Originally posted by Thomas Aquinas
[B]L’Associazione dei Medici Cattolici: quale il ruolo, oggi?
Aprirà i lavori S.E. il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano ed Assistente Nazionale dell’Associazione.![]()


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Aprirà i lavori S.E. il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano ed Assistente Nazionale dell’Associazione.![]()


Data l'ora parteciperei volentieri,
mi sembra tuttavia che l'intervento sia o.t.![]()


Ok, sig. moderatore.Originally posted by Thomas Aquinas
Data l'ora parteciperei volentieri,
mi sembra tuttavia che l'intervento sia o.t.![]()
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che pizza Bellarmì![]()
Sempre con le foto, dolcetti veri mai?


Messaggio al Congresso dei Medici Cattolici Italiani
"L'unica risposta veramente umana di fronte alla sofferenza altrui è l'amore che si prodiga nell'accompagnamento e nella condivisione". Lo scrive Giovanni Paolo II nel Messaggio fatto pervenire al prof. Domenico Di Virgilio, Presidente dell'Associazione Medici Cattolici Italiani, in occasione del XXIII Congresso Nazionale in corso a Bari. "L'inviolabile dignità della persona - afferma tra l'altro il Papa - deve essere affermata con forza e coerenza oggi più che mai!". "Non vi sono - aggiunge - vite indegne di essere vissute; non vi sono sofferenze, per quanto penose, che possano giustificare la soppressione di un'esistenza".
(©L'Osservatore Romano - 13 Novembre 2004)


LA MEDICINA SI PONE SEMPRE AL SERVIZIO DELLA VITA
CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II, nel ricevere i 600 partecipanti alla Conferenza Internazionale sulle Cure Palliative, promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, tuttora in corso in Vaticano, ha voluto ringraziarli per il loro "impegno scientifico e umano a favore di quanti si trovano in uno stato di sofferenza".
"La medicina" - ha detto il Papa - "si pone sempre al servizio della vita. Anche quando sa di non poter debellare una grave patologia, dedica le proprie capacità a lenirne le sofferenze. Lavorare con passione per aiutare il paziente in ogni situazione significa aver coscienza dell'inalienabile dignità di ogni essere umano, anche nelle estreme condizioni dello stato terminale".
Il Pontefice ha ribadito che la fede può aiutare la persona che soffre e renderla capace di lenire la sofferenza altrui. "Di fatto esiste una relazione direttamente proporzionale tra la capacità di soffrire e la capacità di aiutare chi soffre". Le persone più sensibili al dolore altrui e disponibili ad assistere chi soffre "sono anche più disposte ad accettare, con l'aiuto di Dio, le proprie sofferenze".
Il Santo Padre ha fatto riferimento al problema dell'eutanasia, definendolo uno "tra i drammi causati da un'etica che pretende di stabilire chi può vivere e chi deve morire. (...) Anche se motivata da sentimenti di una mal intesa compassione, (...) l'eutanasia invece che riscattare la persona dalla sofferenza ne realizza la soppressione. La compassione, quando è priva della volontà di affrontare la sofferenza (...) porta alla cancellazione della vita per annientare il dolore, stravolgendo così lo statuto etico della scienza medica. La vera compassione, al contrario, promuove ogni ragionevole sforzo per favorire la guarigione del paziente".
Sulla questione relativa alla terapia intensiva, il Papa ha affermato che: "L'eventuale decisione di non intraprendere o di interrompere una terapia sarà ritenuta eticamente corretta quando questa risulti inefficace o chiaramente sproporzionata ai fini del sostegno alla vita o del recupero della salute. Il rifiuto dell'accanimento terapeutico, pertanto, è espressione del rispetto che in ogni istante si deve al paziente".
Il Papa ha inoltre ribadito l'importanza di "accompagnare il paziente fino alla fine, ponendo in atto tutte le azioni e attenzioni possibili per diminuirne le sofferenze e favorirne nell'ultima parte dell'esistenza terrena un vissuto per quanto possibile sereno, che ne disponga l'animo all'incontro con il Padre celeste".
Precisando che le cure palliative mirano a lenire "una vasta gamma di sintomi di sofferenza di ordine fisico, psichico e mentale", il Santo Padre ha sottolineato che perciò richiedono l'intervento di personale specializzato. La somministrazione degli analgesici, ha specificato il Papa, "dovrà essere effettivamente proporzionata all'intensità e alla cura del dolore, evitando ogni forma di eutanasia quale si avrebbe somministrando ingenti dosi di analgesici proprio con lo scopo di provocare la morte".
Il Papa ha concluso il suo discorso ribadendo che: "La scienza e la tecnica, tuttavia, non potranno mai dare risposta soddisfacente agli interrogativi essenziali del cuore umano. A queste domande può rispondere solo la fede. La Chiesa intende continuare ad offrire il proprio contributo specifico attraverso l'accompagnamento umano e spirituale degli infermi".


bella la festa di Sukkot...la festeggiva anche Gesù, e compì pure un miracolo.Originally posted by Bellarmino
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... poi rivelò a tutti di essere Dio ed alcuni credettero in Lui; ma altri, ostinatamente, continuarono, a tutt'oggi, a disprezzarlo e combatterlo preferendo seguire mortifere usanze superate dalla civiltà cristiana.Originally posted by Dreyer
bella la festa di Sukkot...la festeggiva anche Gesù, e compì pure un miracolo.![]()


ed Egli, sulla Croce, rivolse la preghiera al Padre: Padre, perdona a loro, perchè non sanno ciò che fanno.Originally posted by Bellarmino
... poi rivelò a tutti di essere Dio ed alcuni credettero in Lui; ma altri, ostinatamente, continuarono, a tutt'oggi, a disprezzarlo e combatterlo preferendo seguire mortifere usanze superate dalla civiltà cristiana.


Appunto... non sanno quello che fanno... ma chi continua ad incensarli, pur dichiarandosi cattolico, lo sa eccome e ne è responsabile davanti a Dio.Originally posted by Dreyer
ed Egli, sulla Croce, rivolse la preghiera al Padre: Padre, perdona a loro, perchè non sanno ciò che fanno.