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Discussione: La caduta -

  1. #1
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    Predefinito La caduta -



    Sono passati venti anni dalla caduta del muro di Berlino.
    La Germani tornò unita, finì l'incubo del comunismo nella Germania Est e nel giro di pochi anni, uno alla volta caddero tutti i regimi filo sovietici europei.
    Il comunismo si rafforzò purtroppo in Italia, ben presto i comunisti ed i post comunisti si trovarono al governo, ma l'importanza della caduta del muro di Berlino é che segnò una svolta importantissima in tutto il mondo.
    Nel 1991 fu ammainata la bandiera rossa a Mosca, fu innalzata nuovamente la bandiera zarista.

    Onore a chi si battè politicamente per arrivare alla fine del mostro sovietico.
    Onore ai martiri del comunismo.
    Onore a chi credeva allora e crede anche oggi nella libertà !

    Ora e sempre, abbasso il comunismo, disastro per l'Italia !

    Solo un piccolo pensiero voglio aggiungere in questa data: quando l'Italia innalzerà nuovamente il vessillo della Patria ?
    Ultima modifica di Gilbert; 09-11-09 alle 12:28

  2. #2
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    Predefinito Rif: La caduta -

    Quando mezzo mondo cambiava classe dirigente il Pci cambiava nome

    Di Giuliano Cazzola
    9 novembre 2009

    Sabato scorso era il 7 novembre; oggi è il 9 novembre. Due date di calendario che stanno nello spazio di un week end, ma che indicano ricorrenze simmetriche ed opposte. Il 7 novembre del 1917 ebbe inizio la “Rivoluzione d’ottobre” (in Russia non era ancora stata applicata la riforma del calendario per cui erano indietro di qualche settimana rispetto al resto del mondo). Per oltre settant’anni, il 7 novembre, si festeggiava quell’evento con grandi manifestazioni a Mosca nella Piazza Rossa. Sfilavano le Forze Armate con tanto di missili, le strutture del partito e quant’altro significasse potenza e prestigio della “patria del socialismo reale”. Sull’enorme palco tutta la gerarchia dell’Urss e i vertici dei “partiti fratelli” di tutto il mondo, tra cui occupava un posto d’onore la delegazione del Pci, che era pur sempre il più grande partito comunista dell’Europa occidentale. C’era addirittura una Camera del Lavoro in Italia che per molti anni – prima che il processo unitario con Cisl e Uil prendesse forza e consistenza – nella giornata del 7 novembre chiudeva i battenti per festeggiare la ricorrenza.

    Quella data non la ricorda più nessuno, neppure come evento storico. Tutti invece, a partire dagli ex comunisti, celebrano oggi la caduta del Muro di Berlino: il manufatto che spaccava in due una ex capitale europea, per decenni considerato come un baluardo che proteggeva la DDR dalle provocazioni e dalle penetrazioni del capitalismo e dal “revanscismo tedesco” come si diceva allora. Quel Muro, invece, non difendeva i cittadini-sudditi dell’Est; li teneva prigionieri. Fino alla caduta del Muro il Pci non aveva mai preso le distanze dai “partiti fratelli”, nonostante le critiche e i distinguo, sempre formulati con giri di parole caute e circospette (quando gli eserciti del Patto di Varsavia aggredirono la Cecoslovacchia l’Ufficio politico del Pci si limitò a parlare di “grave dissenso”). Eppure quelle espressioni caute ed ambigue venivano salutate dai corifei nostrani alla stregua di svolte epocali.

    Nei giorni scorsi si sono incontrati Kohl, Bush padre e Gorbaciov, presentati dai media come i protagonisti della caduta del Muro. Niente di più falso: Gorbaciov la caduta del Muro la subì, non la volle né la sollecitò. Eppure Gorbaciov ha sempre ottenuto una grande audience in Europa perché, come Dubcek, era un “comunista democratico”, un leader che credeva nella riformabilità del regime comunista e quindi non voleva mettere in discussione le “conquiste” dei lavoratori (che poi tali non erano) derivanti dalla socializzazione dei mezzi di produzione e di scambio. I russi, invece, non amavano Gorbaciov, tanto che gli preferirono Eltsin, un alcolizzato che era stato comunista, ma che non aveva esitato a gettare alle ortiche l’ideologia.

    Dopo l’’89 la storia del mondo cambiò. E i cecoslovacchi, tornati liberi, non andarono a cercare nelle catacombe i dirigenti dell’era Dubcek, ma mandarono al potere una nuova classe dirigente che nulla aveva da spartire con il comunismo, tanto dal volto umano quanto da quello disumano. Il Pci risolse i suoi problemi di identità mutando nome (lo ha fatto più volte). Quei passaggi suscitarono un intenso dibattito interno che venne imposto a tutti gli italiani mediante film, dibattiti e fiction televisive, come se tutti noi dovessimo patire le stesse pene di chi non voleva smettere di essere comunista. Come se dovessimo tutti correggere Benedetto Croce e la sua considerazione (“non possiamo non dirci cristiani”) nel modo seguente: non possiamo non dirci comunisti.

    Insomma, la svolta del 1989 arrivò all’improvviso. E in modo immeritato per il Pci che non aveva mai rotto fino in fondo con l’Urss e i regimi dell’Est. Basti pensare che solo da pochi anni si ammette che Enrico Berlinguer, ai tempi del compromesso storico, subì un attentato in Bulgaria, dal momento che l’incidente automobilistico di cui fu vittima presentava troppi aspetti dubbi. E che dire del clima di freddezza e di sospetto con cui fu accolta l’esperienza di Solidarnosc in Polonia o, anni prima, l’idea di organizzare a Venezia una “Biennale del dissenso”, a cui invitare i dissidenti dell’Est europeo, allora considerati in Europa, dai comunisti e dai loro “compagni di viaggio”, alla stregua dei provocatori ?

    Oggi gli ex comunisti nostrani rimproverano a Putin cose assai meno gravi di quelle che non avrebbero mai rimproverato a Breznev. E la Camera vota mozioni sul rispetto dei diritti umani in Russia che mai avrebbe votato con riferimento all’Urss. Per fortuna sono entrati a far parte dell’Unione i Paesi dell’Est che a quell’esperienze non vogliono più tornare. Per queste ragioni è sciocco e sbagliato l’atteggiamento che esiste nel centro destra contro migliori condizioni di cittadinanza da riconoscere agli stranieri, compreso il diritto di voto. Quelli che nei loro Paesi hanno avuto a che fare col comunismo (anche se ne hanno sentito solo parlare dai padri e dai nonni) non vorranno mai saperne degli eredi.

    Quando mezzo mondo cambiava classe dirigente il Pci cambiava nome | l'Occidentale

  3. #3
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    Predefinito Rif: La caduta -

    Berlino, vent'anni fa cadeva il Muro:
    feste e celebrazioni nella capitale tedesca

    Mille tessere di un enorme domino verranno fatte cadere
    alla porta di Brandeburgo: presenti capi di Stato del mondo

    ROMA (9 novembre) - Venti anni fa cadeva il Muro di Berlino.Le celebrazioni per il 20/mo anniversario della caduta del Muro di Berlino sono cominciate questa mattina, sotto un cielo grigio di una capitale intasata dalla pioggia, nella chiesa di Gethsemane, a Prenzlauer Berg, un quartiere a est della città: qui la cancelliera Angela Merkel e il presidente della Repubblica Horst Koehler hanno assistito alla messa organizzata dalla Chiesa evangelica e dalla Conferenza episcopale dei vescovi tedeschi.

    Effetto domino davanti alla Porta di Brandeburgo. Il momento più importante della giornata sarà questa sera, quando la caduta del Muro sarà ricreata simbolicamente attraverso un gigantesco effetto domino - davanti alla Porta di Brandeburgo - al quale assisteranno decine di capi di Stato e di governo, tra i quali anche il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Per le celebrazioni, sono attese circa 100mila persone nella capitale, ma questa stima potrebbe cambiare a causa del maltempo.

    Merkel: unità tedesca ancora da completare. La Merkel, che ha incontrato questa mattina il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, e nel corso di un'intervista all'emittente pubblica Ard ha tenuto a ricordare al Paese che che «l'unità tedesca non è stata ancora completamente raggiunta» poichè, ha spiegato, l'est e l'ovest presentano ancora «differenze strutturali». Due decadi dopo la caduta del Muro, la cancelliera ha sottolineato che la disoccupazione nelle regioni dell'ex Repubblica democratica tedesca (Rdt) è ancora oggi il doppio rispetto a quella nell'ovest del Paese. Per questo, ha detto, la «tassa di solidarietà» istituita per finanziare i costi di ricostruzione delle regioni orientali dopo la riunificazione è «ancora necessaria».

    Napolitano: uno spartiacque nella storia. «La caduta del Muro di Berlino di cui ricorre in questi giorni l'anniversario, nel 1989 segnò uno spartiacque nella storia europea e mondiale del XX secolo come già un'altra tappa aveva segnato, il 9 maggio 1945 la caduta di Berlino», ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso di una cerimonia al Quirinale.

    Berlino, vent'anni fa cadeva il Muro: feste e celebrazioni nella capitale tedesca - Il Messaggero#

  4. #4
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    Predefinito Rif: La caduta -

    Citazione Originariamente Scritto da Conterio Visualizza Messaggio
    Berlino, vent'anni fa cadeva il Muro:
    feste e celebrazioni nella capitale tedesca

    (..)

    Napolitano: uno spartiacque nella storia. «La caduta del Muro di Berlino di cui ricorre in questi giorni l'anniversario, nel 1989 segnò uno spartiacque nella storia europea e mondiale del XX secolo come già un'altra tappa aveva segnato, il 9 maggio 1945 la caduta di Berlino», ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso di una cerimonia al Quirinale.

    Berlino, vent'anni fa cadeva il Muro: feste e celebrazioni nella capitale tedesca*-*Il Messaggero#
    Simpatico il nostro Giorgetto nazionale... fa finta di non ricordare il suo passato, oppure si è calato nella parte tanto bene che quel passato non gli appartiene più.

    Occorre imparare !
    Noi monarchici non siamo capaci di tanto trasformismo.
    Le persone di credo repubblicana invece, sono pronti a tutto pur di restare in sella.

    Vittorio Emanuele III, pur non avendo mai avuto un rapporto politico con il Fascismo, viene additato ancora dopo 62 anni d'essere stato fascista, ...quì, un presidente iscritto al partito comunista, che ha collaborato allo sviluppo del partito per 50 anni, che a detto, cretuto e scritto quello che è stato capace di scrivere e dichiarare, può essere un buon presidente, ...e si pretente pure che gli si porti rispetto. hefico:

    Viva la repubblicha :sofico:

  5. #5
    un gnocco contro il mondo
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    Predefinito Rif: La caduta -

    Ehi, Scomunista, visto che ormai siamo andati OT .... e me ne scuso con il Moderatore e con i forumisti tutti, Ti pregherei di vedere se trovi un momento per intervenire anche qui:

    http://forum.politicainrete.net/part...onarchica.html
    e qui:
    http://forum.politicainrete.net/tran...-del-pdum.html


    Attivato il Link
    Ultima modifica di Conterio; 10-11-09 alle 10:29 Motivo: attivato il link - Conterio
    .

    "... c'erano i cervelli che coordinavano il lavoro e definivano la politica secondo la quale si rendeva necessario che questo frammento del passato venisse conservato, quello falsificato, quell'altro ancora cancellato dall'esistenza." G. Orwell

  6. #6
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    Predefinito Rif: La caduta -

    Citazione Originariamente Scritto da scomunista Visualizza Messaggio
    Si l'ho letto sul libro "Vittorio Emanuele III l'astuzia di un Re", in pratica ha sacrificato la casata per rimanere a fianco degli italiani, ma doveva chiedersi "gli italiani meritano tutto questo".
    Comunque avrei preferito che non la firmasse questa guerra, meglio l'esiliohefico:
    ragioni con il senno del poi.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Gilbert Visualizza Messaggio
    ragioni con il senno del poi.
    Infatti.

    Il senno di poi, è comodo, ma anche pericoloso, perchè mette in cattiva luce valori importanti basandosi su situazioni fuori dal loro contesto storico e temporale.

    Se usiamo il senno di poi, tutti i "grandi" del passato diventano ragazzini inesperti e capricciosi !

  8. #8
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    Predefinito Rif: La caduta -

    Citazione Originariamente Scritto da Conterio Visualizza Messaggio
    Infatti.

    Il senno di poi, è comodo, ma anche pericoloso, perchè mette in cattiva luce valori importanti basandosi su situazioni fuori dal loro contesto storico e temporale.

    Se usiamo il senno di poi, tutti i "grandi" del passato diventano ragazzini inesperti e capricciosi !
    esattamente!!!
    Con il senno del poi é facile ragionare, e anche Meucci inventava internet!!!

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da scomunista Visualizza Messaggio
    Conterio, io ho letto la storia e la vita del Re Soldato e l'ho rivalutati di molto, ma lui stesso si definiva non adeguato a regnare, voleva ritirasi a vita privata a Napoli, oppure ritirasi su uno scoglio del mediterraneo, se non si fosse sposato con Elena, e non fosse costretto dagli eventi a divenire Re, avrebbe convinto il padre a dare il trono ai cugini.
    Vogliamo ricoscergli i merti ma anche gli errori, che poi la casata fu travolta dagli eventi, e come disse lo storico Paolo Mieli, forse in questi frangenti niente e nessuno avrebbe potutto salvare Casa Savoia.
    Scusa se continua con questi Se, ma prendendo spunto dalla fisica quantistica, la realta non una sola, sempre quantisticamente parlando...
    Parli di Paolo Mieli ex comunista maoista per caso ?

  10. #10
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    Predefinito Rif: La caduta -

    Citazione Originariamente Scritto da scomunista Visualizza Messaggio
    Conterio, io ho letto la storia e la vita del Re Soldato e l'ho rivalutati di molto, ma lui stesso si definiva non adeguato a regnare, voleva ritirasi a vita privata a Napoli, oppure ritirasi su uno scoglio del mediterraneo, se non si fosse sposato con Elena, e non fosse costretto dagli eventi a divenire Re, avrebbe convinto il padre a dare il trono ai cugini.
    Vogliamo ricoscergli i merti ma anche gli errori, che poi la casata fu travolta dagli eventi, e come disse lo storico Paolo Mieli, forse in questi frangenti niente e nessuno avrebbe potutto salvare Casa Savoia.
    Scusa se continua con questi Se, ma prendendo spunto dalla fisica quantistica, la realta non una sola, sempre quantisticamente parlando...
    Ma io caro amico non ho nulla da rimproverarti nelle tue considerazioni.

    Il senno di poi, si può anche "usare", ma vedi, negli anni ho potuto capire, che anche il senno di poi, viaggia per così dire su due binari... quello che ci interessa e quello che non ci interessa.

    Ora quì siamo tutti monarchici, e tra noi possiamo vedererla e pensarla in modo diverso, ma tutti abbiamo - spero - un solo obiettivo, quello di vedere il Quirinale abitato da un Sovrano, che per quanto mi riguarda può solo essere un Principe di Casa Savoia.

    Ma non ci siamo solo noi monarchici, ci sono purtroppo anche coloro che sono contro la Monarchia.

    Ora tu hai ricordato che SM il Re VE III si definiva inadatto. E' vero, quel libro, l'ho letto pure io, e se VE III non è per noi il Principe che più ci va a genio nei 1000 anni di storia della Dinastia, si fa in fretta a fare 1 + 1 = 2, e cioè che costui non era adatto, e che automaticamente sbagliò segnando la fine della Monarchia.
    Non fa una grinza, ...sono pronto a controfirmarlo pure io.

    Però c'è il però, e se è vero che abbiamo letto tutti e due lo stesso libro, e spero che anche tu non ti sia fermato a leggere soltanto quello, possiamo affermare che VE III ed il suo operato in 46 anni di Regno, non è giudicabile da questa semplice addizione che abbiamo fatto sopra ?
    Cioè, tutto il suo lavoro, non lo possiamo ridurre ad una sua dichiarazione giovanile, ed abbinarla automaticamente al fatto che poi - e a causa di ciò - la Monarchia in Italia è caduta !
    Se facciamo questo, siamo alla frutta, non c'è altro da aggiungere.

    E qui mi ricollego a quanto ho scritto sopra, e cioè, che anche coloro che sono contrari alla Monarchia, usano il senno di poi, quello che viaggia sul binario che gli interessa, ed omettono sempre il binario che non gli interessa.

    Segiumi nel discorso...
    Lasciando perdere il fatto che furono gli Imperi Centrali a tradire l'alleanza con l'Italia nel 1914 dichiarando la guerra a mezza Europa senza interessare la diplomazia italiana, proviamo ad usare il senno di poi, e facciamo finta che VE III si fosse schierato con essi. La guerra, sarebbe forse durata uno o due anni di più, ma il risultato sarebbe stato lo stesso. Gli Alleati, grazie ai mari aperti e ai commerci liberi (nonostante la guerra sottomarina) avrebbero continuato a mangiare, riscaldarsi con il carbone e a conbattere, affamandoci in un ghetto fino alla nostra resa. Eppure VE III, inadatto al trono, avrebbe in quel frangente preso la decisione più "facile" confermando che ...non era adatto appunto.
    Cosa è successo invece ?

    Che la guerra, quella della totale unificazione d'Italia e quella su cui ancora oggi, malgrado tutto si fonda la nostra indipendenza territoriale e sociale, dalle alpi a pantelleria, l'abbiamo vinta...

    A me, comincia a venirmi il dubbio che VE III non fosse poi così tanto inadatto, e a te ?

    Facciamo un saltello indietro, luglio 1900, il Principe quello inadatto (sono parole sue) diventa Re, ...potrebbe sulle ali dello sdegno popolare contro il Bresci e contro tutti coloro che fino a quel giorno avevano sputato sulla Monarchia, fare piazza pulita con la forza.

    Preferisce invece non forzare la mano, concede la presidenza del Consiglio a Giolitti, un uomo della Sinistra liberale, pur avendo un parlamento schierato al 52 % per la Destra, che non vedeva l'ora di spazzare via Socialisti e fancazzisti vari.
    Sarebbe stata la soluzione più facile ed emotivamente comprensibile.

    Con il senno di poi, possiamo dire che quasi certamente saremmo arrivati alla Dittatura ROSSA ancor prima della Russia.

    Stesso concetto nel 1919-22, anzi ancora più difficile, perchè tra una dittatura Socialista, ed una totale vittoria sul campo del fascismo squadrista e repubblicano, riusci a restare in sella ingabbiando e contenendo il Fascismo per 20 anni.
    Cosa sarebbe stato dell'italia nel caso Rosso o nel caso di un fascimo repubblicano estremo ?

    Mi femo quì. Io ritengo che il senno di poi, ha due lame, è giusto utilizzarlo per fare dei ragionamenti, ma cerchiamo almeno di usare tutte le sue facce contemporaneamente, perchè se per interesse di parte, settorizziamo il suo impiego, non non otteniamo una analisi a posteriore, ma soltanto la conferma di ciò che ci interessa.

    Molti "storici" oggi, fanno proprio questo intervento, non inventano più come fatto nell'immediato dopoguerra... per carità, loro sono dei professionisti repapelle:, si dimenticano però la parte documentale che comporta la rivisitazione delle loro idee preconcette ed ideologiche !
    Il risultato forse è anche peggiore. hefico:

    Noi non dobbiamo cadere in questa rete !

    Ciao

 

 
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