Cari compagni,
non voglio provocare, ma leggete quanto segue e meditate. Copio il contenuto postato da fenris sul nostro forum.
Ciao, eroi
L'ANPI farà bene a tacere:
MEDOLLA (Rovigo) - APRILE 1945
Rosalia Paltrinieri, segretaria del fascio femminile locale, violentata in casa davanti
ai suoi tre figli. Il marito ucciso a bastonate. Fu portata in aperta campagna in un
casolare assieme a Jolanda Pignatti. Lì furono sottoposte ad ogni tipo di violenza e poi
furono costrette a scavarsi la fossa. Jolanda ricevette il colpo di grazia alla nuca ma
Rosalia soffocò sepolta viva sotto le palate di terra. Uno di questi "coraggiosi eroi"
si vantò di questa "azione di guerra" per giorni.
SONDRIO - 29.03.46
Sotto Tenente della GNR Giacomo De Angeli, di 23 anni, fucilato per collaborazionismo
in base ad una sentenza della Corte di Assise Straordinaria di Sondrio dell'1.08.45
Dopo circa 10 anni, il Tribunale di Sondrio emette e notifica formale precetto con il
quale si intima alla Sig.ra Marianna Bastioni, madre del condannato. al pagamento
delle "spese di giustizia", come dire che si richiede alla madre il rimborso del costo
delle pallottole occorse per la fucilazione del figlio.
IMOLA (Bologna) - 27.05.45
Francesco Mariani, Maresciallo della GNR, veniva linciato in piazza ad Imola verso
mezzogiorno assieme ad altri 11 compagni da una folla inferocita, fra la quale, molte
donne.
BRESCIA - 13.02.46
Ferruccio Spadini, mantovano, padre di cinque figli, fucilato. Assolto il 22.04.60 dalla
Corte Suprema "per non aver commesso i fatti addebitatigli".
NOVARA - 14.06.45
Enrico Vezzalini, condannato a morte da un tribunale che non gli permise di usufruire
di un solo testimone a discarico, in un processo che vide Oscar Luigi Scalfaro come
Pubblico Ministero.
MILANO - 27.04.45
Il grande invalido Giorgi Siro, mutilato di ambedue le gambe sulle montagne del fronte
greco-albanese, condannato a morte da un "Tribunale del Popolo", quello della
118a. brigata garibaldina comandata da un certo Gianni.
SASSUOLO (Modena) - Aprile/Maggio 1945
Strage, con occultamento dei cadaveri delle vittime, ad opera di ignoti partigiani,
avvenuta mediante strangolamento sulla piazza del paese (secondo la testimonianza
di un ufficiale brasiliano). Le salme furono trovate per caso nel 1998 a Marzo durante
i lavori di rifacimento della pavimentazione del cortile del Palazzo Ducale.
REGGIO EMILIA - 28.07.43
Nove operai delle Reggiane (Grisendi Armando, Tanzi Angelo, Ardoli Antonio, Belocchi
Vincenzo, Fava Eugenio, Menozzi Gino, Secchi Domenica, Notari Osvaldo, Ferretti
Nello), mentre indotti a scioperare dai comunisti reggiani, furono uccisi da un drappello
di bersaglieri, comandato da un tenente (che diventerà partigiano nel modenese),
agli ordini di Badoglio.
SORAGNA (Parma) - 15.03.45
il milite Pietro Ajolfi della GNR ed il Tenente Giovanni Ganazzoli delle BB.NN. vengono
brutalmente eliminati a colpi di mitra da partigiani della zona nell'osteria di Pia
Strazzoni mentre stavano seduti ad un tavolo. Questo episodio scatenò la
rappresaglia che portò alla fucilazione, il 18.03.45, di cinque civili innocenti (Ferdinando
Rivara, Renato Cò, Emilio Ferrari, Walter Silvestri, Aldo Arbizzani).
ODERZO (Treviso) - Aprile/Maggio 1945
Centoventisei giovani militi della RSI vengono massacrati dai partigiani dopo aver
deposto le armi al locale CLN.
CODEVIGO (Padova) - 10/11/12.05.45
Il non ancora Senatore Arrigo Boldrini, medaglia d'oro alla Resistenza, ordinò ai
partigiani della XXVIII Brigata Garibaldi, il massacro di circa trecento giovani, ex militi
della X MAS, a guerra finita, sulle rive del fiume Bacchiglione a Codevigo (PD).
PIAZZALE LORETO (Milano) - 10.08.44
Quindici partigiani uccisi, non per un sabotaggio ad un innocuo camion tedesco che
non fece vittime, ma per l'eccidio della mattina alle ore 07.30 dell'8 Agosto perpetrato
dai GAP ai danni di cinque militari tedeschi e tredici italiani civili (fra i quali una donna
e tre bambini rispettivamente di 13, 12 e 5 anni). I partigiani comunisti si mescolarono
alla folla che si accalcava davanti alle ceste di verdura, patate e frutta distribuite
gratuitamente dai tedeschi alla popolazione milanese ogni mattina, e misero una bomba in una di quelle ceste.
I nomi dei 15 partigiani: Andrea Esposito, Domenico Fiorano, Umberto Fogagnolo,
Giulio Casiraghi, Salvatore Principato, Renzo del Riccio, Libero Temolo, Vittorio
Gasparini, Giovanni Galimberti, Egidio Mastrodomenico, Antonio Bravin, Giovanni
Colletti, Vitale Vertemarchi, Andrea Ragni, Eraldo Pancini.
Nomi delle vittime italiane: Giuseppe Giudici, Enrico Masnata, Gianfranco Moro,
Giuseppe Zanicotti, Amelia Berlese, Ettore Brambilla, Primo Brioschi (12 anni),
Antonio Beltramini, Fino Re, Edoardo Zanini, Gianstefano Zatti (5 anni), Gianfranco
Bargigli (13 anni), Giovanni Maggioli (16 anni).
GORLA (Milano) - 20.10.44
Un bombardamento "alleato" uccide 800 persone inermi, fra i quali 200 bambini di
una scuola.
MALGA BALA (Alpi Giulie) - 23.03.44
Dodici carabinieri, a guardia della centrale elettrica di Bretto, massacrati dai partigiani
slavi dopo averli catturati con l'inganno.
SETTEMBRE 1943
Norma Cossetto, studentessa, violentata da 17 partigiani italo-titini, le furono recisi i
seni, fu crocefissa ad una porta, impalata e gettata in una foiba.
MIGNAGOLA DI CARBONERA (Treviso) - Aprile/Maggio 1945
Massacro di 180 prigionieri fascisti alla Cartiera di Burgo ad opera di partigiani
comandati da "Falco", ossia Gino Simionato.
PEDESCALA (Trentino) - 30.04.45
I partigiani, violando l'accordo tra tedeschi e CLN di Schio del 27.04.45, attaccarono una colonna tedesca in ritirata a Pedescala, sulla via del Brennero, e dieci soldati tedeschi rimasero uccisi.
I tedeschi tornarono in paese uccidendo il prete, nove donne e cinquantatre uomini.
S. ANNA DI STAZZEMA (Lucca) - 12.08.44
I partigiani della Brigata Garibaldi aprirono il fuoco sui tedeschi, scappando dal pese
in fretta e furia, abbandonandolo alle rappresaglie. Tutti i sopravissuti alla strage
concordarono che la responsabilità morale della strage fu dei partigiani i quali
restarono nascosti in montagna e scesero in paese solo dopo che la rappresaglia
era terminata.
ROVETTA (Bergamo) - 27.04.45
Quarantatre legionari (dai 16 ai 22 anni) che avevano consegnato le armi, furono
massacrati dai partigiani comunisti della Brigata Gabriele Camozzi e dalla Brigata
13 Ottobre.
CAVEZZO (Modena) - 16.04.45
Prima Stefanini Cattabriga e Paolina Cattabriga (madre e figlia) furono prelevate
dai partigiani e dopo un calvario di dodici giorni di violenze e torture furono uccise.
Angiolino Cattabriga (fratello di Paolina) in seguito a percosse, mutilazioni e bruciature
sull'80% del corpo impazzì e morì all'ospedale di Mirandola (MO).
MILANO - Marzo 1947
Ex Gen. della Milizia Ferruccio Gatti, il giornalista Franco de Agazio direttore del
Meridiano d'Italia, il possidente Giorgio Magenes, assassinati dalla "Volante Rossa
Martiri Partigiani" comandata dal Ten. Alvaro (al secolo Giulio Paggio), assunto poi
alla Innocenti di Lambrate come guardia giurata.
COLOGNA VENETA (Verona) - Maggio 1945
Luciana Minardi, originaria di Imola, 16 anni, mitragliata alla schiena e gettata nel
torrente Guà assieme ad altri cinque cadaveri fra cui quello di Iride Baldini ed il figlio
diciassettenne Alessandro e di Speranza Ravaioli.
VAL D'OSSOLA E VERBANO - Maggio 1945
Vari militi della RSI, una quarantina circa, arbitrariamente fucilati in date diverse a
Verbania e Unchio il 9/11/19/21 Maggio, a Cambrasca il 10.05.45 e a Pieve Vergonte
il 09.05.45. Sono disponibili nomi e cognomi.
GALLIATE (Novara) - 28.08.44
Giuseppe Ugazio (padre di Cornelia 21 anni e Mirka 13 anni). Catturati da partigiani
travestiti da militi della RSI e portati alla tenuta "Negrina" tra Galliate e Novara.
Il padre fu ucciso a calci e pugni legato ad un albero. Le figlie furono torturate e
violentate per ore da circa venti uomini alterati e avvinazzati. Credute morte, le
seppelliscono, ma poi accortisi che le due ragazze erano ancora in vita, le finirono.
Cornelia ebbe il cranio spaccato dal calcio di un mitra e Mirka strozzata da uno
scarpone che le premeva sul collo.
PIAN DEL CANSIGLIO - Settembre 1944
Nella di Pieri, 36 anni, incinta, già madre di Gian Aldo e Gabriella, moglie di Lino
(ricevitore del dazio a Ponte delle Alpi e milite nella GNR), fucilata dai partigiani della
brigata "Tollot" e gettata nel "Bus de la Lum" (trattasi di un burrone) accusata di
essere una spia. Alcuni partigiani ammisero, più tardi, che era innocente.
VERGATO (Appennino Bolognese) - 22.07.44
Nel Marzo 1989 il Procuratore Capo di Bologna, Ennio Fortuna, chiese al GIP
l'autorizzazione a procedere contro tre dei cinque partigiani che, secondo le indagini
dei carabinieri, avevano trucidato il 22.07.44 Alfredo Prospero Manfredini ed il
genero Vittorio Barion per poi abbandonarli nel bosco di Grizzana.
I tre partigiani, fino a qualche anno fa ancora in vita, appartenevano alla Brigata
Stella Rossa. Vicino ai due corpi ne fu trovato un terzo, quello di Evandro Masotti.
CIOCIARIA (Lazio) - Maggio 1944
I soldati del Generale francese JUIN (truppe coloniali del Nordafrica) abituate a
combattere in montagna, i cosidetti "Goumiers", ebbero "carta bianca" nell'intento di
aggirare le truppe tedesche attestate sulla linea "Gustav".
Il Gen. Juin disse loro che per 50 ore sarebbero stati padroni assoluti di tutto e di
tutti, purchè riuscissero ad accerchiare i tedeschi, e che avrebbero potuto prendersi
vino, oro e donne.. Il 17 Maggio cadde il paese di Esperia, 7.000 "Goumiers"
devastarono, razziarono, uccisero e violentarono circa 3500 donne dagli 8 agli 85
anni. Vennero sodomizzati circa 800 uomini tra cui un prete, don Alberto Terrilli,
parroco di Santa Maria di Esperia, morto due giorni dopo per le sevizie.
Molti uomini che tentarono di difendere le loro donne furono impalati.
Il 20% delle donne durono affette da sifilide, l'80% da blenorragia, molte rimasero
incinte, il 40% degli uomini contagiati in seguito dalle mogli, 80% dei fabbricati
distrutto, 90% del bestiame sottratto, gioielli, abiti e denaro rubati.
MARZABOTTO (Bologna) - Settembre 1944
Il numero dei caduti fu indicato in 1830, cifra imposta dai partigiani a guerra finita.
In questa cifra però vi erano incluse persone ancora in vita, caduti della Prima
Guerra Mondiale, deceduti per polmonite o in bombardamenti.
Nel sacrario di Marzabotto, sono raccolte 808 salme, delle quali però 195 morirono
per scoppi di mine e militari deceduti durante la Grande Guerra.
I morti del massacro di Marzabotto, in verità, furono circa seicento.
In seguito a varie imboscate a militari tedeschi, fra cui una delle più gravi il massacro
di parlamentari tedeschi (con la bandiera bianca) inviati negli accampamenti
partigiani della Stella Rossa per accordarsi affinchè il loro passaggio non fosse
disturbato da imboscate, la rappresaglia era nell'aria e la popolazione di Marzabotto
, già avvisata, stava per lasciare il paese, ma furono fermati dai partigiani i quali
li obbligarono a rientrare nelle loro case assicurandoli che li avrebbero protetti da
un eventuale rappresaglia tedesca, ma così non fu, il massacro avvenne e nessun
partigiano mosse un dito per difendere la popolazione




...Come no, dato che posti su un Forum Rosso come il mio sangue e chiaramente avverso al fascismo e Partigiano ...mi sembra chiarissima l'intenzione di NON provocare. 
