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Risultati da 1 a 10 di 27
  1. #1
    Ospite

    Predefinito Ce simmo rutto o' cazz...

    Confesso che la ripetuta apertura di 3d su napoli, mi incomincia a stufare.
    Mi sento tirato in ballo perchè essendo un mezzo sangue (mio nonno materno era del quartiere santa lucia, la linea paterna irpina) praticamente, il peggio del peggio che possa venir fuori:
    la capacità di analisi dei partenopei a e l'attitudine guerrafondaia degli irpini.

    Torniamo a Napoli.
    Napoli dall'Unità d'Italia ha avuto poco e niente.Ancora oggi, è una città pienamente borbonica.Lo dico, nel senso migliore del termine.
    Inoltre Napoli è un crocevia culturale unico al mondo: radici elleniche, sveve, francesi, aragonesi, spagnuole ed italiane.
    Personalmente, ritengo che non esiste al mondo niente come Napoli:
    I quartieri spagnuoli ed il Vomero (miseria e nobiltà), mergellina, via acton, santa lucia, via chiaia, mezzocannone, le università, bagnoli, piazza dei martiri, la floridiana...tutto pulsa di vita, di misticismo...sacro e profano si incrociano in una splendida armonia di sottili sfumature.Odio e amore, piombo e miele.

    La Camorra: a Napoli c'è la Camorra.La Camorra nacque come sodalizio sacrale, in cui gli uomini stringevano un giuramento di amicizia per difendersi da una vita cattiva ed ostile e controllare e difendere il territorio.
    Se ci sono state delle degenerazioni, questo è perchè ogni cosa, giuoco forza, con il tempo tende a degenerare.
    Del resto, io non giudico nessuno, solo Dio Onnipotente conosce il cuore degli uomini e cosa spinge un ragazzo ad affiliarsi a tale sodalizio.

    Si parla di Napoli, senza conoscere Napoli, la sua vita quotidiana...mi sembra un porsi leggermente superbo nei confronti della quistione partenopea.

    Volete continuare a parlare di Napoli? fatelo pure; però, vi ricordo che la realtà è estremamente complessa, e sparlando per fare del sottile razzismo antimeridionale, si rischia di semplificare le cose.
    Ad majora
    geom.antonio




    I Quartieri Spagnuoli

  2. #2
    Ospite

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    Il battesimo e i basisti dell'antica camorra
    Gianluca Merola ha dedicato alcune riflessioni sul "battesimo" del nuovo adepto alla camorra e soprattutto sul ruolo e sull'operato dei cosiddetti basisti, veri e propri architetti dei furti

    Cerimonia fondamentale della società è il battesimo di un nuovo adepto. Il giovane novizio presentato dal compariello al capo della società, si esibisce prima con un finto duello con il padrino, egli deve fare due assalti a vuoto e poi al terzo assalto deve ferire il padrino sul braccio sinistro. Dopo che si è esibito in duello il nuovo adepto, davanti a tutti i componenti della famiglia, giura con la mano sulla bibbia, fedeltà alla società, dopo di che si lega con un patto di sangue. ...Sono esclusi dai cenacoli della camorra i basisti o architetti dei furti, per quanto questi egregi galantuomini si trovino tanto intimamente mescolati nel giro degli affari dei camorristi. Basista è colui che fa il progetto di un furto, penetrando in una casa agiata, facendovisi ammettere per il suo aspetto da gentiluomo, acquistando la confidenza dei proprietari; egli studia, elabora, definisce il progetto, lo abbandona nelle mani e al rischio degli esecutori, a lui spetterebbe un maggior diritto sulla refurtiva, per il rischio personale che correrebbe e in tal caso sarebbe appaltatore del lavoro. Ma i basisti di carriera, tipo Cuocolo, sono generalmente semplici architetti progettisti. Essi devono conservarsi le mani bianche, il volto roseo, sereno, non possono sottomettersi alle fatiche, alle emozioni delle imprese notturne, non devono suscitare il minimo sospetto nei vicini, devono accontentarsi di stare al loro posto di osservazione e a entrare discretamente in compagnia unicamente per esplorare, per studiare, per ordire un piano che faciliti la battaglia finale, alla quale non parteciperanno. Il basista è il tipo più raffinato della delinquenza organizzata, perché più ingegnoso e più perspicuo di tutti gli altri; egli è una mente direttiva, una spia sui generis, una vera spia di guerra, che i nemici non sopporterebbero mai di allevarsi nel loro seno. Basista può essere un servitore, un cuoco, una cameriera, che dà ai suoi amici il piano della casa dei suoi padroni, le indicazioni sui mobili dove sia da trovare un soddisfacente bottino, le informazioni sulle loro abitudini di vita. Compiuto il furto, vi è un estimatore autorizzato per ogni paranza ad apprezzare ciò che è stato rubato, per lo più è un fornitore di mobili, vestiari, generi di prima necessità. Costui fa il prezzo della partita; alla fine una percentuale tocca al basista, un'altra ai camorristi che sanno dell'impresa e l'hanno protetta, una percentuale al capintesta e quel che resta ai ladri operanti. Tutta questa gente è poco nota alla polizia, è una specie di esercito di seconda linea, di riserva segreta, la quale viene fuori, unita e compatta soltanto nelle occasioni solenni.

  3. #3
    Ospite

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    Lo sbruffo e la zumpata
    Due termini simbolici della camorra napoletana

    Lo "sbruffo" è una sorta di tassa sugli affari, la tangente, il baratto. Immancabile lo sbruffo pagato nei mercati ortofrutticoli. La "zumpata" è l'assalto contro un avversario a mano armata, con un coltello, e rappresenta l'arte dove il camorrista deve davvero dimostrare il suo coraggio e la sua valentia. La zumpata viene raccontata quasi come se fosse un bel spettacolo, col vincitore che aveva diritto di vita o di morte sul vinto: "E' drammatica ricca di bei gesti, di attitudini impensate, di astuzie che richiedono sempre una fermezza, e che domanda all'uomo di coraggio di guardare limpidamente al pericolo di affrontarlo, di soggiogarlo. I camorristi nostri, almeno quello dei bei tempi nei quali costoro sapevano morire di fronte all'emulo inferocito, pare abbiano ereditato più che le costumanze e gli istinti dei malviventi di Biscaglia e di Andalusia, l'agilità dei famosi galli di quei paesi. Un combattimento serio tra due camorristi impugnanti la salda e lunga lama catalana, può riferirsi meglio che a quel di due antenati gladiatori, a una zuffa dei feroci volatili. Raccorciati su loro stessi, le teste erette e sporgenti in una linea che è quasi orizzontale con quella ritratta del torace, offrenti, grazie a una stupefacente combinazione delle membra, il minimo bersaglio alla curva avversaria, hanno movenza, balzi, saltellii rapidi, scatti, lunghe pause attente e linee, subitanei impeti, impensati a quelli adoperati dai bizzarri sanguinari pennuti dalle teste di grifi e dagli artigli di sparvieri".


  4. #4
    Ospite

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    Dizionario di Stria:

    CAMORRA
    Associazione criminale diffusa nell'area napoletana. L'origine è controversa. Per alcuni deriverebbe da una compagnia armata di mercanti pisani sorta a Cagliari nel XII secolo; per altri il nome sarebbe la corruzione di gamurra (rozzo capo di vestiario); altri ancora a causa dell'analoga parola spagnola (rissa, disputa) ne fanno ascendere l'origine a quella dominazione. Le prime fonti esistenti in merito risalgono al 1830. Strutturata gerarchicamente, dotata di gradi, doveri, linguaggio propri, la camorra costituì un piccolo universo sociale incentrato sull'estorsione e su traffici illeciti (contrabbando, lotto clandestino, bische, prostituzione; più recentemente droga), diffuso capillarmente sul territorio. I Borbone, fino al 1848, le concessero larga autonomia consentendole di dominare taluni quartieri di Napoli. In seguito alcuni camorristi confluirono nelle file liberali e furono ampiamente utilizzati dal capo della polizia Liborio Romano nel 1860, al tempo dell'occupazione garibaldina. Nuovo prefetto di polizia dopo l'unità, Silvio Spaventa avviò una lotta feroce culminata poi nelle grandi repressioni del 1882-1883. Dopo un relativo declino, l'organizzazione riprese vigore nel secondo dopoguerra e nel decennio 1980-1990 giunse a raccogliere migliaia di affiliati e diecine di "famiglie" in tutto l'hinterland napoletano.




  5. #5
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    Predefinito Re: Ce simmo rutto o' cazz...

    In Origine Postato da geom.antonio

    Si parla di Napoli, senza conoscere Napoli, la sua vita quotidiana...mi sembra un porsi leggermente superbo nei confronti della quistione partenopea.

    Volete continuare a parlare di Napoli? fatelo pure; però, vi ricordo che la realtà è estremamente complessa, e sparlando per fare del sottile razzismo antimeridionale, si rischia di semplificare le cose.
    Ad majora
    geom.antonio



    Superbi a dir poco,caro Geometra.

    Incontro difficoltà a dire di conoscerla a fondo io,la mai città,che ci vivo da sempre,figurati il primo arrivato,che legge la notiziella di cronaca,e già ritiene di essere in grado di tracciare un quadro di una realtà ,complessissima e controversa,dove esiste tutto e il contrario di tutto.
    Forse loro cercano conferme.
    Diamogli le macchiette alla "Io speriamo che me la cavo".Così sono più contenti.
    La realtà però è un'altra.



  6. #6
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    Predefinito

    Questo thread mi sembra appropriato per chiarire un punto delicato: non ho mai pensato prendere per il culo "una ben delineata categoria sociale" coll'intento di offenderla/denigrarla etc. So che certe considerazioni (di tono serio) possono risultare fastidiose, ma non sono scritte per quel motivo e mentirei se scrivessi dell'altro. Per quanto riguarda le "battute", ho sempre confidato che si capisse quando si scherza e quando no, e mi riservo di smettere se a "qualcuno" da fastidio.
    D'altronde, se non fosse come ho detto, non capisco cosa ci farebbe un palermitano in casa mia.

  7. #7
    Ospite

    Predefinito

    Mr, sei un forumista molto corretto, ne è mia intenzione, scendere in polemica con nessuno.
    Ho cercato solo di far capire, che l'analisi dei fenomeni sociali è quanto mai complessa; soprattutto, oggi, che ogni metropoli è un caleidoscopio di etnie, culture e dinamiche economiche.
    Diciamocelo francamente: oggi tutto il mondo è iun meltinpot, una sorta di "Blade Runner" globale; questo è il bello della nostra epoca.
    Direi un epoca multimedialestratificata, dove ad ogni link clicchi per sfogliare un'altro link.Ogni rapporto sociologico/umano ed antropologico, è legato ad altre mille dinamiche sociali ed umane.
    Ciao
    Antonio



    Una suggestiva veduta di Tokyo, crogiuolo culturale del terzo millennio.

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Ce simmo rutto o' cazz...

    In Origine Postato da blob21
    Incontro difficoltà a dire di conoscerla a fondo io,la mai città,che ci vivo da sempre
    In che senso fatichi a conoscere la tua città? E quali sono queste contraddizioni? Puoi fare qualche esempio?

  9. #9
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    Predefinito

    concordo col titolo della discussione...
    invece di discutere realmente dei mali di Napoli si cerca invece l'insulto ai meridionali.
    quindi come si dice anche dalle mie parti: c simm rott u' cazz..

  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Re: Ce simmo rutto o' cazz...

    In Origine Postato da Proletarier
    In che senso fatichi a conoscere la tua città? E quali sono queste contraddizioni? Puoi fare qualche esempio?
    Che ogni giorno mi sembra di scoprire qualcosa di nuovo.

    Le contraddizioni?
    Nella straordinaria vivacità culturale della città,e la rassegnazione atavica.

    Nella splendente modernità e l'arretratezza di realtà arcaiche.

    Nei contrasti sociali.Posillipo sta a Scampia come Beverly Hills sta alla periferia di Bucarest.


    Nell'apertura mentale,la tolleranza della gente,e l'intolleranza arrogante dei pochi prepotenti.

    Nella bellezza di alcuni posti e lo squallore di altri......

 

 
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