I ragazzi che hanno devastato il Parini avranno dei problemi con la giustizia, seppure attutiti dalla circostanza di essere minori, verranno sospesi per un certo periodo da scuola e i loro genitori dovranno ripagare gli ingenti danni causati: eppure, sostengono alcuni professori dello stesso liceo, questo non basta, ci vuole la sospensione dalla scuola per un anno (molti altri presidi di Milano pare abbiano dichiarato che, non essendone obbligati dalla legge, non hanno nessuna intenzione di ospitare i ragazzi nella loro scuola per l’anno di sospensione dal Parini).
Tutto questo mi suscita tre domande, cui spero possano rispondere gli altri forumisti:
1) la scuola ha il compito istituzionale di educare: la sospensione per un intero anno dei ragazzi non è l’abdicazione al suo compito? Non è uno sgravio delle sue responsabilità? E’ individuabile un soggetto istituzionale (oltre la famiglia) diverso dalla scuola in grado di ri-educare questi ragazzi nell’anno di sospensione?
2) Allontanare i ragazzi dalla scuola (cioè, specie in una città come Milano, dal loro mondo, per l'esattezza dal loro UNICO mondo), quasi fossero appestati da respingere nel deserto, senza offire loro nessuna altro paracadute, non rischia di avviarli anzitempo alla brillante carriera di devianti e reietti, carriera che nel tempo conduce talvolta ad esiti non propriamente fausti (es. droga e/o carcere)?
3) Com’è possibile far capire a questi ragazzi la gravità del loro atto e la necessità di scontare una “pena” quando a chi costruisce abusivamente, a chi evade il fisco, a chi porta illegalmente capitali all’estero, a chi redige bilanci falsi ecc. ecc. viene perdonato tutto, praticamente senza alcuna sanzione o con sanzioni lievissime?




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