Volevo poter scrivere una riflessione sulla vicenda finita su tutte le pagine delle due svastichette spastiche apparse su due lenzuoli durante la partita Venezia-Treviso.
Leggo dal Corriere Veneto di oggi - anche qui nell'apposito articolone appositamente dedicato all'importante vicenda - che quei tifosi trevigiani hanno inalberato i due "striscioni" (o meglio i due pezzetti di stoffa) sarebbero stati disegnati dentro lo stadio, con bombolette spray - dice l'articolista. In realtà, a ben guardare, non si tratta nemmeno di bombolette spray, dato che il tratto è troppo netto: deve trattarsi di scotch nero. Uno "striscione" del tutto improvvisato e raccogliticcio, quindi.
Leggo che si cita un precedente, quello della partita Livorno-Roma, in cui nel settore dei giallorossi sarebbero comparse tre svastiche "IN RISPOSTA A CORI INNEGGIANTI A STALIN da parte della curva amaranto".
E' chiaro che si tratta dello sfoggio di simboli "pesanti", sfoderati dall'esuberanza giovanile al pari di parole grosse, in uno scambio di insulti.
Prima domanda: e se si trattasse di una cosa del genere anche stavolta?
Seconda domanda: come mai fanno notizia soltanto le svastiche, e non gli inneggiamenti a Stalin? Eppure non mi sembra che il baffuto dittatore georgiano abbia lesinato in morti ammazzati.
Terza domanda: ma davvero non ci sono problemi più gravi in questo paese?




Rispondi Citando
