IL TEMPO
Tilgher: «Partito unico con la Mussolini E nessun accordo alle regionali con i Poli»
PESCARA — Confronto schietto al congresso del Fronte sociale nazionale, in programma ieri e oggi a Montesilvano, in provincia di Pescara. Due le tesi, che oggi, dopo il discorso di Alessandra Mussolini, la base dell'Fsn sarà chiamata a votare. La prima mozione è stata presentata dal gruppo che fa capo al segretario del partito, Adriano Tilgher. Il documento prevede di giungere a un partito unico, passando per una confederazione iniziale. Ma per arrivare a questo progetto è necessario, specifica Tilgher, «rispettare una serie di paletti organizzativi e politici».
Per quanto riguarda l'organizzazione, puntualizza, «è necessaria una struttura unitaria sul territorio e trasparenza di vertice, con il coinvolgimento e la partecipazione anche della base». Per quanto concerne l'aspetto politico, si chiede «una chiusura al "partito unico del liberismo", di Polo e Ulivo, il recupero della delusione nell'elettorato creato dall'identità tra questi due gruppi», ma anche iniziare «una battaglia sociale con la gente e per la gente su temi portanti, quali una politica per i giovani, per la famiglia, per l'identità nazionale, per il sociale», sostiene il segretario del Fronte nazionale. Il tutto, sottolinea ancora Tilgher, attuato «nell'ambito di una rivoluzione culturale che riscopra i valori del nostro popolo».
«Vorremmo che Alternativa sociale — spiega — diventi il partito del popolo, che unisca tutti gli italiani che non si riconoscono nella forza liberista del Polo e dell'Ulivo». La base, tiene a precisare il segretario del Fronte nazionale, «è d'accordo sul progetto di far nascere una federazione e giungere successivamente al partito unico». Non sono mancate, però, le voci di dissenso. C'è, infatti, chi punta a un potenziamento del Fronte nazionale. Per Paolo Signorelli, che ha presentato un altro documento assieme a Roberto Incardona, «Alternativa sociale deve diventare solo un cartello elettorale, mentre il partito deve restare indipendente».
Intanto, sembra certo che all'appuntamento elettorale del 2005, Alternativa sociale si presenterà nelle 14 regioni con i propri candidati. Nessun accordo con la Cdl, ma neanche con la coalizione di centrosinistra.
domenica 21 novembre 2004
IL MESSAGGERO
Lunedì 22 Novembre 2004 C
L’IDENTITA’ PERDUTA
L’estrema destra fa a botte per la Mussolini
Un gruppo di ultra laziali guida l’assalto ai sostenitori del patto con Alternativa sociale e Forza nuova
ROMA - L’estrema destra litiga sull ’identità che, da sempre, è un suo tema forte. Adesso, in vista delle elezioni regionali, è diventata quasi un nervo scoperto. Tanto da far finire in rissa l’altra notte all’Hotel Serena Majestic di Montesilvano il congresso del Fronte Nazionale che ha riconfermato per acclamazione il segretario Adriano Tilgher ma ha dovuto mettere in campo tutta l’efficacia del proprio servizio d’ordine.
Tilgher sosteneva l’utilità di confederarsi con Alternativa sociale di Alessandra Mussolini, seguendo un percorso identico a quello fatto da Roberto Fiore con il suo Forza Nuova. Per costituire una specie di patto di battaglia a tre: unire le proprie forze, avendo ciascuno specificità anche territoriali che, tra piccoli, potrebbero tornare utili su un terreno come quello delle regionali.
A confutare la linea del segretario ha dapprima provato il delegato siciliano Roberto Incardona, ispirato alla linea di Paolo Signorelli. No, ha chiarito subito: altro che Mussolini, qui bisogna rafforzare la nostra identità, non metterci all’ombra di questo o quello. Ma la tesi faticava a trovare spazio. Dunque è toccato alle avanguardie far la voce grossa. Una quindicina di duri e puri ultras laziali, è salita sulle sedie spazzando via qualsiasi formula dialettica. Il gioco si è ben presto fatto duro e sono volate botte da orbi.
Dieci minuti piuttosto pesanti, hanno riferito alcuni testimoni, risolti dal servizio d’ordine prima che si rendesse necessario l’intervento della polizia. Sebbene il documento finale approvato all’unanimità confermi nella sostanza la voglia di confederazione, rimanda la sua formalizzazione a miglior occasione. Di identità si parlerà un’altra volta, magari dopo il risultato delle regionali. Del resto l’attesa partecipazione al convegno della Mussolini e di Fiore non c’è stata (entrambi hanno mandato un fax).
Ormai “salvo” Tilgher conclude e s’avventura in un timido invito a Storace: «Le porte sono aperte». Pura cortesia o recondita speranza? La Mussolini, che con il governatore non ha certo un feeling, taglia corto: «La speranza non c’è» dice. Ma è soddisfatta della conclusione politica di Montesilvano, che va a irrobustire la sua Alternativa sociale, forte da pochi giorni anche di un neonato sindacato. «Noi siamo fortemente proiettati nel sociale, un sindacato rafforza questa nostra caratteristica». Tilgher e Fiore, non li sente un pò distanti? «Dobbiamo affrontare le regionali, ci uniamo perchè ognuno di noi può arrivare in ambienti che per uno solo può essere difficile raggiungere. Ciascuno ha delle diversità che è bene che ci siano».
In quali regioni vi sentite più forti? «Lazio, Abruzzo, Veneto, Puglia, un pò dovunque» risponde la Mussolini. Ma nel Lazio, Storace... «Sta facendo la sua campagna elettorale, ciascuno fa la sua, mica ci può essere un unico candidato. Nella democrazia più concorrenti ci sono meglio è, così si abbassano le bugie che uno dice.»
S.So.




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