Cercavano di condizionare le inchieste sulle collusioni
tra ambienti politici e mafiosi reggini
Arrestati due ex parlamentari
"Pressioni sui magistrati"
Sei persone finite in carcere, c'è anche un giornalista
Indagati politici, giudici e amministratori pubblici
Amedeo Matacena
STRONGOLI (CROTONE) - Sei persone arrestate. Tra loro due ex parlamentari: Amedeo Matacena di Forza Italia e Paolo Romeo del Psdi. Il primo figlio di una figura storica per la città, armatore e fra i capi della rivolta degli anni '70, il secondo con trascorsi nella destra eversiva. L'accusa è quella di aver esercitato pressioni e condizionamenti su alcuni magistrati della Procura distrettuale di Reggio Calabria. L'obiettivo era quello di condizionare le inchieste su presunte collusioni tra ambienti politici e mafiosi reggini.
A subire pressioni sarebbero stati il sostituto procuratore nazionale antimafia Enzo Macrì, applicato a Reggio Calabria, l' ex coordinatore della Dda di Reggio Calabria Salvatore Boemi, e gli ex sostituti procuratori distrettuali Francesco Mollace, Alberto Cisterna, Enzo Verzera e Roberto Pennisi.
Oltre a Romeo e Matacena, le persone arrestate nell' ambito dell' operazione sono il giornalista Francesco Gangemi, direttore del periodico "Il Dibattito", edito a Reggio Calabria, l' avvocato Francesco Gangemi, di 74 anni, cugino del primo, l' avvocato Ugo Colonna, di 44 anni, di Messina, e Riccardo Partinico, di 47 anni, insegnante. Ai due Gangemi viene contestato il concorso in associazione per delinquere di tipo mafioso e nella violenza o minaccia ad un corpo giudiziario. Soltanto di quest' ultimo reato, infine, sono accusati Colonna e Partinico.
Oltre alle sei ordinanze di custodia cautelare sono state emesse 34 avvisi di garanzia. Nel gruppo degli indagati ci sono amministratori pubblici della Regione e del Comune e della Provincia di Reggio Calabria, magistrati, avvocati, funzionari ed impiegati dello Stato, appartenenti ai servizi segreti, funzionari ed agenti di polizia, medici, carabinieri e funzionari di banca.
La richiesta di emissione delle ordinanze di custodia cautelare è stata fatta dal procuratore della Repubblica di Catanzaro, Mariano Lombardi, dal procuratore aggiunto, Mario Spagnuolo, e dal sostituto procuratore Luigi de Magistris.
"Ho denunciato queste cose ormai da due anni e fino all' altro giorno sono stato ancora oggetto di un bieco attacco pilotato attraverso due quotidiani. Chiamerò alle loro responsabilità tutti coloro, magistrati, politici, imprenditori e chiunque altro abbia tramato nei miei confronti in questi anni" commenta il sostituto procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Francesco Mollace, uno dei magistrati parte lesa nel procedimento.
Duro anche il giudizio del sostituto procuratore nazionale della Direzione nazionale antimafia, Enzo Macrì: "Ora si capisce perchè da almeno cinque anni a questa parte 'Il dibattito' abbia condotto una forsennata campagna di diffamazione, di denigrazione, di delegittimazione, ai danni di alcuni magistrati reggini, tra i quali ho avuto una posizione di assoluta preminenza. Quel giornale era l'organo di stampa della 'ndrangheta".




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