cerco sempre di farlo...no?In origine postato da Diderot
Leggo strabuzzando gli occhi gli ultimi due o tre interventi, pacati e ragionati.
Non ha importanza se son d'accordo o no.
Se si potesse continuar così..
cerco sempre di farlo...no?In origine postato da Diderot
Leggo strabuzzando gli occhi gli ultimi due o tre interventi, pacati e ragionati.
Non ha importanza se son d'accordo o no.
Se si potesse continuar così..


Non possiamo ridurre la pressione fiscale perché abbiamo un debito pubblico enorme.In origine postato da UgoDePayens
Le promesse non erano affatto irrealizzabili. E non lo sono nemmeno ora: basta seguire la meccanica indicata ai tempi.
Si è solo allungato il periodo necessario per realizzare le riforme, per motivi che a volte esulano dal presente Governo (situazione internazionale) e a volte no (sciocchi giochetti da prima Repubblica).
E' già stato fatto molto in termini di immigrazione, sicurezza, scuola... ora tocca al campo fiscale in senso stretto. Non è una cosa da poco, ma la "rivoluzione" liberale che si era prospettata si basa soprattutto sul fattore fiscale: lo Stato non può chiedere ad un cittadino più di un terzo di quello che produce.
Perciò penso che chiunque promette di ridurre la pressione fiscale mi prende in giro.
Berlusca, però, ha promesso di ridurre la pressione fiscale o di ridurre le aliquote Irpef ?
Diderot
il fatto di guardare + alle elezioni che al bene dell'Italia mi sembra un fattore comune a destra e sinistra,nel caso specifico pero'credo che meno tasse dovute ad un taglio permanente di spesa non possano che fare bene...x le spese non so che dirti + di quanto non abbia detto prima,ieri leggevo sul giornale che x "risistemare" l'ufficio di Grilli alla ragioneria dello stato si son spesi 850.000 euro,è una bazzecola mi dirai,molto si è gia'fatto e son d'accordo,ma mi sembra cmq un esempio significativo di come le spese dovute solo ed esclusivamente a mantenersi i clienti siano vive sempre...mi basta guardare come si spende nel mio comune(li'qualcosa di + ne so)x concludere che lamentarsi poi xche'non ci sono risorse è veramente paradossale...poi chiunque sappia di bilanci un po'+ di me mi zittira'ma nessuno mi leva dalla testa ste cose evidenti...lo so anch'io,e me ne dolgo,che la destra non ha ridotto lo stato.In origine postato da Diderot
Ora però dico la mia.
Secondo me, Berlusconi non promette cose che fanno bene al Paese, ma le cose che gli fanno vincere le elezioni.
Nel 2001, ha promesso la riduzione delle tasse, senza sapere se e come si poteva fare.
Non dimentichiamo che aveva promesso di ridurre l'aliquota massima Irpef al 33 per cento.
Insomma, aveva promesso di farci diventare un paradiso fiscale (forse in essuno altro paese simile al nostro l'aliquota massima è così bassa).
Dire che la destra vuol ridurre le tasse e le sinistra no è un modo semplicistico e mistificatorio di presentare le cose. Chi lo dice vuole sottindendere: la destra vuole farvi star bene, la sinistra gode a farvi star male, a farvi pagare molte tasse ecc.
Il discorso dovrebbe essere un altro. La destra dice: meno Stato. Ergo: meno servizi e spese statali. Conseguenza: meno tasse.
Il problema, però, in Italia, è che da anni le spese e i servizi statali sono stati ridotti.
C'è poco da ridurre ancora.
La destra non ha ridotto lo Stato. Non vedo quindi come possa ridurre le tasse.
Della sinistra parlo un'altra volta.spero lo faccia,silvio ha detto che non vuole sforare,non ci sono molte alternative se vuole restare sotto il 3%
2 se non ce la fa capisci che non posso cmq andare a votare chi pensa che invece ci sia bisogno di + stato


Se si abbassano le tasse non è solo perché è GIUSTO che lo Stato non si appropri dei frutti del lavoro dei cittadini.In origine postato da Diderot
Non possiamo ridurre la pressione fiscale perché abbiamo un debito pubblico enorme.
Perciò penso che chiunque promette di ridurre la pressione fiscale mi prende in giro.
Berlusca, però, ha promesso di ridurre la pressione fiscale o di ridurre le aliquote Irpef ?
E' anche per un calcolo economico evidente a tutti (tranne che a chi non vuol vedere): abbassare le tasse significa lasciare più soldi nelle tasche dei cittadini, che evidentemente questi soldi o li spendono (facendo aumentare i consumi) o li investono (facendo aumentare la competitività del sistema aziendale) o, meglio ancora, fanno entrambe le cose.
E così l'economia ne trae giovamento. Si chiama SVILUPPO, quello che le sinistre non riescono ancora a porsi come obiettivo.
meno entrate son difficili da sostenere con un bilancio in crisi,ma se meno tasse vuol dire tagli PERMANENTI di spesa anche il bilancio ne trae giovamento no?certo non si devono fare pastrocchi...In origine postato da Diderot
Non possiamo ridurre la pressione fiscale perché abbiamo un debito pubblico enorme.
Perciò penso che chiunque promette di ridurre la pressione fiscale mi prende in giro.
Berlusca, però, ha promesso di ridurre la pressione fiscale o di ridurre le aliquote Irpef ?


Cerchiamo di non fare discorsi astratti.
Certo è bello ridurre le tasse, certo è vero che più soldi nelle tasche dei cittadini significa che spendono di più e se la godono ecc.
Qui ed ora, in Italia, abbiamo uno Stato che ha un debito pari al 106 per cento di quello che l'economia nazionale produce in un anno.
Fino a che l'Italia non attenua questo peso, saremo un Paese handicappato.
Mettetevi nei panni di un giovane (in ipotesi) brillantissimo, di 30 o 35 anni, che dopo la laurea non ha lavorato ma ha vissuto di borse di studio, e che è finalmente riuscito a vincere un concorso come professore universitario di seconda fascia.
Bene, uno in questa condizione, deve stare in lista di attesa, perchè da alcuni anni sono bloccate le assunzioni in università.
Quindi, oggi, lo Stato non ha i soldi per assumere i professori universitari.
Però Berlusca promette, a chi guadagna miliardi, di abbassargli l'Iperf.
E questo perché ? perché serve al Paese o serve a lui per rivincere le elezioni ?
Non vi sembra che stia facendo un cosa: 1) ingiusta; 2) dannosa a tutti noi, a chi frequenta l'università, allo sviluppo culturale civile ed economico del nostro paese ?
Diderot
1 le riduzioni fiscali non riguarderanno solo i ricchi,ma anche i meno abbienti(gia'interessati fra l'altro dal primo modulo di riforma fiscale...).Certo il caro-euro ha diminuito il potere d'acquisto della gente ma questo credo non sia imputabile + di tanto a questo governo...In origine postato da Diderot
Cerchiamo di non fare discorsi astratti.
Certo è bello ridurre le tasse, certo è vero che più soldi nelle tasche dei cittadini significa che spendono di più e se la godono ecc.
Qui ed ora, in Italia, abbiamo uno Stato che ha un debito pari al 106 per cento di quello che l'economia nazionale produce in un anno.
Fino a che l'Italia non attenua questo peso, saremo un Paese handicappato.
Mettetevi nei panni di un giovane (in ipotesi) brillantissimo, di 30 o 35 anni, che dopo la laurea non ha lavorato ma ha vissuto di borse di studio, e che è finalmente riuscito a vincere un concorso come professore universitario di seconda fascia.
Bene, uno in questa condizione, deve stare in lista di attesa, perchè da alcuni anni sono bloccate le assunzioni in università.
Quindi, oggi, lo Stato non ha i soldi per assumere i professori universitari.
Però Berlusca promette, a chi guadagna miliardi, di abbassargli l'Iperf.
E questo perché ? perché serve al Paese o serve a lui per rivincere le elezioni ?
Non vi sembra che stia facendo un cosa: 1) ingiusta; 2) dannosa a tutti noi, a chi frequenta l'università, allo sviluppo culturale civile ed economico del nostro paese ?
2 il programma di governo presentava un progetto di riforma ancor + radicale di questo,gli elettori si sono espressi nel 2001 a riguardo,non si capisce xche'oggi quella riforma debba essere diventata ingiusta x chi l'ha votata
3 se vuoi ci diciamo un po'di buoni motivi x tassare meno i ricchi,li ho gia'postati altre volte ma si puo'fare...a me fa ribrezzo l'idea di redistribuzione dei redditi che avete in mente a sinistra ad esempio ...xche'dai x scontato che x il paese sia buono quel che dici tu?nel 2001 la gente si è espressa diversamente...


Una cosa ingiusta è ingiusta anche se è stata approvata dagli elettori .In origine postato da silvioleo
1 le riduzioni fiscali non riguarderanno solo i ricchi,ma anche i meno abbienti(gia'interessati fra l'altro dal primo modulo di riforma fiscale...).Certo il caro-euro ha diminuito il potere d'acquisto della gente ma questo credo non sia imputabile + di tanto a questo governo...
2 il programma di governo presentava un progetto di riforma ancor + radicale di questo,gli elettori si sono espressi nel 2001 a riguardo,non si capisce xche'oggi quella riforma debba essere diventata ingiusta x chi l'ha votata
3 se vuoi ci diciamo un po'di buoni motivi x tassare meno i ricchi,li ho gia'postati altre volte ma si puo'fare...a me fa ribrezzo l'idea di redistribuzione dei redditi che avete in mente a sinistra ad esempio ...xche'dai x scontato che x il paese sia buono quel che dici tu?nel 2001 la gente si è espressa diversamente...
Un cretino eletto - poniamo - consigliere comunale, resta cretino.
Il voto popolare serve ad eleggere delle persone, non a stabilire che cosa è giusto o ingiusto, chi è saggio e che è cretino ecc.
Io ho parlato delle riduzioni fiscali a favore dei ricchi (cioè di chi ha sconta l'aliquota marginale).
Non penso che gli elettori si rendano conto se un programma elettorale è realizzabile o no.
Se poi prometti alla gente di ridurre le tasse, chi vuoi che ti dica di no ?
I nostri costituenti, che non erano dei "fanfaroni" come chi oggi si agita per ridurre l'Irpef, hanno stabilito che non si possono fare referendum abrogativi di norme fiscali.
Perciò lasciamo stare il programma, il contratto con gli elettori, e ragioniamo su ciò che - allo stato attuale delle cose - è saggio fare o non fare.
Secondo me, ridurre l'aliquota massima è ingiusto e dannoso.
Ridurre il peso fiscale a chi non arriva alla fine del mese è giusto e quindi doveroso.
Ma il governo Berlusconi non ha mai fatto uso del potere di adeguare le detrazioni ( con DPCM) dall'Irpef all'inflazione.
Diderot
le riduzioni alle tasse io credo debbano avvenire sia per la fascia di reddito medio-basse, come chiedono AN e UDC, così da trasferire ricchezza dal settore pubblico a quello produttivo, sia per la fascia di reddito medio-alto, così da incentivare un maggior risparmio e un maggior investimento, necessario per creare le condizioni per un'eventuale ripresa. Credo sia questo l'unico mix positivoIn origine postato da Diderot
Una cosa ingiusta è ingiusta anche se è stata approvata dagli elettori .
Un cretino eletto - poniamo - consigliere comunale, resta cretino.
Il voto popolare serve ad eleggere delle persone, non a stabilire che cosa è giusto o ingiusto, chi è saggio e che è cretino ecc.
Io ho parlato delle riduzioni fiscali a favore dei ricchi (cioè di chi ha sconta l'aliquota marginale).
Non penso che gli elettori si rendano conto se un programma elettorale è realizzabile o no.
Se poi prometti alla gente di ridurre le tasse, chi vuoi che ti dica di no ?
I nostri costituenti, che non erano dei "fanfaroni" come chi oggi si agita per ridurre l'Irpef, hanno stabilito che non si possono fare referendum abrogativi di norme fiscali.
Perciò lasciamo stare il programma, il contratto con gli elettori, e ragioniamo su ciò che - allo stato attuale delle cose - è saggio fare o non fare.
Secondo me, ridurre l'aliquota massima è ingiusto e dannoso.
Ridurre il peso fiscale a chi non arriva alla fine del mese è giusto e quindi doveroso.
Ma il governo Berlusconi non ha mai fatto uso del potere di adeguare le detrazioni ( con DPCM) dall'Irpef all'inflazione.


Qui qualcuno torna a scivolare nell'ottica del "cosa vuoi che ne sappiano i cittadini se una cosa è giusta o sbagliata: lo so io e lo decido io che sono bravo".
Ridurre le tasse non è una promessa demagogica, è un PROGETTO. E' GIUSTO moralmente che lo Stato nonsi appropri di qualcosa che non è suo (i soldi dei cittadini), ed è GIUSTO economicamente perché permette ai cittadini di investire e di aumentare i consumi.
A sinistra non la vogliono capire, ma d'altronde il liberismo non fa parte del loro d.n.a.
Inutile parlare con chi, invece che allo sviluppo, pensa allo Stato assistenziale.