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Discussione: Esempio di regime.

  1. #1
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    Predefinito Esempio di regime.

    Si parla da parecchio tempo del regime, presunto o reale, che ci sarebbe qui in Italia.

    La recentissima vicenda delle riforma dell'ordinamento giudiziario, perdipiù votata ricorrendo alla fiducia in parlamento, portata avanti senza ascoltare le critiche che provenivano dall'associazione nazionale magistrati, da giuristi, costituzionalisti, processualisti e, dulcis in fundo, dal Consiglio superiore della magistratura, secondo me rappresenta l'esempio lampante di regime.
    Infatti come non pensare che ci sarà stato qualche cosa di sbagliato se tutti hanno protestato per la riforma. Un governo "normale" avrebbe dovuto tener conto di questa realtà. Ma evidentemente Berlusconi ed il suo governo non amano la democrazia, o forse pensano che la Democrazia si riduca temporalmente al giorno delle elezioni e si concluda con la conta dei voti. Troppo poco non credete ?

  2. #2
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Credo che il compito del riformatore sia quello di riformare. Non di accogliere le critiche dei riformandi.

  3. #3
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    Giustizia è Sfatta
    Corrado Stajano
    E così un’altra indecente legge, quella sull’ordinamento giudiziario, ha avuto l’esito che doveva avere. Non occorreva un indovino per capirlo. Imposta con il voto di fiducia alla Camera, è stata approvata mercoledì al Senato contingentando i tempi del dibattito in modo strettissimo e nervoso.
    Approvata senza una vera discussione, senza tenere in alcun conto le opinioni critiche della stragrande maggioranza della cultura giuridica italiana. Non soltanto i magistrati: autorevoli giuristi, costituzionalisti, processualisti, il Consiglio superiore della magistratura hanno cercato in tutti i possibili modi di far capire quali sono i nefasti contenuti di questa legge e le ragioni del rifiuto. Una legge-vendetta contro i magistrati considerati nemici. La legge, infatti, non sembra proprio pensata e costruita per far funzionare meglio la giustizia, problema che rappresenta l’ultima preoccupazione del governo Berlusconi.
    I magistrati, tutte le correnti concordi, hanno ora proclamato uno sciopero di protesta per il 24 novembre. Sono stati fin troppo cauti dopo il congresso straordinario tenuto in settembre a Napoli. Nei loro confronti si sono sprecati gli inviti a soprassedere, in nome della dignità del ruolo. Ma alle preoccupazioni manifestate da autorità istituzionali non hanno corrisposto gesti concreti in grado di impedire non tanto il parto di questo mostro giuridico, ma di far sì, almeno, che la discussione in Parlamento fosse ampia e corretta e che la proclamata volontà di dialogo propagandata dalla maggioranza non fosse, com’è poi accaduto, una delle tante bugie.
    La dignità dei Giudici è stata calpestata dai legislatori della maggioranza ossessivamente tesi, con questa legge preventiva come le guerre di Bush, a impedire che i magistrati possano indagare in futuro su delicate questioni che gli stanno a cuore, il fantasma di Mani pulite. Si è creato così un sistema - dall’ingresso in magistratura alla sostanziale separazione delle carriere, alla burocratizzazione delle Procure - che viola anche la Costituzione. (Il presidente Leopoldo Elia ha parlato dell’«avventurismo che ispira il disegno di legge governativo»).
    La decisione di far sciopero non suscita mai entusiasmo tra i magistrati. Lo impediscono la mentalità acquisita e la coscienza delle funzioni. Crea sofferenza, piuttosto. Ma in questa occasione vuole essere l’ultimo grido di allarme, il modo simbolico per far capire all’opinione pubblica la gravità di una legge che incrina l’indipendenza della magistratura e danneggia fortemente i cittadini e i loro diritti. I magistrati hanno tentato con tutti i mezzi di aprire un dialogo, discutendo e facendo proposte, sempre inascoltate. E così l’opposizione che non ha detto soltanto dei no.
    Altro che tavoli. I patetici inviti di Rutelli al dialogo sulla giustizia rivolto al Polo delle libertà nella sua intervista al «Corriere» dell’8 novembre, hanno rivelato tutta la loro leggerezza compromissoria. O il leader della Margherita non ha letto con attenzione la legge e non ha seguito il suo iter o ha prevalso la sua preoccupazione di crearsi una grotta di sopravvivenza politica. C’è poco da creare «tavoli di confronto» con simili avversari che sembrano birrai di Chicago degli anni Trenta preoccupati di portare a casa il malloppo fin quando sono in tempo. (Ci sarà ben poco da salvare della XIV legislatura. Subito, a ogni modo, sarà necessario cancellare questa retriva controriforma).
    E pensare che di una riforma seria della giustizia c’è bisogno in Italia come di pane. In un Paese dove lo Stato sarà probabilmente costretto a restituire i beni confiscati nel 1985 dal pool di Caponnetto, Falcone, Borsellino al supermafioso Tano Badalamenti che nel frattempo è morto e non è arrivata a compimento una sentenza definitiva di condanna. In un Paese dove, se tutto fila liscio, un processo penale dura 5-6 anni e un tempo assai più lungo un processo civile. Dove per un patteggiamento occorrono almeno quattro anni. Dove la quantità dei reati che cadono in prescrizione, spesso di estrema gravità, è altissima e da questa anomalia ha tratto giovamento anche il presidente del Consiglio col suo garbuglio giudiziario. Ma, si sa, non bisogna demonizzare: di questo perfido verbo non c’è traccia né sul Tommaseo né sul Devoto-Oli né sul Battaglia. Compare solo, segno di nuovi tempi pravi, sullo Zingarelli, Sul Sabatini-Coletti.
    Altro che ragionevole durata del processo, come stabilisce l’articolo 111 della Costituzione riformato nel 1999. Le condanne, i frequenti ammonimenti, le messe in mora della Corte di giustizia europea rappresentano la prova di una situazione molto preoccupante.
    La legge sull’ordinamento giudiziario non sembra curarsene. È piuttosto una specie di sgrammaticato regolamento di disciplina a carico dei magistrati, oltre che una dichiarazione di egemonia del potere politico sull’ordine giudiziario. Non si cura per niente di mutare, migliorare, normalizzare, dare credibilità a un sistema sempre più impraticabile in un Paese dove le arcaiche procedure dell’amministrazione della giustizia, con le sue lungaggini e i suoi disservizi, e l’incompetenza del governo centrale, provocano danni quotidiani e intralci a un possibile sviluppo sociale ed economico.
    L’Associazione nazionale magistrati ha preparato un libro bianco ricco di dati e di notizie che offrono un panorama penoso sul funzionamento della giustizia in Italia.
    Qualche esempio,
    Milano: «Tutte le udienze penali hanno luogo senza la presenza dell’ufficiale giudiziario. Sono segnalati ritardi e difficoltà nelle notifiche, con rinvio dei procedimenti penali. In tutte le aule penali manca una sala per i testimoni che bivaccano nei corridoi discutendo sull’oggetto della testimonianza che devono rendere senza che nessuno, neanche l’ufficiale giudiziario (che non c’è) possa controllarli. Il bivacco è comune ad altri servizi per il pubblico. Alcune aule di udienza (ormai un numero sempre maggiore e in crescita) non dispongono di camera di consiglio. Tutti i giudici civili fanno udienza senza l’assistente di cancelleria».
    Torino: «A fronte di un organico complessivo di 477 unità (dirigenti, cancellieri, ausiliari) la copertura è di 358 unità».
    Bologna: «Terza sezione civile. Nessun usciere staziona nel corridoio, sorveglia, funge da filtro o regola l’accesso agli uffici di ciascun giudice; tutti possono entrare liberamente nelle stanze con gli immaginabili disagi, perdite di tempo, pericoli. Ogni magistrato deve fungere sempre da aiutante ufficiale giudiziario chiamando personalmente nel corridoio le parti, i testi, gli avvocati. Per visionare un fascicolo d’ufficio un avvocato deva fare domanda anche un mese e mezzo prima. La pubblicazione delle sentenze pubblicate in minuta dai giudici avviene dopo circa tre mesi. Non rari gli smarrimenti dei fascicoli d’ufficio e di parte, con necessità di compilazione di verbali volanti».
    Ferrara: «Si segnala il degrado strutturale del Palazzo di giustizia ove piove dentro e si staccano pezzi di soffitto, pericolosi anche per l’incolumità dei terzi».
    Modena: «Totale udienze civili tenute 32 di cui 27 in assenza di cancelliere».
    Cagliari: «Le udienze penali con la sola eccezione di quelle in Corte d’appello e di quelle collegiali del Tribunale di Cagliari, si svolgono senza la presenza dell’ufficiale giudiziario. A Sassari ci si è organizzati con altoparlanti per chiamare le parti e i testimoni, a Cagliari, per le udienze Gup e del Tribunale dei minorenni, con microfoni: gli inconvenienti sono molteplici perché non è possibile avere la sicurezza che tutti sentano il richiamo, senza contare che è davvero impossibile sorvegliare i testimoni perché non entrino in aula e non assistano al dibattimento prima che venga il loro turno di deporre».
    Messina: «Disfunzioni nel settore civile. I ruoli dei giudici hanno una consistenza superiore alle 1500 cause. Sottodimensionamento del personale di cancelleria. Insufficienza delle risorse finanziarie: penne, matite, carte rappresentano un bene prezioso. Insufficienza dei locali: i giudici sono costretti a condividere le stanze in gruppi di due o tre. Fatiscenza dei locali: alcuni uffici, quali la sezione Gip-Gup e l’ex procura circondariale sono ubicati nel piano seminterrato con problemi di luce, aria, mentre qualche volta è stata segnalata la presenza di topi».
    Il sesto Paese industrializzato del mondo. Come ha detto il ministro Castelli l’11 novembre 2003: «Maggiori risorse per la giustizia? Serve piuttosto una cultura manageriale».

  4. #4
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    In Origine Postato da FreeFlag
    Credo che il compito del riformatore sia quello di riformare. Non di accogliere le critiche dei riformandi.
    Riformare va bene, come cercare di seguire il programma che uno si prefigge. Altrimenti non avremmo riforme ed i governi sarebbero dei semplici gestori dello status.
    Ma ritengo regola democratica imprescindibile quella di ascoltare le richieste che vengono dal paese. La concertazione ne è un esempio abbastanza buono, seppure anche in quell'ambito il governo abbia avuto una sterzata verso l'autoritarismo.
    La democrazia significa anche compromesso.
    Solo la dittatura non prevede dialogo con le altre parti.

  5. #5
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    In Origine Postato da giorgio65it
    Riformare va bene, come cercare di seguire il programma che uno si prefigge. Altrimenti non avremmo riforme ed i governi sarebbero dei semplici gestori dello status.
    Ma ritengo regola democratica imprescindibile quella di ascoltare le richieste che vengono dal paese. La concertazione ne è un esempio abbastanza buono, seppure anche in quell'ambito il governo abbia avuto una sterzata verso l'autoritarismo.
    La democrazia significa anche compromesso.
    Solo la dittatura non prevede dialogo con le altre parti.
    Non abbia timore che di concertazione sentiremo parlare abbastanza presto appena cacceremo Berlusconi . Magari poi non veniamoci a lamentare se sindacati, confindustria e gobierno giocano con gli stipendi dei lavoratori e "concertano" l'inflazione programmata.

  6. #6
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    In Origine Postato da FreeFlag
    Non abbia timore che di concertazione sentiremo parlare abbastanza presto appena cacceremo Berlusconi . Magari poi non veniamoci a lamentare se sindacati, confindustria e gobierno giocano con gli stipendi dei lavoratori e "concertano" l'inflazione programmata.
    Ok. Mi pare che siamo d'accordo.
    Qualcuno che si lamenterà ci sarà sempre, fa mparte delle regole del gioco. Nel caso della magistratura però mi sembra che le lemantele provengano da tutte le parti, governo escluso. Ecco il motivo del mio allarme.

    Aggiungo anche che per ritornare in carreggiata prevedo un nuovo periodo di "lacrime" per noi contribuenti, quando il nuovo governo si instaurerà al lavoro. Io non sono certo contrario alle tasse, ma prevedo misure dolorose come quelle per la conquista dell'euro.

  7. #7
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    In Origine Postato da giorgio65it
    Ok. Mi pare che siamo d'accordo.
    Qualcuno che si lamenterà ci sarà sempre, fa mparte delle regole del gioco. Nel caso della magistratura però mi sembra che le lemantele provengano da tutte le parti, governo escluso. Ecco il motivo del mio allarme.

    Aggiungo anche che per ritornare in carreggiata prevedo un nuovo periodo di "lacrime" per noi contribuenti, quando il nuovo governo si instaurerà al lavoro. Io non sono certo contrario alle tasse, ma prevedo misure dolorose come quelle per la conquista dell'euro.
    Ha ragione. Pensi che pure gli avvocati, la "classe forense" (che bello...) ... ehm, pure loro han fatto sioppero perché secondo loro la riforma non separa effettivamente le carriere.

    Ma Lei, ci ha capito qualcosa? Io no, sinceramente. Quello che ho capito e che la stampa si affanna a farmi capire è che i magistrati siopperano e che manca la carta per le fotocopie. La quale con i motivi del disagio di detti magistrati per la riforma subita dev'essere strettamente correlata...

    Nessuno mi viene a raccontare che, per esempio, i nostri vicini greci con metà dei nostri addetti hanno una durata media dei processi di oltre la metà inferiore alla nostra.

    Circa il secondo "mistero doloroso" di nostro signor Prodinotti spero che al suo "avvento" di aver già delocalizzato la mia azienda in qualche paese dell'est per lasciare a Lei e ai sinistrati tutti il privilegio di pagar tasse al posto mio...

  8. #8
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    In Origine Postato da FreeFlag
    Ha ragione. Pensi che pure gli avvocati, la "classe forense" (che bello...) ... ehm, pure loro han fatto sioppero perché secondo loro la riforma non separa effettivamente le carriere.

    Ma Lei, ci ha capito qualcosa? Io no, sinceramente. Quello che ho capito e che la stampa si affanna a farmi capire è che i magistrati siopperano e che manca la carta per le fotocopie. La quale con i motivi del disagio di detti magistrati per la riforma subita dev'essere strettamente correlata...

    Nessuno mi viene a raccontare che, per esempio, i nostri vicini greci con metà dei nostri addetti hanno una durata media dei processi di oltre la metà inferiore alla nostra.

    Circa il secondo "mistero doloroso" di nostro signor Prodinotti spero che al suo "avvento" di aver già delocalizzato la mia azienda in qualche paese dell'est per lasciare a Lei e ai sinistrati tutti il privilegio di pagar tasse al posto mio...
    Beh, certo la questione carta da fotocopie mi pare minore rispetto ad altre che ho avuto occasione di sentire.

    La principale, senz'altro, è che con la riforma sarà il potere esecutivo ad avere controllo sul potere giudiziario, quando una delle regole democratiche sancite dalla costituzione prevede una autonomia dei poteri. Il controllo si eserciterà con la decisione di quali crimini perseguire e quali no. quali processi avranno la precedenza e quali dovranno andare nel dimenticatoio.

    La seconda è che con le nuove regole il magistrato che voglia in qualche modo fare carriera dovrà occuparsi a tempo pieno di concorsi e studio in funzione dei concorsi. Questo andrebbe a rallentare lo svolgimento dei processi in misura ancora maggiore a quello che già accade.

    Parlando poi di delocalizzazione, certo ognuno guarda ai suoi interessi, ma se tutti portassimo il nostro lavoro all'estero, come potremmo sperare di vincere la disoccupazione. Senza contare che più disoccupati corrispondono a meno persone che possono spendere soldi sui nostri prodotti. E' tutto un circolo vizioso o virtuoso. Dipende poi dai punti di vista.

    Ciao

  9. #9
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    quote:
    -------------------------------------------------------------------------------
    In Origine Postato da FreeFlag
    Ha ragione. Pensi che pure gli avvocati, la "classe forense" (che bello...) ... ehm, pure loro han fatto sioppero perché secondo loro la riforma non separa effettivamente le carriere.
    Bella questa!
    Non s'è dato MINIMAMENTE ascolto alle "osservazioni" dei diretti interessati la "riforma"; e si "dovrebbe" prendere per oro colato le rimostranze di un ordine professionale in diretta antitesi?


    Ma Lei, ci ha capito qualcosa? Io no, sinceramente.
    E questo s'era capito.
    Un consiglio: legga qualcosa di DIVERSO dall'informazione unica.


    Quello che ho capito e che la stampa si affanna a farmi capire è che i magistrati siopperano e che manca la carta per le fotocopie.
    Reitero: l'ho postato APPENA qui sopra.
    Mi dii il suo indirizzo; appena riesco a procurarmi il suddetto libro bianco, ne acquisterò doppia copia e glie ne farò dono...


    La quale con i motivi del disagio di detti magistrati per la riforma subita dev'essere strettamente correlata...

    Nessuno mi viene a raccontare che, per esempio, i nostri vicini greci con metà dei nostri addetti hanno una durata media dei processi di oltre la metà inferiore alla nostra.
    Immagino che avrà dati CERTI e DOCUMENTATI, a riguardo.

    Circa il secondo "mistero doloroso" di nostro signor Prodinotti spero che al suo "avvento" di aver già delocalizzato la mia azienda in qualche paese dell'est per lasciare a Lei e ai sinistrati tutti il privilegio di pagar tasse al posto mio...
    -------------------------------------------------------------------------------

    L'ultimo passaggio non c'entra una cippa.
    Ma il "metodo" è noto...

  10. #10
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    MrBojangles, vedo che siamo sulle stesse posizioni.
    Viisto il suo primo messaggio su questo 3d, mi sentirei proprio di dirle che "l'Unità" fa la forza.

 

 
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