Ma riprendiamo la storia della Zastava-Yugo, che da questo momento si fa decisamente meno allegra. Nel 1989 -a distanza di due anni dal primo prototipo- viene lanciata sul mercato la Yugo "Florida", basata su di un pianale completamente nuovo. Lo styling, curato da Giugiaro, era piacevole e al passo coi tempi, tant'è vero che pare che la Fiat abbia proibito per qualche tempo la commercializzazione per timore di una concorrenza con la Tipo! I motori erano il 1.3 della "Skala" e della "Yugo", e i più moderni 1.4/1.6 della Fiat "Tipo"; tutti e tre sono alimentati ad iniezione. L'origine italiana della Yugo "Florida" era testimoniata anche dall'ampio utilizzo di componentisitica secondaria torinese: i fari posteriori -tanto per fare un esempio- erano gli stessi della Fiat "Croma". Della "Florida" è stata realizzata anche una versione pick-up . Tutto lasciava presagire, quindi, un futuro roseo, nonostante lo smacco subito negli USA. Ed invece, inizia la disgregazione della Yugoslavia di Tito, con le immani catastrofi delle guerre fra Serbia, Bosnia e Croazia, e l'orrore delle "pulizie etniche" serbe istigate da Slobodan Milosevic. La Casa di Kragujevac entra in una profonda crisi, la produzione cala vertiginosamente, le sanzioni Onu impediscono le esportazioni, si arriva quasi alla chiusura. Ma la Zastava riesce per diverso tempo a resistere, per la sopravvivenza della fabbrica e dei 40.000 operai che vi lavorano . Nonostante tutto, si tira a campare per qualche altro anno, fino al giorno fatale .




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