gia' dalla seconda meta' del 1800 il Comando Maggiore dell'esercito italiano considero' la Piave come ideale linea di resistenza nel caso in cui un eventuale nemico superasse le difese poste in Friuli.
    Sul finire di quel secolo riassunse in sintesi quella convinzione
    il generale Porro:
    " La linea della Piave nel suo corso in piano da Fener al mare
    ( 80 km ) e' quella che meglio si presta, a preferenza delle antistanti della Livenza e del Tagliamento, per coprire il
    nostro schieramento nella pianura veneta."
    Tratto da: La parte dell'Italia, di Angelo Gatti,
    ed. Mondadori, MI, pag. 188.

  7. #17
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    In origine postato da Rotgaudo
    Il fronte sulla Piave
    Gia' dalla seconda meta' del 1800 il Comando Maggiore dell'esercito italiano considero' la Piave come ideale linea di resistenza nel caso in cui un eventuale nemico superasse le difese poste in Friuli.
    Sul finire di quel secolo riassunse in sintesi quella convinzione
    il generale Porro:
    " La linea della Piave nel suo corso in piano da Fener al mare
    ( 80 km ) e' quella che meglio si presta, a preferenza delle antistanti della Livenza e del Tagliamento, per coprire il
    nostro schieramento nella pianura veneta."
    Tratto da: La parte dell'Italia, di Angelo Gatti,
    ed. Mondadori, MI, pag. 188.
    Scoppiata la guerra e con il fronte saldamente attestato sull'Isonzo, ne Il Gazzettino di Sabato 9 giugno 1917
    ( QUINDI BEN QUATTRO MESI PRIMA DI CAPORETTO ), fu
    pubblicato il seguente "avviso":
    " Da Vidor - del ponte e del tram - "
    " Dopo che la destra del Piave e' stata dichiarata zona di
    operazione, e' inutile presentarsi al passaggio del ponte
    se non si ha il passaporto in regola.
    Quelle carte bianche, rosse, che rilasciano certi uffic.
    municipali non contano niente.
    Il tram elettrico Valdobbiadene-Montebelluna, giunto alla
    fermata di Covolo deve sostare dieci buoni minuti per la
    visita dei passaporti.
    (...) Il passaporto e' da far vedere dal 18 febbraio al ponte. "
    Cio' dimostra che il territorio ad oriente del fiume era gia'
    considerato dagli strateghi zona di operazioni e quindi assumeva
    di fatto quel ruolo strategico che era stato delineato
    qualche decennio prima.

  8. #18
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    In origine postato da Rotgaudo
    Scoppiata la guerra e con il fronte saldamente attestato sull'Isonzo, ne Il Gazzettino di Sabato 9 giugno 1917
    ( QUINDI BEN QUATTRO MESI PRIMA DI CAPORETTO ), fu
    pubblicato il seguente "avviso":
    " Da Vidor - del ponte e del tram - "
    " Dopo che la destra del Piave e' stata dichiarata zona di
    operazione, e' inutile presentarsi al passaggio del ponte
    se non si ha il passaporto in regola.
    Quelle carte bianche, rosse, che rilasciano certi uffic.
    municipali non contano niente.
    Il tram elettrico Valdobbiadene-Montebelluna, giunto alla
    fermata di Covolo deve sostare dieci buoni minuti per la
    visita dei passaporti.
    (...) Il passaporto e' da far vedere dal 18 febbraio al ponte. "
    Cio' dimostra che il territorio ad oriente del fiume era gia'
    considerato dagli strateghi zona di operazioni e quindi assumeva
    di fatto quel ruolo strategico che era stato delineato
    qualche decennio prima.
    Al che si puo' capire perche dopo la ritirata di Caporetto
    l'esercito italiano venne riallineato lungo la Piave.
    Quello che non si capisce e' perche' non si sia provveduto
    all'evacuazione della popolazione che viveva nei centri abitati
    situati lungo la riva sinistra del fiume: da Segusino a Susegana.
    Il tempo per farlo c'era.
    Dalla ritirata di Caporetto (24 ottobre 1917) alla distruzione, operata dagli italiani, del ponte di Vidor (10 novembre 1917)
    ci furono ben due settimane di tempo per provvedere all'evacuazione e risparmiare cosi' migliaia di vite umane.
    Naturalmente non fu fatto niente di tutto questo,
    quando gli austriaci giunsero alla Piave gli italiani
    iniziarono a bombardare sulle case della popolazione residente.

 

 
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