un disobbediente che copre a sinistra la Ue imperialista Nunzio D'Erme, candidato alle europee come indipendente nelle liste del PRC e in predicato di veri re eletto deputato, è un "disobbediente" che strumentalizza la combattività e il coraggio antistituzionale e antiliberista delle masse e dei giovani della periferia di Roma col chiaro obiettivo di tenerli legati alle istituzioni parlamentari europee finendo, di fatto, per coprire a sinistra la Ue imperialista.
43 anni, diplomato geometra, istruttore di nuoto precario per oltre un decennio in una piscina comunale, D'Erme inizia la sua carriera politica partecipando a movimenti avventuristi dalla fine degli anni '70 e negli anni '80.
Nel '90 è stato tra i promotori del centro sociale occupato autogestito Corto circuito nella borgata del Lamaro a Cinecittà.
La lotta di classe contro il capitalismo, l'imperialismo italiano ed europeo e il governo del neoduce Berlusconi non rientra
nella sua pratica politica. I suoi modelli organizzativi sono la lotta dei contadini del Chiapas, Marcos e l'Associazione "Ya Basta".
A sostenere la sua candidatura si è mobilitata una lista di "attivisti della società civile e amministratori degli enti locali" fra cui figurano lo scrittore Erri De Luca, ex "Lotta continua", il docente e assessore al comune di Cosenza Franco Piperno, ex "Potere Operaio" e il prete no-global don Vitaliano Della Sala. I suoi sostenitori lo presentato come il "signor nessuno" cioèl'eroe degli ultimi e degli esclusi che sarebbe in grado di "battere Polifemo" .
In realtà il "signor nessuno" Nunzio D'Erme non lotta per "battere Polifemo" ma è uno dei tanti cavalli di Troia della borghesia utilizzati in funzione anti-astensionista per ricondurre i combattenti anticapitalisti e antimperialisti e in particolare i giovani dei movimenti nelle pastoie del parlamentarismo borghese imbrigliandoli nella trappola della "Rete del Nuovo Municipio".
Eletto per la prima volta nel '97 consigliere del comune di Roma come "indipendente" delle liste del partito della Rifondazione comunista, membro delle "tute bianche" (poi "disobbedienti"), svolge da sempre un ruolo di portavoce dei centri sociali di Roma, un ponte tra essi e le istituzioni borghesi capitoline.
La seconda volta che viene eletto come "indipendente" nelle liste del PRC, riceve da Veltroni la delega al "bilancio partecipato" ed è membro delle commissioni consiliari permanenti Politiche Sociali e Sport.
Tale carica gli viene revocata dallo stesso Veltroni, su protesta della casa del fascio, a seguito del suo coinvolgi mento nell'azione dimostrativa del 3 ottobre 2003 durante la quale i "disobbedienti" scaricarono letame davanti alla sede romana di Forza fascisti. Questa revoca si risolverà il 12 ottobre 2003 con una lettera di dimissioni concordata con Veltroni per evitare la rottura tra PRC e DS al Campidoglio.
Membro di Action (movimento romano per la casa), il 12 gennaio 2004 viene posto per due settimane agli arresti domiciliari insieme ad altre 11 persone in seguito agli scontri awenuti il 4 ottobre 2003 all'Eur durante il vertice interministeriale della Ue sulla Costituzione europea.
Forte di questi consensi nel movimento no-global e tra i giova. ni dei Centri sociali, egli si diCE deciso a "portare la voce dei senza voce dentro le stanze de potere", riecheggiando uno slogan che tanti altri opportunisti e falsi rivoluzionari hanno usate prima di lui per imprigionare movimenti e i giovani anticapitalisti all'interno delle istituzioni borghesi. E quel che è più grave È illuderli che la superpotenza europea, quest'organizzazione monopolistica e imperialistica, sia riformabile e dove è possibile "co. struire un nuovo spazio pubblico europeo, fondato nella pace e diritti di cittadinanza", esattamente quel che si propone il partite revisionista e trotzkista della Sinistra europea di cui è presidentE Berti notti.
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