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Discussione: Comunicati

  1. #11
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    Predefinito Intervento su riforma costituzionale

    CARLA MAZZUCA POGGIOLINI. Signor Presidente, a nome dei repubblicani europei, con determinazione e dolore, esprimo voto contrario su questo provvedimento, che induce in tutti i democratici italiani autentica preoccupazione. I repubblicani europei non possono, dunque, che stigmatizzare anch'essi, così come i colleghi di opposizione ed un'isolata ma autorevole voce nella maggioranza, la pervicace volontà di modificare l'equilibrio tra i poteri dello Stato, la composizione ed i poteri del Parlamento, la formazione delle leggi, oltre che inserire elementi di separazione tra le regioni, che saranno motivo di devastante conflittualità.
    Con la velleitaria volontà di ridisegnare per intero lo Stato, è stata messa in discussione la Repubblica, che, come ho ascoltato più volte ricordare in quest'aula, non è solo la denominazione di una forma di Stato: al contrario, essa è la sostanza della nostra democrazia, fondata sulla divisione dei poteri - che avete abolito -, sul potere di rappresentanza parlamentare - che avete azzoppato -, sull'equilibrio tra i vari poteri, che è l'unica garanzia del permanere del sistema democratico. Tale equilibrio voi lo avete distrutto, a favore di una forma di presidenzialismo arretrato e pericoloso.
    Quanto alla cosiddetta devolution, alibi per tale sciagurato disegno, ne è venuto fuori un federal-centralismo o un central-federalismo, con cui si tenta di dare una sovranità impossibile alle regioni ed ai loro popoli.
    Se questo vuole la Lega Nord - e questo vuole - occorre che tutti coloro che hanno a cuore l'identità repubblicana della nazione italiana affermino con chiarezza che questo è un progetto inaccettabile. La sovranità appartiene al popolo, come era stato definito nella tradizione politica popolare italiana, a partire dalla Costituzione della Repubblica romana del 1849: un popolo, un patto, una nazione.
    Quando fu il momento, nel 1861 e nel 1870, non prevalse né l'idea federalista di Cattaneo, né quella di Mazzini (che avrebbe voluto, da subito, un'Italia repubblicana). Solo nel 1946, a seguito del referendum che trasformò l'Italia in Repubblica, il popolo ha eletto un'Assemblea costituente ed ha scritto una Costituzione per mano di tali eletti. Un popolo sovrano, quindi, che elesse i nostri padri costituenti, consapevoli tutti - siano stati di maggioranza o di opposizione - del compito impegnativo ed esaltante che avrebbero dovuto affrontare, e che hanno egregiamente risolto.
    Voi volete rompere quel patto, con il rafforzamento, anzi con la prevaricazione consentita al potere del Governo rispetto al Parlamento, volete dare al popolo una semisovranità, quella per cui ognuno è padrone, a casa propria, di farsi la scuola che vuole e la sanità che vuole, e volete affidare il Governo ad un vero e proprio padrone.
    Voi non siete qui ad unirci con un patto federalista; siete, invece, venuti a dividerci in un conflitto federalista, perché il federalismo, cari colleghi, rappresenta - ed ha sempre rappresentato - lo strumento, in sede costituente, di aggregazione di popoli sovrani, che non rinunciano completamente, ognuno di loro, alla propria sovranità. Non si è mai visto che uno Stato unitario si trasformi in uno Stato federale, né che un sistema parlamentare si trasformi in presidenziale per effetto di una revisione costituzionale compiuta da un Parlamento eletto - aspetto assurdo - con il sistema maggioritario!
    Mi chiedo, insieme al collega Gerardo Bianco, che lo ha detto in modo sintetico ed estremamente efficace: è stato legittimo tutto ciò? È legittimo che una maggioranza, forte di più di cento voti di differenza, stravolga la Costituzione in vigore? Allora, chiedo a tutti i colleghi della maggioranza - poiché vi sono ancora dei passaggi da fare - una lunga pausa di riflessione sulla volontà di qualcuno in quest'aula di portare a casa una revisione costituzionale che è una vera e propria rivoluzione costituzionale, ossia un concetto che nella scienza politica è pura contraddizione. Tra l'altro, state mettendo in atto una riforma della seconda parte della Costituzione che è in netto contrasto con la prima parte: è un assurdo sul quale le generazioni future studieranno e, probabilmente, rideranno con qualche scherno.
    Volete cambiare la Costituzione e il sistema, da parlamentare in presidenziale spinto, e volete dividere l'Italia, frammentando la stessa sovranità popolare tra più
    popoli, ognuno a casa sua. Se questo è il vostro intento, allora, come minimo, occorre convocare comizi elettorali per eleggere un'Assemblea costituente. Non è vietato tutto ciò, ma occorre farlo nella misura e con le persone giuste, con le procedure giuste, perché, fino a prova contraria, il popolo italiano è ancora uno ed è sovrano e noi, in questa sede, lo rappresentiamo tutto e non per settori. Esso non potrà mai accettare limitazioni territoriali di sovranità che non abbia direttamente, rappresentativamente, proporzionalmente e non maggioritariamente votato ed approvato per mezzo di ogni sua componente politica, culturale e sociale. Allo stesso modo, non potrà mai accettare un sistema presidenziale che ha in sé tutte le possibilità di trasformarsi in dispotico ed autoritario.
    Chi è coerente con questa impostazione non può, quindi, che rifiutare in toto questo provvedimento, richiamando tutti ad una più attenta riflessione sul costituzionalismo democratico e sui suoi presupposti, dei quali tutti i repubblicani in questo Parlamento si sono impegnati a risollevare le sorti.

  2. #12
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    Sono orgoglioso di appartenere ad un partito che è rappresentato da una deputata come la Mazzuca, che si è espressa come ha fatto.

  3. #13
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Citazione da Intervento Principale di by Jan Hus
    Sono orgoglioso di appartenere ad un partito che è rappresentato da una deputata come la Mazzuca, che si è espressa come ha fatto.
    BRAVA !

    Ma noi dovremmo fare subito qualcosa per contribuire a dare più risalto al suo operato di parlamentare.

    Forse dovremmo trovare il modo di riprenderne e valorizzarne l'eco sulla stampa, anche su quella locale.

    Forse dovremmo anche sondare se lei è disponibile ad incontri pubblici che qualche nostra sezione potrebbe forse organizzare in giro per l'Italia.

    Diamoci da fare!

  4. #14
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    Citazione da Intervento Principale di by LUCIO
    BRAVA !

    Ma noi dovremmo fare subito qualcosa per contribuire a dare più risalto al suo operato di parlamentare.

    Forse dovremmo trovare il modo di riprenderne e valorizzarne l'eco sulla stampa, anche su quella locale.

    Forse dovremmo anche sondare se lei è disponibile ad incontri pubblici che qualche nostra sezione potrebbe forse organizzare in giro per l'Italia.

    Diamoci da fare!
    Di gente tosta (e, curiosamente, sono soprattutto donne) ne abbiamo in buon numero.

    Cercherò di diffondere la voce.

  5. #15
    laico progressista
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    Un caloroso applauso anche da parte mia.
    E' un ottimo esordio. Continuiamo a difendere la nostra Costituzione e il nostro Stato repubblicano unitario. E' uno dei nostri caposaldi.

  6. #16
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    Direttiva Bolkenstein apre a caporalato e smantella i diritti sociali europei
    25/nov/2004
    SBARBATI Segretario nazionale Repubblicani Europei (Uniti nell'Ulivo per l'Europa - ALDE)


    L'onorevole Luciana Sbarbati, segretario nazionale dei Repubblicani Europei, lista Uniti nell'Ulivo per l'Europa, ha preso posizione con una interrogazione scritta alla Commissione europea, contro la Direttiva Bolkenstein che, a suo parere, sotto il giusto principio di "diminuire la burocrazia e ridurre i vincoli alla competitività", si prefigge il vero scopo di imporre ai 25 Stati membri dell'UE le regole della concorrenza senza alcun limite e in tutte le attività di servizio.
    E' giusto, sostiene la Sbarbati, che l'Europa privatizzi i servizi nel mercato interno per poter pretendere, da una posizione più forte all'interno dei negoziati GATS, la privatizzazione dei servizi nel resto del mondo, ma non è giusto quando con questa direttiva si pretende, al contrario del GATS, di cancellare ogni possibilità di restrizioni nazionali all'accordo.
    Esso infatti intende l'esistenza di un mercato "in ogni settore di attività economica in cui un servizio può essere fornito da un privato", ed elimina come "burocratici" le disposizioni prese dai poteri pubblici per migliorare i servizi in termini di garanzie totali, tutela dell'accesso universale, trasparenza, qualità, diritti del lavoro e contenimento delle tariffe.
    I poteri delle autonomie sono in pericolo - insiste la Sbarbati - e soprattutto è pericolosa l'eccessiva apertura alla concorrenza nei servizi pubblici essenziali. La parte più negativa infine, sostiene la parlamentare, è l'incentivo alla delocalizzazione delle imprese le quali poi secondo il deleterio "principio del paese di origine" possono partecipare a una gara europea mantenendo norme di sicurezza, leggi e contratti dei paesi dove i lavoratori sono assunti, talché si creano meccanismi di concorrenza selvaggia che aprono al caporalato e provocano lo smantellamento dei diritti sociali europei.

  7. #17
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    I Repubblicani europei difendono i disabili - finanziaria attentato alla categoria dei disabili
    25/nov/2004
    Dichiarazione dell'on. Luciana Sbarbati, segretario nazionale dei Repubblicani Europei (Uniti nell'Ulivo)


    Nella trasmissione di Porta a Porta di ieri sera, 24 novembre, tra le altre anticipazioni più o meno preoccupanti sul maxi-emendamento che dovrebbe ridurre l’imposizione fiscale, ce ne è stata una che grida vendetta al cospetto della dignità e della serietà della classe politica.
    Si tratta della riduzione di 200 milioni di euro, sulle cosiddette “pensioni ai falsi invalidi”. Sono 400 miliardi di lire che verrebbero sottratte a persone che indebitamente, si dice, percepiscono o la pensione di invalidità o l’indennità d’accompagnamento.
    Infatti a partire dal 1992, i disabili percettori di assistenza si stanno sottoponendo a verifiche quasi annuali, e ci sembra venuto il momento di chiarire alcuni concetti e alcuni dati, dice la Sbarbati. Ogni anno, sulle strade ci contano 400 mila feriti, dei quali 20 mila restano, più o meno gravemente, invalidi permanenti. In Italia ci sono 5 milioni di diabetici, dei quali una percentuale abbastanza alta contraggono invalidità, come conseguenza della malattia. Inoltre 14 milioni di anziani a causa dell’età, devono sopportare menomazioni fisiche che li portano all’invalidità.
    L’alto numero di invalidi in Italia è fisiologico e compatibile con un trend, ormai consolidato, e non è dovuto, se non in minima parte, ai falsi invalidi e il Governo lo sa o se lo ignora farebbe bene ad apprenderlo.
    Da quanto finora esposto, derivano 2 conseguenze: la prima è che non c’è la possibilità reale di una riduzione così sostanziosa, semplicemente eliminando le eventuali pensioni illegittime; ma, c’è una siffatta possibilità, solo ritardando o interrompendo le pratiche di concessione di pensioni vere e legittime. Questo è il pericolo, dice l'on. Sbarbati, che i Repubblicani Europei denunciano con forza: il governo, per le sue necessità, penalizzerà ulteriormente categorie già gravemente in difficoltà, non essendo state rifinanziate, ad esempio, le leggi sull’abbattimento delle barriere architettoniche, sull’integrazione al lavoro, sulla formazione degli insegnanti di sostegno…
    Si tratta di un attentato a una delle categorie più deboli della società, che non ha, per difendersi, nessun mezzo e che, pertanto, intendiamo difendere con gli altri partiti del centro-sinistra con tutte le nostre forze.

  8. #18
    Garibaldi
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    Citazione da Intervento Principale di by Alberich
    “pensioni ai falsi invalidi”.

    adesso difendete anche i FALS INVALIDI a danno dei veri invalidi e delle persone oneste ???????

    leggete e VERGOGNATEVI
    http://www.spaziosette.info/lore100202.htm
    Chi e' veramente invalido non possono togliergli nessuna ndennita' e nessuna pensione !!! BUGIARDI !!!
    Forse nel movimento c'e qualche politica che ha avuto un paio di incidenti gravi e vuiole la pensione???anche se non gli spetta?????????'

  9. #19
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    Cara mosca, perchè non impari a leggere?

  10. #20
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    Strategia antidroga UE: "Meno repressione, più politiche di riduzione del rischio"
    02/dic/2004
    On. Luciana Sbarbati (Movimento dei Repubblicani Europei/ADLE)
    Bruxelles, 2 Dicembre 2004


    "Con il voto di oggi sul rapporto Catania sulla strategia antidroga dell´UE 2005-2012 - afferma l´On. Luciana Sbarbati, leader del Movimento dei Repubblicani Europei - la Commissione Libertà Pubbliche del Parlamento Europeo ha criticato aspramente le politiche repressive attuali sulle droghe, chiedendo una maggiore applicazione delle politiche sociali e sanitarie volte alla riduzione del rischio. Gli emendamenti da me depositati, ed approvati in gran numero dalla Commissione - continua l´On. Sbarbati- erano orientati a riportare l'Italia in linea con le politiche applicate dalla maggior parte degli stati membri ed hanno contribuito al voto favorevole sulla relazione Catania espresso dalla Commissione Libertà Pubbliche".

 

 
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