Spedito 5 anni fa alla presidenza della Commissione europea dall'allora presidente del consiglio D'Alema che prese il suo posto per quasi 2 anni a Palazzo Chigi, il 31 ottobre prossimo il sempre sorridente Prodi si appresta a dare l'addio a palazzo Breydel e a rientrare nei ranghi della politica italiana con un portafoglio pieno di quattrini e un conto milionario in banca che continuerà a crescere almeno fino al novembre del 2007.
Ad oggi il malloppo incassato da Prodi nei 5 anni di permanenza a Strasburgo ammonta a 25 mila euro al mese, che moltiplicato per 60 fa esattamente 1 milione e 500 mila euro (quasi 3 miliardi di lire) in 5 anni. Basti pensare che per guadagnare tutti quei soldi un operaio italiano con un salario medio mensile di 1.200 euro dovrebbe lavorare per 104 anni di fila. E alla fine non ci riuscirebbe lo stesso perché quello incassato fin qui da Prodi è solo una parte dell'ammontare complessivo. Infatti il conto con la Ue Prodi lo chiuderà a novembre del 2007. Perché, grazie a una "leggina" ad hoc, che riconosce a tutti gli ex presidenti della Commissione europea una retribuzione post mandato pari al 55% dell'ultimo stipendio percepito, per i prossimi tre anni Prodi continuerà a riscuotere 13.750 euro al mese che moltiplicato per 36 fa altri 495.000 euro. Questa sorta di buonuscita d'oro ha validità triennale e viene percepita fino a quando l'ex presidente non trova un'altra occupazione più redditizia. E se per disgrazia le cose dovessero mettersi male, la "leggina" prevede anche l'adozione del cumulo parziale qualora il Prodi di turno trovi un "lavoro" meno remunerativo.
Insomma una lauta "indennità di disoccupazione" riscossa senza un minimo di vergogna da Prodi che adesso, dopo essersi riempito ben bene il suo conto corrente, si appresta a vestire di nuovo i panni del concorrente a Berlusconi per riconquistare Palazzo Chigi.




Rispondi Citando
) Le faccio presente che un conto è produrre la propria ricchezza un altro è quello di inserirsi in una situazione in cui la ricchezza è prodotta da altri.
