giustoIn origine postato da pcosta
eh no... anche quelli che han fatto solo la seconda media e nemmeno dal primo banco dovrebbero saper sillabare correttamente "Silvio"![]()
ma sono accecato dall'amore
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giustoIn origine postato da pcosta
eh no... anche quelli che han fatto solo la seconda media e nemmeno dal primo banco dovrebbero saper sillabare correttamente "Silvio"![]()
ma sono accecato dall'amore
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In origine postato da FreeFlag
BERLUSCONI, SENZA TAGLIO TASSE SI VA A ELEZIONI
BRATISLAVA - ''Per quanto riguarda Forza Italia ci sarebbe sicuramente una domanda di nuove elezioni''. Cosi' il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi risponde a chi gli chiede se mancare l'obiettivo della riduzione delle aliquote Irpef potrebbe mettere in discussione la stessa esistenza del governo.
Berlusconi, dopo aver ribadito l'assoluta impossibilita' di un Berlusconi-bis, ha aggiunto che ''Forza Italia sarebbe pronta a elezioni senza supportarsi con alcuni alleati che non vedono nella riduzione delle tasse una manovra economica necessaria''.
Il premier ha anche annunciato che il governo presentera' la prossima settimana al Parlamento un maxiemendamento alla finanziaria ''dentro il quale ci sara' la riduzione delle aliquote dal primo gennaio 2005, ottenuta attraverso la riduzione dei costi''.
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 19/11/2004 14:48
E' sperabile che questa presa di posizione ponga fine all'inverecondo balletto cui abbiamo assistito negli ultimi giorni.
Ma occhio, però...! Patti chiari e amicizia lunga.
MAGARI
Andateci alle elezioni da soli, andateci che vinciamo a mani basse!!!
E vi mandiamo dove meritate: ALL'OPPOSIZIONE![]()
GIORNATA DURA,CAPISCO...In origine postato da willy
MAGARI
Andateci alle elezioni da soli, andateci che vinciamo a mani basse!!!
E vi mandiamo dove meritate: ALL'OPPOSIZIONE![]()
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Troppo buoni siete! Temevo che ci destinaste ai gulag....In origine postato da willy
MAGARI
Andateci alle elezioni da soli, andateci che vinciamo a mani basse!!!
E vi mandiamo dove meritate: ALL'OPPOSIZIONE![]()


...guardatina attorno
Un concerto di auguri e congratulazioni, malgrado qualche isolata stonatura leghista, ha accolto nel centrodestra la nomina di Gianfranco Fini a ministro degli Esteri. “Autorevolissima designazione”, ha detto il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, con cui Fini (che conserva la carica di vicepremier) è rimasto costantemente in contatto nelle ultime ore. Casini avrebbe contribuito a che il traguardo rimanesse alla portata del leader di An.
Anche quando, come due giorni fa, lo scontro sul fisco tra Fini e Silvio Berlusconi sembrava poter incidere sulla consistenza del rimpasto di governo. Entrambi hanno smentito che la concessione della Farnesina fosse subordinata a un accordo sull’anticipo del taglio dell’Irpef.
Fatto sta che, archiviata la pratica Fini, sembra che il calendario del governo adesso contempli con chiarezza l’obiettivo della riduzione delle aliquote fiscali.
Contestuale a quella relativa all’Irap, precisa Roberto Calderoli della Lega.
Mentre Gianni Alemanno (An) ammette che il cammino ricomincia da capo, al Senato. Tutto da rifare? Non è proprio come dice il ministro dell’Agricoltura.
Perché sul fisco i tecnici della Cdl sono adesso impegnati a tradurre in realtà alcune direttive politiche più precise. E che prevedono la necessità di trovare una copertura al progetto defiscalizzante rispetto al quale il Cav. non ha voglia di mandar giù alcun rinvio al 2006, e anzi pretende di avere risposte più tempestive da parte di Domenico Siniscalco.
Che esista una base politica su cui lavorare è testimoniato dal registro più conciliante del così detto partito della spesa pubblica, e confermato dallo stato d’animo che si apprezza dentro An e Udc. Dove in molti ripetono le priorità di partito: andare incontro ai bisogni di famiglie, imprese e meridione.
Ma nessuno mostra di voler mettersi di traverso al progetto con cui Berlusconi intende restituire luce al suo governo.
Se la situazione appare appena migliorata, non è certo paragonabile all’incertezza in cui sembrava essere precipitata quando An arrivò ad attaccare il Cav. come il primo beneficiario della sua stessa riforma.
Insomma da più parti si preferisce discettare di numeri più che di veti, e indicare nel tempo “un buon consigliere” (Luca Volontè dell’Udc).
Il primo tempo di Follini.
Il primo tempo della verifica nell’Udc finisce in pari. Il segretario non voleva entrare nell’esecutivo e, almeno per ora, ne rimane fuori.
Forse non casuale che a riferire la notizia sia stato Mario Baccini, da diversi mesi dato come imminente ministro, però mai accontentato (“Non sono un candidato per tutte le stagioni”, è sbottato ieri).
Lo stesso Casini – raccontano gli udc – si è convinto che non c’erano le condizioni per innescare la serie di avvicendamenti che avrebbero dovuto portare anche il finiano Adolfo Urso nel governo.
Evitando di rimanere impigliato nell’esecutivo, Follini conta di conservare immutato il suo ruolo di vigilanza critica sul Cav. (“Ma nessuno pensi che tornerà a rompere le scatole come a luglio”, puntualizza un esponente centrista); e di trattare da una posizione di forza sul futuro del suo partito agitato dalle rivendicazioni dei buttiglioniani.
Ieri è stato annullato l’ufficio politico in cui il presidente Rocco Buttiglione avrebbe chiesto il rinvio, a ottobre 2005, del congresso nazionale.
Fine primo tempo. La ripresa del gioco, dalla settimana prossima,
potrebbe tuttavia riabilitare alcune delle ipotesi prefigurate nei giorni scorsi. Un secondo atto del rimpasto? Gli udc si schermiscono: “Perché avvenga un cambio di altri 3 o 4 nomi, dovrebbe succedere che altrettanti ministri in carica siano messi su un aereo e abbattuti da un caccia militare”.
Eppure c’è ancora chi, non troppo creduto, si ostina a pensare a Follini come vicepremier (magari con qualche delega in più di quelle finora promesse).
Altri, un po’ più credibili, considerano imminente l’ingresso di Baccini e di un esponente di An. Sarebbe solo questione di tempo.
Il tempo che stringeva per risolvere il caso Fini e che non mancherà per aggiustare il resto.
Quanto agli equilibri nell’Udc, ieri Totò Cuffaro era a pranzo con Casini (con Follini i telefoni si sono rotti da tempo). Sembra che né Cuffaro né Lombardo, plenipotenziari centristi in Sicilia, porranno un veto sul futuro di Baccini.
Ma da Casini vogliono rassicurazione sul futuro del partito.
Di rassicurazioni su quel che sarà il suo ruolo in Lombardia, ambito dalla Lega, è alla ricerca pure Roberto Formigoni.
Ieri ne ha discusso a Palazzo Chigi con il Cav.
saluti


In origine postato da FreeFlag
Troppo buoni siete! Temevo che ci destinaste ai gulag....
Tranquillo... garantisco che i gulag li abbiamo chiusi. Ci basta che restiate all'opposizione per i prossimi 50 anni. Ok?


Carissimo,In origine postato da silvioleo
GIORNATA DURA,CAPISCO...![]()
Le suggerirei di modificare l'iscrizione sotto il suo avatar. La legislatura da noi dura five years più uno e mezzo che ci resta... facciamo SIX Years e non se ne parli più...![]()


sarà il vento di phoen che soffia incessante a rendermi nervoso o il pensiero di quel signore che ci governa? (ma sei davvero di Arcore?)In origine postato da silvioleo
GIORNATA DURA,CAPISCO...![]()
ci stavo pensando anch'io,solo che penso ripetero'a tempo debito quel che ho fatto in vista delle elezioni usa...sono scaramantico...In origine postato da FreeFlag
Carissimo,
Le suggerirei di modificare l'iscrizione sotto il suo avatar. La legislatura da noi dura five years più uno e mezzo che ci resta... facciamo SIX Years e non se ne parli più...![]()
x ora resta cosi'...
no non sono di arcoreIn origine postato da willy
sarà il vento di phoen che soffia incessante a rendermi nervoso o il pensiero di quel signore che ci governa? (ma sei davvero di Arcore?)sono toscano...